“Cartolina Pirandelliana” ovvero “Un sogno dentro a un Sogno”

Lo Spettacolo è stato un momento di grande impatto teatrale ed emotivo,
un sogno , all’interno del quale ha trovato vita,
tutta la Dimensione Misterica dei Personaggi Pirandelliani,
Personaggi in fuga dai loro Tormenti,
dalle loro Paure,
in cerca di un interlocutore cui poter confidare la loro angoscia ,
non per essere compresi, o scusati,
ma semplicemente, almeno per un attimo, compatiti…

E’ il tormento dell’Uomo Contemporaneo,
che anima i Personaggi Pirandelliani,
alla ricerca della Propria Verità,
che non pretende di essere unica e univoca,
perché niente e nessuno su questa Terra è una cosa sola;
è l’Ansia di essere riconosciuti che li spinge a non fermarsi mai,
è la Consapevolezza delle Miseria della Condizione Umana,
che non dona loro un alito di Pace,
perché Pace non può esserci nell’animo umano,
durante questo involontario soggiorno nel Mondo.

Tutto questo è “Cartolina”,
omaggio al genio di Pirandello,
alla sua estrema capacità di scandagliare la nostra anima,
distruggendo ad ogni battuta le maschere che vivono in noi,
quelle maschere che indossiamo più o meno consapevolmente ,
nostro tetro rifugio e riparo dalla Conoscenza del Vero.

Ai miei allievi il mio Grazie,
per aver lavorato in Scena con Coscienza, Dignità, Rigore,
per essersi affidati e fidati delle mie parole,
e della Potenza Alchemica del Teatro,
che mai tradisce coloro che lo praticano con Onestà Intellettuale.

E alla fine di questo Anno teatrale,
ricco di Grandi Emozioni ,
ecco le mie Parole per voi,
per ciascuno di voi:

Aurora: Sei cresciuta in questi mesi,
e la tua evoluzione umana è coincisa con la tua evoluzione sul Palco…
Ricorda che il Teatro è Arte Sacra, che chiede Sacrificio Costante e Dedizione Assoluta,
e soprattutto chiede di Abbandonare ogni Giudizio su se stessi e sul Mondo,
perché il Cammino che hai davanti a te, è Cammino di Consapevolezza…
Abbandona ciò che hai sempre creduto,
apri il tuo Cuore alla Meraviglia che il Teatro ha in serbo per te…

Roberta: Sei donna di grande forza interiore,
capace di raggiungere tutto ciò che desideri ,
in primis capace di arrivare a toccare la tua vera Essenza,
attraverso le parole nuove che il Teatro ti ha donato…
La tua ricerca è appena iniziata, ci sono luoghi dentro di te,
che aspettano solo di essere scoperti;
mettiti in ascolto, e non smettere di credere in tutto ciò che fai,
perché lavorando su te stessa,
raggiungerai pienezza dell’Essere anche su quelle sacre tavole.

Adelaide: La tua carica emozionale è potente,
sei donna capace di far suonare le corde più intime che vivono dentro di te…
Il Teatro è Luogo Metafisico per eccellenza,
Patria Emotiva di ciascuno di noi, ed è luogo a cui appartieni per natura…
Il compito che hai da portare a termine,
è cercare di canalizzare tutta questa energia che vive in te,
rendere Teatro ogni tuo gesto , ogni tua parola,
portare il Teatro nella tua Vita ,e allora Vita e Teatro saranno un medesimo sentire,
un nuovo e straordinario modale, che aspetta solo di essere scoperto da te…

Emanuela : Cuore e Coraggio le tue doti straordinarie,
nella vita e sulla Scena,
ora finalmente quello che è Sopra è Sotto, e quello che è Sotto è Sopra,
niente più separa la tua Vita interiore dalla Vita sul Palco…
Questo Prezioso Stato di Grazia è Tesoro da proteggere,
con tutta la tua Forza, e il Cammino che hai di fronte a te,
è solo cammino di Luce,
quella Luce che il Teatro ti ha donato,
e che ora è Tua, solo Tua , per sempre Tua.

Angela: Hai superato le Paure più profonde e antiche che avevi dentro di te,
ora sai che in Teatro è l’Amore che ci guida, non la Paura…
Lascia che questo ritrovato Amore sia la Strada Maestra,
per arrivare ancora più in profondità, dentro la tua Anima,
perché solo quando la lasci parlare liberamente,
riesco a sentire su quel Palco tutta la tua Energia ,
la tua Gioia, la tua Forza , e il tuo Valore Immenso…
Che l’Amore ti indichi sempre il Cammino
.

Maria Teresa: Una nuova Armonia scorre dentro di te,
i Quattro Elementi che donano Vita a questa Terra,
hanno donato nuova Vita anche a te attraverso il Teatro…
Una Femminilità e Una Grazia di rara Bellezza,
vivono su quelle Sacre Tavole ogni volta che dai Voce e Corpo ai tuoi Personaggi…
Il Cammino che hai davanti vivrà di Bellezza e Armonia ,
il tuo Cuore è aperto e comunica liberamente con il pubblico che ti ascolta attento…
Tutto questo avviene raramente,
ed è il Tesoro che hai il compito di Custodire e Accrescere.

Paolo: La Tua capacità di donarti è grande,
il tuo istinto sa sempre consigliarti per il meglio,
e soprattutto hai imparato ad Ascoltare e Ascoltarti…
Il Teatro è Gioia, Meraviglia Pura,
e tu non devi mai dimenticare la sua lezione;
se continuerai ad ascoltare allora inizierai a sentire te stesso e il Mondo,
in un Modo Nuovo e Unico,
perché “C’è ancora tanta gioia preparata per te”.

Gabriele: Il Teatro è ormai la Tua Vita,
e quando Arte e Vita coincidono,
nulla può turbare il cammino.
Continua a camminare, senza paura,
davanti a te le luci del mattino
annunciano un nuovo giorno,
giorno di festa e di Grande Realizzazione.

Ai miei allievi,
che non sono riusciti a partecipare all’allestimento ,
raccomando di Amarsi in ogni momento della loro Vita,
perché solo l’Amore può Salvarci,
Amore per Noi stessi,
per il Mondo,
per il Teatro ,
che ci ricorda che siamo Creature Divine,
fatte d’Amore , per Amore…

Grazie a tutti voi,
Vi abbraccio,

Barbara

(immagine personale tratta dallo spettacolo, altra dal web)

“Cartolina Pirandelliana”

“Io dunque sono figlio del Caos;
e non allegoricamente, ma in giusta realtà,
perché sono nato in una nostra campagna ,
che trovasi presso ad un intricato bosco,
denominato in forma dialettale,
Cavusu, dagli abitanti di Girgenti…”

Una serata dedicata all’Arte e al Genio di Pirandello,
un momento di Incanto e Magia,
che segna il compimento di questo straordinario anno di Teatro,
vissuto con grande emozione da me, e dai miei allievi.

Un Anno Pirandelliano per eccellenza,
a lui consacrato da tutti coloro che, del Teatro,
hanno fatto Modale di Vita,
in una commistione tra Vita e Arte ,
che Pirandello stesso amava,
in una corrispondenza assoluta tra La Vita e il Palco,
tanto da non comprendere dove inizi una e finisca l’altro.

Un omaggio al Poeta Pirandello,
Al Narratore,
al Romanziere,
al Drammaturgo,
un viaggio alla scoperta dell’Archetipo Femminile,
uno spettacolo declinato al femminile,
dove l’anima della donna , della madre,
della figlia , si proietta verso l’infinito,
verso L’Amore infinito che le Donne, simbolicamente,
rappresentano da sempre.

Un momento spettacolare elegante e raffinato,
di coralità e armonia assoluta,
protagonista La Parola,
in tutte le sue sfumature,
caleidoscopio di mille colori e profumi;
protagonista la Vita Stessa,
con tutte le sue miserie e vibranti emozioni,
perché nessuno come Pirandello
sapeva cosa volesse dire “fare teatro”,
e nessuno come lui è mai riuscito,
con tanta delicatezza e onestà,
a sondare l’animo umano,
e le sue Infinite e Misteriche Profondità.

E allora , siete tutti invitati amici del Blog,
e per coloro volessero avere maggiori informazioni,
come sempre lascio la mia mail:
“tuttoilmondoateatro@gmail.com”.

Vi aspetto e vi abbraccio,

Barbara.

“E l’Amore guardò il tempo e rise,
perché sapeva di non averne bisogno.
Finse di morire un giorno
e di rifiorire la sera,
senza leggi da rispettare .
Si addormentò in un angolo di cuore
per un tempo che non esisteva.
Fuggì senza allontanarsi,
ritornò senza essere partito,
il tempo moriva e lui restava”

(L. Pirandello)

(immagini prese dal web)

Teatro e Vita, Vita è Teatro: Riflessioni

Il Lavoro sul Personaggio è Processo Creativo per eccellenza,
lavorio incessante,
dentro e fuori da Se Stessi,
un “sentire e sentirsi” costantemente “attratti”,
da quelle Parole,
da quei Gesti,
che sappiamo essere la “Modalità di Esistere” di quel Personaggio,
sulla Scena naturalmente,
ma per ragioni Misteriche ed Esoteriche direi,
anche e soprattutto nella Vita.

E’ la Vita stessa,
che in questo Tempo di Preparazione e Iniziazione alla Scena,
annulla dolcemente i confini netti,
che separano da lei Il Teatro,
e gli concede di fondersi e confondersi con lei,
in una Corrispondenza Luminosa,
tra ciò che accade sulla Scena, e fuori da essa.

E se il Teatro è Specchio della Vita,
(come già accennato in un mio post qualche mese fa),
la Vita diviene miracolosamente Teatro,
senza il ribaltamento necessario a quest’ultimo per rielaborala,
in una equivalenza netta ,
in una compenetrazione di Significati ,
in un Gioco Vitale di straordinaria Bellezza,
nel Tempo Kronos,
necessario alla preparazione dello Spettacolo.

Senza scomodare troppo Stanislavskij,
direi che un certo grado di immedesimazione,
sia utile all’Attore,
in questa ricerca di Se Stesso,
all’interno delle pieghe del Personaggio,
affinchè quelle Parole divengano le “sue Parole”,
affinchè quei Gesti divengano i “suoi Gesti”,
perché Parole e Gesti possano essere riempiti,
come contenitori vuoti,
di Luce e Senso Profondo,
che mai è Senso Generico,
ma sempre Senso Proprio.

Questo Incredibile Lavoro sul Personaggio,
è Viaggio Astrale,
ricongiungimento ad una Patria ideale,
Smarrimento e Rimembranza,
Ritorno all’Alfa,
al Principio di ogni cosa,
agli Archetipi Madre.

Questo Viaggio pretende un momento di Partenza,
e Congedo dal Mondo,
così come lo abbiamo da sempre Percepito,
per donarci la “Possibilità di Immaginarlo di nuovo il Mondo”,
con tutto il suo Possibile Inesplorato ,
e poi Immaginare noi stessi ,
in questa nuova dimensione,
liberi di poter essere, quello che, ancora mai,
siamo riusciti ad Essere.

Nessuna Certezza o Consolazione all’ Orizzonte ,
solo la Possibilità di Mettersi alla Prova ,
abbandonandoci,
lasciando andare ogni Giudizio ,
lasciando che il Teatro sia il nostro Zenit, il nostro Nadir,
per tornare alla fine di questo Viaggio,

lì, dove mai siamo stati…

Così sto affrontando il mio Personale Viaggio,
su questo Meraviglioso Personaggio ,
che mi sta donando nuovi occhi,
per vedere la Vita.

Barbara

(immagini prese dal web, e personali)

“La Parola e il Gesto sulla Scena” – Prima Parte –

L’Attore sulla Scena lavora, instancabilmente,
con due mezzi Potenti e Perfetti:
la sua Voce, il suo Corpo…

La Voce è aria,
che attraversa la nostra gabbia toracica,
e si proietta come luce fortissima
fuori di noi,è estensione di noi,
è carica del nostro Vissuto,
è Viva e Vita,
non smette di propagarsi tutto intorno a noi,
nel momento in cui inizia a farsi Mondo.

Il Gesto è Corpo,
è manifestazione tangibile e contingente del nostro Esserci,
“del nostro soggiorno involontario su questa terra”
(parafrasando Pirandello),
è Energia Visibile , ,materializzazione del nostro Sentire e Sentirci,
è Forza, è Tempo Kronos e Kairos ,
è tutto il nostro Possibile sulla scena.

Il Lavoro sul Personaggio,
che altro non è se non un carico di gesti da compiere e parole da pronunciare ,
necessita una comprensione assoluta del nostro Modale,
cioè del Modo o della Maniera in cui “Siamo nel Mondo”.
Quella Maniera , quel Modale, diviene sulla Scena,
linea, tratto, diagonale,
elevazione verticale delle leve superiori e inferiori,
e poi ancora Tempo di Fonazione, Volume, Variazione tonale,
Pausa, Tempo-Ritmo interno ed esterno alla parola,
in breve , la griglia tecnica,
che ci garantisce la resa perfetta del Personaggio.

La Letteratura Teatrale e la Storia del Teatro ci insegnano ,
che ogni Secolo pretende che sia assimilato e rispettato
un Canone Stilistico o Codice ,
che un Gesto compiuto da Arlecchino in Scena ,
non potrà mai, e dico mai, richiamare in alcun modo,
un movimento di Nora, uno dei personaggi più celebri di Ibsen;
Colombina non potrà muoversi e parlare sulla scena,
come la Figliastra dei “Sei Personaggi” di Pirandello,
sempre per fare alcuni illustri esempi.

Ecco perché prima di arrivare a parlare di Personaggio,
e di “Psicologia del Personaggio”,
(definizione che oggi va per la maggiore,
che non esaurisce però il discorso,
creando non poche confusioni)
è necessario capire in quale Secolo ci troviamo,
comprendendo che il Settecento non è L’Ottocento
e tantomeno il Novecento,
che sulla Scena bisogna sapersi muovere,
secondo la Regola e Il Codice del Teatro,
secondo la sua Meravigliosa Storia,
e che tutto il carico di aggettivi che, i Registi mediocri,
“incollano” la Personaggio, sono perfettamente inutili,
se l’Attore non avrà prima compreso:
“Come Muoversi, Come Agire, Come Dar Voce”.

Continua…

P.S.
Colgo l’occasione di questo post, amici del Blog ,
per porgervi i miei più cari Auguri di Buona Pasqua ,
Vi abbraccio tutti,
e sempre grazie della vostra luminosa presenza tra queste pagine.

Barbara

(immagini prese dal web)

“Nelle Notti di Primavera pensa a me”- Omaggio a Evgenij Evtusenko

“Giungerà l’amata,
mi circonderà con le sue braccia,
coglierà ogni mio cambiamento,
comprenderà ogni inquietudine.

Da nere correnti, da tenebre fitte,
del taxi dimenticando aperto lo sportello
salirà di corsa i gradini decrepiti
in una febbre di felicità e angoscia.”

(1956)

“Non capirsi è terribile-
non capirsi e abbracciarsi.
Ma per quanto strano,
è altrettanto terribile, altrettanto,
capirsi in tutto.

Ci feriamo comunque.
E, segnato da una precoce conoscenza,
l’animo tuo soave
io con l’incomprensione non offenderò
e non ucciderò con la comprensione.

(1956)

“Nelle notti di Primavera – pensa a me
nelle notti d’Estate – pensa a me
nelle notti d’Autunno – pensa a me
nelle notti d’Inverno – pensa a me.

Ti supplico – nel silenzio più silenzioso
o sotto la pioggia che nell’aria scroscia
o sotto la neve che nel riquadro scintilla,
nel sonno già, ma ancora non nel sogno-

Nelle notti di Primavera – pensa a me…”

(1960)

“Quando è comparso il tuo viso
sulla mia vita scombinata,
io dapprima ho soltanto capito
quanto sia scarso quello che possiedo.

Ma boschi, fiumi e mari
esso in particolare ha illuminato
e me, profano, ha iniziato
ai colori del mondo.

Io così tanto temo, così tanto,
la fine di un’aurora inattesa,
la fine di scoperte, di estasi, di lacrime,
ma non lotto con questa paura.

Capisco: è amore
anche questa paura. L’accarezzo,
di carezze incapace,
custode inefficace del mio proprio amore.

Questa paura mi ha preso
in un anello. Sono brevi , lo so questi istanti,
e i colori per me saranno spenti
quando tramonterà il tuo viso…”

(1960)

“Dormi adorata…
Dormi adorata …
Dimentica la nostra lite.
Immagina
il risveglio
avvolto di freschezza.
Dormi adorata…
Nel sonno , sorridi,
(via tutte le lacrime!)
Dormi adorata…
Non accumulare le offese.
Lascia che nei tuoi occhi si insedino, silenziosi,
gli angeli del sonno.
A stento ci si addormenta su questa terra,
ma-
adorata , mi senti?-
Dormi…
il mio sussurro a te,
sempre più tenue,
poi – silente:

Dormi, adorata…”

(1964)

Solo un breve omaggio per un poeta che il 1 Aprile ci ha lasciati;
a coloro che volessero innamorarsi dei suoi versi,
consiglio la raccolta poetica “Poesie d’Amore”,
tradotta dalla bravissima Evelina Pascucci,
edita da Newton Compton.

Barbara

(immagini prese dal web,di Odilon Redon)

“Ecce Deus fortior me”-Il Primo incontro tra Dante e Beatrice

La “Vita Nova”,
una Vita Rinnovata e Rigenerata nell’Amore,
è questo il primo scritto attribuito all’Alighieri e datato intorno al 1292,
si compone di liriche(Sonetti, Ballate e Canzoni),
che si alternano a momenti in prosa,
intesi come esegesi , e quindi come analisi,
commento e interpretazione, della materia poetica.

Centro dell’intero componimento è la figura di Beatrice,
Donna-Angelo ,Donna-Amore,
Deità, Divinità ,
Alfa e Omega dell’intera Vita Spirituale di Dante,
specchio di Virtù e Beatitudine,
Signora dell’Anima e del Cuore di Dante,
nata non da uomo mortale,
ma figlia del Cielo stellato, e del Dio che lo abita.

Dante la incontra per la prima volta all’età di Nove anni,
e il numero 9 diverrà simbolo teologico potentissimo,
evocazione della presenza di Beatrice,
quadrato del numero 3 , distintivo della Santissima Trinità,
eco della Matrice Divina della fanciulla amata.

[4]Apparve vestita di nobilissimo colore umile e onesto sanguigno,
cinta e ornata a guisa che alla sua giovane etade si convienia.
In quel puncto dico veracemente che lo spirito della vita ,
lo quale dimora nella segretissima camera del cuore,
cominciò a tremare sì fortemente,
che apparia nelli menomi polsi orribilmente;
e tremando disse queste parole:
“Ecce deus fortior me ,
qui veniens dominabitur michi!”
(Ecco il Dio più forte di me, che al suo arrivo diverrà mio padrone)(…)
D’allora innanzi, dico che Amore
segnoreggiò la mia anima(…)
Elli mi comandava molte volte che io cercassi
per vedere questa angiola giovanissima;
onde io nella mia pueritia molte volte l’andai cercando,
e vedeala di sì nobili e laudabili portamenti,
che certo di lei si potea dire quella parola del poeta Homero:
Ella non parea figliuola d’uomo mortale, ma di Dio(…)

(Continua…)

(immagini prese dal web, Beatrice è dipinta da Dante Gabriele Rossetti)

“Per l’Amore di Una Donna”

Un Omaggio alla Donna,
all’Amore che rappresenta, e che ha saputo ispirare in Animi Nobili,
che a lei hanno dedicato Versi-Incanto,
che brillano luminosi ancora oggi per tutti noi.

E’ la Voce della Poesia Surrealista,
che vive la Figura Femminile come Trasfigurazione,
come Momento Catartico dell’Anima,
come Oltre Metafisico al quale tendere , e per il quale attendere…

“L’Amore reciproco,l’unico a poterci interessare,
è quello che mette in gioco l’inconsueto nel consueto,
l’immaginazione nel luogo comune, la fede nel dubbio,
la percezione dell’oggetto interiore nell’oggetto interiore.
Implica il bacio e l’abbraccio,
il problema e la soluzione del problema infinitamente problematica.
L’Amore ha tutto il tempo.
L’Amore moltiplica i problemi.
La furia della libertà cattura gli amanti,
più necessari l’uno all’altro dello spazio dell’aria nei polmoni.
La donna seguita a custodire nella sua finestra la luce dell’astro,
e nella mano la linea della vita dell’amante[…]

(Andrè Breton- Paul Eluard)

“Mi sta dritta sulle palpebre
E i suoi capelli sono nei miei,
Di queste mie mani ha la forma,
Di questi miei occhi ha il colore,
Dentro l’ombra mia s’affonda
Come un sasso in cielo

Tiene gli occhi sempre aperti
Nè mi lascia mai dormire.
I suoi sogni in piena luce
Fanno evaporare i soli
E io piango e rido, piango e rido,
Parlo e non so che dire.”

(Paul Eluard)

“Mai altra che te a dispetto di stelle e solitudini
A dispetto di mutilazioni dell’albero all’arrivo della notte
Mai altra che te proseguirà il mio stesso cammino
Più t’allontani più s’allunga la tua ombra
Mai altra che te saluterà il mare all’alba
quando vagabondo esausto io uscito da foreste tenebrose e cespi di ortiche
camminerò verso i flutti
Mai altra che te poserà la mano sulla mia fronte e sugli occhi
Mai altra che te[…]

(Robert Desnos)

“In tutte le strade ti incontro
in tutte le strade ti perdo
conosco così bene il tuo corpo
ho sognato tanto la tua figura
che è ad occhi chiusi che io posso
definire la tua altezza
e bevo l’acqua e sorseggio l’aria
che ti ha attraversato la cintura
tanto tanto vicino così reale
che il mio corpo si trasfigura
in un fiume scomparso
dove un tuo abbraccio mi cerca

In tutte le strade ti incontro
in tutte le strade ti perdo.”

(Màrio Cesariny)

“Mio Dio fino all’ultimo istante
Con questo cuore stanco debole e smorto
Quando si è l’ombra di se stessi
Come si potrebbe come
Come si potrebbe amare o come
Definire quel tormento

Basta dunque che tu compaia
Rialzandoti i capelli con l’aria
Che ti dà quel tenero gesto
Che io rinasca e riconosca
Un mondo abitato dal canto
Elsa mio amore mia giovinezza[…]

(Louis Aragon)

Auguri a tutte le donne,
di oggi e di sempre…
Vi abbraccio tutte,

Barbara

(immagini prese dal web)

“Ed ecco, signori, come parla la Verità”-Luigi Pirandello- Così è (se vi pare)

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E’ da poco iniziato l’Anno Pirandelliano,
150 anni sono trascorsi dalla nascita del celebre autore di Girgenti,
avvenuta il 28 Giugno del 1867:

“Sono caduto, non so di dove né come né perché,caduto un giorno,
-ma che è il tempo e perché non prima e non dopo?-
caduto in un’arida campagna di secolari olivi saraceni,
di mandorli e di viti, affacciata sotto l’ondata azzurra del cielo,
sul nero mare africano…”

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“Io sono figlio del Caos, e non allegoricamente,ma in giusta realtà,
perché sono nato in una campagna, che trovasi presso un intricato bosco,
denominato in forma dialettale Càvusu,
dagli abitanti di Girgenti,corruzione dialettale,
del genuino e antico vocabolo greco Kaos.”

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La straordinaria genialità del pensiero pirandelliano,
attraversa i secoli, e diviene lente di ingrandimento,
attraverso cui poter leggere, senza difficoltà, la società moderna;
nel mirino del drammaturgo, il pensiero borghese,
l’incapacità dell’uomo di guardare in faccia la Verità,
il desiderio morboso di poter etichettare e classificare la realtà tutta,
secondo categorie predefinite,
senza curarsi di ciò che le “cose sono realmente” ,
ma fermandosi, comodamente, a ciò che le cose sembrano.

La Commedia “Così è (se vi pare)”,
-tratta dalla novella “La Signora Frola e il Signor Ponza”-,
scritta nel 1917, e portata in scena a Milano ,
dalla Compagnia di Virgilio Talli, il 18 Giugno 1918,
viene definita dallo stesso Pirandello,
“una Parabola in tre atti”;
protagonista dell’intero dramma, non un personaggio ,
bensì un’Azione, che si protrae per l’intero corso della Piece:
“La Ricerca della Verità”.

Una Verità cercata,spasmodicamente, da tutti i personaggi in scena,
affermata e poi contraddetta dalla Signora Frola e dal Signor Ponza,
vittime di un meccanismo perverso, che li porterà a confessare più volte
una Verità che probabilmente non esiste , o meglio non può esistere,
in un mondo come quello del Salotto Borghese, che traduce in mero pettegolezzo,
Qualcosa che invece andrebbe trattata con estrema Grazia,
Qualcosa che andrebbe sussurrata
e poi interiorizzata,
Qualcosa che sfugge, e continuerà a sfuggire,
sino all’ultima battuta:“La Verità”

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Personaggio fuori dal coro,
che la critica ha suggerito possa coincidere con l’Autore stesso,
è Lamberto Laudisi,che con umorismo e nera ironia,
si farà da garante di questa Verità tanto cercata,
tentando di comprendere anziché giudicare,
il Dramma di due Umanità , che chiedono ,
anzi pretendono disperatamente ,
di essere ascoltate, e se non comprese, almeno compatite.

“Ora scusi, venga qua lei, signora.
No no ecco vengo io da lei.
Mi vede è vero?
Alzi una manina, mi tocchi…
E’ sicura anche lei di toccarmi come mi vede?
Non può dubitare di lei.
Ma per carità non dica a suo marito, né mia sorella né a mia nipote
come mi vede, perché tutt’e quattro altrimenti le diranno che lei s’inganna,
mentre lei non s’inganna affatto!
Perché io sono realmente come mi vede lei.
Ma ciò non toglie , cara signora, che io non sia anche realmente come mi vede suo marito,
mia sorella mia , mia nipote…
E dico che voi tutti vi ingannate se non mi vedete come mi vedo io!
Ma ciò non toglie che sia una bella presunzione tanto la mia,
quanto la sua, cara signora…”

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e ancora Laudisi di fronte ad uno specchio :

“Eh caro , chi è il pazzo di noi due?
io dico tu e tu col dito indichi me.
Va’ la che così a tu per tu, ci conosciamo bene noi due!
Il guaio e che come ti vedo io , non ti vedono gli altri!
E allora caro mio, che diventi tu?
Un fantasma…
Un fantasma caro, un fantasma!
Eppure vedi questi pazzi?
Senza badare al fantasma che portano con sé, in se stessi,
vanno correndo , pieni di curiosità,dietro il fantasma altrui!
E credono che sia una cosa diversa.”

Come sempre vi consiglio la lettura dell’intera Commedia,
e vi lascio con un video di alcuni minuti della stessa,
la Compagnia dei Giovani e la Compagnia Stoppa-Morelli,
con la regia di Giorgio de Lullo,
meraviglioso Romolo Valli , nel ruolo di Laudisi,
Rina Morelli nel ruolo della Signora Frola,
e Paolo Stoppa nel ruolo del Signor Ponza.

Barbara

(immagini prese dal web e alcune foto personali)

“Della Verità del Teatro”

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Il Teatro, quello Vero,
è Teatro dell’Anima,
Teatro del Cuore,
che è in grado di cambiare la tua Vita,
che ti chiede di donare tutto di te,
abbandonando le tue convinzioni, le tue certezze,
per scorrere attraverso le cose,
per farti Mondo, e trovare te stesso nell’incontro con l’Altro,
perché non usciamo mai da noi stessi,
e ogni incontro con l’altro è sempre un incontro con noi stessi,
è sempre un modo per conoscerci e riconoscerci nella “Modalità Altra” da noi.

“Recitare” è esercizio complesso su quelle Sacre Tavole,
ogni buon attore sa che il suo lavoro pretende Impegno e Passione,
che non esistono limiti artistici, che non coincidano con limiti umani,
che ogni evoluzione artistica passa attraverso un percorso iniziatico
di Coscienza e Consapevolezza,
di Catarsi e Trasformazione,
perché sul Palco è la Verità che che illumina la nostra Ricerca Interiore.

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Si chiede spesso agli attori di “Ricercare il Personaggio”,di “Costruire il Personaggio “,
ma la Verità è che il Personaggio non esiste,
è solo una carico di Parole e Gesti,
vuoti e privi di senso, se l’Attore non capirà che,
prima ancora di trovare questo fantomatico personaggio,
dovrà cercare , trovare , e abbracciare, con amore, se stesso.

Sulla Scena esiste un Essere Umano,
che dichiara la sua Esistenza attraverso la sua Voce,
muovendo sulla scala tonale il suo emozionale,
“Portando la sua voce” oltre la Quarta Parete.

Sulla Scena esiste un Essere Umano,
che prende Coscienza del suo corpo, muovendosi,
seguendo angoli e diagonali,
che rispettino sempre le aperture ,
perché il pubblico possa vedere sempre ciò che sta facendo,
un Essere Umano che “muove e porta il suo corpo”,
potente strumento di comunicazione insieme alla sua voce.

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Perché “Recitare significa Comunicare”,
Rendere Visibile l’Invisibile,
e Rendere l’Invisibile Sacro
,
perché tutto ciò che riguarda l’Essere Umano è Sacro,
e degno di Rispetto e Amore,
e questo il Teatro lo sa,
ed è pronto a ricambiare con Amore tutto ciò che sapremo donargli e sacrificargli,
per Rinascere a nuova Vita , prova dopo prova,
spettacolo dopo spettacolo,
perché siamo Energia,
che scorre dentro noi,
che si trasforma in “Tensione Corrente” su quel Palco,
Energia che si libera dalla nostra Anima ,
su traiettorie verticali e orizzontali ,
che avvolge il pubblico davanti a noi,
e poi si invola verso il Cielo dal quale proveniamo,
per tornare ancora a noi,
più Viva e Vera,
ogni volta che il Rito del Teatro si compie.

Cercare se stessi,
Trovarsi ,
Amarsi,
Rispettarsi,
e allora , solo allora , saremo nella Verità del Teatro.

Barbara

(immagini prese dal web)

Voci di Donna, Voci d’Amore: Frida, Sibilla e Alda

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“Mio Diego,
specchio della notte.
I tuoi occhi, spade vedi dentro la mia carne, onde tra le nostre mani.
Tutto tu nello spazio pieno di suoni-
nell’ombra e nella luce.
Ti chiamerai AUXO-CROMO- colui che attira il colore.
Io CROMOFORO -colei che dà il colore.
Tu sei tutte le combinazioni dei numeri.
La vita …
Il mio desiderio è capire la linea, la forma,
l’ombra, il movimento .
La tua parola percorre tutto lo spazio e raggiunge le mie cellule,
che sono i miei astri,
e va alle tue, che sono la mia luce.

-Frida Kahlo-

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“Nel cavo delle tue mani
ancora
il ricordo del tuo viso
brucia e trema,
trema, viso accarezzato,
piccola cosa lontana,
pallida e arde
nel cavo delle mie mani.
Eri immenso bene
mistero e vene
in dolce forma,
volto amato perduto,
ancora brucio e tremo,
le palme tendo…”

-Sibilla Aleramo-

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“L’ora più solare per me
quella che più mi prende il corpo
quella che più mi prende la mente
quella che più mi perdona
è quando tu mi parli.
Sciarade infinite ,
infiniti enigmi,
una così devastante arsura,
un tremito da far paura
che mi abita il cuore.
Rumore di pelle sul pavimento
come se cadessi sfinita:
da me si diparte la vita
e d’un bianchissimo armento io
pastora senza giudizio
di te amor mio mi prendo il vizio…”

“Ho conosciuto in te le meraviglie
meraviglie d’amore sì scoperte
che parevano a me delle conchiglie
ove odoravo il mare e le deserte
spiagge corrive e lì dentro l’amore
mi son persa come alla bufera
sempre tenendo fermo questo cuore
che (ben sapevo) amava una chimera.”

– Alda Merini-

Un Omaggio a tre Voci dell’Arte e della Poesia,
versi poco noti,ritrovati dopo attenta ricerca,
vitali e scintillanti,
un omaggio al Sentimento che Dona Vita e ci Tiene in Vita,
per tutti voi amici del blog…

Barbara

(immagini prese dal web)