Teatro: Ierofania del Cuore, il mio nuovo workshop

“ Il cuore e il suo chakra, Anahata, il nostro centro energetico principale”

L’apertura del cuore è la strada maestra per giungere alla conoscenza e alla consapevolezza del nostro Sè Superiore.

Questo workshop, rivolto a tutti, attori e non, è dedicato a coloro che desiderano lavorare sulla propria vita, sulle proprie emozioni, sui propri sentimenti, nella consapevolezza che siamo Anima, e siamo corpo abitato da questa Anima.

Lavoreremo sugli aspetti più dinamici e attivi dei sentimenti, attraverso lo studio dei testi più importanti, che hanno trattato in metrica o in prosa la questione sentimentale .

Autori di ogni tempo, partendo da un testo sacro come il Cantico dei Cantici,

passando attraverso le Laude di Iacopo e da Todi, i Sonetti del Petrarca, le Rime di Dante , fino a giungere al cuore della letteratura, che con Shakespeare trova la sua più alta espressione d’amore.

Testi teatrali, letterari , poetici, saranno analizzati e letti, riadattati e studiati come monologhi o dialoghi, in una nuova chiave di apertura del Cuore e del suo Chakra, Anahata,

per ritrovare la radice della nostra fede, e del nostro essere creature divine,

che abitano un corpo terreno e che lavorano su un piano materiale, duale, tridimensionale,

in unione con il divino, co-creatore della nostra realtà.

Il workshop si svolgerà nei mesi di Ottobre, Novembre,Dicembre, on Line, tramite video-lezioni, una lezione a settimana della durata di 75 minuti, giorni e orari da concordare con me, secondo le vostre esigenze, di settimana in settimana.

Per tutte le informazioni e per iscriversi, scrivetemi a tuttoilmondoateatro@gmail.com, o whatsapp 348/5566112.

La prima lezione di prova sarà gratuita per tutti.

Vi aspetto per condividere insieme uno straordinario viaggio di Vita, Arte e tanto Cuore❤️

Barbara

(Immagine presa dal web)

Cambiamento, Trasformazione, Rinascita

Amo il Teatro,questo Blog è una lunga ed appassionata dichiarazione d’amore ad un’Arte antica e sacra, alla quale ho dedicato la mia vita animica.

Ad oggi i Teatri, come luoghi fisici sono chiusi, e non sappiamo quando potremo tornare a sfiorare i velluti rossi e a calcare quelle lignee tavole che ne costituiscono l’architettura tanto amata.

Ma una cosa la so:

Il Teatro è un’Idea, lo scrissi anni fa nel primo post pubblicato, e se questo postulato è vero come io credo, il Teatro non avrà bisogno di un luogo fisico in futuro per accadere, avrà bisogno di uomini e donne col cuore puro e innamorato che lo adorino e lo tengano vivo dentro sè, immaginando e sognando, come folli sognatori, il suo futuro anche al di fuori dei luoghi fisici convenzionali, che da secoli siamo abituati ad avere sotto i nostri occhi.

La materia non vincerà mai sulle idee e sullo spirito, ricominciamo a sognare un futuro vero per il nostro Teatro, smettiamola di piangerci addosso, di rimanere inermi in attesa di non si sa cosa, per anni i nostri attori della commedia dell’arte, hanno viaggiato su carretti improvvisati, che divenivano palcoscenici di fortuna, su cui però poter dar vita alle loro idee, alle loro passioni e quindi ai loro personaggi.

Abbracciamo con gioia il cambiamento, anzi diveniamo promotori del cambiamento, della radicale trasformazione che stiamo vivendo, accogliamo il buio odierno, con la certezza che la luce vincerà sulle tenebre , e una nuova Alba ci consegnerà una nuova idea di Teatro, che è chiamato ad affrontare la sua ennesima sfida, che vincerà, come la sua storia ci insegna ❤️

Vi abbraccio, sempre nell’idea del Teatro, che è vita e che vivrà una nuova alba 😘

Barbara

 

 

La Dizione Poetica- Prima Parte-

Villa_reale,_Milano_-_Andrea_Appiani_(1754–1817),_il_Parnaso,_Apollo_e_le_Muse_(Carlo_Dell'Orto)_19

La Poesia è Momento Interiore,
Voce dell’Anima,
figlia del Dolore,
amante della Gioia,
parola che vola alta,per giungere a toccare ogni latitudine e longitudine,
melodia originaria del Mondo da cui proveniamo, e verso cui siamo diretti.

Leggere la Poesia a voce alta, è esercizio complesso e virtuoso,
che pretende cura e attenzione,
che prevede di modificare l’ approccio alla parola,
per riappropriarci del senso più intimo e vero della parola stessa, oltre il suo significato ,
alla ricerca del significato unico e personalissimo che la parola ha per ciascuno di noi.

Un primo semplice esercizio,che spesso propongo ai miei allievi,
prevede di pronunciare ad alta voce una parola qualsiasi,
e provare a visualizzare l’immagine che quella parola suscita nella loro anima .
Tanti soggetti , tante parole , tanti significati…
Perché anche una parola comune come “albero”, evocherà nell’anima di ciascuno, un particolare albero, che non potrà essere lo stesso per tutti, nonostante il significante rimanga invariato.

Itinerari danteschi - Il Paraso, 1510 Raffaello part.

La Dizione Poetica parte da questo semplice enunciato:
” esistono tanti significati per ciascun significante”:
compito del lettore è iniziare un cammino mentale alla ricerca dei propri significati…

Scoperti i nostri significati, dovremo senza timore, stabilire un nuovo rapporto con essi,
cercando di stringere, idealmente ,la distanza che ci separa dalle nostre parole,
che sono lì davanti a noi,
pronte per essere pronunciate per la prima volta,
e rivestite di nuova luce.

Siamo bambini di fronte alla Poesia,
bambini che sillabano le loro prime parole,
che sperimentano la gioia del suono,
che attendono di essere travolti dalla potenza animica della Parola,
che ascoltano con stupore e meraviglia la melodia della propria Voce,
strumento divino e perfetto, che ci mette in comunicazione con noi stessi, e con il Mondo…

9cori

– Continua –

(immagini prese dal web )

“Il discorso del re” ovvero una straordinaria lezione di Fonetica

Insegnando dizione e fonetica ormai da più di dieci anni, ho incontrato sulla mia strada, nel tempo, numerosi re Giorgio, che per motivi diversi sono giunti a me nella speranza che il miracolo avvenisse.
Erano uomini e donne comuni, che per ragioni meccaniche e psicologiche, non riuscivano a pronunciare correttamente le parole della lingua italiana, e non mi riferisco solo alla pronuncia corretta degli accenti(che direi per esperienza essere il problema minore) ma alla pronuncia della struttura fonetica , cioè articolazione vocalica e consonantica.

Ricorderò su tutti due casi, un uomo e una donna , alfa e beta, (non scriverò i nomi per rispetto )davanti ai quali davvero tutta la mia professionalità ha vacillato, per il lavoro di decostruzione e nuova costruzione, che vedevo dinnanzi a me.

Quando un soggetto non articola,( cioè mangia costantemente vocali e consonanti all’interno o in chiusura di parola)non riesce a comunicare con il mondo che lo circonda…è tagliato fuori, additato e deriso, dalle persone che gli sono più vicine.

Il mio lavoro non consiste nel risolvere semplicemente un problema meccanico, perchè alle parole che il soggetto divora , corrispondono, nella maggioranza dei casi, pezzi di anima e di vita che al tempo stesso vengono divorati.

La parola è voce, e la voce è in costante rapporto con la nostra anima , si flette e si adagia sulle nostre emozioni.(vedi il saggio di Roberto Rebora, “Della voce umana”)

Se l’emozione non riesce a tradursi parola e voce, rimane dentro di noi, causando ansie, paure, gioie, dolori, chiari e scuri che non possono essere gettati fuori e condivisi..

E l’anima, nella solitudine, si ammala..e si spegne.

Ecco perchè, lavorare sull’articolazione di un soggetto e sulla sua voce, significa stabilire un rapporto molto intimo con l’anima di quest’ultimo, che a me si affida, per tornare a vibrare e a splendere di luce propria.

In questo film del 2010, “Il discorso del re” vincitore di svariati premi, l’allievo Colin Firth, si affida ai metodi empirici ma validissimi del logopedista Geoffrey Rush,il quale entrerà con grazia e forza nella psicologia dell’allievo, per restituirgli pienamente l’uso della parola .
Magnifica interpretazione di entrambi, e soprattutto veri e straordinari gli esercizi di fonetica, dai quali possiamo solo imparare.

Consiglio la visione dell’intero film, per apprezzarne la poesia e la bellezza.