In scena “ Sogno di una notte di mezza estate”

” Sogno di una notte di mezza estate”✨✨

Un adattamento di un’ora e dieci di Barbara Bricca e Guido Del Vento, che curano anche la regia, che vedrà in scena gli allievi dello stage estivo, che troverà la sua conclusione con questo esilarante spettacolo , che tra risate e profonde riflessioni, guiderà lo spettatore alla scoperta del vero senso dell’Amore.

E allora noi siamo pronti,

Vi aspettiamo a Roma, presso il Palco delle Valli, il 27 e 28 Ottobre ✨

Per info e prenotazioni scrivetemi

Vi abbraccio

Barbara

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O Romeo Romeo…Perchè sei tu Romeo?

“O Romeo Romeo…Wherefore art thou Romeo?

Quest’anno ho tre nuovi allievi- attori, persone di grande umanità e buon cuore, che stimo e che sono stata molto felice di accogliere nel mio gruppo di Teatro e di vita.

Tra loro un ragazza giovanissima , che oggi ha letto per la seconda volta ,la celebre scena del balcone tratta dalla tragedia “Romeo e Giulietta”.

Ho avuto , guardandola la prima volta, la sensazione di aver trovato la mia Giulietta, ero certa avesse le caratteristiche giuste per interpretare questo ruolo tanto poetico.

Avevo ragione…
Nessuna tecnica, niente di costruito , solo la sua voce ,poggiata su una tonalità medio-alta, che si è mossa sulla musicalità di Shakespeare.
Prima di incontrarmi non aveva mai fatto teatro(per fortuna direi, perchè non porta con sè nessun vizio di forma)e seguendo poche e semplicissime indicazioni che la scorsa settimana le ho dato,oggi ci ha incantato con la sua lettura.

Magia del Teatro, pura magia…

Ho citato durante la lezione , il capolavoro del maestro Franco Zeffirelli, e le ho suggerito di guardare “la scena del balcone” per darle un nobile esempio, ecco perchè propongo proprio la scena su cui stiamo lavorando.
Sono dedicati a lei, e a tutti  gli appassionati del blog, questi minuti altissimi, come proseguimento della disamina del sentimento amoroso, che trova in questo dialogo , e in questa scelta di Regia soave e poetica, la sua massima espressione.

Romeo-saluta-Giulietta

(immagine presa dal web)

Perchè anche Giulietta è un’idea, Giulietta è una lirica d’Amore, Giulietta è purezza di cuore e candore, e di questa purezza , ciascuna attrice dovrà rivestirsi , se vorrà degnamente interpretarla.

Grazie miei cari allievi, perchè la lezione la facciamo sempre insieme , rendendola un momento di gioco, di studio, di crescita personale e collettiva.

“La Locandiera”,ovvero l’Amor e le sue Arti

Ancora una prospettiva sul sentimento amoroso, a parlare è uno dei Personaggi femminili più brillanti e intriganti della Storia della Letteratura teatrale.

Lei è Mirandolina, protagonista de “La Locandiera” composta da Carlo Goldoni, riformatore del Teatro italiano(a cui dedicherò un post particolare) nel 1747.

Lascerò che Goldoni stesso descriva la sua commedia:

“Fra tutte le commedie da me sinora composte, starei per dire essere questa la più morale, la più utile, la più istruttiva.
Sembrerà ciò essere un paradosso a chi soltanto vorrà fermarsi a considerare il carattere della locandiera, e dirà anzi non aver io dipinto altrove una donna più lusinghiera, più pericolosa di questa.
Ma chi rifletterà al carattere e agli avvenimenti del Cavaliere, troverà un esempio vivissimo della presunzione avvilita,ed una scuola che insegna a fuggire i pericoli, per non soccombere alle cadute.”

Commedia che parla d’Amore, amor temuto, sofferto,ingannato, rinnegato e ricercato…

Nel video proposto un monologo di Mirandolina (Atto Primo, Scena Nona)interpretato dalla bravissima Carla Gravina,monologo che è un Inno alla Donna , alle sue arti di seduzione, alla sua intelligenza e furbizia.
Inno ad una donna forte e indipendente, che vive del suo lavoro onestamente, ed è incapace di comprendere gli uomini dal cuore di pietra come Il Cavaliere di Ripafratta,che ha in odio le donne, forse per timore,autentico timore di innamorarsi.
Ed è per questo che la bella Mirandolina decide che è giunto il momento di insegnare a quel burbero Cavaliere, quanto travolgente e potente, possa essere il sentimento amoroso,usando tutta la sua femminilità per sedurlo e conquistarlo.

Il Monologo è recitato con tecnica perfetta da una delle attrici più importanti del nostro Teatro.

A tutti consiglio la lettura del testo goldoniano, e la visione dell’intera commedia , ricordando insieme alla Gravina, un’altra Locandiera, Valeria Moriconi, straordinaria signora della nostra Scena.

Le cose dell’Amore…”tà aphrodìsia”

“Amore appartiene all’enigma, e l’enigma alla
Follia”

Amo il Teatro perchè ogni fine coincide sempre ed inevitabilmente con un nuovo inizio…
Concluso uno spettacolo(alludo al” Marilyn” , al quale in settimana , appena avrò il video, dedicherò un post), so che un nuovo progetto è pronto ad attendermi, e so che prenderà la mia mente, con quella forza e quell’energia che sempre porta con sè.

Lo Spettacolo che sto preparando, che andrà in scena a fine Ottobre, avrà come oggetto l’Amore, e proprio all’Amore e alle sue dinamiche ho deciso di dedicare alcuni post , partendo dalle considerazioni filosofiche, poetiche,teatrali di grandi intellettuali e scrittori,come Umberto Galimberti, che nel suo saggio “Le cose dell’Amore” ci consegna una pagina capace di penetrare con acume e genialità, nei meandri di un sentimento tanto nobile e complesso.

il bacio

(Il Bacio, Francesco Hayez)

“Nell’Amore, l’amante e l’amato si sentono reciprocamente destinati, mossi cioè da una forza che , da una parte li separa e governa ,e dall’altra , rappresenta quanto di più specifico compete all’uno e all’altro.
Si dirà: un sentimento non garantisce nulla, un sentimento può anche ingannare.
Così è infatti.
Un sentimento non ha alcuna realtà al di fuori della psiche che lo sperimenta, dunque nessuna garanzia ontologica.
E’ un evento, non una res, una cosa.
Si radica in se stesso.
Per questo può apparire effimero come una falena, o immortale come un Dio.
Non sappiamo cosa sia l’amore.
Sappiamo solo che abitandolo , l’amante si sente destinato all’amato e questo a quello.
E allora , per questo sentimento che non ha radici fuori di se stesso, si attua quel miracolo del tutto inesplorabile dell’entusiasmo amoroso, in cui dice Jaspers: la singola persona finita diventa l’uno e l’Assoluto.

E’ del vuoto che ci si innamora , non del pieno, perchè amore è trascendenza non simbiotico rapporto duale..
Amore si dà solo là dove ci sono costruzione , proiezione,invenzione , ideazione.
Nessuno infatti ama l’altro, ma ognuno ama ciò che ha creato con la materia dell’altro.
Siamo irriducibilmente racchiusi nella nostra solitudine,e se trascendenza si dà, questa percorre lo spazio che c’è tra la natura e la sua trasfigurazione.
Ciò che si ama è dunque la nostra creazione, non la natura, ma ciò che a partire dalla natura, siamo in grado di creare…”

Consiglio, come sempre, la lettura completa di questo saggio incredibile, edito da Feltrinelli.

“Quanto alla divina follia ne abbiamo distinto quattro forme,a ciascuna delle quali è preposta una divinità: Apollo per la follia profetica, Dioniso per la follia iniziatica, le Muse per la follia poetica, mentre la quarta, la più eccelsa, è sotto l’influsso di Afrodite e di Amore”

(Platone , Fedro)

Amore, Assurdo Amore…

romeo e giulietta

La prossima settimana riprenderò le lezioni di Teatro con i miei allievi , e subito inizieremo le prove per il prossimo spettacolo, che andrà in scena ad Ottobre, uno spettacolo completamente dedicato all’Amore, questo nobile sentimento, cantato da poeti e scrittori , che è croce e delizia degli uomini e le donne di ogni tempo.

Lo spettacolo sarà un susseguirsi di dialoghi e monologhi, tratti dalla Letteratura Teatrale , dalla poesia, e dal cinema.
Uno spettacolo-collage per meglio definirlo , che vivrà di suggestioni nate dalle parole e dalla musica, che vedrà in scena personaggi come Frida Kahlo, Sibilla Aleramo, Virginia Woolf, Il Maestro e Margherita..
E poi la Poesia…i versi scintillanti di Alda Merini, Shakespeare, Cesare Pavese, Fernando Pessoa, Dante…

Tanta materia incandescente pronta ad essere trasformata in oro prezioso…

Sarà un lavoro impegnativo, ma come attrice e regista dello spettacolo vedo già il risultato finale , che sarà, come sempre, straordinario e in grado di emozionare non solo il pubblico , ma anche tutti coloro che saranno sul palco, cioè i miei allievi insieme alla sottoscritta.

Perchè, come già ho spiegato nei precedenti post, il mio Teatro, è diverso da qualsiasi altra forma di Teatro.
I miei allievi non sono soggetti passivi, vengono educati da me alla Regola del Teatro, e dopo aver assimilato la tecnica recitativa , sono chiamati ad andare in scena per incontrare il pubblico, in spettacoli veri e propri, non in saggi di fine anno che ,spesso e volentieri, umiliano chi li fa e chi li guarda.

Il teatro è un gioco serissimo, non smetterò mai di scriverlo e di ripeterlo a tutti coloro che frequentano le mie lezioni, bisogna divertirsi e sperimentare, ma al momento opportuno bisogna anche diventare serissimi, perchè andare in scena è come tuffarsi da un trampolino altissimo, hai bisogno di una tecnica precisa per impattare con l’acqua senza farti male.

il-teatro-di-siracusa-in-notturna

I miei allievi imparano la tecnica , e poi quando ritengo siano pronti, mi prendo la seria responsabilità di portarli in scena, facendogli attraversare i confini del Reale per immergersi nell’Arte, nella dimensione di oblio, abbandono e assoluta meraviglia, che al Teatro appartiene….
E’ come rinascere a nuova vita, l’anima si libera da ogni costrizione e condizionamento, su quel palco si è in grado di sentire cose che nella vita reale mai giungerebbero a toccarci…

Chi inizia a fare Teatro non può più farne a meno, questo mi ripetono spesso i miei allievi , entusiasti del percorso che ogni anno propongo loro.

Proprio per darvi un’idea , vi regalerò qualche riga del monologo iniziale del prossimo spettacolo, già assegnato alla mia allieva Paola, che sono certa non ne avrà a male, se lo condividerò anche con i miei lettori.

“C’è qualcosa di più assurdo dell’Amore?
Se lo godiamo fino all’ultimo, subito ce ne stanchiamo;
se lo teniamo alto per ricordarlo senza rimorsi, un giorno rimpiangeremo la nostra sciocchezza e viltà,
di non aver osato…
L’amore non chiede che di diventare abitudine, vita in comune, una carne sola di due, e appena è tale è morto…
a pensarci c’è da diventare matti…”

Il resto lo ascolterete a Teatro, se vorrete;)

John Keats…Il ragazzo innamorato del vento

“Bellezza è verità, verità è bellezza”,che è tutto quanto sappiamo e dobbiamo sapere, sulla terra…

Poche preziose parole , che racchiudono la definizione di ciò che è Arte e Bellezza, e ciò che è Mondo…la Verità è Bellezza e Arte , il Mondo e le sue mistificazioni sono in altro luogo, fisico e mentale, lontani anni luce dalla dimensione poetica in cui il giovane Keats sarà immerso fino agli ultimi giorni della sua vita.

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Vita breve,segnata da una malattia polmonare senza cura, troppo breve, per il poeta ragazzo che diverrà il maggior esponente del Romanticismo inglese.

Vita che si spegnerà a Roma , in una piccola casa affacciata su Piazza di Spagna,(che a tutti consiglio di visitare),Voce che mai smetterà di parlarci dell’Amore e dei suoi tormenti, della Natura benigna,con i suoi venti e i suoi colori, della Morte insidiosa , della tenera notte e delle luci chiare del mattino nascente…

“(…)Via, via ,voglio volare a te,
sulle ali invisibili della poesia,
pur se la mente ottusa indugia e dubita,
io sono già con te!
E tenera è la notte
e la luna regina forse è sul trono,
nel coro delle sue fate stellate(…)

Come chiusura e buonanotte vi lascio con il Sonetto al Sonno, musicale e soave, con la speranza che il mio post sia solo un suggerimento, per approfondire questo poeta bambino, oserei dire, che in breve tempo, molto ci ha donato.

“Tu che imbalsami la quiete della notte
chiudendo con le tue dita premurose e buone
i nostri occhi lieti del buio,e li proteggi dalla luce,
avvolti all’ombra del divin oblio:
o dolce sonno, chiudi ,se ti aggrada ,
mentre ti canto, i miei occhi vogliosi,
o attendi l’amen prima che il papavero
diffonda le sue grazie sul mio letto.
Poi salvami o splenderà il giorno passato
sul mio guanciale generando pene,
salvami dalla coscienza curiosa, che scava
come una talpa e ammucchia contro il buio,
e gira bene la chiave nella toppa oliata,
sigilla il muto scrigno dell’anima mia.”

Alda Merini” Un’anima follemente innamorata”

La violenza delle parole…che diventano carne e sangue, lacrime e preghiere, follia e desiderio,paure e silenzi,luci e ombre nerissime…tutto questo e molto altro era Alda Merini, la voce femminile più importante della Poesia italiana del secondo Novecento.

Nel video proposto, è proprio la sua voce a leggere i suoi versi, con la dolcezza e l’ingenuità che è propria di tutti i poeti che, timidamente, avvicinano la lettura ad alta voce delle proprie parole…

Parole che chiamano parole, che inseguono utopie, che disegnano la realtà delle emozioni, di tutte le paure, e dei desideri più puri e inconfessati di ogni uomo.

Perchè il Poeta questo fa…

“Il Poeta deve parlare , deve prendere prendere questa materia incandescente che è la vita e farne oro colato…
Perchè la Poesia educa il cuore, la Poesia fa la vita, riempie certe brutte lacune , alle volte anche la fame , la sete , il sonno.
Magari anche la ferita di un grande amore, un amore che è finito , o un amore che sta per nascere…”

Poetessa sublime, donna coraggiosa , sempre in lotta con il proprio demone, La Follia, che la costringe più volte a ricoveri coatti in manicomio, lontano dalle persone che più amava..

” Manicomio è parola assai più grande
delle oscure voragini del sogno,
eppur veniva qualche volta al tempo
filamento di azzurro o una canzone
lontana di usignolo o si schiudeva
la tua bocca mordendo nell’azzurro
la menzogna feroce della vita.”

Ma l’anima sua non si arrende, si attaccherà sempre di più alla vita, all’Amore, che cercherà costantemente dentro e attorno a sè, perchè :

“L’Amore è proprio questo:riconoscere una traccia del divino in un volto qualsiasi e riconoscerlo perchè prima della sua nascita questo volto era già, ed era una dimensione eterna”

La sua Anima continuerà ad amare e vibrare, attraversando la soglia del dolore fisico e morale, perchè la sofferenza è condizione umana ineludibile e preziosa, compagna fedele di tutte le anime più sensibili e luminose, come quella di Alda.

E dalla notte che la avvolge con il suo manto di silenzio, l’Anima di Alda parla, e continuerà a parlare a colui che sa ascoltare…

“La scoperta dell’infinito ci fa amare tutto e tutti, ci fa Poesia vivente…
Se c’è un mito pagano tuttora bellissimo è quello di Orfeo, l’archetipo di ogni poeta, di colui che scende fino agli Inferi per cercare la propria anima, e lo fa solo per Amore, tentando di ammansire con la musica persino i Demoni del sottosuolo.
Ma ciò che non è riuscito ad Orfeo, è riuscito a Cristo, che ne ha ripercorso le orme fino all’Ade: sottrarci al buio,aprirci al vero Infinito, quell’Infinito che rende poesia le nostre circostanze e perfino il dolore, che ci illudiamo di comprendere.
La Poesia non attinge all’Infinito, ma addirittura lo amplifica:è lanciata nello spazio siderale , come una stella sparata dalla Terra.
Perchè l’Infinito è la faccia di Dio, di Colui che non condanna le nostre povere passioni, di Colui che anzi le redime.
L’Infinito è solitudine divina , è colloquio con l’Eterno, è riflesso di Colui che in fondo ogni cuore brama.”