“Mia cara ,troppo cara Irma , che non merito”…Eugenio Montale ,Lettere a Clizia – Parte Prima-

man_ray_gli_innamorati_1934_

Ci sono Amori che pretendono di essere vissuti in Sogno,
Amori che la vita ostacola,
Amori mortali, che solo la dimensione poetica potrà rendere immortali, sottraendoli alla logica spietata del tempo, purificandoli dalla contingenza delle cose umane…

Amori vibranti, come quello che unisce un Poeta e la sua Musa…
Lui è Eugenio Montale,
Lei è Irma Brandeis.

Si incontrano nell’estate del 1933,
lei giovane e bellissima ,americana di origine,
discendente da un’ importante famiglia di Intellettuali,
è in Italia per i suoi studi, e desidera ardentemente conoscere
il Poeta degli “Ossi di seppia”…

Bussa timidamente alla porta del Gabinetto Scientifico e Letterario Vieusseux…Ad aprirle è proprio Eugenio Montale…
Ed è un colpo di fulmine…

Nascerà un amore puro e tormentato, un lungo lamento di costante passione e dolore , testimoniato da un carteggio di circa 155 missive,scritte tra il 1933 e il 1939:
irma-brandeis

25 Settembre 1933

“Mia cara Irma,
lo so non conosco ancora tutto, ma so che non ho mai incontrato una donna come te e che certamente nessun uomo potrà sentire per te quello che io sento…
Ma non desidero ingannarti.
Devi sapere che sono un uomo assai stanco, probabilmente sulla fine
della propria carriera…poetica e sfiduciato di dover scrivere in una lingua che nessuno capisce e che non si adatta più alla vita di oggi.
Un uomo poco tagliato per la vita , tanto in Italia che in America.
E nondimeno…
Penso che tu potresti salvarmi…”

montale 3

Tra loro la presenza di un’ altra donna , la futura moglie di Eugenio,una presenza che condiziona sin dall’inizio il loro Amore.

19 Novembre 1933

“Oh mia cara, Irma mia cara,
come hai pensato che ho scritto -qualunque cosa avvenga- quando nulla sapevo della morte di tuo padre e quando non sospettavo che una parola così, cadesse su un terreno devastato?
Io mi sento vincolato a te in qualunque modo, ma ti riconosco il diritto alla tua libertà se non potrò offrirti una vita più decente.
E spero , e come!
In una soluzione possibile anche se ci sono del giorni nei quali mi augurerei di morire felice dopo aver passato un mese con te(30 giorni e 30 notti)- se tu potessi dopo ritrovare ancora la pace e la tranquillità.
Non vorrei farti del male in nessun modo.
E’ chiaro ora il senso?
E hai potuto pensare che forse non ci vedremo più?
E crederti già rassegnato a non averti?
Scrivimi subito qualcosa about tutto ciò, mia cara , troppo cara Irma che non merito.”

Clizia-Irma

1 Dicembre 1933

” Mia cara Irma,
Ti prego di togliermi da questa perplessità,
sai che ti voglio bene, più bene di prima , ma ci sono giorni, come questo , in cui privo di notizie, pieno di freddo, di guai e malinconie, io non riesco a vederti- e starnazzo nel buio come un pipistrello.
Ti voglio bene e non ti vedo.
Sei viva?
Esisti?
Che cosa sta macchinando l’ignobile destino?
Non è questione di fede; io ho fede in te e benedico il giorno in cui t’ho incontrata.
Ma sento la mia debolezza, sento il varco di 10.000 miglia, sento l’ingiustizia della sorte.
Sono immerso in preoccupazioni d’ogni genere, e ancora debbo rimandare di qualche giorno la lunga lettera che ti devo.
Ma se non ricevo altre tue notizie io mi perdo nel buio e attendo… E non oso scrivere…
Non pensare mai male -e non dubitare mai
…”montale-irma-brandeis_280x250

5 Dicembre 1933

” Dearest Irma,
le tue lettere sono un tesoro che non riesco neppure a rileggere tanto sono preziose.
Le tengo chiuse in un cassetto…
La mia filosofia?
Non ne ho.
Ne hanno estratto più di una dai miei versi, ma a torto.
Per me la poesia è questione di memoria e dolore.
Mettere insieme il maggior numero possibile di ricordi e di spasimi, e usare la forma più interiore e più diretta.
Non ho fantasia; mi occorrono anni per accumulare poche poesie.
L’esecuzione materiale ,poi, è rapida ; spesso è questione di minuti.

irma 3

Mia cara Irma , io sono abituato a cibarmi di nuvole e lontananze, ma tu meritavi qualcosa di meglio !
Io sarò sempre tuo, a tua disposizione , pronto a fare quello che vorrai, e persino a pensare quello che vorrai farmi pensare…
Non desidero di meglio che pensare con la tua testa e vedere coi tuoi occhi”.


(immagini prese dal web, Man Ray “Gli innamorati” Eugenio Montale e Irma Brandeis)

Continua…

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22 thoughts on ““Mia cara ,troppo cara Irma , che non merito”…Eugenio Montale ,Lettere a Clizia – Parte Prima-

    • Montale era maestro nello scegliere le parole, hai colto un aspetto distintivo del suo essere poeta e fare poesia:

      “(…)le parole sono di tutti
      e invano si celano nei dizionari
      perchè c’è sempre il marrano che dissotterra i tartufi più puzzolenti e più rari;
      le parole dopo un’eterna attesa
      rinunziano alla speranza di essere pronunciate una volta e per tutte
      e poi morire con chi le ha possedute.”

    • Grazie a te per il commento!
      Sono felice che tu abbia amato questa storia d’amore.
      Sì l’immagine della bocca rossa surrealista è di Man Ray , il titolo è “gli innamorati” e si sposa perfettamente con Clizia e Montale , o almeno io la sento così…
      un caro saluto e grazie della tua presenza 🙂
      Barbara

  1. Che bello scoprire tanto mia cara Barbara. Non conoscevo così uomo il poeta Montale. Grazie davvero. Sai che oltre Isabella mi chiamo anche Irma? Era il nome di mia nonna, la mamma di mio padre. Un abbraccio mia cara . Isabella

  2. Hai ragione Barbara ..e’ stato un amore che pretendeva di essere vissuto in sogno e il coraggio a lui necessario per viverlo realmente lo avrebbe reso mortale .
    A domani
    😘

    • Forse gli amori più grandi e veri necessitano di vivere in sogno, lì dove nulla può toccarli se non un vento leggero che sa di eternità…
      ti abbraccio Paola cara,
      ci vediamo domani a lezione 🙂
      baci
      Barbara

  3. “…io sono abituato a cibarmi di nuvole e lontananze,…” Ecco il poeta che vive l’amore impossibile in visione della sua anima poetica, la poesia è astrazione nell’anima, è realtà solo se scritta. L’amore tra i due era astrazione di due anime che si cibavano di questo e realtà di parole. Questo mio pensiero si lega all’incipit di questo tuo, ennesimo, meraviglioso post. Amori a cui solo la poesia dona l’immortalità.

    • Carissima amica mia,
      bellissima la tua riflessione, tanto bella che io mi chiedo:” ma allora l’Amore , quello vero, intenso , unico, meglio se vissuto solo in sogno perchè divenga immortale?
      Forse che la realtà sottragga a quell’amore la sua essenza, e lo logori nel tempo kronos?
      Stavolta mi sono permessa di farti una domanda perchè ho desiderio di sapere il tuo pensiero in merito 🙂
      ti abbraccio fortissimo,
      Barbara

      • Credo che l’amore se “veramente” intenso, se si sente unico, va vissuto con tutta l’anima e la carnalità che richiede, ma ho sempre pensato che alcune figure di poeti, scrittori, letterati…abbiano vissuto gli amori con il supporto delle parole oltre per quello che veramente sentivano, più le parole si avvinghiavano più sentivano l’amore e non viceversa…non voglio e non posso giudicare ovviamente l’amore che li legava, ma ho sempre avuto questa sensazione…rari amori sono rimasti tali fino alla morte, mentre le parole continuavano anche oltre il tormento di essersi lasciati. Il tempo Kronos può logorare l’essenza dell’amore, perchè il tempo passa senza fermarsi, stritola, spazza, porta via…ma l’essenza dell’amore, se è “vero” amore può essere fermato solo dal tempo kairos, quando il suo tempo è terminato perchè così deciso…da chi? Ora non possiamo saperlo, varcata la soglia forse ci sarà spiegato. E allora penso che molti amori si logorano nelle parole scritte, perchè per avere nuova linfa si devono scrivere ancora parole, e ancora….e quando queste scemano come la passione, si cercano altre parole, quelle del ricordo e del tormento. L’amore rappresentato nei quadri, nei poemi, nelle poesie, spesso sono onirici e restano eterni perchè l’Arte è la loro vera amante.
        Scusa la lungaggine, ma mi è difficile racchiudere il mio pensiero in poche parole, spero di essere stata chiara.
        Fammi sapere.
        Un abbraccio a te.

      • Splendido commento,
        mi piace moltissimo l’ultimo passaggio “l’amore dei poemi resta eterno perchè l’arte è la sua amante “…sono d’accordo, è la potenza della dimensione artistica che cristallizza il momento amoroso, lo sottrae al tempo, e lo rende eternamente amore…
        Grazie per l’integrazione preziosa carissima amica,
        un bacio per te,
        Barbara

      • Grazie per il commento Gianni , sono certa apprezzerai anche la seconda parte , sempre ricca di parola poetica e umana .
        Montale sa usare la parola nel suo significato più profondo , come solo un grande maestro sa fare.
        Una buona giornata per te 😊,
        Barbara

    • buongiorno a te cara Luna 🙂
      sì Montale è cultore della parola, e la usa in modo incisivo e garbato, le consegna il compito di arrivare a parlare dritto all’anima di chi legge, graffiando e accarezzandone la sua essenza…
      Ti abbraccio e buona giornata!
      Barbara

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