“La Parola e il Gesto sulla Scena” – Prima Parte –

L’Attore sulla Scena lavora, instancabilmente,
con due mezzi Potenti e Perfetti:
la sua Voce, il suo Corpo…

La Voce è aria,
che attraversa la nostra gabbia toracica,
e si proietta come luce fortissima
fuori di noi,è estensione di noi,
è carica del nostro Vissuto,
è Viva e Vita,
non smette di propagarsi tutto intorno a noi,
nel momento in cui inizia a farsi Mondo.

Il Gesto è Corpo,
è manifestazione tangibile e contingente del nostro Esserci,
“del nostro soggiorno involontario su questa terra”
(parafrasando Pirandello),
è Energia Visibile , ,materializzazione del nostro Sentire e Sentirci,
è Forza, è Tempo Kronos e Kairos ,
è tutto il nostro Possibile sulla scena.

Il Lavoro sul Personaggio,
che altro non è se non un carico di gesti da compiere e parole da pronunciare ,
necessita una comprensione assoluta del nostro Modale,
cioè del Modo o della Maniera in cui “Siamo nel Mondo”.
Quella Maniera , quel Modale, diviene sulla Scena,
linea, tratto, diagonale,
elevazione verticale delle leve superiori e inferiori,
e poi ancora Tempo di Fonazione, Volume, Variazione tonale,
Pausa, Tempo-Ritmo interno ed esterno alla parola,
in breve , la griglia tecnica,
che ci garantisce la resa perfetta del Personaggio.

La Letteratura Teatrale e la Storia del Teatro ci insegnano ,
che ogni Secolo pretende che sia assimilato e rispettato
un Canone Stilistico o Codice ,
che un Gesto compiuto da Arlecchino in Scena ,
non potrà mai, e dico mai, richiamare in alcun modo,
un movimento di Nora, uno dei personaggi più celebri di Ibsen;
Colombina non potrà muoversi e parlare sulla scena,
come la Figliastra dei “Sei Personaggi” di Pirandello,
sempre per fare alcuni illustri esempi.

Ecco perché prima di arrivare a parlare di Personaggio,
e di “Psicologia del Personaggio”,
(definizione che oggi va per la maggiore,
che non esaurisce però il discorso,
creando non poche confusioni)
è necessario capire in quale Secolo ci troviamo,
comprendendo che il Settecento non è L’Ottocento
e tantomeno il Novecento,
che sulla Scena bisogna sapersi muovere,
secondo la Regola e Il Codice del Teatro,
secondo la sua Meravigliosa Storia,
e che tutto il carico di aggettivi che, i Registi mediocri,
“incollano” la Personaggio, sono perfettamente inutili,
se l’Attore non avrà prima compreso:
“Come Muoversi, Come Agire, Come Dar Voce”.

Continua…

P.S.
Colgo l’occasione di questo post, amici del Blog ,
per porgervi i miei più cari Auguri di Buona Pasqua ,
Vi abbraccio tutti,
e sempre grazie della vostra luminosa presenza tra queste pagine.

Barbara

(immagini prese dal web)

“Della Verità del Teatro”

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Il Teatro, quello Vero,
è Teatro dell’Anima,
Teatro del Cuore,
che è in grado di cambiare la tua Vita,
che ti chiede di donare tutto di te,
abbandonando le tue convinzioni, le tue certezze,
per scorrere attraverso le cose,
per farti Mondo, e trovare te stesso nell’incontro con l’Altro,
perché non usciamo mai da noi stessi,
e ogni incontro con l’altro è sempre un incontro con noi stessi,
è sempre un modo per conoscerci e riconoscerci nella “Modalità Altra” da noi.

“Recitare” è esercizio complesso su quelle Sacre Tavole,
ogni buon attore sa che il suo lavoro pretende Impegno e Passione,
che non esistono limiti artistici, che non coincidano con limiti umani,
che ogni evoluzione artistica passa attraverso un percorso iniziatico
di Coscienza e Consapevolezza,
di Catarsi e Trasformazione,
perché sul Palco è la Verità che che illumina la nostra Ricerca Interiore.

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Si chiede spesso agli attori di “Ricercare il Personaggio”,di “Costruire il Personaggio “,
ma la Verità è che il Personaggio non esiste,
è solo una carico di Parole e Gesti,
vuoti e privi di senso, se l’Attore non capirà che,
prima ancora di trovare questo fantomatico personaggio,
dovrà cercare , trovare , e abbracciare, con amore, se stesso.

Sulla Scena esiste un Essere Umano,
che dichiara la sua Esistenza attraverso la sua Voce,
muovendo sulla scala tonale il suo emozionale,
“Portando la sua voce” oltre la Quarta Parete.

Sulla Scena esiste un Essere Umano,
che prende Coscienza del suo corpo, muovendosi,
seguendo angoli e diagonali,
che rispettino sempre le aperture ,
perché il pubblico possa vedere sempre ciò che sta facendo,
un Essere Umano che “muove e porta il suo corpo”,
potente strumento di comunicazione insieme alla sua voce.

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Perché “Recitare significa Comunicare”,
Rendere Visibile l’Invisibile,
e Rendere l’Invisibile Sacro
,
perché tutto ciò che riguarda l’Essere Umano è Sacro,
e degno di Rispetto e Amore,
e questo il Teatro lo sa,
ed è pronto a ricambiare con Amore tutto ciò che sapremo donargli e sacrificargli,
per Rinascere a nuova Vita , prova dopo prova,
spettacolo dopo spettacolo,
perché siamo Energia,
che scorre dentro noi,
che si trasforma in “Tensione Corrente” su quel Palco,
Energia che si libera dalla nostra Anima ,
su traiettorie verticali e orizzontali ,
che avvolge il pubblico davanti a noi,
e poi si invola verso il Cielo dal quale proveniamo,
per tornare ancora a noi,
più Viva e Vera,
ogni volta che il Rito del Teatro si compie.

Cercare se stessi,
Trovarsi ,
Amarsi,
Rispettarsi,
e allora , solo allora , saremo nella Verità del Teatro.

Barbara

(immagini prese dal web)

“Quel Respiro Profondo”…Una Nuova lezione di Teatro – Prima Parte

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Ancora una lezione ,
che prende Vita dall’incontro con le mie allieve Sibille,
che si stanno confrontando, in questi giorni, con le Parole di Pirandello,
Autore poliedrico e complesso,
che rende Portali le Parole,
Specchi in cui riflettersi per non riconoscersi,
per Perdersi e Dimenticare,
in un Oblio di sè , che è girandola di centomila colori,
come centomila sono le nostre possibilità di Esistere .

Ho spiegato loro,
che la prima condizione, che è necessario modificare,
per poter iniziare a Rendere Teatro,
ciò che si fa e si dice sul Palco,
è la Respirazione…

Il Respiro è Vita,
Il Respiro è Aria,
Aria che diviene Voce,
Aria che vibra nel nostro apparato fonatorio,
che è necessario immettere nei nostri polmoni pienamente,
attraverso un Respiro Profondo,
usando il nostro Secondo Cuore,
quel meraviglioso muscolo, che abbiamo al centro del nostro busto,
il Diaframma

Il Diaframma ,
il Centro Fisico e Metafisico del nostro Emozionale,
scrigno segreto delle nostre Passioni…

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Ho chiarito alle mie Sibille,
quanto sia importante sul palco,
sostenere i nostri gesti e le nostre parole con il Respiro,
un Respiro Autentico,Profondo,
non quei respiri di mezzo,
che appartengono alla Vita di tutti i giorni,
che troppo spesso, non ci consente di respirare liberamente,
e di liberare la nostra Anima attraverso il respiro.

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Ho provato ad aiutarle a concentrarsi sul loro respiro,
e attraverso un semplice esercizio di Jacques Lecoq ,
ho dimostrato loro che anche un gesto semplice,
se perfettamente sostenuto da una Inspirazione o da una Espirazione ,
può esprimere un Senso preciso e profondo,
un’Intenzione precisa,
e quindi un’Emozione precisa.

Ho consigliato loro,
di riportare l’attenzione su questa semplice e inconsapevole azione,
che compiamo ogni giorno,
e ogni notte,
e ancora ogni giorno e ancora ogni notte,
per ribadire il nostro Sì alla Vita,
-per Nascere- attraverso ogni Inspirazione
,
e allontanarci da essa , attraverso ogni Espirazione,
in un ciclo di Eterne Partenze e Ritorni ,
di Nascita e Morte,
che appartiene, da sempre,
alla Sacra Dimensione del Teatro…

Barbara

(Continua)

(immagini prese dal web)

“In Verità, il Teatro…”

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In Verità, Il Teatro è un’ Attitudine Umana,
forse la più Nobile, la più Antica a Sacra,
la sua Dimensione e il suo Ultimo Significato,
appartengono all’Uomo da sempre ,
in un ciclo di Eterni Ritorni,
di Morti e Risurrezioni ,
perché tutto inizia, e ha il suo ultimo fine,
nell’Uomo.

In Verità , il Teatro si pratica per Assoluta Necessità,
per un mirabile desiderio di Infinito,
perché il suo Cadere e Accadere ,
è sempre un tornare al Cielo,
patria celeste, a cui tutti apparteniamo.

In Verità , Il Teatro è Gioia,
si sale su quelle tavole sempre e solo
con immensa Gioia nel Cuore,
pronti al Sacrificio, nella Ricerca di noi stessi,
ma sempre con un sorriso sulle labbra,
perché “fare Teatro” significa Lodare e Rispettare la Vita,
in tutte le sue forme ed espressioni.

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In Verità, il Teatro è lo Specchio della nostra Esistenza ,
riflette e capovolge tutte le nostre insicurezze,
pretende che guardiamo in faccia la Realtà,
ci impedisce di mentire ancora una volta a noi stessi e al Mondo,
impone un’analisi costante del nostro Agire,
del nostro Pensare e Pensarci,
e ci sprona ad abbandonare il Giudiziale,
quel Giudiziale che ci inchioda in un’unica Dimensione ,
mentre siamo Creature Infinite ,
e siamo “Altro e Oltre” quello che, il comune pensiero, ci impone di Essere.

In Verità , Il Teatro è Libertà dell’Essere,
perché su quel Palco nulla può allontanarci da noi stessi,
siamo pura Energia che scorre su quelle Tavole ,
in luminosa armonia co tutto ciò che ci circonda,
capaci di generare Emozione, e capaci di donarla,
nella Libertà di poter Essere noi stessi,
finalmente e per sempre.

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In Verità , Il teatro è Comunione con Noi Stessi e Dono,
perché solo Amandoci Realmente,
e comprendendo la nostra Natura ,
e accettando il Nostro Esistere ,
saremo in grado di comunicare da quelle Sacre Tavole,
bucando la Quarta Parete,
e donando senza remore ,
la nostra Luce…

E allora e solo allora
Saremo Teatro , il Nostro Teatro…

Barbara

P.S.
Questo è il primo post dell’Anno,
Auguri a voi Cari Amici del blog,
sempre nella mia Idea di teatro ,
vi abbraccio tutti…

(immagini,teatro di Volterra preso dal web, e due foto personali)

“Recitazione e Interpretazione”

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Un breve post,
per dare nuovo senso a due sostantivi ,
che appartengono di diritto alla Nomenclatura teatrale:

“Recitazione e Interpretazione”.

Dopo anni di Teatro , studiato, praticato, ascoltato e visto,
sono giunta alla conclusione che un Buon Attore ,
non possa e non debba,
semplicemente “Recitare un testo”,
ma che possa e debba ,
(per aderire completamente al Senso di Sacralità del Teatro),
“Interpretare un testo”, ogni volta che salirà su un Palcoscenico.

Colui che “Re-cita” un testo,
in realtà , nel senso etimologico del verbo,
sta citando, o chiamando, o cantando qualcosa,
dove il prefisso -Re- ,intensifica l’azione compiuta dal soggetto.
Un agire formale , un’azione che all’origine aveva addirittura
il significato di “fare appello di persone “,
un movimento direi quasi meccanico che ,a mio modesto parere,
non può esaurire quel Sacro Atto, che viene compiuto sulla Scena,
perché privo di quella Partecipazione Emotiva-Attiva,
che rende Unica e Irripetibile ,
ogni Parola pronunciata sulla Scena.

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Colui che “Inter-preta” un testo,
nel senso etimologico del verbo,
si pone come figura di mezzo tra persone che parlano una lingua diversa ,
come soggetto attivo, che dichiara e spiega il senso di uno scritto,
che prende su di sé, la responsabilità di far comprendere,
il senso ultimo e autentico di questo scritto ,
attraverso le sue azioni e le sue parole.
Ed ecco allora che sulla scena,
l’Interprete sarà capace di stringere la distanza,
che separa il pubblico dal testo rappresentato,
“Figura di mezzo , Medium, Tramite”,
mezzo attraverso cui il Mistero della Rappresentazione, si Svelerà e Rivelerà,
oltre quel Velo di Maya , che illude i sensi e oscura la Verità.

Un Sacro compito,
a cui ciascun Attore è chiamato,
ecco perché “Fare Teatro” è Questione Seria ,
ecco perché in realtà ,
non è Teatro quasi tutto quello che vediamo e sentiamo e crediamo lo sia,
definiamolo Spettacolo, Intrattenimento , Svago,
ma non Teatro,
che implica un Impegno Emotivo, Psicologico, Intellettuale Raro e Prezioso,
che pretende Onestà di Pensiero e Intenti,
una rinuncia a tutto ciò che è Mondo e quindi Mondano,
una Conoscenza Reale di Se stessi,
che solo pochissimi Grandi hanno raggiunto…

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Tutto il Resto è solo “una divagazione di un passante che passa”,
come direbbe Pirandello,
tutto il Resto è Silenzio”,
come direbbe Shakespeare, con le parole di Amleto…

E allora ,
se davvero desideriamo “Essere nell’Idea Vera del Teatro”
dovremo divenire Buoni Interpreti,
non semplicemente Buoni Attori,
perché il Teatro ha sempre più bisogno di “figure di mezzo”
che sappiano , con Umiltà e Sapienza,
comunicare autenticamente al pubblico,
il suo Sacro Messaggio .

Barbara

(immagini prese dal web, Amleto , Shakespeare)

“Il Lavoro dell’Attore sulla Scena”

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“Ogni nostra cognizione principia dai sentimenti ,
Il moto è causa d’ogni vita”

(Leonardo da Vinci)

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Il Lavoro dell’Attore
pretende un momento iniziale,
quell’attimo sublime in cui si decide di Conoscere Realmente se stessi,
ma la sua fine non può essere contemplata,
se davvero si desidera arrivare a toccare l’Essenza di questo incredibile mestiere.

Il Lavoro che si intraprende ,
pretende Onestà Intellettuale,
abbandono di ogni concetto precostituito ,
di ogni possibile Giudiziale ,
per tornare ad una Purezza di Intenti,
che sarà roccia solida,
su cui edificare la nostra Personalità Attoriale.

Uno studio incessante accompagnerà il nostro cammino,
perché siamo caduti su questa Terra per evolvere,
e prendere Coscienza di Noi Stessi,

perché esiste una causa, che si cela,
dietro ogni singolo gesto compiuto e parola pronunciata,
e questo un buon attore lo sa,
non può non saperlo, perché da Causa nasce Effetto,
e il nostro “Esistere sulla Scena” è risultante di molteplici Forze,
(spirituali, sociali, culturali)
che si incontrano e scontrano costantemente ,
dalla prima all’ultima battuta.

Tutto ciò che avviene e “ci avviene” sulla Scena,
non potrà essere Casuale,
ma necessariamente Causale,

sorretti dalla convinzione che siamo portatori di un messaggio,
impazienti di comunicare al Mondo e con il Mondo,
attraverso quel carico di Parole e Gesti, che amiamo definire Personaggio.

Ma affinché questa comunicazione avvenga nella massima Libertà,
è indispensabile Lavorare su noi stessi,
abbattendo i nostri Muri interiori,
facendo i conti con le nostre Paure,
con la Solitudine che ci attanaglia ,
con tutto il carico delle nostre Scelte,
compiute o solamente sognate,
Nudi,
nella Verità Assoluta,
perché solo comunicando la nostra Verità,
avremo assolto il nostro compito attoriale.

L’Attore salirà sulla Scena con l’ardente desiderio di “Dire la Verità”,
e poco importa se il costume che le farà indossare,
sarà l’artificio della Rappresentazione,
poco importa, perchè il Fine al quale tutta la rappresentazione tende da Secoli,
è sempre e solo il “Disvelamento del Vero”,
oltre quel “Velo di Maya”,
che ci separa dalla nostra Essenza, e dalla Realtà tutta.

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L’Attore non avrà altra possibilità di Salvezza se non la Verità,
i suoi Gesti dovranno “Trasudare il Vero”,
la sua Voce, dalla chiarezza degli Acuti alle profondità dei Bassi,
dovrà “Suonare il Vero”,
e per riuscire a portare a compimento il suo lavoro,
dovrà esercitarsi ogni giorno,
mettersi alla prova con Umiltà e Pazienza,
ascoltare con cuore aperto ogni indicazione della Regia,
che è davanti a lui per indicargli la strada,
e ricordargli che la distanza da coprire,
è sempre solo quella che lo separa da se stesso,
che ogni Parola e Gesto compiuti sulla Scena ,
saranno Straordinari Abbracci d’Amore,
che donerà idealmente a sé e al pubblico;

Perché si fa Teatro,
e si va a Teatro,
per un Infinito Bisogno d’Amore,
e di Bellezza e di Verità.

Il Teatro è molto più di una semplice Rappresentazione,
è oltre lo Spettacolo che si offre,
Il Teatro è Atto d’Amore,
è Potente Rito, che Esorcizza tutto il nostro Nero Interiore ,
riconciliandoci con la nostra Essenza di Creature Libere e Pensanti…

Liberi…
Pensanti…
E capaci di Amare…
Solo così saremo in grado non solo di fare Teatro,
ma di “Essere il nostro Teatro “,
sulla Scena,sì certo,
ma ancor meglio,
nella Vita di tutti i giorni.

Forza miei cari allievi,
il Cammino è in salita,
ma è Cammino di Luce e Verità e Amore.

Barbara

(immagini prese dal web)

“Il Teatro e la sua Voce”

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“Ora che sei venuta,
che con passo di danza sei entrata
nella mia vita-
quasi folata in una stanza chiusa-
le parole mi mancano e la voce,
e tacerti vicino già mi basta.”

(Camillo Sbarbaro)

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Siamo la nostra Voce,
Siamo il nostro Teatro,
perché Teatro è ciò che è detto, prima di qualsiasi dire,
perché Voce è Pensiero,
il nostro Pensiero,
ma Pensiero Palpitante,
che è Passione e Anima,
che è Parola,
che vibra tra vocali e consonanti ,
che vive su Scale tonali,
dalle profondità dei Bassi, alle altezze indefinite degli Acuti.

Il Teatro ha bisogno della nostra Voce,
Voce-Coscienza,
Voce-Intelligenza
,
perchè la Parola scenica è Logos,
è Pensiero-Verità
,
che non ammette compromessi o contaminazioni,
perché sulla Scena tutto è Verità e Nudità,
Eden ritrovato dopo la cacciata,
Luogo Originario ,
dove possiamo e dobbiamo perderci ,
per poi ritrovarci e rinascere.

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Voce del Teatro,
Voce di tutti gli Uomini,
che non smettono di cercare la Verità,
che “sanno di non sapere nulla”,
(Parole Socratiche che risuonano nell’Anima, ieri come oggi).

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Voce del Teatro,
Voce di Saggezza,
perché il Teatro è un Modale,
un modo per poter vivere degnamente la propria vita,
che non promette facile gloria e riconoscimento,
ma Cammino di Sacrificio e Studio costante,
perché la Cultura è un Portale,
una singolare dimensione,
dove ciascuno potrà conoscere e riconoscere se stesso.

Voce del Teatro,
che è anche la mia Voce,
quella ogni giorno ripete, come Mantra,
l’Insegnamento del Palcoscenico,
perché non è mai abbastanza,
perchè non si è mai vicino alla meta,
perché probabilmente una vera meta non esiste,
e l’Orizzonte dipinto sul fondale ,
è Orizzonte dell’Anima,
perché non si esce mai da se stessi,
e la nostra Voce lo sa,
e suona ,
e continua a suonare le nostre emozioni,
quelle più intime,
quelle che mai avremmo creduto di poter esprimere,
perché la Voce del Teatro,
è la nostra Voce,
e la nostra Voce suonerà sempre le nostre Emozioni,
in un ciclo di eterni ritorni,
attraverso il Tempo e lo Spazio…

Solo dando Voce all’ Emozione, su quel Palco,
torneremo a donare Voce al Teatro,
con Dignità e Consapevolezza,
con Umiltà e Studio costante.

Barbara

(immagini prese dal web)

“Quello che il Teatro non Dice” – Una Breve Lezione

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Il Teatro è Dimensione dell’Anima,
è dimora dell’Eterno,
di tutto ciò che eternamente dura,
non conosce costrizioni,
non conosce Morte, che non contempli Risurrezione e Nuova Vita,
accoglie nella sua “Scatola” tutti i Sentimenti umani,
purificando , durante lo svolgimento del Rito,
le nostre Intenzioni e Azioni,
le nostre Parole,
i nostri Pensieri.

Il Teatro parla al Cuore dell’Uomo,
indica il cammino,
che è sempre un cammino di Sacrificio e Consapevolezza,
perché ci insegna a rendere “Sacro” ogni gesto, ogni parola.

Ma il Teatro è anche e soprattutto
Dimensione Misterica,
l’Atto che si compie sulla Scena, è Atto d’Amore e Mistero,
che cela sempre dentro sé, un messaggio più alto e profondo,
di quello che le Parole semplicemente significano.

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Non tutto è detto e compiuto sulla Scena,
esiste “un Oltre”
,
un portale da attraversare con la nostra Immaginazione e Sensibilità,
esiste un sentiero nascosto,
che pretende di essere svelato e percorso,
è sentiero illuminato che ci porterà a sfiorare, anche se solo per pochi attimi,
il Cielo, quello scrigno misterico e meraviglioso dal quale proveniamo.

Ecco perché provo tenerezza per quello spettatore che,
alla fine di una rappresentazione,
si vanta di aver compreso tutto,
e simpatia per l’altro, che invece si lamenta per il motivo opposto,
quindi, per non aver compreso tutto.

Ad entrambi raccomando Umiltà e Coscienza,
e consiglio vivamente di “andare oltre”,
e lasciarsi stupire dalla Potenza del Teatro,
che sa parlarci chiaramente, e al tempo stesso sa nascondersi,
che ci richiama costantemente a confrontarci con noi stessi,
abbandonando il Giudiziale e lasciando che la nostra Anima,
libera dai giudizi terreni,
possa scorrere attraverso le cose,
attraverso tutto lo Spazio e il Tempo,
alla ricerca del Senso più autentico della nostra Esistenza.

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Il Teatro può donarci tutto questo,
a volte il suo messaggio sarà chiaro e diretto,
altre volte la Verità si nasconderà nelle pieghe di un panneggio,
nelle linee di un Gesto,
nel significante di una Parola,
nella nota di una Melodia,
in una Luce che improvvisamente irromperà sul Palcoscenico,
magari una Luce Rossa fortissima,
che parlerà dritta al Cuore.

E allora,
miei cari allievi e amici del Blog,
con Cuore Aperto e Sincero,
mettiamoci in ascolto…

Barbara

(immagini prese dal web)

“Il Teatro è più Semplice della Vita”

Rossetti, Dante Gabriel, 1828-1882; Joan of Arc

Il Teatro è Dimensione Metafisica per eccellenza ,
Luogo di Mistero , di Epifania,
Divino e Sacro,
perché è Dimora dell’Anima,
di tutte le Anime che sulle sue tavole ,
hanno vissuto Amori, Abbandoni,Tradimenti,
Riconciliazioni, Morti e Risurrezioni,
dalla Tragedia Antica a quella Moderna.

Ma la Vita su quelle tavole è Semplice…
Non assomiglia lontanamente alla Vita che pulsa,
oltre la Quarta Parete…
Perché ciò che accade sul Palco, è stato stabilito e provato mille volte,
perché l’Attore conosce esattamente il suo posto sulla Scena,
(quel posto che nella Vita stentiamo a volte a riconoscere)
sa esattamente cosa dirà, cosa farà,
e sa esattamente cosa diranno e faranno i suoi compagni di scena,
privilegio irraggiungibile nella Vita di tutti i giorni.

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Sulla Scena tutto è stato detto e fatto decine di volte,
l’Attore ha raggiunto una sicurezza interiore,
nata dalla Forza della Ripetizione,
che lo sosterrà durante lo svolgimento dell’Atto.

Nella Vita questa sicurezza non esiste,
ogni situazione presenta infinite possibilità di svolgimento,
niente è certo, e tanto meno semplice,
tutto è avvolto da una trama invisibile ,
il cui Senso Ultimo e Profondo ci sfugge,
per la maggior parte del Tempo, che trascorriamo su questa Terra.

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Il Teatro restituisce all’Uomo la “Certezza dell’Essere”,
ci riconsegna a piene mani quei Valori Assoluti che ci appartengono…
Dignità, Onestà , Coraggio , Forza , Amore ,
solo per citarne alcuni…

Seguendo la sua strada,
torneremo a credere nell’Uomo,
torneremo ad avere fiducia nel Prossimo,
e soprattutto, inizieremo a conoscerci e amarci per quello che siamo.

Perché il Teatro è “un modale”,
un modale semplice e comprensibile,
come lo sono tutte le grandi Verità,
quelle che da Millenni parlano al cuore dell’Umanità,
quelle che indicano sempre un Cammino Autentico,
e di Valore.

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Anche il nostro cammino riprende tra pochi giorni,
su nuove basi,
con nuovi volti,
e sarà un Anno di Teatro e di Grandi Trasformazioni,
stiamo già lavorando su un testo che vedrà protagonista La Donna,
un testo di Teatro Civile , contro la violenza sulle donne,
un testo che permetterà alla Compagnia del Cavaliere,
di impegnarsi attivamente nel sociale,
perché il Teatro , oggi come oggi,
ha il dovere di rispondere alle domande che la società si pone,
donando il suo prezioso contributo, ad una causa tanto nobile.

Ai miei allievi raccomando, ora e sempre,
Umiltà e Coscienza,
sul Palco e nella Vita,
solo seguendo questi Valori,
che sono Roccia che ci sostiene,
potremo continuare a camminare,
uniti come sempre.

Vi abbraccio tutti,

Barbara

(immagini prese dal web)

“Della Profezia del Teatro”

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Il Teatro nasce per rispondere ad un’esigenza primaria,
e fondamentale, dell’Essere Umano:
Comunicare
Il Teatro è Parola,
è Suono,
è Vita che vibra attraverso il nostro Strumento-Voce,
nessuna esperienza umana può paragonarsi “all’Andare in scena”,
perché è sulla Scena che ritroviamo pienamente noi stessi,
solo le nostre paure, e le nostre insicurezze, potranno ostacolare il cammino,
niente e nessuno , oltre noi, potrà impedirci di comunicare ciò che siamo.

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Perché sulla Scena la partita che giochiamo è con noi stessi,
siamo soli, privati di tutte le nostre difese;
tante volte ho visto allievi contestare un’impostazione di Regia,
per il terrore di ritrovarsi faccia a faccia con loro stessi,
con una parte di sè che ignoravano;
troppe volte ho visto allievi abbandonare il campo,
prima ancora di salire sul palco,
o tremare, e dimenticare le battute provate per mesi,
perché quello che il Teatro stava chiedendo loro in quel momento,
avrebbe cambiato la loro Vita definitivamente ,
avrebbe distrutto vecchi schemi di pensiero,
capovolto prospettive, e messo a tacere giudizi,
che da tempo condizionavano il loro modo di essere.

Perché il Teatro è Esercizio di Libertà,
ma la Libertà richiede Coraggio,
Indipendenza mentale e spirituale,
chiede di fare i conti con se stessi costantemente ,
senza nascondersi e fuggire alla prima difficoltà .

Perché il Teatro ci chiede di Comunicare e Comunicarci nella Verità,
perché il Teatro è Profezia per ogni parola pronunciata,
Profezia che nasce con il Rito, e si conferma poi nella vita di tutti i giorni,
ciò che è detto sul Palco,
avrà risonanza nella nostra Vita,
aprirà Portali nel Tempo e nello Spazio,
che saranno poi nuove strade da percorrere .

La Parola del Teatro è Profezia,
Parola-Via,
Parola-Passaggio,
Parola-Mutamento,
Parola-Vita,

Parola che è Madre di ogni parola che ci è appartenuta, e che ci apparterrà ,
Parola che rompe ogni Silenzio dell’Anima,
che mantiene tutto ciò che promette,
che distrugge le nostre certezze, per donarci nuova Vita…

JohnWilliamWaterhouse-Danaë(1892)

E così ,
su quel Palco,
saremo pronti per Comunicare ciò che realmente siamo,
e le Parole del Teatro,
saranno le nostre Parole,
e saranno tutto ciò che potremo essere,
e che mai siamo riusciti ad essere…

Questa è la Profezia del Teatro.

Barbara

(immagini prese dal web)