Stage : “I Giganti della Montagna”

Cari amici del Blog ,

parte oggi a Roma lo stage estivo diretto dalla sottoscritta;

potrete partecipare alla lezione di prova che si terrà martedì 25 Giugno alle ore 18.00, per conoscerci e iniziare insieme questo percorso, che ci porterà alla scoperta dell’ultima opera pirandelliana, rimasta incompiuta,

a cui lo scrittore, figlio del Caos, si è dedicato fino agli ultimi giorni della sua vita.

Uno stage che sarà viaggio fisico e metafisico attraverso i personaggi di un’opera surreale ma vivissima, che nei mesi di Luglio, Settembre e Ottobre approfondiremo, fino ad arrivare a portarla in scena,in una riduzione- adattamento da me curata e con la mia Regia.

Lo stage è aperto a tutti;

Una lezione a settimana ogni Martedi di Luglio, Settembre e Ottobre dalle ore 18.00 alle 21.00, e uno spettacolo che porteremo in scena alla fine di Ottobre.

Per info e prenotazioni ( numero massimo 12 partecipanti) scrivetemi :

Mail : tuttoilmondoateatro@gmail.com

Vi aspetto 😘

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Barbie Time

Nel camerino di uno strip bar, una sera come le altre, Stella e Gloria si preparano per il loro solito show, incalzate da Tantaroba, che lavora nel locale ma non balla più sul cubo. Azioni consuete, di sempre. Uno strato di cipria, glitter come se non ci fosse un domani, un rossetto spavaldo e aggressivo. Ballano ridono e litigano, Gloria e Stella, amiche di una vita, amiche da sempre. Amiche da quando Stella si chiamava ancora Gerardo e combatteva con la sua famiglia per farsi accettare. Una lettera inaspettata dalla famiglia di Stella, porta la ragazza a ripercorrere con la memoria i momenti salienti della sua vita, che vediamo prendere corpo sulla scena dietro un velo di ricordo e di rabbia, di commozione, nostalgia e ferocia. Assistiamo così al passato della famiglia di Stella, ai suoi disperati tentativi di farsi accettare dai suoi genitori. La lettera contiene un invito, un tentativo di riconciliazione, forse, al quale Stella sembra non voler cedere. Saranno proprio Gloria e Tantaroba a convincerla ad accettare quella mano tesa che viene dal passato. In un finale inaspettato, tutti i personaggi di questa storia, semplice ma, a modo suo, straordinaria, saranno costretti a fare i conti con l’irrimediabile Tempo, divoratore implacabile di occasioni propizie e attimi fuggenti. Uno spettacolo comico e toccante per riflettere sulla diversità, l’accettazione dell’altro, gli affetti familiari.

 

TEATRO TORDINONA – VIA DEGLI ACQUASPARTA, 16

DAL 12 AL 17 febbraio  ORE 21.00 (DOMENICA ORE 17.30)

Comunicazione Angelo Perrone

Ed io come sempre vi aspetto per vivere un’ altra storia straordinaria ✨chi sono io ? Ma Tantaroba naturalmente

Vi aspetto 😘

Barbara

( immagini personali )

In scena “ Sogno di una notte di mezza estate”

” Sogno di una notte di mezza estate”✨✨

Un adattamento di un’ora e dieci di Barbara Bricca e Guido Del Vento, che curano anche la regia, che vedrà in scena gli allievi dello stage estivo, che troverà la sua conclusione con questo esilarante spettacolo , che tra risate e profonde riflessioni, guiderà lo spettatore alla scoperta del vero senso dell’Amore.

E allora noi siamo pronti,

Vi aspettiamo a Roma, presso il Palco delle Valli, il 27 e 28 Ottobre ✨

Per info e prenotazioni scrivetemi

Vi abbraccio

Barbara

Memoria della Parola, Memoria del Gesto

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Un post tecnico,
una Lezione di Recitazione,
ma non quelle accademiche, dove si dice tutto per non dire niente,
dove si nasconde più che svelare,
poche e semplici regole per aiutare l’Allievo-Attore, nella costruzione del Personaggio,
che altro non è , se non un carico di parole da dire, e gesti da compiere sulla Scena.

La Prima Regola, quando si affronta un testo teatrale,
subito dopo l’assegnazione del ruolo da parte del Regista,
prevede che l’Allievo porti a memoria le battute del suo Personaggio,
senza modificare, per nessun motivo personale , la struttura del testo,
memorizzando completamente il testo ,
senza alcuna modifica, che può aver luogo , solo se concordata con il Regista.

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La Memoria è Meccanismo Divino e Perfetto ,
ciascuno possiede la sua memoria,
ciascuno ha un tempo proprio per portare a memoria,
ci sono soggetti che portano a memoria in pochi secondi, e altri ,
che necessitano, per lo stesso carico di parole , un’ora o più.
Non si tratta di Intelligenza,
si tratta di Esercizio, di Allenamento,
di Dedizione…
La memoria può essere allenata,
e il “portare a memoria”, è alla base dell’esercizio e del Lavoro dell’Attore.

Per portare agevolmente a Memoria ,
l’Allievo-Attore dovrà comprendere la natura della sua Memoria ,
se Memoria Visiva o Uditiva,
e poi iniziare con coraggio l’Esercizio di Ripetizione,
aiutato anche dalla riscrittura dell’intero testo,
una o più volte, come facevano i grandi Maestri del passato,
e penso a Mario Scaccia,del quale conservo un quaderno prezioso,
che il Maestro mi donò ,
su cui aveva trascritto l’intero copione del “Burbero Benefico” di Goldoni.

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Completata la fase della memoria del testo,
si passerà alla seconda fase del lavoro,
in piedi,sul Palco,
guidati dal Regista , che inizierà l’impostazione di ogni singola scena,
suggerendo Intonazioni, Gesti, Posture,
che andranno , prova dopo prova, a costituire “la Stanza del Personaggio”
all’interno della quale, l’Attore potrà parlare e muoversi ,
sicuro di essere sempre in linea con il carattere del Personaggio , e del Dramma tutto.

La Memoria dei Gesti ,
andrà “incollata” (questo il termine teatrale) sulla Memoria della Parola,
cioè la Memoria del Gesto sarà una seconda memoria.

Inizialmente la difficoltà sarà ricordare esattamente la sequenza dei gesti,
e magari, nel momento in cui l’Attore ricorderà il gesto,
la battuta sfuggirà.
Ma ,prova dopo prova, tutto si armonizzerà,
Memoria della Parola e del Gesto convivranno pacificamente,
e l’Allievo-Attore sarà pronto a dar vita, al suo Personaggio,
per uno Spettacolo che ogni sera vivrà attraverso il Rito,
e sarà sempre lo stesso,pur non essendo mai uguale a se stesso.

Barbara

(immagini prese dal web)

“Donne al Parlamento”- Note di Regia-

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Sto montando l’allestimento che chiuderà gli appuntamenti teatrali per questa stagione.
La scelta è straordinaria, attuale e carica di comicità.
Una riduzione in romanesco del testo “Donne al Parlamento”, del grande commediografo greco Aristofane.

La mia Compagnia, dopo aver assolto il compito della memoria , è passata alla prova in piedi, e all’impostazione dei movimenti.

Guardandoli provare, mi rendo sempre più conto che il Teatro è un codice, una disciplina con regole precise, un teorema perfetto, e solo attenendosi scrupolosamente a queste regole, il risultato potrà essere esatto, in un compasso di giudizio che , ripeto sempre ai miei allievi, deve essere compreso tra sette e dieci.

Il Teatro non è come la vita,
prende spunto dalla vita,
ma mette in scena una rielaborazione di essa,
e per far sì che questa nuova visione delle cose abbia un senso compiuto, è necessario parlare e muoversi secondo il Codice teatrale.

Un gesto dovrà essere pensato,
dovrà essere elaborato,
bisognerà che l’allievo-attore capisca cosa sta facendo,
dando al suo gesto un tempo preciso,
e sapendo su quale piano immaginario creare quel gesto…

E poi la forza e l’intensità con cui lo compirà,
sempre in apertura,
cioè sempre a favore del punto di osservazione del pubblico.

La parola dovrà avere nuova vita e nuovo senso, nel momento in cui verrà pronunciata,per questo grande cura e attenzione dovrà essere rivolta alla dizione,
ai cambi tonali,
al tempo-ritmo interno ed esterno ad essa, al volume ,
che dovrà sostenere tutto l’impianto di fonazione…

Insomma un grandissimo lavoro, per me , che dirigo, per i miei allievi che devono tradurre esattamente le mie intenzioni e indicazioni.page2-384px-Le_congreganti.djvu

Ecco perchè detesto gli “improvvisatori del Teatro”, coloro che dopo un anno o due di corso , si autoeleggono grandi attori e registi e decidono di insegnare…
Quanti ne ho visti passare, tutti davanti ai miei occhi…
Poveri stolti, superbi, e ignoranti…

Il Teatro è Arte..
Voi siete povere menti,
che barcollano nel buio della menzogna
e della disonestà intellettuale .

Guardo i miei allievi,
vedo tutti i loro limiti,
il mio impegno è per loro,
li aiuterò , uno ad uno,
a superare quei limiti,
ad entrare nel Codice del Teatro,
che dovranno accogliere nei loro cuori,
perchè la regola ci aiuta, ci salva, ci sostiene.

C’è tanto da lavorare,
perciò miei cari allievi,
avanti con grande umiltà e determinazione,
sempre consapevoli della vostra essenza,
mai superbi,
ma in cammino , proprio come me ,
che sono avanti a voi,
per indicarvi la giusta via.

(immagini prese dal web, prima edizione del testo di Aristofane “Donne al Parlamento” Venezia 1545,dal titolo “Le Congreganti”)

“Amor ch’a nullo amato”…La nostra Rinascita

Lo spettacolo è stato un momento di grazia..

Figlio del mio lavoro e della mia Regia, ma reso eterno dall’impegno e dalla passione dei miei allievi…
Grazie, perchè mi seguite con affetto, perchè avete imparato a rispettare le regole del Teatro, che è scienza, non certo improvvisazione e incoscienza.

E’ Arte che pretende Umiltà e Conoscenza, Dignità e Consapevolezza del Sè, ma ripaga sempre…
E ieri sera ciascuno di voi ha raccolto sul palco il frutto del suo lavoro…che è Sacro, ve lo ricorderò sempre, e insisterò su questo concetto, perchè è attraverso questa Sacralità che diverrete sempre più liberi, liberi di essere, di esprimervi, lontani dalle bugie e dalle costrizioni del mondo…

Tutto è possibile e visibile sulla scena, lo scrissi qualche tempo fa in un post, e così è stato,ho visto la luce che avete nel cuore brillare forte , forte, e sempre più forte su quelle tavole..

Migliorerete…tutto in Teatro può e deve essere migliorato tra una replica e l’altra, e già da domani ho intenzione di lavorare su ciascuno di voi, per correggere gli errori in voce e in movimento che ho visto…

E’ stata la vostra rinascita, la nostra rinascita…

E’ stato momento di Verità e Bellezza , per cui vale la pena continuare a lavorare , perchè il fine ultimo a cui tende il Teatro, e il mio insegnamento, è quello di donarvi sicurezza , gioia, sorrisi, e libertà interiore.

Perciò da domani si ricomincia a provare per la replica del 9 Novembre , più di prima, perchè l’esercizio e la ripetizione non potranno che giovarvi, ma con la certezza che non sarete mai come prima, perchè questo Spettacolo ha già cambiato la vostra e la mia vita.

Waiting for Marilyn

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Tra pochi giorni, esattamente venerdì, andrò in scena con lo spettacolo dedicato a Marilyn Monroe, a cui sono particolarmente legata.

Questa sarà la terza edizione di un Recital, che debuttò nel 2011 a Roma.
Stavolta l’evento sarà in una location speciale, e allo Spettacolo si accompagnerà una cena degna della splendida Diva, di cui racconterò, in un lungo monologo, la vita, e i pensieri più privati.

Sono entusiasta di tornare ad interpretarla.

Caricherò in un post ,la prossima settimana, alcuni passaggi dello spettacolo , in modo che possiate iniziare a conoscere più da vicino il mio mondo e il mio lavoro.
Un lavoro che parte dalla disciplina e dal rispetto del prossimo, un lavoro che richiede sacrifici costanti, che non conosce vacanze e feste comandate, che ti insegna a conoscerti , a gestire costantemente le tue emozioni sul palco e fuori, che ti dona capacità di ascolto, perchè le indicazioni della Regia devono essere ben comprese per poter essere tramutate poi in gesti e voce..
Perchè la Regia, come ho già sostenuto in diversi post, ha potere assoluto sulla scena , le sue regole vanno assimilate e rispettate, per il proprio e l’altrui bene.

A tal proposito, ho apprezzato il like che oggi è stato dato al primo post che scrissi su questo Blog..
“La regia non si contraddice”..
Confermo tutto ciò che scrissi..
E lo confermo ancor di più dopo gli ultimi mesi, e gli eventi accaduti, e riporto quanto ho detto ad una aspirante allieva, la scorsa settimana ,in una presentazione dei miei corsi:

Può e deve insegnare Teatro , può e deve far Regia solo chi ha le credenziali per farlo, chi vive di questo lavoro, chi si addormenta pensando Teatro e si sveglia pensando Teatro,(concordo con quanto affermato da Carmelo Bene in un’intervista “Io considero uomo di Teatro , chi si dedica al Teatro dalla mattina alla sera”) . Al bando tutte le cialtronerie che girano, tutti coloro che credono di essere diventati attori o registi dopo un annetto o due trascorso in una scuola di Recitazione..

Non basta una vita , come spesso ripetevano i miei Maestri…

Amo il Teatro che è la mia vita, non semplicemente il mio lavoro…

E sono felice di comunicarlo a voi ,miei nuovi amici, e anche un po’ allievi, se mi permettete di considerarvi così.

E venerdì sera sarete con me, con me e Marilyn, per rendere omaggio alla sua Vita, al suo Talento , alla sua Bellezza, ma in termini generali all’Arte del Cinema e del Teatro, che lei tanto amava.

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(immagine tratta da “Sognando Marilyn”, edizione del 2011, sì sono io quella al leggio…)

“La Forma è mistero per noi”…Riflessioni sull’Arte e sul pensiero di August Macke

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” La forma è mistero per noi, essendo espressione di forze misteriose.
Solo attraverso la forma intuiamo le forze segrete, il “Dio invisibile”

Ho sempre creduto che tutte le Arti siano in stretta comunicazione tra loro, la danza, la musica , il teatro, la pittura, il canto, sono forme misteriose, figlie di un’unica Divinità,nata dal Caos e dalla Luce…

Rileggendo gli scritti degli esponenti del Movimento artistico “Der Blaue Reiter”(Il Cavaliere azzurro), Marc e Kandinsky, ho riscoperto e apprezzato un contributo letterario, molto interessante a mio giudizio, composto da August Macke, artista tedesco straordinario .

Riporterò, a conclusione del post,alcuni passaggi chiave di questo scritto, quasi sconosciuto al mondo , perchè il mio lavoro di Regia in teatro ha basi di pensiero, che coincidono con l’idea di Macke..

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Non finirò mai di sostenere che il Teatro è il luogo in cui l’Invisibile diventa Visibile, rivelazione e mistero, assenza e presenza , tutto può manifestarsi e “accadere”, nel senso più ancestrale e profondo del verbo, che richiama la caduta originaria sulla Terra.

Il Teatro è Forma, e forma le menti e i cuori di coloro che si avvicinano al suo Mistero.

Mistero dell’uomo, della sua essenza, della sua ferita primordiale mai rimarginata, di ogni grido taciuto e parola non detta.

Mistero che accompagna la nostra vita, sul palco e fuori da esso, ma è solo quando lo Spettacolo comincia che lì, in quel luogo eterno e sacro ,la nostra solitudine diviene Forza e Bellezza, e la notte ci appare sempre meno buia, dinnanzi all’Epifania che la Parola chiama e richiama a sè dall’Oltre, luogo -non luogo, da cui ogni anima proviene…

L’Arte è solo un ponte,
un ponte…
un Arcobaleno che unisce inevitabilmente Cielo e Terra.

“(…) I sensi sono per noi il ponte dall’ Inafferrabile all’ Afferrabile.
Vedere piante e animali significa avvertire il loro mistero.
Udire il tuono significa avvertire il suo mistero.
Capire il linguaggio delle forme significa essere più vicini al mistero,vivere.
Creare forme significa vivere.
Non sono forse creatori i bambini, che creano direttamente dal mistero della loro percezione?
Il tuono , il fiore , ogni forza si manifesta come forma
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Anche l’uomo.
Qualcosa lo spinge a scoprire parole per concetti,a spremere chiarezza dalla non-chiarezza, coscienza dalla non-coscienza.
Questo è la sua vita, il suo creare.
Come l’uomo anche le forme mutano.(…)
L’uomo esteriorizza la sua esistenza in forme.
Ogni forma d’arte è estrinsecazione della sua vita interiore.
L’esteriorità della forma d’arte è la sua interiorità.
Nella nostra epoca così complessa e confusa,esistono forme in grado di afferrarci e trascinarci con la stessa intensità con cui la danza del fuoco afferra e trascina colui che la danza.
Le forme sono robuste manifestazioni di una vita robusta.
La differenza tra le manifestazioni sta nel materiale:
parola, colore,suono, pietra,legno metallo.
Non è necessario capire ogni forma, come non è necessario comprendere ogni lingua.
Dietro le iscrizioni, dietro i quadri, i templi, i duomi e le maschere, dietro le opere musicali, dietro gli spettacoli di teatro, dietro le danze, stanno le gioie e i dolori degli uomini e dei popoli.
Dove manca questo sottofondo, dove le forme nascono vuote e sradicate, lì manca anche l’Arte.”

( da “Le maschere” di August Macke)

Le Prove

“ogni uomo è un attore e tutto il
mondo è un palcoscenico”

(William Shakespeare)

Le prove di uno spettacolo sono il momento creativo per eccellenza.

Assolto il compito di portare a memoria il proprio ruolo, attori e Regista si ritroveranno nel luogo deputato per iniziare quel processo creativo che, ora dopo ora, parola dopo parola, gesto dopo gesto, andrà a costruire lo spettacolo vero e proprio.

Esistono tuttavia regole che sono alla base anche delle prove.

Il Regista stabilirà la scaletta dello spettacolo, che ogni attore dovrà scrivere e tenere insieme al copione;la scaletta segnerà l’ordine delle scene e degli interventi audio e video, che si alterneranno alle scene dialogate.

Trascritto tutto, Il Regista inizierà a montare le singole scene secondo un ordine che rispecchierà le sue esigenze emotive ed artistiche, potrebbe paradossalmente iniziare a montare l’ultima scena segnata in scaletta, e procedere a ritroso o a salti, assecondando la sua ispirazione, pur non trascurando le esigenze e richieste attoriali, che sempre terrà in considerazione.

Durante l’impostazione della singola scena , il regista curerà intonazioni e movimenti di ogni singolo attore, aiutandolo a trovare dentro sè quei colori vocali e quei tempi gestuali, che renderanno vera e vibrante la sua interpretazione,senza forzare per imporre un’idea, ma suggerendo…questo è il verbo principale di cui un bravo Regista conosce esattamente il significato.

L’attore , dal canto suo, saprà ascoltare e interiorizzare il suggerimento, per poi trasformarlo in voce e movimento.

Il legame che si instaurerà tra attore e Regista sarà profondo e sincero, bandita ogni menzogna e mistificazione, entrambi si muoveranno nella Verità che solo all’Arte appartiene.

Le prove si svolgeranno sempre nello stesso luogo e preferibilmente negli stessi giorni e orari, affinchè venga rispettata la Ritualità del Teatro, anche nella fase di preparazione dello spettacolo.

Non verranno ammesse , tantomeno giustificate, assenze che non avranno un serio motivazionale, perchè il Teatro non è gioco, ma lavoro che richiede presenza , passione, e coerenza.

Gli attori proveranno sempre e solo alla presenza del Regista o dell’Assistente alla Regia , per evitare che possano nascere malintesi o diverbi tra loro, e soprattutto per evitare che possano appropriarsi della facoltà di commentare in alcun modo il lavoro del compagno, facoltà che spetta esclusivamente alla Regia.

Nel rispetto dei singoli ruoli e compiti, l’Atto si compirà…

L’Atto creativo, che è Alchimia pura, che trascende i confini del Reale,per proiettare attori e spettatori nell’Oltre dell’Arte, che è oltre ogni spazio e ogni tempo, che eternamente dura…

Quello che la regia vede (e non dice) e quello che gli allievi non vedono (e dicono)

Questo post sarà una nota tecnica rispetto al lavoro di Regia nell’opera di costruzione di uno spettacolo.

La Regia inizia il suo lavoro , come già ho accennato in alcuni articoli precedenti, da un’idea, che è la sua ed è unica.

L’Idea inizia a prendere forma con la ricerca dei testi e dei contributi audio e video, che caratterizzeranno lo stile dello spettacolo.

Poi i testi dovranno essere assegnati agli attori , che in un tempo da stabilire, porteranno a memoria i ruoli assegnati.

Poi l’inizio delle prove…
In ogni prova il regista lavorerà contemporaneamente sulle singole unità attoriali , aiutando ciascuno a trovare e fissare il personaggio ,e sulla visione d’insieme dello Spettacolo, armonizzando e portando su uno stesso piano recitativo tutti gli attori…

E’ un lavoro.
Che segue regole ben precise, e che non perde mai di vista nulla, neanche un respiro dell’attore sfuggirà all’orecchio e all’occhio del Regista, che stabilirà di lavorare prima sui macro gesti e battute, e poi prova dopo prova affinerà lo strumento tecnico di cui ciascun attore è dotato…

La Regia vede tutti i limiti di ogni attore e di ogni scena rappresentata, se non corregge immediatamente un gesto o un’ intonazione errata, è perchè sa che la persona che ha dinnanzi, in quel momento, è in grado di decodificare solo poche indicazioni, perchè magari ancora incerto e attanagliato da incertezze di memoria…

Il Regista sa quando e come intervenire nel lavoro del proprio attore, e lo fa con fermezza nel momento giusto, nè un attimo prima, nè dopo.

L’allievo invece, disgraziatamente per lui, interviene quasi sempre nel momento sbagliato, andando magari alla ricerca della pagliuzza nell’occhio del compagno, ignorando la trave che è nel suo..
E invece di tacere, parla.
E invece di fare il suo dovere, si arroga un diritto non suo, perchè per nessun motivo dovrebbe fare commenti sul lavoro dei colleghi , tantomeno su quello della Regia.

Perchè avrà sempre una visione parziale, corrotta e condizionata dello spettacolo, commenterà come spettatore addormentato il suo e l’altrui lavoro, gli mancheranno sempre le informazioni costruttive, che solo la Regia possiede, perchè suo è lo Spettacolo.

Ecco perchè consiglio sempre ai miei allievi di non illudersi di vedere o sentire cose che la Regia non vede, perchè mentre loro non riescono a spingere lo sguardo , come è giusto che sia, oltre la siepe del proprio giardino,il Regista sta già leggendo ciò che è scritto sulla stella più piccola del cielo:)

Buone vacanze cari allievi e appassionati del mio blog….a presto