Teatro e Vita, Vita è Teatro: Riflessioni

Il Lavoro sul Personaggio è Processo Creativo per eccellenza,
lavorio incessante,
dentro e fuori da Se Stessi,
un “sentire e sentirsi” costantemente “attratti”,
da quelle Parole,
da quei Gesti,
che sappiamo essere la “Modalità di Esistere” di quel Personaggio,
sulla Scena naturalmente,
ma per ragioni Misteriche ed Esoteriche direi,
anche e soprattutto nella Vita.

E’ la Vita stessa,
che in questo Tempo di Preparazione e Iniziazione alla Scena,
annulla dolcemente i confini netti,
che separano da lei Il Teatro,
e gli concede di fondersi e confondersi con lei,
in una Corrispondenza Luminosa,
tra ciò che accade sulla Scena, e fuori da essa.

E se il Teatro è Specchio della Vita,
(come già accennato in un mio post qualche mese fa),
la Vita diviene miracolosamente Teatro,
senza il ribaltamento necessario a quest’ultimo per rielaborala,
in una equivalenza netta ,
in una compenetrazione di Significati ,
in un Gioco Vitale di straordinaria Bellezza,
nel Tempo Kronos,
necessario alla preparazione dello Spettacolo.

Senza scomodare troppo Stanislavskij,
direi che un certo grado di immedesimazione,
sia utile all’Attore,
in questa ricerca di Se Stesso,
all’interno delle pieghe del Personaggio,
affinchè quelle Parole divengano le “sue Parole”,
affinchè quei Gesti divengano i “suoi Gesti”,
perché Parole e Gesti possano essere riempiti,
come contenitori vuoti,
di Luce e Senso Profondo,
che mai è Senso Generico,
ma sempre Senso Proprio.

Questo Incredibile Lavoro sul Personaggio,
è Viaggio Astrale,
ricongiungimento ad una Patria ideale,
Smarrimento e Rimembranza,
Ritorno all’Alfa,
al Principio di ogni cosa,
agli Archetipi Madre.

Questo Viaggio pretende un momento di Partenza,
e Congedo dal Mondo,
così come lo abbiamo da sempre Percepito,
per donarci la “Possibilità di Immaginarlo di nuovo il Mondo”,
con tutto il suo Possibile Inesplorato ,
e poi Immaginare noi stessi ,
in questa nuova dimensione,
liberi di poter essere, quello che, ancora mai,
siamo riusciti ad Essere.

Nessuna Certezza o Consolazione all’ Orizzonte ,
solo la Possibilità di Mettersi alla Prova ,
abbandonandoci,
lasciando andare ogni Giudizio ,
lasciando che il Teatro sia il nostro Zenit, il nostro Nadir,
per tornare alla fine di questo Viaggio,

lì, dove mai siamo stati…

Così sto affrontando il mio Personale Viaggio,
su questo Meraviglioso Personaggio ,
che mi sta donando nuovi occhi,
per vedere la Vita.

Barbara

(immagini prese dal web, e personali)

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“Il Teatro è Molto Più…”

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Il Teatro è molto più di un semplice Spettacolo,
“Fare Teatro” non ha nulla a che vedere con la spettacolarità dell’evento,
troppe volte si confonde il Rito con lo Spettacolo,
troppi Spettacoli che hanno luogo in un Teatro , in realtà potrebbero , anzi direi dovrebbero,
svolgersi a distanza siderale da un edificio teatrale…

Il Teatro è “un Modale”,
una Filosofia, un modo nuovo di intendere e concepire la Vita stessa.
Chi pratica realmente questa Forma d’Arte ,
sa che il Teatro è “Scuola di Moralità”, come amava ripetere Mario Scaccia,
sa che inevitabilmente dovrà rivedere il suo Modo, di sentire il Mondo e i suoi abitanti,
sa che dovrà tenere e mantenere una condotta etica trasparente,
sa che dovrà analizzare costantemente la sua sfera emozionale,
mettersi in dubbio ,
farsi mille domande,
in attesa di una Risposta di Verità, che spesso tarderà ad arrivare.

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Questo significa “Lavorare su se stessi”,
questo è il “Lavoro dell’Attore”
e questo lavoro richiede sacrificio ,
richiede Onestà Intellettuale,
non promette facili ricompense, bensì fatica e ricerca incessante,
perché solo così si avrà la certezza di “Essere nel Rito”,
non solo sul palco , sotto le sue luci colorate,
ma nella Vita, lì dove Luci e Ombre dettano i tempi del nostro esistere,
dove il Bene e il Male, segnano e disegnano i confini della nostra Anima.

E allora sarà semplice comprendere cosa è Teatro,
e cosa non lo è, e mai lo sarà,
allora sarà semplice riconoscere un vero insegnante,
da tanti, troppi falsi profeti, che si aggirano come anime perse in questo Mondo,
allora sarà naturale Amare il Teatro,
nella sua Espressione più Alta e Compiuta,
perché ciò che è Teatro,ci avvicina inesorabilmente al Cielo,
sì,
al Cielo,
solo al Cielo,
sempre al Cielo.

Barbara

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(immagini prese dal web)