“Ad Lucem : Sono Storie di Donne”

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Quando il Teatro si fa Mondo,
quando il Teatro si fa Luce,
quando il Teatro si fa Denuncia Civile e Sociale,
in quel momento esatto tutto è compiuto,
e ciò che è Sacro e Inviolabile diviene il Soggetto di una Rappresentazione,
che nasce per un bisogno assoluto di “Dire il Vero”,

Tutto questo è “Ad Lucem”,
molto più di un semplice spettacolo,
perché sarà Teatro nel Senso più Sacro e Profondo che io conosca,
perché una Voce sola si alzerà da quelle tavole,
per dire :“Basta alla Violenza sulle Donne!”

Siete tutti invitati amici del Blog,
Sabato 5 Novembre,e Martedì 6 Dicembre, a Roma,
ascolterete la mia voce, insieme a quella della Compagnia del Cavaliere,
e una partecipazione speciale, davvero speciale…

Vi lascio come sempre la mia mail, per tutte le informazioni:

tuttoilmondoateatro@gmail.com

Barbara

“Il Teatro e la sua Voce”

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“Ora che sei venuta,
che con passo di danza sei entrata
nella mia vita-
quasi folata in una stanza chiusa-
le parole mi mancano e la voce,
e tacerti vicino già mi basta.”

(Camillo Sbarbaro)

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Siamo la nostra Voce,
Siamo il nostro Teatro,
perché Teatro è ciò che è detto, prima di qualsiasi dire,
perché Voce è Pensiero,
il nostro Pensiero,
ma Pensiero Palpitante,
che è Passione e Anima,
che è Parola,
che vibra tra vocali e consonanti ,
che vive su Scale tonali,
dalle profondità dei Bassi, alle altezze indefinite degli Acuti.

Il Teatro ha bisogno della nostra Voce,
Voce-Coscienza,
Voce-Intelligenza
,
perchè la Parola scenica è Logos,
è Pensiero-Verità
,
che non ammette compromessi o contaminazioni,
perché sulla Scena tutto è Verità e Nudità,
Eden ritrovato dopo la cacciata,
Luogo Originario ,
dove possiamo e dobbiamo perderci ,
per poi ritrovarci e rinascere.

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Voce del Teatro,
Voce di tutti gli Uomini,
che non smettono di cercare la Verità,
che “sanno di non sapere nulla”,
(Parole Socratiche che risuonano nell’Anima, ieri come oggi).

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Voce del Teatro,
Voce di Saggezza,
perché il Teatro è un Modale,
un modo per poter vivere degnamente la propria vita,
che non promette facile gloria e riconoscimento,
ma Cammino di Sacrificio e Studio costante,
perché la Cultura è un Portale,
una singolare dimensione,
dove ciascuno potrà conoscere e riconoscere se stesso.

Voce del Teatro,
che è anche la mia Voce,
quella ogni giorno ripete, come Mantra,
l’Insegnamento del Palcoscenico,
perché non è mai abbastanza,
perchè non si è mai vicino alla meta,
perché probabilmente una vera meta non esiste,
e l’Orizzonte dipinto sul fondale ,
è Orizzonte dell’Anima,
perché non si esce mai da se stessi,
e la nostra Voce lo sa,
e suona ,
e continua a suonare le nostre emozioni,
quelle più intime,
quelle che mai avremmo creduto di poter esprimere,
perché la Voce del Teatro,
è la nostra Voce,
e la nostra Voce suonerà sempre le nostre Emozioni,
in un ciclo di eterni ritorni,
attraverso il Tempo e lo Spazio…

Solo dando Voce all’ Emozione, su quel Palco,
torneremo a donare Voce al Teatro,
con Dignità e Consapevolezza,
con Umiltà e Studio costante.

Barbara

(immagini prese dal web)

“Il Teatro che Verrà”

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Siamo ripartiti,
Sibille e Cavalieri,
con Coscienza e Coraggio,
Virtù che appartengono ad un Mondo antico,
ma mai troppo lontano,
che saranno fondamenta solide per il Teatro che Verrà...

Il Teatro che Verrà
E vivrà di nuove Emozioni,
sfumature cromatiche di Anime in perpetuo movimento,
alla ricerca di loro stesse,
delle proprie Radici Umane,
non più spaventate dalle Ombre ,
perché agognanti la Luce,
quel Faro che per sempre fisso, illuminerà le loro Vite.

E la Notte sarà meno buia,
e saremo meno Soli,
perché il Teatro che Verrà,
sarà porto sicuro,
rifugio ,
come grembo materno che tutto accoglie dentro sé…

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Le lezioni sono riprese ,
siamo tornati ai nostri libri, alla Cultura,
e si è da subito respirato un’Aria Nuova,
Aria di Sincerità e Trasparenza ,
di Verità e Umiltà,
occhi negli occhi,
senza più Paure,
perché è dalla Paura che nasce la Menzogna ,
e dalla Menzogna, la Superbia e l’Arroganza.

Siamo tutti in cammino,
all’inizio di un Nuovo Anno di Vita e Teatro,
Sibille e Cavalieri,
mano nella mano,
e sappiamo, che solo fidandoci e affidandoci al Teatro ,
ritroveremo la Certezza dell’Essere,
perché il Teatro è l’Esperienza più Alta e Profonda,
che un Essere Umano possa sperimentare…

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E allora camminiamo…

Perché il Teatro che Verrà,
sarà figlio di ogni nostro gesto d’Amore,
quell’Amore che ci Salva,
che ci Libera,
Oggi,
come Ieri,
perché così è,
da Sempre…

E allora avanti Sibille e Cavalieri,
Oggi,
come Ieri,
come Sempre,
con Voi.

Barbara

(immagini prese dal web)

“Della Solitudine dell’Attore”

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L’Attore è Solo,
è solo un Uomo, solo una Donna,
nasce al Mondo ogni sera,
su quelle lignee Tavole Preziose e Sacre,
non conosce il Tempo,le sue Convenzioni e Costrizioni,
si muove libero,
attraverso tutto lo Spazio e il Tempo

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L’Attore è Solo,
vive delle sue Parole,
quelle ripetute ogni sera sulla Scena,
che mai ha pronunciato nella Vita,
quelle che costano fatica e sudore,
che risuonano nell’aria come Melodia Originaria,
mai sentita, forse sognata…

L’Attore è Solo,
vive dei suoi Gesti,
sempre più forti e consapevoli,
perché il Viaggio che compie,
è Viaggio d’Amore e Consapevolezza,
perché è solo per Amore che ogni sera sale su quel Palco,
Amore che è Fiamma,
che tutto arde e consuma,
e non basta una Vita per consumare tutto quell’Amore,
che tiene e sostiene ogni passo,
giorno dopo giorno.

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L’Attore è Solo,
lì su quel Palco come nel grembo materno,
dove tutto è Vita,
dove tutto è Amore,
dove l’Impossibile diventa Possibile,
dove ogni sorriso e ogni lacrima hanno sapore antico e misterico…

L’Attore è solo,
perché il suo è da sempre,
un Cammino di Luminosa Solitudine,
perché più ci si addentra nel mistero del Teatro,
e più la distanza dal mondo aumenta,
perché è in quella solitudine, temuta e desiderata,
che riusciremo un giorno ,
a ritrovare Noi Stessi,
e il Senso ultimo e profondo di ogni cosa…

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L’Attore è Solo,
i suoi compagni sulla scena sono a distanza siderale,
mentre l’Atto si compie,
la partita è con Se Stessi,
e questo un buon attore lo sa,
lo ha sempre saputo,
perché non si esce mai da Se Stessi,
quando si ama,
quando si odia,
quando si soffre o quando si gioisce,
e questo il Teatro lo sa,
e lo insegna ogni giorno ,
a tutti gli Uomini di Buona Volontà.

Dedicato a chi, come me, non saprebbe vivere , e respirare , senza il Teatro.

Barbara

(immagini prese dal web,
Eleonora Duse, Marta Abba, Ettore Petrolini,
Eduardo De Filippo,Ruggero Ruggeri, Sarah Bernhardt, Irma Gramatica)

“Luigi Pirandello, Il Fu Mattia Pascal – Prima Parte”

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“Una delle poche cose, anzi forse la sola che io sapessi di certo era questa :
che” mi chiamavo Mattia Pascal”.

E’ questo l’Incipit, di uno dei Romanzi più importanti,
della prima metà del nostro Novecento,“Il fu Mattia Pascal,
apparso per la prima volta nel 1904,sulle pagine della rivista “Nuova Antologia”,
esattamente tra Aprile e Giugno del 1904.
Pirandello inizia la sua attività di romanziere nei primi anni del Novecento,
pubblicando a puntate, il suo primo lavoro “L’Esclusa”,
sulle pagine della “Tribuna “ nel 1901.

Ho consigliato ai miei allievi la lettura di questo Romanzo,
per queste prossime vacanze,
convinta che sia una delle espressioni più convincenti dell’Estetica Pirandelliana,
scrigno di motivi importanti, e direi fondamentali,
per l’approdo alla scrittura teatrale:
il protagonista della vicenda narrata è Mattia ,
umile bibliotecario, la cui vita sarà stravolta da un evento straordinario ,
privilegio assoluto ad una prima impressione,
che non tarderà a mostrare il suo carattere di tragedia, personale,
e sociale, ad un’attenta analisi.

Un uomo comune il nostro Mattia , “insignificante “,
a detta dello stesso Pirandello,
segnato dal Cielo in uno dei sensi più delicati, la vista,
tanto da essere costretto a indossare dei grossi occhiali rotondi:

” (…)che mi avevano imposto per raddrizzarmi un occhio, il quale ,non so perché, tendeva a guardare per conto suo , altrove.
Erano per me ,quegli occhiali un vero martirio(…)”

Un uomo semplice Mattia,una vita semplice,
seppur non scevra di sofferenze e lutti e abbandoni…
Ma in un giorno qualunque , nella vita di un uomo qualunque ,
la Fortuna bussa prepotentemente alle porte della Vita ,
e la stravolge,offrendo all’uomo qualunque , una Possibilità Unica,
la possibilità di “Morir in Vita”, e lasciare tutto, in un istante,
e Morire e Rinascere, continuando a respirare a pieni polmoni ,
in un oblio dei Sensi e della Coscienza , in una dimenticanza assoluta di Sè:

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In una raffinata mescolanza di elementi tragici e comici,
con umorismo scintillante e intelligente ,
Pirandello ci consegna una delle pagine più teatrali e preziose,
della nostra Letteratura:

“Avevo il giornale ancora in mano e lo voltai, gli occhi mi andarono su un Suicidio, così in grassetto.

-Ci telegrafano da Miragno

-Miragno? Chi si sarà suicidato nel mio paese?

-Ieri Sabato 28 è stato rinvenuto nella gora d’un mulino un cadavere in stato d’avanzata putrefazione…
Accorsa sopra luogo più tardi fu riconosciuto per quello del nostro bibliotecario Mattia Pascal, scomparso da parecchi giorni.

-Io?…Scomparso…Riconosciuto…Mattia Pascal…
Possibile?
E rilessi ancora una volta la notizia sbalorditoja.
Non potevo più stare nelle mosse.
Avrei voluto che il treno s’arrestasse, che corresse a precipizio…
Aprivo e chiudevo le mani continuamente…

Mi vidi per un momento , lì, nell’acqua verdastra della gora,
fradicio, gonfio, orribile,galleggiante…
E m’han riconosciuto!Ma io vorrei sapere chi si è affrettato a riconoscermi…
Ma sara stata lei , forse lei, Marianna Dondi, la vedova Pescatore :
Oh! M’ha pescato subito , m’ha riconosciuto subito , non le sarà parso vero figuriamoci
– E’ lui, è lui, mio genero! Ah povero Mattia! Ah povero figliuolo mio!
E si sarà messa a piangere , si sarà inginocchiata accanto a quel poveretto, che non ha potuto tirarle un calcio e gridarle: Ma levati di qua , non ti conosco!

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Fremevo.
Finalmente il treno s’arrestò a un’altra stazione.
Aprii lo sportello e mi precipitai giù con l’idea confusa di fare qualcosa…
Il salto che spiccai dal vagone mi salvò:
come se mi avesse scosso dal cervello quella stupida fissazione,
intravidi in un baleno …
Ma sì! La mia liberazione,
la libertà, una vita nuova!
Ero morto, ero morto ,
non avevo più debiti , non avevo più moglie, non avevo più suocera:
nessuno! Libero !Libero! Libero!

-Il treno riparte!

– Ma lo lasci ripartire, caro Signore …
Cambio treno!

Continua…

(immagini prese dal web)

Il Teatro e la sua Regola

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Il Teatro è una Dimensione Mentale,
è molto più di una semplice rappresentazione ,
è un Modale,
un Modo Nuovo di Essere,
una possibilità donata alla nostra Vita,
per essere uomini e donne migliori,
perché siamo tutti in cammino,
per arrivare a toccare la nostra vera Essenza.

Sarebbe però un errore, credere che il Teatro viva di improvvisazione,
perché le sue radici affondano nel Rito,
perché entrare in un Teatro significa entrare in un Tempio,
e il nostro comportamento dovrà adeguarsi alla Sacralità,
di cui questo luogo è intriso;
ci sono Regole precise da apprendere e rispettare,
senza inutili discussioni circa la validità di queste Regole,
perché così è da millenni, e così continuerà ad essere.

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Il cammino del Teatro è complesso,
pretende Onestà Intellettuale nei confronti di Se Stessi, e del Mondo,
essere onesti significa “chiamare le cose con il proprio nome”,
senza confondersi,
senza nascondersi, per fuggire dalla Verità della nostra Vita;
essere onesti significa riconoscere il proprio ruolo di discente,
rispettare i compagni di lavoro,
sul Palco e nella vita di Compagnia,
significa analizzare tutto ciò che si dice,
parlando sempre con cognizione di causa,
avendo sempre a mente il proprio ruolo,
con umiltà, grande umiltà , immensa umiltà…

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La Regola del Teatro ci salva e ci protegge,
ci guida e ci sostiene,
se non rispettata ,nel tempo,
dovremo essere consapevoli che ci allontaneremo dal cammino,
e dovremo arrenderci all’idea che non siamo stati degni di tanta Bellezza,
che ci saremo persi,
lontani non solo dal Teatro,
ma , cosa più importante, da noi stessi.

Perché Il Teatro è Bellezza,
e pretende di essere Rispettato , e Curato, e Salvato,
attraverso il nostro lavoro quotidiano,
il nostro impegno , la nostra Coscienza.

Dedicato ai miei allievi, presenti, passati, e futuri…

Barbara

Chiudo questo post con un pensiero rivolto ad una grande attrice,
scomparsa oggi,
Anna Marchesini,
grazie carissima Anna, per ogni sorriso che ci hai donato,
per il tuo lavoro e la tua dedizione al Teatro, sopra ogni cosa.

(immagini prese dal web)

“Il Teatro è una Cosa Seria”

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Il Teatro “è una Cosa Seria”,
è Disciplina dell’Anima e della Mente,
vive di verità,
pretende Verità,
Umiltà di Pensiero,
nessuna Vanità è concessa all’Attante,
nessuna Menzogna è consentita, sul Palco e nella Vita, di chi pratica questa antica Arte.

Non esistono eccezioni,
non esiste Conforto o Consolazione,
solo grande sacrificio, e un cammino che è sempre in salita.

Non esiste una Meta,
perché il Teatro è il Viaggio,
viaggio dello Spirito,
peregrinazione dell’Anima ,
e nessuna Fine può e vuol essere contemplata.

Il Teatro è Scuola di Moralità,
Ora e Sempre…
Imparate dai vostri errori allievi,
siate Umili,
perché l’Umiltà è Virtù che smuove le montagne,
lavorate su voi stessi,
cambiate le vostre Vite, sciogliete i nodi della vostra esistenza,
senza scuse o giustificazioni vane,
e fatelo ora…

Guardatevi dentro costantemente,
esaminate le vostre azioni nella Vita e sulla Scena,
e riconoscete i vostri errori, con Coerenza e Rispetto per Il Rito,
che da millenni si compie sulle tavole del Palcoscenico.

Siate degni di salire su quelle Sacre Tavole,
perché ogni Spettacolo è un Dono,
non date nulla per scontato,
perché ogni Spettacolo è una Grazia, che dal Cielo, scende su di voi…

Ma siatene Degni…
Perché il Teatro è una Cosa Seria, e mai smetterò di ripeterlo.

Questo il mio Augurio per domani…

Barbara

(immagine presa dal web)

“In Scena : Decamerone”

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Finalmente ci siamo,
in scena, Giovedì 9 Giugno, a Roma ,
il Saggio-Spettacolo di fine anno dei miei allievi : “Decamerone”

Cavalieri e Sibille al completo, per un’ora e dieci minuti di pura Allegria,
una sublime Riduzione in dialetto romanesco ,
che porterà all’attenzione del pubblico,
tre Novelle del Boccaccio, riviste e corrette,
per dar luce e risalto alle potenzialità comiche, di un Classico della Letteratura Italiana.

Una Regia, la mia, attenta e puntuale ,
su ogni battuta , su ogni gesto,
perché il ritmo narrativo sia sempre vibrante,
perché il tempo della battuta sia sempre rispettato,
perché la Risata sia costante e contagiosa.

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Un importante Allestimento Corale,
perché il Teatro è Gioco Collettivo,
è Socialità
è Scoperta di se stessi e dell’Altro,
è Ricerca e Studio,
è Divertimento e Rigore al tempo stesso,
è Bellezza e Armonia, in ogni espressione dell’Individuo.

Siete tutti invitati a partecipare amici del Blog;
per coloro che desiderano avere maggiori informazioni,
lascio, come sempre, la mia mail:
“tuttoilmondoateatro@gmail.com”

Chiudo questo post, rivolgendo il mio pensiero ad un grande del Teatro,
Giorgio Albertazzi,che oggi ci ha lasciato,
Maestro straordinario,
Maschera tragica e comica,
Interprete scespiriano di talento indiscusso…
Grazie Maestro,
per averci insegnato la “Meraviglia del Teatro”,
per aver dedicato a lui ogni respiro della tua Vita,
perché il Teatro , come amava ripetere,
è Il Luogo del Silenzio Udibile”,
un Luogo Metafisico dove l’Impossibile diventa Possibile…

Barbara

(immagini prese dal web)

“Tutta la Vita in un Tono” – Seconda Parte-

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Essere Voce,
Essere le nostre Parole,
Essere sempre e tutto nelle nostre Parole,
perché siamo nati per “suonare” vocali e consonanti,
per riempire questi fonemi di Senso,
del nostro Senso ,
perché le Parole hanno infiniti Significati,
tanti Significati per quante Anime abitano questo Mondo,
perché la Parola è Portale,
è Varco Metafisico verso l’Oltre,
e L’Oltre è dentro di noi, nelle profondità dell’Anima,
nel nostro “Secondo Cuore “, che è il Diaframma.

Il Diaframma, questo piccolo muscolo, a forma di Cuore,
è davvero il Centro della nostra Vita Emotiva,
è posto al Centro del nostro Corpo,
collegato alle nostre vertebre, al nostro stomaco,
non è solo e semplicemente elemento indispensabile alla respirazione,
ma strumento potente, per far vibrare le nostre corde emotive ,
e tradurle “Voce” , e quindi Volume, e quindi Gamma Tonale.

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Tutta la mappa delle nostre Emozioni,
è incisa in queste fibre muscolari,
i nostri nodi esistenziali,
le nostre ferite primordiali ,
le nostre lacrime -che ci tolgono il respiro a volte-
le nostre gioie -che si traducono in gridi di gioia-
i lutti,
gli abbandoni,
tutto è scritto e impresso, indelebilmente, nel Secondo Cuore,
che palpita , che incamera Aria e Vita, costantemente .

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Allora per iniziare a “dire realmente “,
a comunicare Verità,
è necessario essere consapevoli di questo straordinario strumento,
che è dentro ciascuno di noi,
che aspetta di essere utilizzato per emettere suoni nuovi,
intrisi di Aria e quindi di Vita.

Una nuova Voce nascerà, su nuovi volumi,
e su una scala tonale infinitamente ricca e preziosa,
e sarà un’eco di quella “Vera Voce”,
che nel tempo, e con grande lavoro ed esercizio,
diverrà sempre più piena e armonica,
espressione sicura di noi stessi,
sul Palco,
e poi nella Vita di tutti i giorni.

Barbara

(immagini prese dal web)

“Tutta la Vita in un Tono” – Prima Parte-

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Ancora una lezione di Teatro,
direi di Filosofia del Teatro,
che, come sempre, diviene analisi e conoscenza della Vita,
delle sue infinite espressioni e potenzialità.

Infinite ,
perché siamo infiniti,
perché siamo molto più di quello che arriviamo a percepire,
con i nostri poveri sensi, con la nostra mirabile mente,
che spesso ci mente, ci inganna, circa la nostra reale natura,
perché troppo costretta, e condizionata dal Mondo in cui viviamo.

Ed ecco che il Teatro interviene ,
ecco che diviene una possibilità reale di Conoscenza del Sè,
liberato da falsi giudizi, da pregiudizi che divengono gabbie,
che ci impediscono di giungere alla Verità…

E la nostra Vita scorre così,
e la nostra Voce vibra così,
adagiandosi sempre sulla medesima tonalità.

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La nostra Voce ,
l’espressione più autentica del nostro Stato Emotivo,
che non può celarsi anche quando tenta di nascondere e nascondersi,
che suona vocali e consonanti, inconsapevolmente,
sempre sullo stesso piano tonale,
seguendo sempre lo stesso tempo di fonazione,
finchè quel piano tonale non diviene altezza indefinita, verso cui fuggire,
o grotta profonda in cui rifugiarsi, e sparire al Mondo.

Fuggiamo,
ci nascondiamo,
e spesso ci perdiamo…

E la nostra Voce diviene testimone
dei nostri smarrimenti,
delle perdite,
degli abbandoni,
dei soprusi subiti,
di ogni sussulto del cuore.

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Un Testimone che solo l’Altro da noi potrà sentire,
un testimone muto di fronte a noi,
così lontani dai reali richiami della nostra anima sofferente.

Ed ecco che il Teatro, Salvifico per definizione,
diverrà l’Altro da noi,
e saprà sentire,
e riconoscere quel grido ormai muto della nostra Anima,
ricordandoci le infinite possibilità dell’esistenza,
insegnandoci a stringere la distanza che ci separa da noi stessi,
dalle nostre emozioni,
donandoci una Tecnica Vocale, che ci permetterà
di tornare ad essere Consapevoli della nostra Voce,
delle sue meravigliose Tonalità,
dai Bassi che risuoneranno nel nostro petto,
ai Medi che sosterranno i rapporti con il Mondo,
agli Alti, una lunga scala verso il Cielo,
quel Cielo dal quale proveniamo…

Barbara

Continua

(immagini prese dal web, opere di Kandinskij)