” Il Profumo delle cose sfuggenti “, il mio Nuovo Spettacolo

profumo di donna

(Disegno della mia bravissima allieva PaolaSibilla)

“Coloro che non hanno mai provato la magia di un campo di gigli e di rose all’alba, possono sapere che cosa è il profumo?”

Anche oggi la giornata è stata scandita dalla prova, con la mia Compagnia, del mio prossimo spettacolo “Il Profumo delle cose sfuggenti”che debutterà a Roma il 15 marzo p.v.

Uno spettacolo sul Profumo, sul suo significato fisico e metafisico,sulla parola che si fa liquida melodia , incanto di passato, culla di ogni possibile futuro…
Perchè il profumo è portale del Tempo, essenza musicale, le sue note e i suoi accordi lo rendono pura melodia:

“Così come un accordo musicale, l’accordo di un profumo contiene 4 essenze , o note accuratamente selezionate in base alla loro affinità armonica.
Ciascun profumo contiene 3 accordi: la testa , il cuore , la base.
L’accordo di testa racchiude la prima impressione, dura pochi minuti, prima di lasciare posto all’accordo di cuore , il tema dominante del profumo, che dura alcune ore, e infine, l’accordo di base , la scia del profumo , che dura anche alcuni giorni…”

Uno spettacolo che vivrà di profumi, presenti sulla scena, di aromi e candele che esalteranno il lavoro dei miei allievi-attori, perchè il pubblico si senta coinvolto e partecipe attraverso un’esperienza sensoriale oltre che intellettuale, eco lontana dell’opera memorabile di un attore e regista, come Lindsay Kemp e il suo spettacolo Flowers.
Spettacolo d’avanguardia, oltre la forma e i costumi del Teatro classico -borghese, di cui vengono comunque rispettate regole e stilemi…
Una volontà , la mia , di avvicinare l’anima del Teatro, all’anima dello spettatore, per restituire rispetto e dignità ad entrambi.

Sul palco , insieme a me, entrambe le mie Compagnie, Sibille(al loro debutto teatrale) e Cavalieri al completo, perchè il Teatro è esperienza individuale e collettiva, perchè il Teatro è Rito che si compie attraverso l’energia umana dei miei attori ma anche degli spettatori, che saranno seduti gli uni accanto agli altri, abolendo la classica scissione tra scena e platea, perchè l’atto si compia ad un passo dal cuore di chi guarda e ascolta…

Un modo tutto mio di fare Teatro…
Un modo per farlo Vivere e renderlo Eterno…

Per coloro che avessero desiderio di avere maggiori informazioni e partecipare allo Spettacolo , la mia mail è a disposizione: tuttoilmondoateatro@gmail.com.

Vi saluto con una lirica di Cesare Pavese -“Profumi”- dalla raccolta “Lavorare stanca“, che vi lascio come dono sincero.

Barbara

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“Sovente mi fermo davanti alle vetrine
dei profumieri. E tutti quei colori
disposti in nitide boccette
ornate da bei nastrini,
tra i piumini, le ciprie , gli specchi
e i piccoli strumenti fragili
lucidi lucidi
che passeranno per tenui mani feminee
e pare che nell’attesa ne abbian già assunto l’esilità
e la forma di sogno,
i deliziosi ovali delle saponette,
gli spruzzetti, le reticelle,
ma soprattutto i profumi, i bei profumi gettati
in un ordine strano
sulle scansie di cristallo
dove fondono diafani i colori più belli,
soprattutto i profumi mi prendono l’anima
e costringono gli occhi(…)”

(immagine presa dal web)

Il Teatro e la Noia…La mia prossima Lezione accademica

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(immagine presa dal Web)

“Posso prendere un qualsiasi spazio vuoto e chiamarlo palcoscenico vuoto.
Un uomo attraversa questo spazio mentre qualcun altro lo guarda, e questo è tutto ciò di cui ho bisogno perchè si inizi un atto teatrale.”


Questa l’idea di Peter Brook circa la definizione di atto teatrale, ma questa affermazione è solo l’incipit di un lavoro attoriale e di Regia che ha un subdolo e possente nemico dinanzi a sè: la Noia.

La Noia è un grande male, che attanaglia l’energia di un essere umano in generale nella vita, in particolare in Teatro, quando lo spettatore medio sedie al buio, per assistere ad una rappresentazione teatrale.(già annoiato dalla sua vita a volte)

Erroneamente si pensa che il pubblico sia un organismo senza vita che in modo passivo lascia trascorrere il tempo kronos ,che quasi mai coincide con il tempo kairos proprio dell’atto teatrale.

Il pubblico al contrario, vive ed è soggetto attivo nello svolgimento del dramma:
il pubblico interagisce con l’attore sulla scena, lo scambio è scambio amoroso, l’energia condivisa è quella che si sprigiona durante l’atto creativo, è energia sacra , che dal cielo discende come manna, che avvolge i partecipanti al Rito, quel Rito che da millenni si compie sulla Scena.

Il pubblico si fida e si affida, ecco perchè il compito dell’attore e prima ancora della Regia è arduo, abbiamo il dovere “di rinnovare costantemente l’interesse , di conservare l’intensità della voce e del gesto che ogni sopraggiungente secondo richiede, affinchè la Noia , questo invisibile nemico, non si insinui nella mente e nel cuore di colui che guarda e ascolta.”

Bisogna trasformare l’Ordinario in Unico, e l’Unico in Sacro.

E’ compito del Regista.

Lui insegnerà agli attori come pensarsi voce e corpo, come pensare il proprio corpo e la propria voce sulla Scena, ad abbandonare retaggi inutili di Pensiero creato da una Mente che quasi sempre mente, ingannandoci e lasciandoci pieni di insicurezze e paure.

L’attore è il proprio corpo e la propria voce, e deve amarsi con tutte le sue imperfezioni, che in Teatro divengono miracolosamente “stelle danzanti”, perchè il Teatro accoglie tutte le nostre umanità senza giudicare, aiutandoci ad accettarci per quello che siamo.

Solo con questa consapevolezza e questo amore di sè , l’attore riuscirà a creare, a rendere vibrante e palpitante ogni momento del dramma rappresentato, costantemente in contatto con la scintilla divina che è dentro di lui, così come in ogni essere umano.

Solo così l’Umanità rappresentata diverrà Sacra.

Solo così la Noia scomparirà al nostro orizzonte, e saremo tutti pronti a spingerci oltre le Colonne d’Ercole, tutti noi attori e tutti voi ,cari e amati spettatori.

Questa sarà la mia lezione in Accademia domani, spero di non avervi annoiato:)(visto il titolo del post, concedetemi questo piccolo gioco di parole)

Come sempre fatemi sapere il vostro pensiero.