“Cartolina Pirandelliana”

“Io dunque sono figlio del Caos;
e non allegoricamente, ma in giusta realtà,
perché sono nato in una nostra campagna ,
che trovasi presso ad un intricato bosco,
denominato in forma dialettale,
Cavusu, dagli abitanti di Girgenti…”

Una serata dedicata all’Arte e al Genio di Pirandello,
un momento di Incanto e Magia,
che segna il compimento di questo straordinario anno di Teatro,
vissuto con grande emozione da me, e dai miei allievi.

Un Anno Pirandelliano per eccellenza,
a lui consacrato da tutti coloro che, del Teatro,
hanno fatto Modale di Vita,
in una commistione tra Vita e Arte ,
che Pirandello stesso amava,
in una corrispondenza assoluta tra La Vita e il Palco,
tanto da non comprendere dove inizi una e finisca l’altro.

Un omaggio al Poeta Pirandello,
Al Narratore,
al Romanziere,
al Drammaturgo,
un viaggio alla scoperta dell’Archetipo Femminile,
uno spettacolo declinato al femminile,
dove l’anima della donna , della madre,
della figlia , si proietta verso l’infinito,
verso L’Amore infinito che le Donne, simbolicamente,
rappresentano da sempre.

Un momento spettacolare elegante e raffinato,
di coralità e armonia assoluta,
protagonista La Parola,
in tutte le sue sfumature,
caleidoscopio di mille colori e profumi;
protagonista la Vita Stessa,
con tutte le sue miserie e vibranti emozioni,
perché nessuno come Pirandello
sapeva cosa volesse dire “fare teatro”,
e nessuno come lui è mai riuscito,
con tanta delicatezza e onestà,
a sondare l’animo umano,
e le sue Infinite e Misteriche Profondità.

E allora , siete tutti invitati amici del Blog,
e per coloro volessero avere maggiori informazioni,
come sempre lascio la mia mail:
“tuttoilmondoateatro@gmail.com”.

Vi aspetto e vi abbraccio,

Barbara.

“E l’Amore guardò il tempo e rise,
perché sapeva di non averne bisogno.
Finse di morire un giorno
e di rifiorire la sera,
senza leggi da rispettare .
Si addormentò in un angolo di cuore
per un tempo che non esisteva.
Fuggì senza allontanarsi,
ritornò senza essere partito,
il tempo moriva e lui restava”

(L. Pirandello)

(immagini prese dal web)