Un Sonetto di Shakespeare

Sonetto XLVIII:

“Alle nozze sincere di due anime
impedimenti non so.Non è amore
l’amor che muta se in mutare imbatte
o,rimovendosi altri,si rimuove,
oh no:è faro che per sempre è fisso
e guarda alle bufere e non dà crollo,
amore, è stella ai vaganti navigli,
nota in altezza , nel valore ignota.
Non è zimbello del tempo,s’ anche a teneri
labbri s’incurva quella falce e chiude,
non tramuta con l’ore e i giorni brevi
ma inoltra sino all’estrema sventura.

Se errore è questo, e su di me provato,
io mai non scrissi,e mai nessuno ha amato.”