In scena “ Sogno di una notte di mezza estate”

” Sogno di una notte di mezza estate”✨✨

Un adattamento di un’ora e dieci di Barbara Bricca e Guido Del Vento, che curano anche la regia, che vedrà in scena gli allievi dello stage estivo, che troverà la sua conclusione con questo esilarante spettacolo , che tra risate e profonde riflessioni, guiderà lo spettatore alla scoperta del vero senso dell’Amore.

E allora noi siamo pronti,

Vi aspettiamo a Roma, presso il Palco delle Valli, il 27 e 28 Ottobre ✨

Per info e prenotazioni scrivetemi

Vi abbraccio

Barbara

“Amleto,ovvero, una Mirabile Lezione di Teatro”

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Amleto è forse la Tragedia più conosciuta e rappresentata di Shakespeare,
nota in altezza ,
dal valore ancora ignoto,
poiché profondo, e ancora da comprendere pienamente, il suo significato.

Il testo dell’Amleto è testo che attraversa non solo i secoli, ma anche i generi letterari ,
riduttivo sarebbe definirlo Letteratura Teatrale,
in realtà siamo di fronte ad un testo di Poesia, di Teatro, di Filosofia , di Storia.
E’ narrata la storia di un uomo, la tragedia del Principe di Danimarca ,Amleto,
chiamato a vendicare l’assassinio del Padre,compiuto da mano fraterna,
e forse per questo, ancor più abominevole.

Cinque atti,
una lotta contro la Ragione ed ogni umana speranza di salvezza,
un’unica strada, per arrivare a compiere una vendetta,tanto richiesta dallo spirito paterno: la Follia.

Tragedia di un folle quindi, la finzione della follia per allontanarsi dal Mondo,
dall’Amore per Ofelia , che stringe il cuore e paralizza la volontà:
tragedia di un uomo che affronta i suoi fantasmi , i suoi dubbi , le sue paure ,
che abbandona la sua vita per votarsi interamente ad un unico sentimento: La Vendetta.

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Ebbene, rileggendo questo straordinario testo,
ho ritrovato una mirabile lezione di Teatro,
che desidero portare all’attenzione dei miei allievi, e amici del Blog:
siamo nel cuore del Terzo Atto,
Amleto sta allestendo, insieme ad una Compagnia di attori girovaghi ,
il dramma dell’assassinio paterno,
perché attraverso la finzione teatrale,
venga resa manifesta agli occhi dello zio usurpatore e assassino, la Verità

Teatro nel Teatro, Metateatro, che tanto caro sarà ,qualche secolo più avanti, a Luigi Pirandello…

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Ed ecco ciò che Amleto raccomanda agli attori:

“Dite la battuta , vi prego, nel modo in cui ve l’ho pronunciata io,
in modo naturale.
Se vi metteste a vociare ,come fanno tanti attori,
preferirei che a recitare i miei versi fosse un banditore di piazza.
E non fendete troppo l’aria con le mani:
fate ogni gesto con misura ,
perché nel torrente nella tempesta,nel turbine della passione,
voi dovete raggiungere ed esprimere una moderazione che la ammorbidisca.
Non siate però troppo controllati,
lasciatevi guidare dal vostro criterio e gusto,
Accordate l’azione alla parola e la parola all’azione.
E state attenti a non oltrepassare i limiti della naturalezza,
perché l’esagerazione è contraria all’Arte teatrale,
il cui fine sia ieri che oggi,
è stato ed è quello di porgere , per dir così, uno specchio alla natura,
che mostri alla virtù il suo vero aspetto,
al vizio la sua vera immagine;
e d’ogni età e di interi cicli storici , impronta e forma(…)”

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Continua…

(immagini prese dal web, Laurence Olivier interpreta Amleto)

Dedicato a te, mia cara Paola

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Un post che è una dedica d’Amore,
a chi sapeva amare e donare un sorriso, anche nella sofferenza più nera e profonda.
Era il sorriso della mia allieva Paola, che stanotte ci ha lasciato, proprio nel giorno della Luce.

Ci sono presenze d’amore, che entrano nelle nostre vite e spalancano con la loro forza ed energia , tutte quelle porte chiuse dell’anima, che mai avremmo creduto di poter aprire in condizioni normali.

Paola era così,
romana fino in fondo,
allegra e sincera,
diretta e senza pregiudizi,
amava la vita e il Teatro,
che alla vita l’aveva riportata
dopo anni di sofferenze fisiche.

E non c’era giorno in cui non ringraziasse e benedicesse il Teatro per averle donato la gioia nel cuore, che la malattia le aveva sottratto con forza.

Rimangono i suoi sorrisi come acqua fresca di sorgente,(i suoi commenti preziosissimi sul mio blog),
e il suo impegno in ogni spettacolo che ha portato in scena,ricordo su tutti l’Omaggio ad Alberto Sordi di Giugno, in cui vestita da Nando Mericoni, monologava davanti al mitico piatto di maccheroni:)

E poi l’ultimo “Amor ch’a nullo amato”,
la sua lettura ha emozionato tutti noi,
ed è con quelle parole che vi lascio,
sempre con un sorriso sulle labbra ,
proprio come lei avrebbe voluto.

La Compagnia del Cavaliere perde uno dei suoi pilastri , ma andrà avanti nel cammino del Teatro, anche per te, che tanto lo amavi il Teatro fin da bambina, come spesso mi hai raccontato…

Ciao Paola, questo lo sai, è solo un arrivederci, niente di più…

cupido

“C’è qualcosa di più assurdo dell’Amore?
Se lo godiamo fino all’ultimo istante subito ce ne stanchiamo,
se lo teniamo alto per ricordarlo senza rimorsi ,
un giorno rimpiangeremo la nostra sciocchezza e viltà di non aver osato.
L’Amore non chiede che di diventare abitudine, vita in comune, una carne sola di due, e appena è tale è morto…
A pensarci c’è da diventare matti…

Ma possiamo lasciarci andare giù così nella disperazione?

“che se l’amore tuo ricordo, neppur con un re muterei sorte”

La Poesia…
solo la Poesia ci potrà salvare,
perchè il Poeta è un fingitore,
finge così completamente
che arriva a fingere che è dolore
il dolore che davvero sente.
E allora il poeta deve parlare,
deve prendere la materia incandescente della vita
e farne oro colato…
Perchè la Poesia educa il cuore,
la Poesia fa la vita,
riempie le nostre lacune,
a volte anche la fame , la sete,il sonno,
magari anche la ferita di un grande amore,
un amore che è finito,
oppure un amore che potrebbe nascere”

(monologo, dai versi di Pavese, Shakespeare,Pessoa, Merini, estratto dallo spettacolo “Amor ch’a nullo amato”)

(immagini prese dal web)

O Romeo Romeo…Perchè sei tu Romeo?

“O Romeo Romeo…Wherefore art thou Romeo?

Quest’anno ho tre nuovi allievi- attori, persone di grande umanità e buon cuore, che stimo e che sono stata molto felice di accogliere nel mio gruppo di Teatro e di vita.

Tra loro un ragazza giovanissima , che oggi ha letto per la seconda volta ,la celebre scena del balcone tratta dalla tragedia “Romeo e Giulietta”.

Ho avuto , guardandola la prima volta, la sensazione di aver trovato la mia Giulietta, ero certa avesse le caratteristiche giuste per interpretare questo ruolo tanto poetico.

Avevo ragione…
Nessuna tecnica, niente di costruito , solo la sua voce ,poggiata su una tonalità medio-alta, che si è mossa sulla musicalità di Shakespeare.
Prima di incontrarmi non aveva mai fatto teatro(per fortuna direi, perchè non porta con sè nessun vizio di forma)e seguendo poche e semplicissime indicazioni che la scorsa settimana le ho dato,oggi ci ha incantato con la sua lettura.

Magia del Teatro, pura magia…

Ho citato durante la lezione , il capolavoro del maestro Franco Zeffirelli, e le ho suggerito di guardare “la scena del balcone” per darle un nobile esempio, ecco perchè propongo proprio la scena su cui stiamo lavorando.
Sono dedicati a lei, e a tutti  gli appassionati del blog, questi minuti altissimi, come proseguimento della disamina del sentimento amoroso, che trova in questo dialogo , e in questa scelta di Regia soave e poetica, la sua massima espressione.

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(immagine presa dal web)

Perchè anche Giulietta è un’idea, Giulietta è una lirica d’Amore, Giulietta è purezza di cuore e candore, e di questa purezza , ciascuna attrice dovrà rivestirsi , se vorrà degnamente interpretarla.

Grazie miei cari allievi, perchè la lezione la facciamo sempre insieme , rendendola un momento di gioco, di studio, di crescita personale e collettiva.

Amore, Assurdo Amore…

romeo e giulietta

La prossima settimana riprenderò le lezioni di Teatro con i miei allievi , e subito inizieremo le prove per il prossimo spettacolo, che andrà in scena ad Ottobre, uno spettacolo completamente dedicato all’Amore, questo nobile sentimento, cantato da poeti e scrittori , che è croce e delizia degli uomini e le donne di ogni tempo.

Lo spettacolo sarà un susseguirsi di dialoghi e monologhi, tratti dalla Letteratura Teatrale , dalla poesia, e dal cinema.
Uno spettacolo-collage per meglio definirlo , che vivrà di suggestioni nate dalle parole e dalla musica, che vedrà in scena personaggi come Frida Kahlo, Sibilla Aleramo, Virginia Woolf, Il Maestro e Margherita..
E poi la Poesia…i versi scintillanti di Alda Merini, Shakespeare, Cesare Pavese, Fernando Pessoa, Dante…

Tanta materia incandescente pronta ad essere trasformata in oro prezioso…

Sarà un lavoro impegnativo, ma come attrice e regista dello spettacolo vedo già il risultato finale , che sarà, come sempre, straordinario e in grado di emozionare non solo il pubblico , ma anche tutti coloro che saranno sul palco, cioè i miei allievi insieme alla sottoscritta.

Perchè, come già ho spiegato nei precedenti post, il mio Teatro, è diverso da qualsiasi altra forma di Teatro.
I miei allievi non sono soggetti passivi, vengono educati da me alla Regola del Teatro, e dopo aver assimilato la tecnica recitativa , sono chiamati ad andare in scena per incontrare il pubblico, in spettacoli veri e propri, non in saggi di fine anno che ,spesso e volentieri, umiliano chi li fa e chi li guarda.

Il teatro è un gioco serissimo, non smetterò mai di scriverlo e di ripeterlo a tutti coloro che frequentano le mie lezioni, bisogna divertirsi e sperimentare, ma al momento opportuno bisogna anche diventare serissimi, perchè andare in scena è come tuffarsi da un trampolino altissimo, hai bisogno di una tecnica precisa per impattare con l’acqua senza farti male.

il-teatro-di-siracusa-in-notturna

I miei allievi imparano la tecnica , e poi quando ritengo siano pronti, mi prendo la seria responsabilità di portarli in scena, facendogli attraversare i confini del Reale per immergersi nell’Arte, nella dimensione di oblio, abbandono e assoluta meraviglia, che al Teatro appartiene….
E’ come rinascere a nuova vita, l’anima si libera da ogni costrizione e condizionamento, su quel palco si è in grado di sentire cose che nella vita reale mai giungerebbero a toccarci…

Chi inizia a fare Teatro non può più farne a meno, questo mi ripetono spesso i miei allievi , entusiasti del percorso che ogni anno propongo loro.

Proprio per darvi un’idea , vi regalerò qualche riga del monologo iniziale del prossimo spettacolo, già assegnato alla mia allieva Paola, che sono certa non ne avrà a male, se lo condividerò anche con i miei lettori.

“C’è qualcosa di più assurdo dell’Amore?
Se lo godiamo fino all’ultimo, subito ce ne stanchiamo;
se lo teniamo alto per ricordarlo senza rimorsi, un giorno rimpiangeremo la nostra sciocchezza e viltà,
di non aver osato…
L’amore non chiede che di diventare abitudine, vita in comune, una carne sola di due, e appena è tale è morto…
a pensarci c’è da diventare matti…”

Il resto lo ascolterete a Teatro, se vorrete;)

Un Sonetto di Shakespeare

Sonetto XLVIII:

“Alle nozze sincere di due anime
impedimenti non so.Non è amore
l’amor che muta se in mutare imbatte
o,rimovendosi altri,si rimuove,
oh no:è faro che per sempre è fisso
e guarda alle bufere e non dà crollo,
amore, è stella ai vaganti navigli,
nota in altezza , nel valore ignota.
Non è zimbello del tempo,s’ anche a teneri
labbri s’incurva quella falce e chiude,
non tramuta con l’ore e i giorni brevi
ma inoltra sino all’estrema sventura.

Se errore è questo, e su di me provato,
io mai non scrissi,e mai nessuno ha amato.”

“Otello”ovvero “D’ Amor si Muore”

Tragedia per antonomasia, della gelosia, dell’inganno, dell’illusione e della mistificazione, dell’amor desiderato, vissuto e poi distrutto…tragedia di un uomo, di tutti gli uomini, che cadono vittime delle loro fragilità e delle macchinazioni del Male, come “Spirito che sempre nega” citando il Faust di Goethe.

Shakespeare la compose tra il 1602 e il 1604, prendendo a modello una fabula antica, la settima novella della terza decade del nuovo Decamerone , in greco Hecatommithi,che Giovan Battista Giraldi Cinthio , vissuto a Ferrara presso la corte estense, pubblicò nel 1565.

“(…)Lo scelerato alfiero, non curando la fede data alla sua moglie, nè amicizia, nè fede,nè obbligo avesse al Moro, s’innamorò di Disdemona ardentissimamente, e voltò tutto il suo pensiero a veder se gli poteva venir fatto di godersi di lei(…)”

(Hecatommithi di Cinthio)

Quindi l’amore dell’Alfiero per Disdemona , cioè l’amore di Iago per Desdemona nella versione di Shakespeare , il motivo scatenante del dramma..

Amore che Iago non rivelerà mai…ma che diverrà, nel momento in cui non corrisposto , motivo di odio , di acerbissimo odio nei confronti della bellissima fanciulla, che sarà destinata alla morte , per mano del fragile seppur fortissimo , Otello.

E’ il Male che insinua il dubbio, il sospetto divorante nella mente e nel cuore di Otello…Iago è spirito di negazione e distruzione, invidia e odio i suoi compagni fraterni, nessuna possibilità per lui di riscatto o redenzione , unica la strada scelta, perchè il Male faccia sempre più Male…

Il video propone la visione della scena dell’assassinio di Desdemona , che morendo porterà con sè, nella tomba, la Verità. Lei che il tempo del dramma altro non ha fatto, se non credere che la Verità è una, e non può essere negata, nè nascosta, nè plasmata.

Protagonista della scena Orson Wells, che interpreta magnificamente Otello; Suzanne Clotier è Desdemona , poetica e eterea la sua prova d’attrice.
Ho scelto di proporlo in inglese per farvi ascoltare la musicalità del testo, pura poesia, che diviene teatro nel momento della messa in scena.
Consiglio la visione dell’intero film, che fu diretto dallo stesso Orson Wells nel 1952.

A morire insieme alla dolce Desdemona è la Verità stessa, che verrà portata alla luce solo a delitto avvenuto, colpendo, come lama affilata, il cuore dell’assassino Otello…

Ma come da copione, sarà ormai tardi….troppo tardi…

“Amleto”….”To be or Not to be”

“Amleto” non ha bisogno di presentazioni.

E’ una tragedia scritta da Shakespeare nei primi anni del 1600.
Narra la storia del giovane principe di Danimarca, Amleto appunto, che dopo l’apparizione del fantasma del padre, assassinato dallo zio , che oltre alla vita gli ha sottratto trono e regina,avrà come unico comandamento quello di vendicare l’assassinio del padre ,rinunciando alla sua vita e all’amore della dolce Ofelia.

Numerosi grandi attori e registi , si sono confrontati nel corso del tempo con questo immenso personaggio,e in particolare con il monologo più famoso della Storia della Letteratura teatrale, il monologo del terzo atto”To be or Not to be”.

Quello proposto nel video, è interpretato da Mel Gibson, protagonista del film del 1990 diretto dal Maestro Franco Zeffirelli.

Ho scelto di proporlo nella versione inglese, per farvi ascoltare la musicalità del testo originale, che richiede grande attenzione e partecipazione emotiva,non vuole essere detto con forza, ma con la grazia e la consapevolezza di portare all’attenzione del pubblico, la verità sulla condizione umana , sulla fragilità, sulla caducità,e sulla sofferenza …

Amleto è uomo, come noi.
Si pone domande , come tutti noi continuiamo a porci da secoli…

L’essere e il non essere sono l’essenza della nostra vita, non sono postulati filosofici, ma semplici domande che costantemente affollano la nostra mente, e che per lo più , rimangono tragicamente senza risposta, anche quando l’atto si compie…

Ecco la classicità e l’immortalità del testo ,che viene reinterpretato sul palco e sulla scena della vita, da attori ed essere umani ,nel momento esatto in cui la vita e l’arte si toccano, una volta e per sempre.

“La Tempesta” regia di Giorgio Strehler

Ecco “La Tempesta” di William Shakespeare, rappresentata nel 1977 al Piccolo Teatro di Milano dal Maestro Giorgio Strehler.

Giulia Lazzarini è Ariel , spirito dell’aria , al servizio del grande Mago Prospero(Tino Carraro).

La leggerezza, il volo, la capacità di rendere aria anche la voce della bella attrice, che come un’ acrobata fluttua e danza in corpo e voce per portare la buona novella al severo Prospero..
Questo era Strehler..
Capace, in uno spazio scenico vuoto e bianco, di far emergere tutta la magia, la forza, la bellezza assoluta dell’opera di Shakespeare.
A dimostrazione che il teatro è uno spazio mentale,metafisico prima che fisico,entro cui si muove leggera e luminosa, proprio come l’aria, l’idea del regista.

Inimitabile, grandissimo Maestro.