Fantasia di Filastrocche…omaggio a Gianni Rodari

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(immagine presa dal web)

Domani avrò il primo incontro con un gruppo di bambini, che hanno desiderio di iniziare un percorso teatrale con me.
Sono entusiasta di tornare ad insegnare ai bimbi, dopo aver seguito negli ultimi anni solo gli adulti.

Pensando al Teatro per bambini , non posso non pensare a Gianni Rodari(Omegna, 1920/Roma, 1980) e al suo incredibile lavoro di poeta , scrittore e pedagogo.

I bimbi che domani mi incontreranno, inizieranno con me la lettura delle “Filastrocche in cielo e in terra”, raccolta edita da Einaudi negli anni sessanta , che raccoglie le sue poesie più famose, anche se Rodari stesso non amava definire poesie i suoi versi:

“Non ho mai chiamato poesie le cose che ho fatto in versi, ma filastrocche, o al più poesie per ridere, poesie per sbaglio…
Sono giocattoli, o comunicazioni in musica , o versi per prendere in giro le vecchie poesie che si fanno studiare a scuola.
Hanno la rima perchè ai bambini piace il gioco della ripetizione, della scoperta sonora.”

Ritengo Rodari , il più importante scrittore italiano del Novecento per i bambini , anche se fu per puro caso che iniziò a scrivere per loro.
Lavorava all'”Unità ” di Milano tra il 1947 e il 1950, quando per la pagina dedicata alla famiglia, buttò giù i primi raccontini umoristici , memore di quelli inventati anni prima , quando era maestro elementare.

Nacque da quei racconti una rubrica in cui Rodari pubblicò la prima “Filastrocca per Ciccio”, su richiesta di una lettrice, che aveva un bimbo malato.

Erano versi scanzonati e allegri, ricchi di ironia, versi sospesi tra la canzonetta e il non-sense, che racchiudevano nella loro essenza, una fusione tra poesia e pedagogia.
Rodari , avendo intuito le infinite potenzialità dei bambini, scriveva “parole” in grado di farli divertire e imparare, giocare e capire, sorridere e conoscere il mondo..

Proprio quello che si propone di fare il Teatro…
Giocando il suo gioco, l’individuo ,di qualsiasi età, impara, impara a conoscere se stesso, e il mondo che lo circonda.

Rodari fu, a mio giudizio, uno scrittore di Teatro per bambini,(Premio Andersen nel 1970, definito come “Il Nobel della Letteratura infantile)” e non è casuale ma causale, l’interesse che sempre i bimbi hanno dimostrato dinnanzi ai suoi versi giocattolo,e che tuttora dimostrano, ogni volta che propongo loro di giocare con le sue parole, e di portarle , sempre giocando, a memoria, e di recitarle , sempre giocando, dinnanzi al pubblico.

Porterò i miei bimbi in scena a Natale , in uno spettacolo-omaggio al genio straordinario di questo artista.

“Io credo che le fiabe , quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire ad educare la mente.
La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi:essa ci può dare le chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo…”

Spero che anche domani , i miei bimbi apprezzeranno, vi terrò informati sul loro lavoro e sull’allestimento del Recital.
Vi lascio con un accenno delle divertenti e istruttive filastrocche , con cui devo dire, anche la sottoscritta, adora giocare;)

Il caso di una parentesi:

“C’era una volta
una parentesi aperta
e uno scolaro
si scordò di chiuderla.
Per colpa di quel somaro
la poveretta si buscò un raffreddore,
e faceva uno sternuto
al minuto.
Passato il malore
fece scrivere da un pittore
il seguente cartello:
Chi mi apre, mi chiuda per favore”

Problemi di stagione:

“Signor maestro che le salta in mente?
Questo problema è un’astruseria,
non ci si capisce niente:

trovate il perimetro dell’allegria ,
la superficie della libertà
il volume della felicità..

Quest’altro poi
è un po’ troppo difficile per noi:

Quanto pesa un corsa in mezzo ai prati?

saremo bocciati!

Ma il maestro che ci vede sconsolati:
Son semplici problemi di stagione ,
durante le vacanze troverete
la soluzione!”

Stelle senza nome

“I nomi delle stelle sono belli:
Sirio, Andromeda, L’Orsa,i due Gemelli.

Chi mai potrebbe dirli tutti in fila?
Son più di cento volte centomila .

E in fondo la cielo, non so dove e come,
c’è un milione di stelle senza nome

stelle comuni , nessuno le cura,
ma per loro la notte è meno scura.”