“E’ un giorno dell’inverno di quest’anno, un giorno della nostra vita”

Campo
La tramontana screpola le argille,
stringe, assoda le terre di lavoro,
irrita l’acqua nelle conche; lascia
zappe confitte, aratri inerti
nel campo. Se qualcuno esce per legna,
o si sposta a fatica o si sofferma
rattrappito in cappucci e pellegrine,
serra i denti. Che regna nella stanza
è il silenzio del testimone muto
della neve, della pioggia, del fumo,
dell’immobilità del mutamento.

Son qui che metto pine
sul fuoco, porgo orecchio
al fremere dei vetri, non ho calma
né ansia. Tu che per lunga promessa
vieni ed occupi il posto
lasciato dalla sofferenza
non disperare o di me o di te,
fruga nelle adiacenze della casa,
cerca i battenti grigi della porta.
A poco a poco la misura è colma,
a poco a poco, a poco a poco, come
tu vuoi, la solitudine trabocca,
vieni ed entra, attingi a mani basse.

E’ un giorno dell’inverno di quest’anno,
un giorno, un giorno della nostra vita
.stanza nuvole

Ancora una lirica,”Come tu vuoi”, la voce dell’esponente più importante dell’Ermetismo cattolico, che ebbi la fortuna di incontrare in occasione di uno Spettacolo a lui dedicato, Mario Luzi(1914-2005).

Ancora una parola densa di significato,
parola -presenza,
parola che vola alto pur partendo dalla condizione dell’uomo, immerso nelle faccende quotidiane e nei suoi pensieri.
Parola di luce,
parola di speranza,
parola che travalica la misura,
che si apre all’Epifania a poco a poco,
che rompe ogni silenzio dell’anima.

Ancora una parola per augurarvi, con affetto sincero, Buon Natale.

Barbara.

(immagini prese dal web)

“Ma è gioia -vedrai- ciò che egli dà”, la Voce di Rainer Maria Rilke

“Se in te semplicità non fosse, come
t’accadrebbe il miracolo
di questa notte lucente? Quel Dio,
vedi, che sopra i popoli tuonava

si fa mansueto e viene al mondo in te.

Più grande forse lo avevi pensato?
Se mediti grandezza: ogni misura umana
dritto attraversa ed annienta
l’inflessibile fato di lui. Simili
vie neppure le stelle

hanno. Son grandi, vedi, questi re;

e tesori, i più grandi agli occhi loro,
al tuo grembo dinanzi essi trascinano.
Tu meravigli forse a tanto dono:
ma fra le pieghe del tuo panno guarda,

come ogni cosa Egli sorpassi già.

Tutta l’ambra imbarcata dalle terre
Più remote, i gioielli aurei, gli aromi
Che penetrano i sensi conturbanti:
tutto questo non era che fuggevole
brevità: d’essi, poi, ci si ravvede;

ma è gioia – vedrai – ciò che Egli dà”

Questo sarà il primo di una serie di post, dedicati alla Poesia ,come Canto e Incanto di Natale,versi e prose di poeti e scrittori dedicate al Natale, tratte da un mio allestimento teatrale del 2012.

La prima memoria, è quella di Rainer Maria RilkeRainer_Maria_Rilke,_1900

autore orfico e simbolista, vissuto a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.(1875-1926)

Parola che è portale verso altre dimensioni, parola che segna e insegna.

Dedico questa poesia e questo post , ad un mio allievo, Antonio,
che ci ha lasciato il 10 Marzo del 2013, e che lesse questi versi magnificamente, proprio nell’allestimento di Natale del 2012, da cui sono tratti.

Di lui desidero ricordare la disciplina,l’eleganza dei modi, il rigore nello studio, le lezioni fatte anche a quaranta gradi, durante un Agosto caldissimo, ma come spesso mi ripeteva:
“Barbara lo so che ti chiedo molto, ma non ho molto tempo da vivere , e ora che ho scoperto la Bellezza del Teatro , non voglio perdere nemmeno un attimo.”

E così fu.
In tre mesi di lezione, divenne uno dei miei migliori allievi, e gli affidai questa lirica, perchè volevo portarlo in scena a tutti i costi.
Fu la prima e ultima cosa che fece nella mia Compagnia,ma è sempre presente davanti ai miei occhi.

Che sia di esempio per voi cari allievi, perchè mai dovete dare per scontato tutto ciò che di bello state vivendo attraverso il Teatro, perchè mai dovete dare per scontato ogni istante della vostra straordinaria vita.

Grazie Antonio
questo è solo un ricordo, e un arrivederci.

Barbara

“Eppure , è questo un giorno di vittoria”…Omaggio a P.P.P.

barbara pasolini 041

Questo non sarà il solito post…
Oggi 2 novembre 2014 cade l’anniversario della morte di un poeta, narratore, saggista, regista, intellettuale, di rara intelligenza e generosità: Pier Paolo Pasolini.

Trentanove gli anni trascorsi da quella tragica notte.

barbara pasolini 059

Oggi sono andata a rendere omaggio ad un poeta, un profeta , che ha segnato la mia vita artistica, perchè a lui ho dedicato recital e spettacoli tra i più belli che ho portato in scena in questi ultimi anni, perchè lui mi ha insegnato a guardare il mondo con amore e umiltà, come fanno i bambini.

barbara pasolini 038

Ero lì, all’idroscalo di Ostia, dove oggi sorge un parco letterario a lui dedicato, dove regna una pace sovrannaturale,dove il suo cuore ha cessato di battere nella notte tra il 1 e il 2 Novembre del 1975…
Ma Pier Paolo è vivo..
Ho visto giovani , uomini e donne di ogni età giungere per rendergli omaggio,ed è stata per me una grande gioia…

barbara pasolini 046

Per non dimenticare ecco le foto del parco, per tutti coloro che, essendo lontani, non hanno forse mai visto questo posto.
Vi consiglio, semmai capitaste presso Ostia , di visitare il parco, per la bellezza, la pace e l’energia incredibile che è rimasta su quell’erba verde, che ancora , sfiorata dal vento, suona il suo nome.

barbara pasolini 054

barbara pasolini 058

“Lavoro tutto il giorno come un monaco
e la notte giro come un gattaccio
in cerca d’amore…
Rispondo alla mistificazione
con la mitezza.Guardo con l’occhio
d’un’immagine gli addetti al linciaggio.
Osservo me stesso massacrato col sereno
coraggio d’uno scienziato.Sembro
provare odio, e invece scrivo
dei versi pieni di puntuale amore.

barbara pasolini 047

barbara pasolini 044

Studio la perfidia come un fenomeno
fatale, quasi ne fossi oggetto

barbara pasolini 042

Passivo come un uccello che vede
tutto,volando, e si porta in cuore
nel volo in cielo la coscienza
che non perdona.”

barbara pasolini 043

barbara pasolini 056

barbara pasolini 050

barbara pasolini 049

barbara pasolini 045

(foto scattate da me nel pomeriggio sul tramonto)

Vocalizzi d’Attore

barby 3 014

(immagine copertina libro personale)

Ho sempre creduto che esista una sublime connessione tra il mestiere dell’attore e la poesia, che ogni attore debba essere anche un intellettuale colto e raffinato,così come chiedeva a gran voce PierPaolo Pasolini.

Siamo oggi circondati e immersi in tale mediocrità attoriale e morale che, personalmente rimpiango attori e intellettuali, che fino agli anni settanta-ottanta sono stati nella Letteratura, nel Cinema , e nel Teatro, modelli altissimi a cui potersi ispirare.

Tra questi ,ho citato a lezione l’altro giorno, Vittorio Gassman.

Ho già dedicato alcuni dei miei primi post al Maestro , bellissima l’intervista (che troverete nella sezione “Teatro”)di Enzo Biagi, se non ricordo male intorno agli anni Novanta, che vi consiglio di guardare nel caso vi fosse sfuggita.

Ho invece ricordato di Vittorio, due testi molto interessanti, il primo è la sua autobiografia, dal titoloUn grande avvenire dietro le spalle“,l’altro è un testo che ho trovato qualche settimana fa in un banchetto delizioso di vecchi libri, dal titolo Vocalizzi“, edito da Longanesi nel 1988, oggi chiaramente introvabile.

Dall’Introduzione:

“(…)Rileggendo con certa assiduità i poeti(frequentati del resto a più riprese come interprete),credo di aver sviluppato se non altro un discreto istinto di riconoscimento di ciò che è vera poesia e di ciò che non lo è;-semmai ne avessi dubitato-ho raggiunto la serena, radicale certezza di non essere un poeta.
Tanto mi premeva sottolineare nel presentare questi miei Vocalizzi:un piccolo coacervo di riflessioni casualmente sortite in forma versificata,oltre a un certo numero di libere traduzioni da poeti di svariata origine e stile.
(…)”

Il valore del testo esula dalla natura poetica degli scritti, che per quanto lo stesso autore non osi definire poesia , per atto di profonda umiltà, vivono di liricità e musicalità, sfiorando l’anima e donando attimi di verità e emozione a chiunque legga.

Non commenterò oltre per dare a tutti la possibilità di riflettere liberamente sulle parole scritte dal Maestro, riporterò alcune sue brevi composizioni, e un gioco fonetico molto divertente su cui in Accademia ho fatto fare esercizio a tutti gli allievi, facendoli sorridere e mettendoli alla prova, perchè non semplice da pronunciare ad alta voce.
Si intitola “Fonazioni”, provate anche voi , prima pronunciando molto lentamente le parole e poi aumentando la velocità senza alterare la struttura della parola…

Perchè il Teatro è poesia, è parola detta, sussurrata e sognata, è gesto che si pensa e poi si compie, è gioco e divertimento,
perchè il Teatro è sacro.

Lingue segrete:

“Michel Foucault cataloga i linguaggi
repressi:la parola proibita,
la parola malata,la parola
esclusa perchè ancora non svelata.
E’ nel vocabolario
di questa lingua larvale
-del profeta e dell’inventore,
del pazzo e del rivoluzionario-
che si colloca la parola teatrale.”

Vittorio-Gassman-Amleto

(Vittorio Gassman in “Amleto”, immagine presa dal web)

Chi è di scena:

“Amleto , come dice Pasternak,
entra terribilmente solo in scena.
Ma più solo è l’attore
che si nasconde nel mantello di Amleto.
Per questo sbraccia a schivar la luce;
poi si fa concavo, cerca
il suolo reclinando su se stesso,
modula i suoni in basso, la voce
evita il collo teso, che offende le corde.
Non è solo mestiere:
nella solitudine sciabolata dai fari
l’attore esplora il suo baricentro;
sa di dovere -in quattro futili frasi-
fungere da ombelico del mondo.”

Favola

“Nel teatro di poesia
la logica è irrilevante
e più ancora la psicologia.
Amleto non sarebbe che un pedante
se svelasse alla fine del quarto atto
i dettagli del viaggio in Inghilterra;
o Otello il punto esatto
in cui fu raccolto da terra
il celebre fazzoletto.”


Tramandare

“Ho avuto teatri immensi,
arene,popolari tendoni,
quando gestire il dramma aveva senso
di una collettiva funzione.
La nuova era ha sommerso
di tele-rumori la civiltà;
un’ignava e matta bestialità
i fogli del Libro ha disperso.
E mi tenta , oggi,la cella appartata
in cui pochi e per pochi
(o addirittura per l’età futura?)
dire l’epilogo di una morta avventura,
i suoni-traccia di una parola passata.
Perchè il linguaggio resista
sottrarne le schede al Medioevo che avanza;
serbare l’archetipo con monacale pazienza;
farsi -da istrione-archivista.”

Fonazioni

“Afferrare,atterrare,arraffare
arruffare, azzurrare…
tutti i moti vitali
fatali
fetali,natali e
mortali
si snudano e si snidano,
stridono,
sudano,si assodano e snodano
in salti di vocale o consonantici.
Nascita suscita crescita
e mescita di emblemi semantici.
Copula:un lungo
oblungo
tango balengo
risolto in dittongo.
E morte è il punto fermo , una sorta
di porta, un finale
fanale a cui ci scorta
la sorte dell’umana coorte.
Diceva il maestro Orazio Costa
che c’è tra porpora , mormora,
tortora e forfora una proposta
più pregnante di una consonante che si sposta.
La lettera esalta il senso.
La parola addita,
come freccia, la vita.

Il fonema è una traccia d’immenso.”

O Romeo Romeo…Perchè sei tu Romeo?

“O Romeo Romeo…Wherefore art thou Romeo?

Quest’anno ho tre nuovi allievi- attori, persone di grande umanità e buon cuore, che stimo e che sono stata molto felice di accogliere nel mio gruppo di Teatro e di vita.

Tra loro un ragazza giovanissima , che oggi ha letto per la seconda volta ,la celebre scena del balcone tratta dalla tragedia “Romeo e Giulietta”.

Ho avuto , guardandola la prima volta, la sensazione di aver trovato la mia Giulietta, ero certa avesse le caratteristiche giuste per interpretare questo ruolo tanto poetico.

Avevo ragione…
Nessuna tecnica, niente di costruito , solo la sua voce ,poggiata su una tonalità medio-alta, che si è mossa sulla musicalità di Shakespeare.
Prima di incontrarmi non aveva mai fatto teatro(per fortuna direi, perchè non porta con sè nessun vizio di forma)e seguendo poche e semplicissime indicazioni che la scorsa settimana le ho dato,oggi ci ha incantato con la sua lettura.

Magia del Teatro, pura magia…

Ho citato durante la lezione , il capolavoro del maestro Franco Zeffirelli, e le ho suggerito di guardare “la scena del balcone” per darle un nobile esempio, ecco perchè propongo proprio la scena su cui stiamo lavorando.
Sono dedicati a lei, e a tutti  gli appassionati del blog, questi minuti altissimi, come proseguimento della disamina del sentimento amoroso, che trova in questo dialogo , e in questa scelta di Regia soave e poetica, la sua massima espressione.

Romeo-saluta-Giulietta

(immagine presa dal web)

Perchè anche Giulietta è un’idea, Giulietta è una lirica d’Amore, Giulietta è purezza di cuore e candore, e di questa purezza , ciascuna attrice dovrà rivestirsi , se vorrà degnamente interpretarla.

Grazie miei cari allievi, perchè la lezione la facciamo sempre insieme , rendendola un momento di gioco, di studio, di crescita personale e collettiva.

“Il Poeta è un fingitore”…Fernando Pessoa, il Poeta e il Teatrante

“Il poeta è un fingitore.
Finge così completamente
che arriva a fingere che è dolore
il dolore che davvero sente”

216_2310-Fernando-Pessoa

Fernando Pessoa fu un letterato poeta e giornalista portoghese , (Lisbona 1888/1935), figura affascinante, esoterica e enigmatica che scompose la sua identità artistica in personalità parallele, che teatralmente definirei personaggi, ai quali affidava i suoi pensieri più intimi e i suoi versi scintillanti.
Ed ecco apparire sulla scena i suoi eteronimi, Ricardo Reis, Alvaro De Campos, Alberto Caeiro,Bernardo Soares,che firmarono alcuni dei suoi capolavori poetici e letterari, come “Il libro dell’inquietudine” di cui vi consiglio la lettura , edito da Feltrinelli e tradotto da Antonio Tabucchi, magnifico interprete del genio e della follia creatrice di Fernando.

“L’origine dei miei eteronimi è il tratto profondo di isteria che è in me(…) L’origine mentale dei miei eteronimi sta nella tendenza organica e costante alla spersonalizzazione e alla simulazione.
Questi fenomeni per fortuna mia e degli altri si sono mentalizzati,non si manifestano nella mia vita pratica, esplodono verso l’interno e io li vivo da solo, con me stesso.”

Ciascuno dei suoi eteronimi, come nella migliore tradizione teatrale, aveva una mimica ben definita, e un costume di scena adatto alle intenzioni che tale personaggio doveva esprimere, tutto studiato nei minimi dettagli,tutto come solo un primo attore di compagnia saprebbe fare. .

Incredibile mente, che riesco solo a stimare , luminosa intelligenza, che lo rendeva capace di descrivere gli abissi dell’anima, con la leggerezza di un volo di farfalle.

Ho citato l’opera di traduzione di Tabucchi, perchè a quest’ultima dedicò la maggior parte della sua vita, divenendo il più grande traduttore della Letteratura portoghese che il nostro paese ricordi.
Vi invito ,a tal proposito, a leggere il mio post su Tabucchi e il Don Chisciotte ,per ascoltare la bellissima lezione che tiene sul capolavoro di Cervantes.

Vi lascio con alcuni frammenti lirici di Pessoa , tratti dalla raccolta “Il Poeta è un fingitore” edita da Feltrinelli, che ritengo sia di rara bellezza e intensità:

“Essere poeta non è una mia ambizione.
E’ la mia maniera di stare solo.

Mi sono moltiplicato per sentirmi
per sentirmi ho dovuto sentire tutto,
sono straripato , non ho fatto altro che traboccarmi…

Sentire tutto in tutte le maniere,
vivere tutto da tutte le parti ,
essere la stessa cosa in tutti i modi possibili allo stesso tempo….

Ho creato in me varie personalità.
Creo costantemente personalità.
Ogni mio sogno , appena lo comincio a sognare , è incarnato in un’altra persona che inizia a sognarlo , e non sono io.
Per creare, mi sono distrutto ; mi sono così esteriorizzato dentro di me che dentro di me non esisto se non esteriormente.
Sono la scena viva sulla quale passano svariati attori che recitano svariati drammi.

Viaggiare? Per viaggiare basta esistere .
Passo di giorno in giorno come di stazione in stazione , nel treno del mio corpo , o del mio destino, affacciato sulle strade e sulle piazze , sui gesti e sui volti , sempre uguali e sempre diversi come in fondo sono i paesaggi.

La realtà,
sempre di più o di meno
di quello che vogliamo.

Il mondo esterno esiste come un attore su di un palco:sta lì ma è un’altra cosa.

Oh notte dove le stelle mentiscono luce, notte unica cosa della dimensione dell’Universo , fammi diventare , corpo e anima, parte del tuo corpo , fa che io mi perda nel fatto di essere mera tenebra e diventi notte anche io , senza sogni che siano stelle in me nè sole aspettato che risplenda dal futuro.

Siediti al sole,
abdica,
e sii re di te stesso
…”

“Il Sogno di una cosa”…il mio Pasolini

Sono immersa nella preparazione del Recital su Pasolini, tra qualche giorno tornerò a dar voce alla sua poesia,che è pura Bellezza e musicalità, che è dolore e passione, parola altissima e luminosa che mai smette di parlare al cuore e alla coscienza del lettore, perchè il “poeta deve essere anche poeta civile”,come PierPaolo amava ripetere.

Intellettuale insuperato per mole di scrittura e lucidità di pensiero(insieme a Pirandello lo scrittore italiano più prolifico come produzione letteraria), PierPaolo è poeta e profeta,senso della profezia, amore e morte, si fondono nei suoi versi diamante,che danzano sulla follia del mondo, che non capì e non amò abbastanza il suo profeta, che pagò con la vita il prezzo della sua libertà di pensiero e della sua onestà.

P_p_pasolini

Nel video proposto ascolterete, letta dallo stesso PierPaolo, ” Supplica a mia madre”, lirica intensa e autobiografica, straziante nella sua verità.
Spero apprezzerete la dolcezza della voce del poeta, dall’animo mite e modesto, sensibile e fragile, nell’estrema solitudine in cui si ritrovò dopo la perdita degli amori più cari.

Desidero infine condividere con voi alcuni momenti di poesia, che insieme alla “Supplica a mia madre”, fanno parte dello Spettacolo a lui dedicato che a breve porterò in scena:

“Io comprendo il disagio e il dolore che può evocare la mia diversità, ciò che rifiuto in ragione della mia mitezza e intelligenza , è il massacro cui sono sottoposto dalla cultura borghese dominante..
Voglio credere ad una eguale dignità nel sentimento ma perchè offendere e giudicare?
Tutto questo lo dovrò scontare , lo so, una colpa senza attenuanti.

Un po’ di pace basta a rivelare dentro il cuore l’angoscia limpida, come il fondo del mare in un giorno di sole.
Ne riconosci senza provarlo , il male , lì nel petto..
Per quali strade il cuore si trova pieno, perfetto, anche in questa mescolanza di beatitudine e di dolore?

La mia vittoria , la mia sconfitta, la mia interezza!
E’ bastato un nero fiato di vento sopra questa ebbrezza perchè io ritornassi vero.
Occhi tornate occhi, io riconosco ciò che conobbi…sole e solitudine…
Roma spalmata come fango sulla lama, infiammata del cielo…
Ah vergogna e splendore , vergogna e splendore…
Mille nubi di pace accerchiano il cielo,
Amore , mai non finirai d’essere amore.

Oh gioia, gioia, gioia,
c’è ancora tanta gioia in questa assurda notte
preparata per noi.

Per chi volesse approfondire la conoscenza del poeta, consiglio la lettura di due raccolte poetiche “Poesia in forma di rosa” e “ L’usignolo della chiesa cattolica“, edite da Garzanti.
Per chi volesse farsi un regalo prezioso, l’edizione dei Meridiani Mondadori in due tomi, che raccolgono l’intera produzione poetica.

“L’Umorismo” di Luigi Pirandello

L'umorismo

Luigi Pirandello non ha bisogno di speciali presentazioni; credo sia con Carlo Goldoni , il drammaturgo più noto, entrambi innovatori del Teatro rispetto al secolo in cui sono vissuti.

Pirandello fu un intellettuale prolifico : romanzi, saggi, novelle, poesie, lavori teatrali, tutto ciò che poteva esser scritto dal suo genio, è stato scritto.

Tra questi capolavori , vorrei oggi segnalare agli allievi, e agli appassionati del mio blog, un libello , scritto nei primi anni del Novecento e pubblicato per la prima volta nel 1908, dal titolo “L’Umorismo”.

Il testo è suddiviso in due sezioni; nella prima Pirandello descrive una vera e propria storia della Letteratura Umoristica Italiana ed Europea, nella seconda invece si sofferma sui caratteri, sull’essenza e sulla materia vera e propria dell’Umorismo.

Umorismo e Comicità non sono la medesima cosa, anche se vengono spesso ed erroneamente assimilati.

Citerò un passaggio fondamentale e famoso del testo, che delinea esattamente la differenza che tra i due sostantivi intercorre:

“(…)L’opera d’arte è creata dal libero movimento della vita interiore che organa le idee le immagini in una forma armoniosa
,di cui tutti gli elementi han corrispondenza tra di loro e con l’idea madre che le coordina.
La riflessione , durante la concezione, come durante l’esecuzione dell’opera d’arte, non resta certamente inattiva:assiste al nascere e al crescere dell’opera , raccosta i vari elementi , li coordina, li compara.(…)

Ebbene, noi vedremo che nella concezione di un’opera umoristica, la riflessione si pone innanzi al sentimento da giudice, lo analizza,ne scompone l’immagine.
Da questa analisi , da questa scomposizione, un altro sentimento sorge o spira:quello che io chiamo sentimento del contrario.

Vedo una vecchia signora, coi capelli tinti, tutti unti,e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili.

Mi metto a ridere.

Avverto che quella signora è il contrario di ciò che una vecchia rispettabile signora dovrebbe essere.
Posso così ,a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa impressione comica.

Il comico è appunto avvertimento del contrario.

Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova nessun piacere a pararsi come un pappagallo , ma che forse ne soffre , e lo fa soltanto perchè pietosamente s’inganna che, parata così,riesca a trattenere a sè l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perchè appunto la riflessione , lavorando in me,mi ha fatto andar oltre quel primo avvertimento, o piuttosto più addentro:da quel primo avvertimento del contrario , mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario.

Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico.”

Inutile dire che consiglio a tutti voi la lettura di questo testo, tra letteratura e filosofia, che Pirandello ci consegna come lezione chiarissima di argomenti, su cui troppo spesso si fa confusione.

E vi lascio con una lirica breve ma luminosa , anche se quasi sconosciuta, del grande drammaturgo siciliano “figlio del Caos”:

800px-Starry_Night_Over_the_Rhone

“Io mi sento guardato dalle stelle
e questa notte non posso dormire.
Mi par che qualche cosa
esse sorelle maggiori
a questa terra voglian dire

O sorgive di luci,
la parola
la parola tremenda del mistero
ditela a una vegliante anima sola
perduta in mezzo al vostro cielo nero.”

Amore, Assurdo Amore…

romeo e giulietta

La prossima settimana riprenderò le lezioni di Teatro con i miei allievi , e subito inizieremo le prove per il prossimo spettacolo, che andrà in scena ad Ottobre, uno spettacolo completamente dedicato all’Amore, questo nobile sentimento, cantato da poeti e scrittori , che è croce e delizia degli uomini e le donne di ogni tempo.

Lo spettacolo sarà un susseguirsi di dialoghi e monologhi, tratti dalla Letteratura Teatrale , dalla poesia, e dal cinema.
Uno spettacolo-collage per meglio definirlo , che vivrà di suggestioni nate dalle parole e dalla musica, che vedrà in scena personaggi come Frida Kahlo, Sibilla Aleramo, Virginia Woolf, Il Maestro e Margherita..
E poi la Poesia…i versi scintillanti di Alda Merini, Shakespeare, Cesare Pavese, Fernando Pessoa, Dante…

Tanta materia incandescente pronta ad essere trasformata in oro prezioso…

Sarà un lavoro impegnativo, ma come attrice e regista dello spettacolo vedo già il risultato finale , che sarà, come sempre, straordinario e in grado di emozionare non solo il pubblico , ma anche tutti coloro che saranno sul palco, cioè i miei allievi insieme alla sottoscritta.

Perchè, come già ho spiegato nei precedenti post, il mio Teatro, è diverso da qualsiasi altra forma di Teatro.
I miei allievi non sono soggetti passivi, vengono educati da me alla Regola del Teatro, e dopo aver assimilato la tecnica recitativa , sono chiamati ad andare in scena per incontrare il pubblico, in spettacoli veri e propri, non in saggi di fine anno che ,spesso e volentieri, umiliano chi li fa e chi li guarda.

Il teatro è un gioco serissimo, non smetterò mai di scriverlo e di ripeterlo a tutti coloro che frequentano le mie lezioni, bisogna divertirsi e sperimentare, ma al momento opportuno bisogna anche diventare serissimi, perchè andare in scena è come tuffarsi da un trampolino altissimo, hai bisogno di una tecnica precisa per impattare con l’acqua senza farti male.

il-teatro-di-siracusa-in-notturna

I miei allievi imparano la tecnica , e poi quando ritengo siano pronti, mi prendo la seria responsabilità di portarli in scena, facendogli attraversare i confini del Reale per immergersi nell’Arte, nella dimensione di oblio, abbandono e assoluta meraviglia, che al Teatro appartiene….
E’ come rinascere a nuova vita, l’anima si libera da ogni costrizione e condizionamento, su quel palco si è in grado di sentire cose che nella vita reale mai giungerebbero a toccarci…

Chi inizia a fare Teatro non può più farne a meno, questo mi ripetono spesso i miei allievi , entusiasti del percorso che ogni anno propongo loro.

Proprio per darvi un’idea , vi regalerò qualche riga del monologo iniziale del prossimo spettacolo, già assegnato alla mia allieva Paola, che sono certa non ne avrà a male, se lo condividerò anche con i miei lettori.

“C’è qualcosa di più assurdo dell’Amore?
Se lo godiamo fino all’ultimo, subito ce ne stanchiamo;
se lo teniamo alto per ricordarlo senza rimorsi, un giorno rimpiangeremo la nostra sciocchezza e viltà,
di non aver osato…
L’amore non chiede che di diventare abitudine, vita in comune, una carne sola di due, e appena è tale è morto…
a pensarci c’è da diventare matti…”

Il resto lo ascolterete a Teatro, se vorrete;)

John Keats…Il ragazzo innamorato del vento

“Bellezza è verità, verità è bellezza”,che è tutto quanto sappiamo e dobbiamo sapere, sulla terra…

Poche preziose parole , che racchiudono la definizione di ciò che è Arte e Bellezza, e ciò che è Mondo…la Verità è Bellezza e Arte , il Mondo e le sue mistificazioni sono in altro luogo, fisico e mentale, lontani anni luce dalla dimensione poetica in cui il giovane Keats sarà immerso fino agli ultimi giorni della sua vita.

images

Vita breve,segnata da una malattia polmonare senza cura, troppo breve, per il poeta ragazzo che diverrà il maggior esponente del Romanticismo inglese.

Vita che si spegnerà a Roma , in una piccola casa affacciata su Piazza di Spagna,(che a tutti consiglio di visitare),Voce che mai smetterà di parlarci dell’Amore e dei suoi tormenti, della Natura benigna,con i suoi venti e i suoi colori, della Morte insidiosa , della tenera notte e delle luci chiare del mattino nascente…

“(…)Via, via ,voglio volare a te,
sulle ali invisibili della poesia,
pur se la mente ottusa indugia e dubita,
io sono già con te!
E tenera è la notte
e la luna regina forse è sul trono,
nel coro delle sue fate stellate(…)

Come chiusura e buonanotte vi lascio con il Sonetto al Sonno, musicale e soave, con la speranza che il mio post sia solo un suggerimento, per approfondire questo poeta bambino, oserei dire, che in breve tempo, molto ci ha donato.

“Tu che imbalsami la quiete della notte
chiudendo con le tue dita premurose e buone
i nostri occhi lieti del buio,e li proteggi dalla luce,
avvolti all’ombra del divin oblio:
o dolce sonno, chiudi ,se ti aggrada ,
mentre ti canto, i miei occhi vogliosi,
o attendi l’amen prima che il papavero
diffonda le sue grazie sul mio letto.
Poi salvami o splenderà il giorno passato
sul mio guanciale generando pene,
salvami dalla coscienza curiosa, che scava
come una talpa e ammucchia contro il buio,
e gira bene la chiave nella toppa oliata,
sigilla il muto scrigno dell’anima mia.”