“Tutto il tempo in un sogno”

E ci siamo…

I miei allievi dello stage estivo pirandelliano, porteranno in scena con la mia regia “ Tutto il tempo in un sogno, “ atto unico scritto da B.Bricca, G.Planamente e M.Corsi, che partendo proprio dalla fine del secondo atto dei Giganti della Montagna, tenta di rappresentare un sequel onirico,ma anche grottesco e ironico, di un’opera straordinaria e incompiuta come sono i Giganti.

E allora vivete insieme a noi la storia di Andrew e dei suoi artisti, che in viaggio verso Varanasi, tra difficoltà, lazzi, scherzi, danze, profezie e confessioni improvvise, ci condurranno per mano in un viaggio metafisico-sentimentale alla ricerca di noi stessi, dei nostri sogni, di quei desideri sempre vivi, ma mai rivelati, che ritornano improvvisi e violenti nella lorPerché in questo posto, che poi è il Teatro, come nei sogni, tutto è possibile, basta solo cominciare a giocarlo questo gioco, e poi crederci, perché solo credendoci questo gioco diviene più Vero del Vero…

“ Tutto il tempo in un sogno”

Di Bricca, Planamente e Corsi

Regia Barbara Bricca

Coreografie : Davide Romeo

Assistente coreografa : Giovanna Zanchetta

Alla chitarra : Francesca Turchetti

Disegno originale locandina : Claudia Tresoldi

Vi aspetto 😘😘😘

Pronti per un Nuovo Anno di Teatro

Ed eccoci pronti…

Stiamo per ripartire con un nuovo entusiasmante anno di Teatro !

Tanti nuovi eventi sono pronti per questi ultimi mesi del 2019, di cui vi terrò sempre aggiornati😉

Voglio ringraziare tutti gli allievi che mi hanno seguita in questo ultimo anno che ha segnato una vera rinascita artistica per me, grazie per la fiducia e l’affetto sincero.

A chi ha lasciato il cammino il mio augurio è quello di portare sempre nel cuore le emozioni sincere che il palco ha saputo donarvi; a chi ha confermato prometto di proseguire la strada intrapresa insieme, con la passione e la professionalità che hanno sempre contraddistinto il mio lavoro; a chi entra ora nella famiglia un consiglio prezioso: lasciatevi travolgere e abbandonatevi alla magia del Teatro .

I miei laboratori ripartono a Roma nel mese di Ottobre, se volete maggiori informazioni scrivetemi :

tuttoilmondoateatro@gmail.com,

il mio impegno si rinnova perché sia un meraviglioso anno di Vita e Teatro ❤️

Vi abbraccio con grande affetto

Barbara

( immagini personali )

Stage : “I Giganti della Montagna”

Cari amici del Blog ,

parte oggi a Roma lo stage estivo diretto dalla sottoscritta;

potrete partecipare alla lezione di prova che si terrà martedì 25 Giugno alle ore 18.00, per conoscerci e iniziare insieme questo percorso, che ci porterà alla scoperta dell’ultima opera pirandelliana, rimasta incompiuta,

a cui lo scrittore, figlio del Caos, si è dedicato fino agli ultimi giorni della sua vita.

Uno stage che sarà viaggio fisico e metafisico attraverso i personaggi di un’opera surreale ma vivissima, che nei mesi di Luglio, Settembre e Ottobre approfondiremo, fino ad arrivare a portarla in scena,in una riduzione- adattamento da me curata e con la mia Regia.

Lo stage è aperto a tutti;

Una lezione a settimana ogni Martedi di Luglio, Settembre e Ottobre dalle ore 18.00 alle 21.00, e uno spettacolo che porteremo in scena alla fine di Ottobre.

Per info e prenotazioni ( numero massimo 12 partecipanti) scrivetemi :

Mail : tuttoilmondoateatro@gmail.com

Vi aspetto 😘

“Quello che il Teatro non Dice” – Una Breve Lezione

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Il Teatro è Dimensione dell’Anima,
è dimora dell’Eterno,
di tutto ciò che eternamente dura,
non conosce costrizioni,
non conosce Morte, che non contempli Risurrezione e Nuova Vita,
accoglie nella sua “Scatola” tutti i Sentimenti umani,
purificando , durante lo svolgimento del Rito,
le nostre Intenzioni e Azioni,
le nostre Parole,
i nostri Pensieri.

Il Teatro parla al Cuore dell’Uomo,
indica il cammino,
che è sempre un cammino di Sacrificio e Consapevolezza,
perché ci insegna a rendere “Sacro” ogni gesto, ogni parola.

Ma il Teatro è anche e soprattutto
Dimensione Misterica,
l’Atto che si compie sulla Scena, è Atto d’Amore e Mistero,
che cela sempre dentro sé, un messaggio più alto e profondo,
di quello che le Parole semplicemente significano.

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Non tutto è detto e compiuto sulla Scena,
esiste “un Oltre”
,
un portale da attraversare con la nostra Immaginazione e Sensibilità,
esiste un sentiero nascosto,
che pretende di essere svelato e percorso,
è sentiero illuminato che ci porterà a sfiorare, anche se solo per pochi attimi,
il Cielo, quello scrigno misterico e meraviglioso dal quale proveniamo.

Ecco perché provo tenerezza per quello spettatore che,
alla fine di una rappresentazione,
si vanta di aver compreso tutto,
e simpatia per l’altro, che invece si lamenta per il motivo opposto,
quindi, per non aver compreso tutto.

Ad entrambi raccomando Umiltà e Coscienza,
e consiglio vivamente di “andare oltre”,
e lasciarsi stupire dalla Potenza del Teatro,
che sa parlarci chiaramente, e al tempo stesso sa nascondersi,
che ci richiama costantemente a confrontarci con noi stessi,
abbandonando il Giudiziale e lasciando che la nostra Anima,
libera dai giudizi terreni,
possa scorrere attraverso le cose,
attraverso tutto lo Spazio e il Tempo,
alla ricerca del Senso più autentico della nostra Esistenza.

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Il Teatro può donarci tutto questo,
a volte il suo messaggio sarà chiaro e diretto,
altre volte la Verità si nasconderà nelle pieghe di un panneggio,
nelle linee di un Gesto,
nel significante di una Parola,
nella nota di una Melodia,
in una Luce che improvvisamente irromperà sul Palcoscenico,
magari una Luce Rossa fortissima,
che parlerà dritta al Cuore.

E allora,
miei cari allievi e amici del Blog,
con Cuore Aperto e Sincero,
mettiamoci in ascolto…

Barbara

(immagini prese dal web)

“Della Solitudine dell’Attore”

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L’Attore è Solo,
è solo un Uomo, solo una Donna,
nasce al Mondo ogni sera,
su quelle lignee Tavole Preziose e Sacre,
non conosce il Tempo,le sue Convenzioni e Costrizioni,
si muove libero,
attraverso tutto lo Spazio e il Tempo

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L’Attore è Solo,
vive delle sue Parole,
quelle ripetute ogni sera sulla Scena,
che mai ha pronunciato nella Vita,
quelle che costano fatica e sudore,
che risuonano nell’aria come Melodia Originaria,
mai sentita, forse sognata…

L’Attore è Solo,
vive dei suoi Gesti,
sempre più forti e consapevoli,
perché il Viaggio che compie,
è Viaggio d’Amore e Consapevolezza,
perché è solo per Amore che ogni sera sale su quel Palco,
Amore che è Fiamma,
che tutto arde e consuma,
e non basta una Vita per consumare tutto quell’Amore,
che tiene e sostiene ogni passo,
giorno dopo giorno.

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L’Attore è Solo,
lì su quel Palco come nel grembo materno,
dove tutto è Vita,
dove tutto è Amore,
dove l’Impossibile diventa Possibile,
dove ogni sorriso e ogni lacrima hanno sapore antico e misterico…

L’Attore è solo,
perché il suo è da sempre,
un Cammino di Luminosa Solitudine,
perché più ci si addentra nel mistero del Teatro,
e più la distanza dal mondo aumenta,
perché è in quella solitudine, temuta e desiderata,
che riusciremo un giorno ,
a ritrovare Noi Stessi,
e il Senso ultimo e profondo di ogni cosa…

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L’Attore è Solo,
i suoi compagni sulla scena sono a distanza siderale,
mentre l’Atto si compie,
la partita è con Se Stessi,
e questo un buon attore lo sa,
lo ha sempre saputo,
perché non si esce mai da Se Stessi,
quando si ama,
quando si odia,
quando si soffre o quando si gioisce,
e questo il Teatro lo sa,
e lo insegna ogni giorno ,
a tutti gli Uomini di Buona Volontà.

Dedicato a chi, come me, non saprebbe vivere , e respirare , senza il Teatro.

Barbara

(immagini prese dal web,
Eleonora Duse, Marta Abba, Ettore Petrolini,
Eduardo De Filippo,Ruggero Ruggeri, Sarah Bernhardt, Irma Gramatica)

“Della Profezia del Teatro”

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Il Teatro nasce per rispondere ad un’esigenza primaria,
e fondamentale, dell’Essere Umano:
Comunicare
Il Teatro è Parola,
è Suono,
è Vita che vibra attraverso il nostro Strumento-Voce,
nessuna esperienza umana può paragonarsi “all’Andare in scena”,
perché è sulla Scena che ritroviamo pienamente noi stessi,
solo le nostre paure, e le nostre insicurezze, potranno ostacolare il cammino,
niente e nessuno , oltre noi, potrà impedirci di comunicare ciò che siamo.

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Perché sulla Scena la partita che giochiamo è con noi stessi,
siamo soli, privati di tutte le nostre difese;
tante volte ho visto allievi contestare un’impostazione di Regia,
per il terrore di ritrovarsi faccia a faccia con loro stessi,
con una parte di sè che ignoravano;
troppe volte ho visto allievi abbandonare il campo,
prima ancora di salire sul palco,
o tremare, e dimenticare le battute provate per mesi,
perché quello che il Teatro stava chiedendo loro in quel momento,
avrebbe cambiato la loro Vita definitivamente ,
avrebbe distrutto vecchi schemi di pensiero,
capovolto prospettive, e messo a tacere giudizi,
che da tempo condizionavano il loro modo di essere.

Perché il Teatro è Esercizio di Libertà,
ma la Libertà richiede Coraggio,
Indipendenza mentale e spirituale,
chiede di fare i conti con se stessi costantemente ,
senza nascondersi e fuggire alla prima difficoltà .

Perché il Teatro ci chiede di Comunicare e Comunicarci nella Verità,
perché il Teatro è Profezia per ogni parola pronunciata,
Profezia che nasce con il Rito, e si conferma poi nella vita di tutti i giorni,
ciò che è detto sul Palco,
avrà risonanza nella nostra Vita,
aprirà Portali nel Tempo e nello Spazio,
che saranno poi nuove strade da percorrere .

La Parola del Teatro è Profezia,
Parola-Via,
Parola-Passaggio,
Parola-Mutamento,
Parola-Vita,

Parola che è Madre di ogni parola che ci è appartenuta, e che ci apparterrà ,
Parola che rompe ogni Silenzio dell’Anima,
che mantiene tutto ciò che promette,
che distrugge le nostre certezze, per donarci nuova Vita…

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E così ,
su quel Palco,
saremo pronti per Comunicare ciò che realmente siamo,
e le Parole del Teatro,
saranno le nostre Parole,
e saranno tutto ciò che potremo essere,
e che mai siamo riusciti ad essere…

Questa è la Profezia del Teatro.

Barbara

(immagini prese dal web)

“La Verità Inventata”- Omaggio a Mario Scaccia

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“L’attore artista racconta se stesso,non il personaggio.
L’attore artista fa parlare i silenzi,non riferisce parole.
L’attore artista non impara la parte:si fa possedere da quella.”

Un Maestro,
un attore straordinario,
un uomo di Teatro che amava e rispettava profondamente la sua professione…
Ebbi la fortuna di conoscerlo e lavorare con lui,
una serata dedicata alla Poesia di Ungaretti,
di recitare nel suo Teatro,
il Teatro Moliere, che oggi non esiste più.

Un uomo gentile , elegante e garbato,
era Teatro ogni suo gesto, ogni sua espressione…
Dopo diversi anni sono riuscita ad avere un testo del Maestro,
scritto alla fine degli anni Ottanta,
-“La verità inventata,del mestiere dell’arte dell’attore”-(Edizioni Don Chisciotte)
e con grande gioia ho ritrovato nelle sue parole, le mie parole,
quelle che potete leggere costantemente nel mio Blog,
a dimostrazione del fatto che le parole del Teatro sono universali,
appartengono a tutti coloro che umilmente si avvicinano a lui,
che lo amano, che dedicano a lui ogni momento della loro vita,
perché il Teatro è scuola di Bellezza e Moralità”.

Non aggiungo altro,
desidero lasciar parlare il Maestro:

“Il Teatro è un’esperienza umana e culturale unica e irripetibile .
L’azione teatrale è socialità, aggregazione, dove l’individuo scopre l’Altro da sé,
riconoscendo in questa scoperta l’essenza della sua natura, l’entità del suo essere,
la sostanza e la capacità del suo sentire.
La confidenza con gli altri suoi simili libera l’uomo dalla solitudine che incupisce la gioia,
lo toglie dall’isolamento che frena gli slanci vitali,
avvilisce le facoltà dell’intelligenza e intorpidisce i sentimenti.
L’uomo è un animale socievole,e nella società,
deve ritrovarsi,riconoscersi e confrontarsi per migliorare e progredire.

Il Teatro non è omologante e condizionatore come qualsiasi media,
bensì un carbone ardente-per dirla con Peter Brook-
che,rinfocolando gli stimoli di una partecipazione collettiva a un medesimo evento,
è suscitatore di energie sconosciute,
propulsore delle ricettive capacità individuali a incontrarsi e a sommarsi,
per dar luogo a un’esaltazione creativa unica ed eccezionale:
a un falò che divampa,
sfolgora bruciando, e incenerisce.

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Sia che affondi le sue radici nel Rito o nella Festa,
Il Teatro è un fatto religioso,
di Purificazione.
In esso l’individuo ,abbandonandosi all’inconscio di un amplesso collettivo,
vive un’esperienza di conoscenza e di liberazione,
e partecipa a una catarsi purificatrice, che lo esalta e lo appaga.

Il Teatro è un atto d’Amore in cui i partners,
si scambiano il piacere soddisfacendo lo sfogo
delle proprie cariche emotive.
Il pubblico teatrale è chiamato con gli attori operanti in scena,
a dar vita a un gioco di cui è parte attiva catalizzatrice ,
pensato com’è per lui,
preparato per lui,
a lui destinato come divertimento.

La terapia di gruppo del teatro è fatto culturale
anche per lo specifico scopo educativo che si ripropone,
e che è enunciato dal famoso motto latino del delectando monet.
Un diletto al quale hanno messo mano poeti e drammaturghi,
che in tutti i tempi hanno lasciato nel teatro
i segni delle loro meditazioni sull’uomo e i suoi destini,
la sua indole e le sue debolezze,
le sue imprese e passioni,
costituendo un repertorio di opere,
che è lo specchio di tutta la storia della nostra civiltà.

Per tutte queste ragioni,
una città senza Teatro ,
mi appare,
come un corpo privo del cuore…”

Dedicherò un secondo post al Maestro e alle sue parole,
perché resti memoria della nostra Storia del Teatro,
di cui Mario Scaccia è altissimo esponente.

Barbara

(immagini prese dal web)

“Metafisica del Teatro”

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Il Teatro è Dimensione Metafisica per eccellenza,
c’ è sempre “un oltre” in tutto quello che vediamo e sentiamo sul palcoscenico,
che ci costringe a guardarci dentro,
come attori , come spettatori , come esseri umani…

Ripetevo oggi , durante una lezione con il mio allievo Gabriele,
che il Teatro è un “modale”, ossia un modo di stare al mondo,
un modo di parlare, un modo di agire,
un modo di pensare e pensarsi,
riconoscendo sul palco della vita,
tante maschere, o tipi fissi o caratteri, che animano la scena umana.

Ho cercato di fargli comprendere che il Teatro è un’Idea,
che nasce nella mente e nel cuore,
prima ancora di farsi voce o gesto,
e che per migliorare sulla scena,
è necessario prima affermare la nostra unicità nella vita,
senza nasconderci, senza timore di alcun giudizio ,
che sempre è, e resterà, imperfetto.

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Ho chiarito che la Tecnica Teatrale,
è strumento potente per imparare a gestire la nostra voce e il nostro corpo,
nella vita di tutti i giorni,
che il Teatro pretende di essere vissuto e dichiarato in ogni momento della Vita,
perché la Vita acquisti sempre più Senso e Valore,
e perché possa nutrirsi di Bellezza e Poesia…

Siamo alla fine di questo lungo Anno di Vita e Teatro,
e l’augurio che desidero fare a voi tutti amici del Blog e allievi,
è che le nostre Vite siano sempre illuminate dalla Bellezza,
che è Cultura, che è Natura, che è Poesia, che è Rispetto, che è Conoscenza,
che è TeatroWilliam_Hamilton_Prospero_and_Ariel

« Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni;
e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita. »

(Shakespeare , La Tempesta)

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E’ questa Metafisica del Teatro ,
che da secoli tenta di dare una risposta alle eterne domande dell’uomo ,
che mi spinge a continuare la ricerca,
perché mai sarò sazia delle sue Parole,
della sua Poesia…della sua Meraviglia.

Auguri di Buon Anno miei carissimi compagni di Viaggio,
vi abbraccio tutti con stima e gratitudine.

Barbara

(immagini prese dal web, la metafisica in pittura è ” Giorgio de Chirico”,e
“Prospero e Ariel di William Hamilton”)

Il Metodo

“Il Teatro è il luogo del Silenzio Udibile”
(Giorgio Albertazzi)

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Non esiste un unico Metodo,
per insegnare questa Antica e Sacra Arte,
che è la Recitazione.
Tanti dei Maestri, che ho incontrato lungo il cammino del Teatro , sostenevano che non si può insegnare quest’Arte,
che questo è un mestiere difficile da spiegare,
da far comprendere, come se fosse una materia scolastica .

Non posso dar torto ai miei Maestri circa la difficoltà,
che spesso incontro io stessa ,
nel momento in cui cerco di trasmettere ai miei allievi le Regole del Teatro,
che purtroppo sono di non semplice comprensione,
proprio perchè molto severe.

Tuttavia credo ancora si possa provare ad insegnare Teatro,
chissà forse tra qualche anno la penserò come i miei Maestri,
ma per ora continuo il mio cammino di ricerca e studio, perchè proprio la ricerca e lo studio sono alla base del mio Metodo di Insegnamento.

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Non credo alla Accademie , che ogni anno spuntano dal Nulla, e nel Nulla sono destinate a sparire, dopo aver reclutato schiere di giovani , pieni di speranza , che a loro si affidano.

Ho lavorato in queste Accademie, e mai condiviso un metodo di insegnamento (se così posso definirlo), che vizia l’allievo, cioè crea dei vizi di sostanza nella sua vocalità e gestualità, rendendoli uno copia dell’altro,
copie a loro volta dell’insegnante X di turno.

Non credo nei metodi che creano allievi in serie,
che in scena dicono tutti allo stesso modo ,
che si muovono tutti allo stesso modo,
con una capacità comunicativa tra scena e platea,
che equivale allo zero assoluto.

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Credo invece in un metodo-non metodo,
che preveda la conoscenza dell’allievo,
che lavori sui limiti umani (e quindi artistici) che l’allievo ha, come ciascuno essere umano ha.

Che non preveda l’emulazione dell’insegnante,
che non pretenda di plasmare l’allievo a sua immagine e somiglianza,
che lavori su atteggiamenti fisici e vocali viziati, per trasformarli in punti di forza dell’allievo stesso.

Un metodo che preveda lo studio della Letteratura Teatrale,
della Storia del Teatro e dello Spettacolo,
della Dizione ,
della Poesia , (perchè la Poesia nasce insieme al Teatro , come il Coro della Tragedia Greca ci insegna ).

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Un Metodo che richiami alla memoria il senso profondo del Teatro, che nasce come risposta alle domande più sacre dell’uomo ,
che nulla ha a che fare con vanità e apparenza,
bensì porta in auge i Valori più puri,
che l’uomo conserva dentro sè.

Un Metodo che indichi una strada di Valore,
perchè ogni mio allievo esprime il suo Valore umano,
prima ancora che Artistico,
sulle tavole del Palcoscenico,
e mio dovere, è quello di farli splendere di luce propria,
ogni volta che calcheranno quelle sacre tavole.

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Questo è il mio Metodo…

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(immagini di Amleto e Ofelia tratte dal web )

“Il Teatro è specchio della Vita”

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Esiste un luogo comune , che ascolto spesso ripetere,
talora dai miei allievi, talora da semplici avventori ,
circa l’essenza del Teatro,
circa la sua definizione per eccellenza…

Si dice “Il Teatro è come la vita”…
Si dovrebbe dire, nella forma corretta,“Il Teatro è specchio della vita”…

Si perchè Il Teatro capovolge la prospettiva umana,
pur attingendo a piene mani dalla Vita,
rielabora secondo regole ben definite, l’intera vicenda umana …

Sul palco non si parla come nella Vita,
sul palco non ci si muove come nella Vita…

E’ un concetto di non semplice assimilazione,
soprattutto per chi a quest’Arte si avvicina per la prima volta.
Ripeto spesso ai miei allievi che per compiere un gesto sul palco, bisognerà tener conto del tempo e della forza , che questo gesto dovrà esprimere.
Per pronunciare parole,
bisognerà considerare le regole della dizione, il tono ,
il volume , il tempo,
con cui queste stesse parole dovranno essere pronunciate.

E ancora,
in un dialogo tra personaggi,
l’attore dovrà preoccuparsi non solo dei tempi dei toni e del volume delle proprie battute, ma- cosa fondamentale- ascoltare come il compagno consegnerà la propria battuta, cioè su quali toni e tempi,
e di conseguenza rispondere “contrastando ” quei toni e quei tempi,
per non creare continuità tonale, ma “frattura”.

Su quel palco la Vita è rielaborata,
e attraverso la Tecnica sublimata nella sua Essenza,
c’è Vita ma c’è soprattutto Arte,
c’è un attore che si muove e parla,
seguendo il battito del suo cuore ma mai dimentico che,
di fronte a lui,
un pubblico palpitante desidera essere partecipe dell’Atto che si compie,
e godere di quel Momento Eterno d’Estasi,
che solo l’Arte sa donare…narciso-triste

Perchè l’Atto si compia,
è necessario assimilare la Tecnica del Teatro,
talora contraddire e sovvertire l’ordine naturale delle cose umane,
perchè salendo su quel palco entriamo nell’Oltre dell’Arte,
e tutto ciò che cadrà e accadrà su quelle tavole,
ci avvicinerà inesorabilmente al Cielo.

(immagini prese dal web)