Il Teatro e la sua Regola

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Il Teatro è una Dimensione Mentale,
è molto più di una semplice rappresentazione ,
è un Modale,
un Modo Nuovo di Essere,
una possibilità donata alla nostra Vita,
per essere uomini e donne migliori,
perché siamo tutti in cammino,
per arrivare a toccare la nostra vera Essenza.

Sarebbe però un errore, credere che il Teatro viva di improvvisazione,
perché le sue radici affondano nel Rito,
perché entrare in un Teatro significa entrare in un Tempio,
e il nostro comportamento dovrà adeguarsi alla Sacralità,
di cui questo luogo è intriso;
ci sono Regole precise da apprendere e rispettare,
senza inutili discussioni circa la validità di queste Regole,
perché così è da millenni, e così continuerà ad essere.

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Il cammino del Teatro è complesso,
pretende Onestà Intellettuale nei confronti di Se Stessi, e del Mondo,
essere onesti significa “chiamare le cose con il proprio nome”,
senza confondersi,
senza nascondersi, per fuggire dalla Verità della nostra Vita;
essere onesti significa riconoscere il proprio ruolo di discente,
rispettare i compagni di lavoro,
sul Palco e nella vita di Compagnia,
significa analizzare tutto ciò che si dice,
parlando sempre con cognizione di causa,
avendo sempre a mente il proprio ruolo,
con umiltà, grande umiltà , immensa umiltà…

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La Regola del Teatro ci salva e ci protegge,
ci guida e ci sostiene,
se non rispettata ,nel tempo,
dovremo essere consapevoli che ci allontaneremo dal cammino,
e dovremo arrenderci all’idea che non siamo stati degni di tanta Bellezza,
che ci saremo persi,
lontani non solo dal Teatro,
ma , cosa più importante, da noi stessi.

Perché Il Teatro è Bellezza,
e pretende di essere Rispettato , e Curato, e Salvato,
attraverso il nostro lavoro quotidiano,
il nostro impegno , la nostra Coscienza.

Dedicato ai miei allievi, presenti, passati, e futuri…

Barbara

Chiudo questo post con un pensiero rivolto ad una grande attrice,
scomparsa oggi,
Anna Marchesini,
grazie carissima Anna, per ogni sorriso che ci hai donato,
per il tuo lavoro e la tua dedizione al Teatro, sopra ogni cosa.

(immagini prese dal web)

Per Amor del Teatro

Cloister

” Ma io , che dappertutto
son peregrino e alieno,
che da nessuna arte
felicità ricevo,
ti odo senza sapere
se mi allevia o no
il tuo canto che vibra
dentro il mio cuore.

Sento più allegria
del tuo canto , o il dolore
che quel canto illumina
mostrandolo meglio?

Non so , è un’incertezza
di sconsolatezza.”

Siamo tutti peregrini, siamo tutti in cammino,
cerchiamo consolazione,
cerchiamo speranza,
cerchiamo sempre e solo noi stessi,
negli occhi di chi incontriamo , di chi amiamo,
di chi lasciamo e dimentichiamo…

Sempre e solo noi stessi…

Questa semplice verità il Teatro ci insegna,
lui che ci chiede Amore e Dedizione,
che non sente ragioni,
che ci sprona a non arrenderci alle difficoltà della vita,
che ci chiede Onestà,
che pretende Conoscenza e Consapevolezza,
che ci ricorda, che tutto ciò che cade e accade nella nostra vita,
dipende da noi,
dalla nostra Volontà,
dalle nostre Paure inconfessabili,
dai nostri desideri,
dalla nostra Condotta Morale,
da quello che diciamo, e facciamo,
non che avremmo voluto dire, o avremmo voluto fare.

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” Vedere le cose fino al fondo…
E se esse non avessero fondo?

Ah , che bella la superficie!
Forse la superficie è l’essenza
e il più che la superficie è, è più che tutto
e il più che tutto non è niente.

O faccia del mondo , solo tu, di tutte le facce,
sei l’anima stessa che rifletti”

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Per Amor del Teatro,
per Amore suo,
abbiamo il dovere di imparare ad amare noi stessi,
di riconoscere i nostri limiti, per poi tentare di sublimarli sul Palco,
lì dove Finito e Infinito si confondono…

Per Amor del Teatro,
abbiamo il dovere di “Essere nel Vero”
di capire dove inizia e dove finisce la nostra Individualità,
perché il confine estremo del nostro Essere,
coinciderà sempre con l’Altro da noi.

Per Amor del Teatro,
abbiamo il dovere di vedere le cose, per quello che realmente sono,
senza finzioni ,
senza confusioni,
perché, per non frantumare la nostra Essenza,
dovremo tendere all’Unità,
conciliando i nostri opposti,
armonizzando le Luci e le Ombre, che ci abitano dentro.

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“E’ forse l’ultimo giorno della mia vita.
Ho salutato il sole , alzando la mano destra,
ma non l’ho salutato, dicendo addio.
Solo un cenno al vederlo ancora , niente altro.”

Per Amor del Teatro,
abbiamo il dovere di guardarci dentro,
costantemente,
e ammettere i nostri errori,
per scoprire, in un fresco di giorno di Primavera,

che c’è ancora tanta Gioia preparata per noi…

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Barbara

(le immagini sono prese dal web,
opere di Friedrich, Magritte, Mirò,
i versi scintillanti sono di Fernando Pessoa,
l’ultima lirica, è stata dettata dal Poeta,
proprio nel giorno della sua morte.)

“Il Teatro è Molto Più…”

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Il Teatro è molto più di un semplice Spettacolo,
“Fare Teatro” non ha nulla a che vedere con la spettacolarità dell’evento,
troppe volte si confonde il Rito con lo Spettacolo,
troppi Spettacoli che hanno luogo in un Teatro , in realtà potrebbero , anzi direi dovrebbero,
svolgersi a distanza siderale da un edificio teatrale…

Il Teatro è “un Modale”,
una Filosofia, un modo nuovo di intendere e concepire la Vita stessa.
Chi pratica realmente questa Forma d’Arte ,
sa che il Teatro è “Scuola di Moralità”, come amava ripetere Mario Scaccia,
sa che inevitabilmente dovrà rivedere il suo Modo, di sentire il Mondo e i suoi abitanti,
sa che dovrà tenere e mantenere una condotta etica trasparente,
sa che dovrà analizzare costantemente la sua sfera emozionale,
mettersi in dubbio ,
farsi mille domande,
in attesa di una Risposta di Verità, che spesso tarderà ad arrivare.

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Questo significa “Lavorare su se stessi”,
questo è il “Lavoro dell’Attore”
e questo lavoro richiede sacrificio ,
richiede Onestà Intellettuale,
non promette facili ricompense, bensì fatica e ricerca incessante,
perché solo così si avrà la certezza di “Essere nel Rito”,
non solo sul palco , sotto le sue luci colorate,
ma nella Vita, lì dove Luci e Ombre dettano i tempi del nostro esistere,
dove il Bene e il Male, segnano e disegnano i confini della nostra Anima.

E allora sarà semplice comprendere cosa è Teatro,
e cosa non lo è, e mai lo sarà,
allora sarà semplice riconoscere un vero insegnante,
da tanti, troppi falsi profeti, che si aggirano come anime perse in questo Mondo,
allora sarà naturale Amare il Teatro,
nella sua Espressione più Alta e Compiuta,
perché ciò che è Teatro,ci avvicina inesorabilmente al Cielo,
sì,
al Cielo,
solo al Cielo,
sempre al Cielo.

Barbara

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(immagini prese dal web)

“Il Teatro e il suo Centro”

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Il Teatro è un’ Idea,
nasce spontanea insieme all’Uomo,
si nutre delle sue Emozioni, delle sue Paure,
delle sue Eterne Domande senza risposta ,
delle sue Attese,
che si traducono Speranza e Disperazione,
delle sue Virtù, dei suoi Vizi, dei suoi Desideri…

Il Teatro ha un suo Centro,
che è l’Uomo,
che è l’Umanità tutta…

Ed ecco perché ciascuno può e deve essere il proprio Teatro,
come spesso amo ripetere ai miei allievi,
e se è vero che il Centro del Teatro è l’Uomo,
allora è vero anche,
che chiunque desideri portare il Teatro nella propria Vita,
dovrà porlo al centro di essa,
esattamente al Centro,
lì dove niente e nessuno potrà toccarlo.

E’ un esercizio che richiede impegno, tempo, sacrificio,
a qualunque livello si desideri praticare quest’Arte,
è davvero necessario dedicarsi a lei , con mente e cuore, liberi di potersi esprimere,
sospendendo il giudizio su se stessi, e sul Mondo,
imparando a scendere nella profondità della propria Anima,
lì, dove Finito e Infinito, si fondono e confondono.

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Siamo il Nostro Teatro,
siamo la nostra Voce,
siamo il nostro Corpo,
e abbiamo il dovere di esserne sempre consapevoli,
sul Palco e sulla Scena della Vita,
abbandonando le troppe e misere scuse, alle quali ci aggrappiamo ,
pur di non guardarci dentro…

Chi pone il Teatro al Centro della sua Vita,
sa che non avrà più scuse, né tempo per inventarne di nuove,
sa che dovrà “Trovarsi”,
che dovrà “Accettarsi” ,
e infine “Amarsi”,
per quello che è…

E poi “Trovare l’Altro”,
e poi “Riscoprire il Mondo” ,
e amarsi in ogni gesto e in ogni parola, che donerà all’Altro, e al Mondo intero,
su quel palco , e poi nella Vita,
in una continua e infinita corrispondenza tra Palco e Vita.

ELEONORA DUSE.

E allora, con immenso stupore , ci renderemo conto ,
che al Centro della nostra Vita ,
(lì dove avevamo posto il Teatro),
avremo ritrovato noi stessi…

Perché il Teatro ha un unico Centro,
e siamo noi,uomini e donne,
che in ogni tempo e luogo ,
lo abbiamo amato ,
e studiato,
e sperimentato ,
e amato…

Barbara

(immagini prese dal web)

“La Forza della Ripetizione”

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Il lavoro dell’Attore , come più volte ribadito,
è lavoro complesso, incessante,che procede per tappe,
che pretende onestà intellettuale nei confronti di se stessi e del Mondo,
che non ammette sconti, perchè “in gioco” ,su quel palco,
c’è la nostra Vita Emotiva,
c’è tutto il nostro Passato , il nostro Presente, e ogni possibile Futuro.

E’ necessario porsi in una condizione di Ascolto,
abbandonare ogni certezza,ogni illusione,
e farsi Aria, Acqua, Terra, Fuoco,
farsi Mondo,
cioè svuotarsi di ogni pensiero pregresso,
per vestirsi di nuovi significati,
dimenticarsi per potersi ritrovare e riconoscere in una nuova Forma,
una Forma originaria , che ci appartiene , anche se sconosciuta.

Per poter “divenire” su quel palco,
l’Attore potrà avvalersi di un mezzo potente:
“La Ripetizione”.

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La Ripetizione è alla base del lavoro attoriale,
ripetere parole,
ripetere gesti,
ancora e ancora,
per acquisire Forza e Consapevolezza,
per “svuotare”,ad ogni ripetizione, parole e gesti del loro significato umano ,
e “riempirli” di nuovo Senso , un Senso “alto e profondo” ,
che ci avvicini a quel Cielo, dal quale proveniamo.

La Ripetizione , che nella Vita , sfibra la nostra Volontà,
e annichilisce il nostro Animo,
in Teatro diviene Rito,
diviene Sacra Dimensione,
diviene Forza e Coscienza,
e ci permette di gettare solide fondamenta, su cui poter costruire liberamente il Personaggio,
che altro non è , se non un carico di Parole e Gesti , ripetuti nello Spazio e nel Tempo.

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Ed ecco perché raccomando sempre ai miei allievi,
di comprendere la Bellezza che si cela in questo Esercizio ,
di andare oltre il primo significato,
di andare oltre il pensiero comune,
perché chi decide di intraprendere il cammino del Teatro,
sa bene che dovrà andare oltre i luoghi comuni,
oltre i giudizi e i pregiudizi,
oltre le sue paure e i suoi limiti,
perché il Teatro è Sentiero Infinito dell’Anima ,
e pretende coraggio e lavoro incessante…

E allora non smettete di “Ripetere” miei cari allievi,
e siate sempre consapevoli della Bellezza e della Sacralità di questa semplice azione.

Barbara

(immagini prese dal web)

“Le Parole che parlano”una nuova lezione di Teatro

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Il Teatro è luogo di Epifania…
Epifania del gesto e della parola.

Noi siamo le nostre parole, quelle che diciamo , quelle che pensiamo, quelle che a nessuno abbiamo confessato, quelle che nascono improvvise e luminose,quelle che restano mute, scrigno delle nostre paure primordiali.

Questo concetto lo ripeto spesso nelle mie lezioni, chiedendo ai miei allievi di tentare di stringere sempre più la distanza, che tuttavia esiste, tra noi e queste parole.

Stringere la distanza…avvicinarsi mentalmente all’idea-significato che ogni parola porta necessariamente con sè.
Avvicinarsi come bambini, con l’entusiasmo e la naturale curiosità, che solo i bambini riescono ad esprimere senza remore, senza giudizi e timori.

Tornare bambini e lasciarsi attraversare dalla potenza alchemica della Parola, che è Verbo , che è Fonema, che è Grafema, che è Significante e Significato al tempo stesso…

E lasciare che la Parola parli,
parli a noi,
parli di noi,
parli per noi.

Lasciare che quell’energia cambi la nostra vita una volta e per tutte , nel momento più alto della sacralità del Teatro, quando l’Atto cade e accade sulla scena.

Non vi sarà più possibilità di ritorno da quell’Atto in poi…
La parola detta avrà modificato la nostra realtà interiore ed esteriore, avrà creato una nuova realtà , che sceso da quel palco , ciascuno di noi dovrà sperimentare, liberato da ogni paura attraverso la forza della rappresentazione.

Ed ecco perchè raccomando sempre ai miei allievi di trattare con cura e amore le parole su cui dovranno lavorare, e lì dove una parola risulti più difficile da pronunciare o portare a memoria , il consiglio è sempre lo stesso:
“Fermati, rifletti e poniti una domanda in più , perchè quella parola, sì proprio quella che può sembrare più lontana da te, in verità ha molto da raccontare circa la tua vita presente, passata, o futura.”

Perchè il Teatro, mio caro allievo, è anche Profezia, non dimenticarlo.

(immagine presa dal web, Siria, Teatro Romano)

“Elogio della Lentezza”…Una lezione di Teatro

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Un breve post , nato dalla lezione che ho tenuto ai miei allievi ieri in Accademia.
Ho chiesto loro di immaginarsi sul palco, fuori dalla catena spazio-tempo , e di prendersi tutto il tempo necessario per compiere un gesto e pronunciare una parola…lentamente…senza nessuna fretta, o ansia, nella libertà assoluta di essere se stessi.

Sì perchè il Teatro è una scuola di libertà interiore, sul palco siamo finalmente liberi, lontano da ogni condizionamento, siamo talmente liberi , che ci sentiamo in imbarazzo, soli, quasi abbandonati, ma il senso di abbandono che ci travolge, è quell’oblio e quella dimenticanza, tanto cara a Carmelo Bene.

Sul palco siamo finalmente in contatto con la nostra essenza..
Tutto ciò spaventa inizialmente, ma gesto dopo gesto, parola dopo parola , ecco che improvvisamente ci troviamo di fronte a noi stessi, nudi, soli, ma nella Verità assoluta.

Ho chiesto ai miei allievi di dimenticare tutto e tutti, di tornare lentamente a “sentirsi”, di riprendersi il tempo perduto, di tornare ad assaporare il gusto delle parole, di pronunciarle lentamente, consonanti e vocali nella loro melodia originaria, suono, luce, verità, Bellezza , tutto in una parola, nel suo significante,prima ancora che nel suo significato.

Tutto lentamente…

Perchè sul palco il tempo non esiste, siamo oltre il tempo, dentro tutto il tempo, passato , presente , futuro, racchiusi hic et nunc, qui e ora, dove non siamo mai, perchè sempre inghiottiti dal momento prima o da quello dopo.

Che sia benedetta la lentezza, che ci aiuta a ritrovare il senso delle cose..
Che sia benedetto il Teatro, e le infinite possibilità di Essere che dona a coloro che umilmente si avvicinano a lui.

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(immagini prese dal web)

Amore, Assurdo Amore…

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La prossima settimana riprenderò le lezioni di Teatro con i miei allievi , e subito inizieremo le prove per il prossimo spettacolo, che andrà in scena ad Ottobre, uno spettacolo completamente dedicato all’Amore, questo nobile sentimento, cantato da poeti e scrittori , che è croce e delizia degli uomini e le donne di ogni tempo.

Lo spettacolo sarà un susseguirsi di dialoghi e monologhi, tratti dalla Letteratura Teatrale , dalla poesia, e dal cinema.
Uno spettacolo-collage per meglio definirlo , che vivrà di suggestioni nate dalle parole e dalla musica, che vedrà in scena personaggi come Frida Kahlo, Sibilla Aleramo, Virginia Woolf, Il Maestro e Margherita..
E poi la Poesia…i versi scintillanti di Alda Merini, Shakespeare, Cesare Pavese, Fernando Pessoa, Dante…

Tanta materia incandescente pronta ad essere trasformata in oro prezioso…

Sarà un lavoro impegnativo, ma come attrice e regista dello spettacolo vedo già il risultato finale , che sarà, come sempre, straordinario e in grado di emozionare non solo il pubblico , ma anche tutti coloro che saranno sul palco, cioè i miei allievi insieme alla sottoscritta.

Perchè, come già ho spiegato nei precedenti post, il mio Teatro, è diverso da qualsiasi altra forma di Teatro.
I miei allievi non sono soggetti passivi, vengono educati da me alla Regola del Teatro, e dopo aver assimilato la tecnica recitativa , sono chiamati ad andare in scena per incontrare il pubblico, in spettacoli veri e propri, non in saggi di fine anno che ,spesso e volentieri, umiliano chi li fa e chi li guarda.

Il teatro è un gioco serissimo, non smetterò mai di scriverlo e di ripeterlo a tutti coloro che frequentano le mie lezioni, bisogna divertirsi e sperimentare, ma al momento opportuno bisogna anche diventare serissimi, perchè andare in scena è come tuffarsi da un trampolino altissimo, hai bisogno di una tecnica precisa per impattare con l’acqua senza farti male.

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I miei allievi imparano la tecnica , e poi quando ritengo siano pronti, mi prendo la seria responsabilità di portarli in scena, facendogli attraversare i confini del Reale per immergersi nell’Arte, nella dimensione di oblio, abbandono e assoluta meraviglia, che al Teatro appartiene….
E’ come rinascere a nuova vita, l’anima si libera da ogni costrizione e condizionamento, su quel palco si è in grado di sentire cose che nella vita reale mai giungerebbero a toccarci…

Chi inizia a fare Teatro non può più farne a meno, questo mi ripetono spesso i miei allievi , entusiasti del percorso che ogni anno propongo loro.

Proprio per darvi un’idea , vi regalerò qualche riga del monologo iniziale del prossimo spettacolo, già assegnato alla mia allieva Paola, che sono certa non ne avrà a male, se lo condividerò anche con i miei lettori.

“C’è qualcosa di più assurdo dell’Amore?
Se lo godiamo fino all’ultimo, subito ce ne stanchiamo;
se lo teniamo alto per ricordarlo senza rimorsi, un giorno rimpiangeremo la nostra sciocchezza e viltà,
di non aver osato…
L’amore non chiede che di diventare abitudine, vita in comune, una carne sola di due, e appena è tale è morto…
a pensarci c’è da diventare matti…”

Il resto lo ascolterete a Teatro, se vorrete;)