Memoria della Parola, Memoria del Gesto

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Un post tecnico,
una Lezione di Recitazione,
ma non quelle accademiche, dove si dice tutto per non dire niente,
dove si nasconde più che svelare,
poche e semplici regole per aiutare l’Allievo-Attore, nella costruzione del Personaggio,
che altro non è , se non un carico di parole da dire, e gesti da compiere sulla Scena.

La Prima Regola, quando si affronta un testo teatrale,
subito dopo l’assegnazione del ruolo da parte del Regista,
prevede che l’Allievo porti a memoria le battute del suo Personaggio,
senza modificare, per nessun motivo personale , la struttura del testo,
memorizzando completamente il testo ,
senza alcuna modifica, che può aver luogo , solo se concordata con il Regista.

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La Memoria è Meccanismo Divino e Perfetto ,
ciascuno possiede la sua memoria,
ciascuno ha un tempo proprio per portare a memoria,
ci sono soggetti che portano a memoria in pochi secondi, e altri ,
che necessitano, per lo stesso carico di parole , un’ora o più.
Non si tratta di Intelligenza,
si tratta di Esercizio, di Allenamento,
di Dedizione…
La memoria può essere allenata,
e il “portare a memoria”, è alla base dell’esercizio e del Lavoro dell’Attore.

Per portare agevolmente a Memoria ,
l’Allievo-Attore dovrà comprendere la natura della sua Memoria ,
se Memoria Visiva o Uditiva,
e poi iniziare con coraggio l’Esercizio di Ripetizione,
aiutato anche dalla riscrittura dell’intero testo,
una o più volte, come facevano i grandi Maestri del passato,
e penso a Mario Scaccia,del quale conservo un quaderno prezioso,
che il Maestro mi donò ,
su cui aveva trascritto l’intero copione del “Burbero Benefico” di Goldoni.

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Completata la fase della memoria del testo,
si passerà alla seconda fase del lavoro,
in piedi,sul Palco,
guidati dal Regista , che inizierà l’impostazione di ogni singola scena,
suggerendo Intonazioni, Gesti, Posture,
che andranno , prova dopo prova, a costituire “la Stanza del Personaggio”
all’interno della quale, l’Attore potrà parlare e muoversi ,
sicuro di essere sempre in linea con il carattere del Personaggio , e del Dramma tutto.

La Memoria dei Gesti ,
andrà “incollata” (questo il termine teatrale) sulla Memoria della Parola,
cioè la Memoria del Gesto sarà una seconda memoria.

Inizialmente la difficoltà sarà ricordare esattamente la sequenza dei gesti,
e magari, nel momento in cui l’Attore ricorderà il gesto,
la battuta sfuggirà.
Ma ,prova dopo prova, tutto si armonizzerà,
Memoria della Parola e del Gesto convivranno pacificamente,
e l’Allievo-Attore sarà pronto a dar vita, al suo Personaggio,
per uno Spettacolo che ogni sera vivrà attraverso il Rito,
e sarà sempre lo stesso,pur non essendo mai uguale a se stesso.

Barbara

(immagini prese dal web)