Due Anni di “Tuttoilmondoateatro”

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Auguri al mio Blog,
che proprio ieri ha compiuto due anni.
E’ giovane ma sta crescendo nutrendosi di Teatro, Arte, Bellezza…
E poi Voi, anime preziose, che lo alimentate con la vostra Linfa ed Energia,
attraverso i commenti e i numerosi passaggi.
Grazie a tutti Voi,
a coloro che passano e lasciano una traccia,
ma anche a coloro che passano silenziosi e discreti,
la vostra energia si sente.
Grazie ai miei allievi,
continuate a leggermi,
a lavorare su voi stessi,
mai paghi di ciò che avete ottenuto,
perché è nulla in confronto a ciò che ancora ignorate…

Grazie per il sostegno e l’affetto, che sempre mi dimostrate,
allievi, avventori, amici del blog…
Grazie.

Vi lascio con una lezione di Teatro,
ho già dedicato a Mario Scaccia un post,
tratto da “La Verità Inventata”,
un testo ormai introvabile ,
in cui il Maestro parla del Teatro,
della sua carriera, del suo lavoro,
e della sua dedizione assoluta a questa Sacra Arte.

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Vi presento ancora un passaggio di questo testo,
dedicato al Mestiere dell’Attore,
al cammino che ogni allievo-attore deve compiere,
prima di poter salire degnamente, sulle tavole del palcoscenico:

“E’ indispensabile prima di affrontare il mestiere dell’attore,
mettere a punto il proprio strumento espressivo,
è Necessario cioè:

-Impostare la voce, imparando il processo respiratorio e l’emissione fisiologica
dei suoni,non dimenticando che la respirazione,
è il punto di partenza dell’espressione.

– Affinare la dizione perché la parola sia scandita senza tremolii,
e senza coloriture esteriori.

– Fare orecchio ai tempi e ai ritmi del discorso,
consapevoli del fatto che una lingua è, per chi recita, un sistema musicale,
che si evolve socialmente,
e grazie al quale si riesce a comunicare le nostre intenzioni.

– Addestrare il proprio temperamento, arricchendolo con letture ,
ascolto di musica, frequentazione di mostre e musei, chiese,
monumenti ,città famose,viaggi , esperienze di vita,
con tutto ciò che può affinare la nostra sensibilità.

– Arrivare a prendere contatto con se stessi,
sottoponendosi a una serie di esercizi correttivi,
fino ad arrivare al completo possesso del proprio comportamento fisico.

– Imparare a conoscersi , ad ascoltarsi, a vedersi;
ottenere in se stessi uno stato di sensibilità,
in cui si può provare quello che provano gli altri.

Lo studio per un attore non si esaurisce mai, il perfezionamento del lavoro e della sua espressione si affina ogni giorno,di mese in mese, di anno in anno,anche con la pratica del dietro le quinte,nella vita di compagnia,alle prove,ascoltando e vedendo gli altri compagni al lavoro…
Si diceva una volta che occorrono dai quindici ai venti anni di professione perché un attore possa dirsi tale…
Ma artista, un attore, se non lo è subito, non lo sarà mai!

L’Attore-Artista racconta se stesso non il personaggio.

L’Attore-Artista fa parlare i silenzi,non riferisce parole.

L’Attore-Artista non impara la parte: si fa possedere da quella.

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Meditate miei cari allievi , perché c’è molto su cui riflettere.

Barbara

(immagini prese dal web)

“La Verità Inventata”- Omaggio a Mario Scaccia

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“L’attore artista racconta se stesso,non il personaggio.
L’attore artista fa parlare i silenzi,non riferisce parole.
L’attore artista non impara la parte:si fa possedere da quella.”

Un Maestro,
un attore straordinario,
un uomo di Teatro che amava e rispettava profondamente la sua professione…
Ebbi la fortuna di conoscerlo e lavorare con lui,
una serata dedicata alla Poesia di Ungaretti,
di recitare nel suo Teatro,
il Teatro Moliere, che oggi non esiste più.

Un uomo gentile , elegante e garbato,
era Teatro ogni suo gesto, ogni sua espressione…
Dopo diversi anni sono riuscita ad avere un testo del Maestro,
scritto alla fine degli anni Ottanta,
-“La verità inventata,del mestiere dell’arte dell’attore”-(Edizioni Don Chisciotte)
e con grande gioia ho ritrovato nelle sue parole, le mie parole,
quelle che potete leggere costantemente nel mio Blog,
a dimostrazione del fatto che le parole del Teatro sono universali,
appartengono a tutti coloro che umilmente si avvicinano a lui,
che lo amano, che dedicano a lui ogni momento della loro vita,
perché il Teatro è scuola di Bellezza e Moralità”.

Non aggiungo altro,
desidero lasciar parlare il Maestro:

“Il Teatro è un’esperienza umana e culturale unica e irripetibile .
L’azione teatrale è socialità, aggregazione, dove l’individuo scopre l’Altro da sé,
riconoscendo in questa scoperta l’essenza della sua natura, l’entità del suo essere,
la sostanza e la capacità del suo sentire.
La confidenza con gli altri suoi simili libera l’uomo dalla solitudine che incupisce la gioia,
lo toglie dall’isolamento che frena gli slanci vitali,
avvilisce le facoltà dell’intelligenza e intorpidisce i sentimenti.
L’uomo è un animale socievole,e nella società,
deve ritrovarsi,riconoscersi e confrontarsi per migliorare e progredire.

Il Teatro non è omologante e condizionatore come qualsiasi media,
bensì un carbone ardente-per dirla con Peter Brook-
che,rinfocolando gli stimoli di una partecipazione collettiva a un medesimo evento,
è suscitatore di energie sconosciute,
propulsore delle ricettive capacità individuali a incontrarsi e a sommarsi,
per dar luogo a un’esaltazione creativa unica ed eccezionale:
a un falò che divampa,
sfolgora bruciando, e incenerisce.

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Sia che affondi le sue radici nel Rito o nella Festa,
Il Teatro è un fatto religioso,
di Purificazione.
In esso l’individuo ,abbandonandosi all’inconscio di un amplesso collettivo,
vive un’esperienza di conoscenza e di liberazione,
e partecipa a una catarsi purificatrice, che lo esalta e lo appaga.

Il Teatro è un atto d’Amore in cui i partners,
si scambiano il piacere soddisfacendo lo sfogo
delle proprie cariche emotive.
Il pubblico teatrale è chiamato con gli attori operanti in scena,
a dar vita a un gioco di cui è parte attiva catalizzatrice ,
pensato com’è per lui,
preparato per lui,
a lui destinato come divertimento.

La terapia di gruppo del teatro è fatto culturale
anche per lo specifico scopo educativo che si ripropone,
e che è enunciato dal famoso motto latino del delectando monet.
Un diletto al quale hanno messo mano poeti e drammaturghi,
che in tutti i tempi hanno lasciato nel teatro
i segni delle loro meditazioni sull’uomo e i suoi destini,
la sua indole e le sue debolezze,
le sue imprese e passioni,
costituendo un repertorio di opere,
che è lo specchio di tutta la storia della nostra civiltà.

Per tutte queste ragioni,
una città senza Teatro ,
mi appare,
come un corpo privo del cuore…”

Dedicherò un secondo post al Maestro e alle sue parole,
perché resti memoria della nostra Storia del Teatro,
di cui Mario Scaccia è altissimo esponente.

Barbara

(immagini prese dal web)

Omaggio a Mario Scaccia:”Il Teatro è una scuola di Moralità”

Mario Scaccia è stato uno degli attori più importanti e completi della nostra scena (Roma 1919/2011).

Attore di teatro, di cinema,magnifico interprete molieriano, splendido il suo Avaro, che diviene un esempio magnifico e modello insuperabile, per chiunque sia o sia stato attore.

Io ho avuto la fortuna di lavorare con lui, l’onore assoluto di condividere la scena con un artista immenso, con un galantuomo, dal cuore gentile ,e un’autentica passione per il teatro , al quale dedicava ogni suo respiro.

Andammo in scena in uno spettacolo di poesia, il Maestro leggeva Ungaretti, ed io introducevo ogni sua poesia con una breve lettura-commento, che aiutasse lo spettatore nell’ascolto.

Fu un’esperienza unica.

Ebbi poi occasione di lavorare anche nel teatro da lui gestito , il Teatro Moliere, che oggi non esiste più .

Credo sia giusto e doveroso , dedicare a lui e al suo talento assoluto, un momento del mio blog;
ho scovato un’intervista radiofonica sconosciuta ai più, che può aiutare a completare il suo ritratto artistico, dai primi esordi del suo lavoro, ad una delle sue ultime interpretazioni delle poesie di Trilussa , di cui era grandissimo dicitore…

Ricordo a proposito di Trilussa, il premio “Maschera d’oro” che gli fu conferito nel 2008 , in una serata dedicata a lui , a Carlo Lizzani , e a Giuliano Montaldo, dove ero ancora una volta in scena insieme al Maestro che recitava Trilussa, mentre la sottoscritta leggeva Gioacchino Belli…altra straordinaria esperienza…

Vorrei chiudere questa pagina con la citazione del titolo del post“Il Teatro è una scuola di moralità“che troverete all’interno del documento video, perchè davvero il Teatro , come affermava Mario, deve non solo divertire, ma anche e soprattutto educare.
Educare i cuori, le coscienze, renderci tutti migliori, come individui ed essere umani, ancor prima che come attori.
Ed è questa l’idea portante di tutto il mio lavoro attuale , che segue e tenta di attuare con rispetto ed umiltà , gli insegnamenti di Maestri assoluti, come Mario è stato, e sempre sarà.