Aprile-Amore

primavera

Una lirica di Mario Luzi,
dalla raccolta “Primizie del deserto”
a cui sono particolarmente legata…

Il ricordo sempre vivo di un poeta,
che ho avuto il privilegio di conoscere,
gentile e garbato,
voce altissima di un Tempo oltre ogni Tempo…

Parola che vola alta,
che in alto conduce l’anima,
che sa raggiungere la Verità
per riconsegnarla umilmente
alle mente e al cuore di chi legge…

“Il pensiero della morte mi accompagna
tra due muri di questa via che sale
e pena lungo i suoi tornanti. Il freddo
di primavera irrita i colori,
stranisce l’erba, il glicine, fa aspra
la selce; sotto cappe ed impermeabili
punge le mani secche, mette un brivido.

Tempo che soffre e fa soffrire, tempo
che in un turbine chiaro porta fiori
misti a crudeli apparizioni, e ognuna
mentre ti chiedi che cos’ è sparisce
rapida nella polvere e nel vento.

statua che bacia

Il cammino è per luoghi noti
se non che fatti irreali
prefigurano l’esilio e la morte.
Tu che sei, io che sono divenuto
che m’aggiro in così ventoso spazio,
uomo dietro una traccia fine e debole!

E’ incredibile ch’ io ti cerchi in questo
o in altro luogo della terra dove
è molto se possiamo riconoscerci.
Ma è ancora un’ età la mia,
che s’aspetta dagli altri
quello che è in noi oppure non esiste.

amore e psiche

L’ amore aiuta a vivere , a durare,
l’ amore annulla e dà principio. E quando
chi soffre o langue spera, se anche spera,
che un soccorso s’ annunci di lontano,
è in lui, un soffio basta a suscitarlo.
Questo ho imparato e dimenticato mille volte,
ora da te mi torna fatto chiaro,
ora prende vivezza e verità.

La mia pena è durare oltre quest’ attimo.”

(immagini prese dal web)

“Come tu vuoi”,l’Immagine poetica

immagine luzi

Ancora un dono in questa giornata di festa…
Ancora la mia bravissima allieva Paola, che ha disegnato lasciandosi condurre dalle parole della lirica di Luzi, (“Come tu vuoi”, postata il 21 Dicembre)
nell’ Altrove dell’Arte, dove tutte le forme di espressione artistica si uniscono e si fondono in un momento unico e prezioso.

Grazie Paola,
quell’uomo seduto di spalle davanti alla finestra, ricorda davvero il grande poeta,e le sue parole rivivono nelle forme e nei colori, che la tua bellissima sensibilità ha saputo descrivere così bene.

“E’ un giorno dell’inverno di quest’anno, un giorno della nostra vita”

Campo
La tramontana screpola le argille,
stringe, assoda le terre di lavoro,
irrita l’acqua nelle conche; lascia
zappe confitte, aratri inerti
nel campo. Se qualcuno esce per legna,
o si sposta a fatica o si sofferma
rattrappito in cappucci e pellegrine,
serra i denti. Che regna nella stanza
è il silenzio del testimone muto
della neve, della pioggia, del fumo,
dell’immobilità del mutamento.

Son qui che metto pine
sul fuoco, porgo orecchio
al fremere dei vetri, non ho calma
né ansia. Tu che per lunga promessa
vieni ed occupi il posto
lasciato dalla sofferenza
non disperare o di me o di te,
fruga nelle adiacenze della casa,
cerca i battenti grigi della porta.
A poco a poco la misura è colma,
a poco a poco, a poco a poco, come
tu vuoi, la solitudine trabocca,
vieni ed entra, attingi a mani basse.

E’ un giorno dell’inverno di quest’anno,
un giorno, un giorno della nostra vita
.stanza nuvole

Ancora una lirica,”Come tu vuoi”, la voce dell’esponente più importante dell’Ermetismo cattolico, che ebbi la fortuna di incontrare in occasione di uno Spettacolo a lui dedicato, Mario Luzi(1914-2005).

Ancora una parola densa di significato,
parola -presenza,
parola che vola alto pur partendo dalla condizione dell’uomo, immerso nelle faccende quotidiane e nei suoi pensieri.
Parola di luce,
parola di speranza,
parola che travalica la misura,
che si apre all’Epifania a poco a poco,
che rompe ogni silenzio dell’anima.

Ancora una parola per augurarvi, con affetto sincero, Buon Natale.

Barbara.

(immagini prese dal web)

Una poesia di Mario Luzi

Proprio oggi pomeriggio, durante una lezione avuta con la mia allieva Lucia, ho preso tra le mani il tomo dei Meridiani Mondadori dedicato a Mario Luzi, l’ho aperto, e ho ritrovato una splendida lirica del poeta , direi la voce più alta dell’Ermetismo Cattolico del secondo Novecento.

L’abbiamo letta e commentata insieme.

La lirica si intitola “Madre , madre mia” la raccolta da cui è tratta si intitola “Per il battesimo dei nostri frammenti”e la trascrivo per voi perchè ritengo sia insieme a ” La Barca” Aprile-Amore”e “Vola alta parola“, un momento di bellezza assoluta.

Ho avuto l’onore di conoscere e lavorare con Mario nel novembre del 2004, facemmo insieme uno spettacolo di poesia che ricordo con grande emozione, e un pizzico di nostalgia.

Era un Maestro, un uomo gentile e garbato, era poesia ogni suo gesto e ogni sua parola:

Madre ,madre mia
l’essere molto amati
non medica la solitudine,
la affina
anzi,la escrucia in un limìo
d’inanità e di rimorso-
Posso,
sì, averlo udito
perdutamente
parlare così il discorso…
E intanto
taceva il suo contrario
in ogni lingua
ma io lo ricordavo,
per me era presente:
“Amare,
questo sì ti parifica al mondo,
ti guarisce con dolore,
ti convoglia nello stellato fiume

e sono
dove tu sei, si battono
creato e ed increato,
allora,in un trepidare unico.
Allora,in quel punto.” Lo ricordavo
.