Amor ch’a nullo amato…il mio nuovo Spettacolo

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(immagine presa dal web)

Sto lavorando, insieme alla mia Compagnia ,alla preparazione del nuovo Spettacolo che andrà in scena alla fine di Ottobre,il titolo è “Amor ch’a nullo amato,“citazione del verso 103 del V Canto dell’Inferno di Dante.

Spettacolo dedicato all’Amore, che vedrà impegnati i miei allievi su dialoghi e monologhi tratti dalla Letteratura , dal Cinema e dalla vita di incredibili artisti come Frida Kahlo, donna e pittrice dalla vita unica e intensa, che ricorderò in un monologo originale, (scritto cioè appositamente per la piece), proprio all’inizio dello Spettacolo.

Il mio percorso di Regista teatrale si ispira al Teatro povero di Grotowski, alla libertà e l’impegno civile del Living Theatre , la cui fondatrice, Judith Malina(insieme a Julian Beck) , ebbi la fortuna e l’onore di conoscere a New York, quando nel 2009 recitai nel loro Teatro storico, (che oggi purtroppo non esiste più), inaugurato da personalità del calibro di James Dean e Liz Taylor.
Ancora il mio lavoro in Teatro si avvale dell’insegnamento di un grande Regista contemporaneo come Peter Brook,dei suoi scritti vi consiglio “La porta aperta ” e “Lo spazio vuoto”, testi che ho adottato quest’anno ,come corso monografico, nella mia Accademia.

I miei spettacoli seguono un ordine emotivo…
Amo lavorare sugli attori, ai quali chiedo di affidarsi alle mie intuizioni, abbandonando ogni giudizio su se stessi, perchè desidero che siano liberi di esprimersi ,dentro l’idea che suggerisco loro…

Amo sperimentare nuovi modi di comunicare Teatro, perchè desidero che il mio pubblico esca dalla sala portando con sè una suggestione verbale o musicale su cui possa poi lavorare anche nella vita di tutti i giorni, perchè il Teatro è un’idea, non un luogo specifico, non è semplicemente palco e sedute, è quell’emozione vivissima che una voce e un gesto devono suscitare in colui che guarda e ascolta.

Ecco perchè il mio nuovo spettacolo vivrà di gesti e voci palpitanti,di una colonna sonora che sarà preludio e epilogo di ogni parola detta , perchè l’atto creativo si compia lì su quel palco, e poi nella vita di ciascuno dei miei spettatori…

Questa la mia idea,
il fine verso cui tendo,
con grande passione e umiltà,
che sono condizioni indispensabili per essere attori e registi oggi.

Vi lascio la Locandina dell’evento che si terrà a Roma, e come sempre, se qualcuno vorrà partecipare,potrà scrivere una mail a tuttoilmondoateatro@gmail.com,e avrà tutte le informazioni utili per assistere allo Spettacolo.

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Dimenticavo….
Prima dello spettacolo ci sarà la presentazione del piccolo libro estratto dal blog che presenterò come testo di studio per i miei allievi e per tutti coloro che saranno presenti all’evento:)

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(foto personali)

Il Teatro è una scienza esatta

A sostegno della mia tesi, (che ho cercato di mettere in evidenza finora in tutti i miei post) , secondo cui il teatro è una scienza esatta, è un lavoro, non certo improvvisazione e caos primordiale, citerò uno dei testi che saranno materia di studio nel prossimo anno per i miei allievi, Peter Brook ” Lo spazio vuoto”.

Brook tenta di restituire qualità e dignità a questa arte antica e sacra , bandendo dalla mente del lettore tutti quei luoghi comuni , ignobili e inutili, che inquinano il giudizio del pubblico, e di coloro che tentano faticosamente di seguire il sentiero luminoso che il Teatro propone.

Inutile sottolineare che concordo pienamente con le parole del grande regista inglese, e consiglio a tutti i miei allievi che mi leggono, e agli appassionati, di leggere al più presto il testo citato, edito da Bulzoni Editore.

“Bisogna accettare il fatto che il teatro è estremamente difficile;forse il mezzo d’espressione più ostico, o per lo meno lo è quando lo si fa veramente:è implacabile e non vi è spazio per l’errore o per lo spreco.
Un romanzo sopravvive anche se il lettore salta intere pagine o capitoli; il pubblico teatrale, che è capace di passare dal piacere alla noia in un batter d’occhio,lo si può perdere per sempre.
Due ore di spettacolo possono essere un tempo breve o un’eternità,prendersi due ore del tempo del pubblico richiede un’arte sopraffina.
L’incompetenza è il vizio,la condizione e la tragedia dei teatri di tutto il mondo,per ogni lavoro di buona qualità, ve ne sono decine di altri, che il più delle volte sono traditi dalla mancanza delle nozioni più elementari,non si conoscono a sufficienza le tecniche della messa in scena, della scenografia, della dizione,di come si attraversa un palcoscenico, di come ci si siede,e addirittura,di come si ascolta.

Credo ci siano spunti interessanti per poter riflettere e comprendere meglio, cosa significhi “fare teatro”,dedicarsi con tutta l’anima a questa arte meravigliosa, come la sottoscritta fa ormai da più di dieci anni.

Meditate.