Memoria della Parola, Memoria del Gesto

10-amleto-e-ofelia-1948

Un post tecnico,
una Lezione di Recitazione,
ma non quelle accademiche, dove si dice tutto per non dire niente,
dove si nasconde più che svelare,
poche e semplici regole per aiutare l’Allievo-Attore, nella costruzione del Personaggio,
che altro non è , se non un carico di parole da dire, e gesti da compiere sulla Scena.

La Prima Regola, quando si affronta un testo teatrale,
subito dopo l’assegnazione del ruolo da parte del Regista,
prevede che l’Allievo porti a memoria le battute del suo Personaggio,
senza modificare, per nessun motivo personale , la struttura del testo,
memorizzando completamente il testo ,
senza alcuna modifica, che può aver luogo , solo se concordata con il Regista.

JWW_Ophelia_1889

La Memoria è Meccanismo Divino e Perfetto ,
ciascuno possiede la sua memoria,
ciascuno ha un tempo proprio per portare a memoria,
ci sono soggetti che portano a memoria in pochi secondi, e altri ,
che necessitano, per lo stesso carico di parole , un’ora o più.
Non si tratta di Intelligenza,
si tratta di Esercizio, di Allenamento,
di Dedizione…
La memoria può essere allenata,
e il “portare a memoria”, è alla base dell’esercizio e del Lavoro dell’Attore.

Per portare agevolmente a Memoria ,
l’Allievo-Attore dovrà comprendere la natura della sua Memoria ,
se Memoria Visiva o Uditiva,
e poi iniziare con coraggio l’Esercizio di Ripetizione,
aiutato anche dalla riscrittura dell’intero testo,
una o più volte, come facevano i grandi Maestri del passato,
e penso a Mario Scaccia,del quale conservo un quaderno prezioso,
che il Maestro mi donò ,
su cui aveva trascritto l’intero copione del “Burbero Benefico” di Goldoni.

duse_paolofrancesca_gradara_cameli_2

Completata la fase della memoria del testo,
si passerà alla seconda fase del lavoro,
in piedi,sul Palco,
guidati dal Regista , che inizierà l’impostazione di ogni singola scena,
suggerendo Intonazioni, Gesti, Posture,
che andranno , prova dopo prova, a costituire “la Stanza del Personaggio”
all’interno della quale, l’Attore potrà parlare e muoversi ,
sicuro di essere sempre in linea con il carattere del Personaggio , e del Dramma tutto.

La Memoria dei Gesti ,
andrà “incollata” (questo il termine teatrale) sulla Memoria della Parola,
cioè la Memoria del Gesto sarà una seconda memoria.

Inizialmente la difficoltà sarà ricordare esattamente la sequenza dei gesti,
e magari, nel momento in cui l’Attore ricorderà il gesto,
la battuta sfuggirà.
Ma ,prova dopo prova, tutto si armonizzerà,
Memoria della Parola e del Gesto convivranno pacificamente,
e l’Allievo-Attore sarà pronto a dar vita, al suo Personaggio,
per uno Spettacolo che ogni sera vivrà attraverso il Rito,
e sarà sempre lo stesso,pur non essendo mai uguale a se stesso.

Barbara

(immagini prese dal web)

Per Amor del Teatro

Cloister

” Ma io , che dappertutto
son peregrino e alieno,
che da nessuna arte
felicità ricevo,
ti odo senza sapere
se mi allevia o no
il tuo canto che vibra
dentro il mio cuore.

Sento più allegria
del tuo canto , o il dolore
che quel canto illumina
mostrandolo meglio?

Non so , è un’incertezza
di sconsolatezza.”

Siamo tutti peregrini, siamo tutti in cammino,
cerchiamo consolazione,
cerchiamo speranza,
cerchiamo sempre e solo noi stessi,
negli occhi di chi incontriamo , di chi amiamo,
di chi lasciamo e dimentichiamo…

Sempre e solo noi stessi…

Questa semplice verità il Teatro ci insegna,
lui che ci chiede Amore e Dedizione,
che non sente ragioni,
che ci sprona a non arrenderci alle difficoltà della vita,
che ci chiede Onestà,
che pretende Conoscenza e Consapevolezza,
che ci ricorda, che tutto ciò che cade e accade nella nostra vita,
dipende da noi,
dalla nostra Volontà,
dalle nostre Paure inconfessabili,
dai nostri desideri,
dalla nostra Condotta Morale,
da quello che diciamo, e facciamo,
non che avremmo voluto dire, o avremmo voluto fare.

frau-in-der-morgensonne

” Vedere le cose fino al fondo…
E se esse non avessero fondo?

Ah , che bella la superficie!
Forse la superficie è l’essenza
e il più che la superficie è, è più che tutto
e il più che tutto non è niente.

O faccia del mondo , solo tu, di tutte le facce,
sei l’anima stessa che rifletti”

Caspar_David_Friedrich_-_Mondaufgang_am_Meer_-_Google_Art_Project

Per Amor del Teatro,
per Amore suo,
abbiamo il dovere di imparare ad amare noi stessi,
di riconoscere i nostri limiti, per poi tentare di sublimarli sul Palco,
lì dove Finito e Infinito si confondono…

Per Amor del Teatro,
abbiamo il dovere di “Essere nel Vero”
di capire dove inizia e dove finisce la nostra Individualità,
perché il confine estremo del nostro Essere,
coinciderà sempre con l’Altro da noi.

Per Amor del Teatro,
abbiamo il dovere di vedere le cose, per quello che realmente sono,
senza finzioni ,
senza confusioni,
perché, per non frantumare la nostra Essenza,
dovremo tendere all’Unità,
conciliando i nostri opposti,
armonizzando le Luci e le Ombre, che ci abitano dentro.

14-Rene-Magritte-The-Kiss-1951

“E’ forse l’ultimo giorno della mia vita.
Ho salutato il sole , alzando la mano destra,
ma non l’ho salutato, dicendo addio.
Solo un cenno al vederlo ancora , niente altro.”

Per Amor del Teatro,
abbiamo il dovere di guardarci dentro,
costantemente,
e ammettere i nostri errori,
per scoprire, in un fresco di giorno di Primavera,

che c’è ancora tanta Gioia preparata per noi…

Mirò.-Autoritratto-II

Barbara

(le immagini sono prese dal web,
opere di Friedrich, Magritte, Mirò,
i versi scintillanti sono di Fernando Pessoa,
l’ultima lirica, è stata dettata dal Poeta,
proprio nel giorno della sua morte.)

“In cammino sul Palco”

Magritte-Il-mondo-meraviglioso-1962

Un post che nasce dalle riflessioni, sulle prove di questi ultimi giorni, con i miei allievi…
Un post che è metafora del cammino che ciascuno di loro ha intrapreso,
alla ricerca di se stesso,
abbandonando i vecchi schemi mentali,
per abbracciare una dimensione di Arte e Bellezza,
che proprio questi schemi rifugge,
perché vive di Libertà assoluta, traendo la sua linfa direttamente dal Cielo.

Durante le prove sono stati compiuti molti passi,
passi che aprono prospettive d’Infinito,
proprio perché siamo Infinito ,
passi come ponti, che attraversano i deserti delle nostre solitudini,
passi che richiamano i “primi passi” della nostra esistenza,
quando vacillando, si tentava di restare in piedi , contro tutto, nonostante tutto…
Passi che tracciano Geometrie dell’Anima,
che disegnano linee , sul Palco e nell’Aria,
che stabiliscono confini,
o abbattono barriere invisibili all’occhio , ma presenti e pesanti…
La-battaglia-delle-Argonne

Passi…
Che si muovono su quel Palco,
fluidi, Passi- Acqua,,
che scorre, come la Vita dentro di noi,
passi lentissimi,
che toccano Nadir e Zenit della nostra Anima,
che varcano le porte dell’Oltre, con leggerezza di un volo di farfalle,
Passi-Luce,
un gioco di punte ,
che danzano al suono della nostra Voce,
perché siamo la nostra Voce, e siamo il nostro Corpo , e siamo i nostri Passi…

E allora quando diremo,
diremo non solo con la nostra Voce,
ma con ogni fibra del nostro Corpo,
e quando cammineremo, sapremo che ogni singolo passo compiuto su quel Palco,
spalancherà una Porta sull’Oltre,
sull’Orizzonte Metafisico , che il Teatro ci fa promessa di raggiungere,
se con lui cammineremo ,
se di lui nutriremo la nostra Anima,
che ha sete di Verità e Bellezza, ormai da troppo tempo,
forse da sempre…

Magritte_0744_cr

Un passo,
una piccola cosa,
ma su quel Palco,
segnerà l’inizio di un lungo viaggio,
un Viaggio infinito,
dentro e fuori dal paradigma Spazio-Tempo,
perché il Teatro ci consegnerà all’Immortalità.

Miei cari allievi,
Buon Lavoro,
io ci sono,
ma da oggi, lo Spettacolo è Vostro,
e di Voi, e attraverso Voi, Vivrà…

Barbara

(immagini prese dal web)

“Essere Teatro”

man ray

Uno dei monologhi più importanti della Letteratura teatrale,
recita :” Essere o non Essere, questo è il problema…”

La parole di Amleto suonano come trattato filosofico,
che pone al centro del problema la nostra natura umana,
così fragile e mutevole,
così volubile, debole,infinitamente piccola rispetto all’illusione,
che abbiamo costruito nella nostra mente.

Siamo umani,
e il Teatro ce lo ricorda costantemente ,
perché delle nostre illusioni e fragilità si nutre;
colui che pratica Teatro, sa, che davanti ai suoi occhi,
avrà sempre l’immagine reale di ciò che è,
senza finzioni , o compromessi, che corrompono la Verità dell’Essere ,
che costruiscono castelli di argilla, destinati a crollare nel tempo ,
inesorabilmente.

Thank You, Carole!

E allora ,
per chi ama e pratica il Teatro,
(e penso sempre ai miei allievi)
l’unica possibilità per viverlo pienamente è “Essere Teatro”,
amplificando e potenziando il concetto amletico dell’Essere…

Io dico che si può “Essere Teatro”
perché il Teatro è un modo , direi il modo , laicamente inteso, più corretto,
di sentirsi e sentire il Mondo,
perché “Essere Teatro” significa “Rispettarsi“,
significa “Amarsi”,
significa “Rispettare l’Altro”,
significa “amare l’Altro”,
significa “farsi Acqua ,Aria, Terra, Fuoco”, e quindi “farsi Mondo”,
per scorrere attraverso le cose ,
per affrontare tutto ciò che cade nella nostra vita,
con forza e consapevolezza,
mai dimentichi della nostra natura e di quella di tutte le cose.

teatro3

Il percorso è lungo,
richiede dedizione, studio incessante,
ma non per questo miei cari allievi dovete arrendervi o crearvi alibi,
le difficoltà saranno numerose,
e tante domande rimarranno senza risposta,
perché la Vita è Mistero, e il Teatro è ancor più misterioso perché specchio della Vita,
ma in virtù di questo, varrà la pena aver provato, ancora e ancora,
prova dopo prova, spettacolo dopo spettacolo,
per coprire la distanza che ancora vi separa da voi stessi,
per arrivare ad “Essere Teatro”, “il Vostro Teatro“.

Auguri sinceri di Buona Pasqua , a tutti voi amici del Blog,
e a voi miei carissimi allievi.

Barbara

(immagini prese dal web)

“Il Teatro e il suo Centro”

filename-pergola-sipario

Il Teatro è un’ Idea,
nasce spontanea insieme all’Uomo,
si nutre delle sue Emozioni, delle sue Paure,
delle sue Eterne Domande senza risposta ,
delle sue Attese,
che si traducono Speranza e Disperazione,
delle sue Virtù, dei suoi Vizi, dei suoi Desideri…

Il Teatro ha un suo Centro,
che è l’Uomo,
che è l’Umanità tutta…

Ed ecco perché ciascuno può e deve essere il proprio Teatro,
come spesso amo ripetere ai miei allievi,
e se è vero che il Centro del Teatro è l’Uomo,
allora è vero anche,
che chiunque desideri portare il Teatro nella propria Vita,
dovrà porlo al centro di essa,
esattamente al Centro,
lì dove niente e nessuno potrà toccarlo.

E’ un esercizio che richiede impegno, tempo, sacrificio,
a qualunque livello si desideri praticare quest’Arte,
è davvero necessario dedicarsi a lei , con mente e cuore, liberi di potersi esprimere,
sospendendo il giudizio su se stessi, e sul Mondo,
imparando a scendere nella profondità della propria Anima,
lì, dove Finito e Infinito, si fondono e confondono.

duse 4

Siamo il Nostro Teatro,
siamo la nostra Voce,
siamo il nostro Corpo,
e abbiamo il dovere di esserne sempre consapevoli,
sul Palco e sulla Scena della Vita,
abbandonando le troppe e misere scuse, alle quali ci aggrappiamo ,
pur di non guardarci dentro…

Chi pone il Teatro al Centro della sua Vita,
sa che non avrà più scuse, né tempo per inventarne di nuove,
sa che dovrà “Trovarsi”,
che dovrà “Accettarsi” ,
e infine “Amarsi”,
per quello che è…

E poi “Trovare l’Altro”,
e poi “Riscoprire il Mondo” ,
e amarsi in ogni gesto e in ogni parola, che donerà all’Altro, e al Mondo intero,
su quel palco , e poi nella Vita,
in una continua e infinita corrispondenza tra Palco e Vita.

ELEONORA DUSE.

E allora, con immenso stupore , ci renderemo conto ,
che al Centro della nostra Vita ,
(lì dove avevamo posto il Teatro),
avremo ritrovato noi stessi…

Perché il Teatro ha un unico Centro,
e siamo noi,uomini e donne,
che in ogni tempo e luogo ,
lo abbiamo amato ,
e studiato,
e sperimentato ,
e amato…

Barbara

(immagini prese dal web)

“La Forza della Ripetizione”

farnese_palco

Il lavoro dell’Attore , come più volte ribadito,
è lavoro complesso, incessante,che procede per tappe,
che pretende onestà intellettuale nei confronti di se stessi e del Mondo,
che non ammette sconti, perchè “in gioco” ,su quel palco,
c’è la nostra Vita Emotiva,
c’è tutto il nostro Passato , il nostro Presente, e ogni possibile Futuro.

E’ necessario porsi in una condizione di Ascolto,
abbandonare ogni certezza,ogni illusione,
e farsi Aria, Acqua, Terra, Fuoco,
farsi Mondo,
cioè svuotarsi di ogni pensiero pregresso,
per vestirsi di nuovi significati,
dimenticarsi per potersi ritrovare e riconoscere in una nuova Forma,
una Forma originaria , che ci appartiene , anche se sconosciuta.

Per poter “divenire” su quel palco,
l’Attore potrà avvalersi di un mezzo potente:
“La Ripetizione”.

igelosi001p4

La Ripetizione è alla base del lavoro attoriale,
ripetere parole,
ripetere gesti,
ancora e ancora,
per acquisire Forza e Consapevolezza,
per “svuotare”,ad ogni ripetizione, parole e gesti del loro significato umano ,
e “riempirli” di nuovo Senso , un Senso “alto e profondo” ,
che ci avvicini a quel Cielo, dal quale proveniamo.

La Ripetizione , che nella Vita , sfibra la nostra Volontà,
e annichilisce il nostro Animo,
in Teatro diviene Rito,
diviene Sacra Dimensione,
diviene Forza e Coscienza,
e ci permette di gettare solide fondamenta, su cui poter costruire liberamente il Personaggio,
che altro non è , se non un carico di Parole e Gesti , ripetuti nello Spazio e nel Tempo.

petito-1

Ed ecco perché raccomando sempre ai miei allievi,
di comprendere la Bellezza che si cela in questo Esercizio ,
di andare oltre il primo significato,
di andare oltre il pensiero comune,
perché chi decide di intraprendere il cammino del Teatro,
sa bene che dovrà andare oltre i luoghi comuni,
oltre i giudizi e i pregiudizi,
oltre le sue paure e i suoi limiti,
perché il Teatro è Sentiero Infinito dell’Anima ,
e pretende coraggio e lavoro incessante…

E allora non smettete di “Ripetere” miei cari allievi,
e siate sempre consapevoli della Bellezza e della Sacralità di questa semplice azione.

Barbara

(immagini prese dal web)

Ai miei Allievi

1117062015135705_piccola1

E’ iniziato da poco un nuovo anno, di Teatro ,di Lezioni, di Spettacoli,
sto lavorando, insieme alla mia Compagnia, a due nuovi allestimenti ,
che andranno in scena, tra Marzo e Giugno.

Sento la necessità di dedicare questo post a loro,
ai miei allievi,
perché comprendano sempre meglio il cammino che hanno intrapreso ,
perché sia sempre chiaro il senso , e quindi la direzione, delle loro parole e dei loro gesti,
sulla scena e fuori da essa.

Il Teatro è Dimensione dell’Anima, e non esiste evoluzione artistica,
che non passi attraverso un’evoluzione spirituale,
la tecnica è poca cosa quando non è sublimata dall’Emozione,
la gestione del carico emotivo è la sostanza del Lavoro dell’Attore,
di ogni tempo e luogo.

Teatro_Ponchielli_cremona_il_sipario-img31-12-1

E allora ecco le mie riflessioni su ciascuno di voi :

Gabriele: Stai lavorando seriamente su te stesso , sulla tua voce,sulla tua gestualità,
hai scoperto la Bellezza della Poesia, e inizi a flettere la tua voce sul verso,
non avere timore di osare di più, porta a compimento ogni gesto ,
porta dentro te ogni parola, rivestila di luce e torna a donarla al mondo.

Gaia: Temperamento vivace ed energico,
grande carica emotiva che cerca la sua espressione nella voce e nel gesto…
Sai che sei la tua voce, e la tua voce ha bisogno di mettere radici profonde , dentro e fuori da te,
scendi in profondità, trova i tuoi bassi, e comunica ciò che sei realmente.

Damiano: Il Teatro ti sta donando un nuovo “modale”, un modo nuovo di sentirti e sentire il mondo.
Con coraggio prosegui la ricerca , rendi aria i tuoi gesti, acqua la tua voce,
e scorri attraverso le cose, perché ora sai che puoi essere roccia, e aria e acqua e tutto ciò che desideri.

Emanuela: Dopo diversi anni ti ho visto brillare nel Monologo di “Partenze e Ritorni”,
non dimenticare l’ intensità di quella luce, e portala sempre con te,
nella vita di tutti i giorni, perché quella luce ti appartiene , è figlia , è madre,
è tutto il tuo possibile divenire.

Katia: Il Teatro è la tua casa, dimora di Pace, Equilibrio, Emozioni intense e purissime…
Diventa il “tuo teatro” , spingi oltre il tuo sguardo,dai forza ai tuoi gesti,
volume alla tua voce, perché puoi farlo…devi farlo, come atto assoluto d’Amore verso te stessa.

Angela: La tua voce è robusta, potente espressione di te,
i tuoi bassi hanno sempre volume e rotondità ,
ora inizia a pensarti anche corpo, perché potrai esprimerti anche attraverso il movimento di una mano,
che carezza, che vibra nell’aria e crea nuovi mondi, nuove realtà,che nemmeno immagini.

sala-grande1

Paolo: Sei molto più di ciò che credi, la tua forza e potenza vocale può trasformarsi in volo di farfalle,
devi solo iniziare a pensarti farfalla, la tua voce inizia a dire poesia con grazia e misura,
porta a compimento questa intenzione-tentazione, e allora grazia ed eleganza accompagneranno parole e gesti,
e volerai alto, dove so che desideri arrivare.

Mario: Un cammino iniziato per gioco, si sta trasformando in una Realtà di Vita e di Studio,
da vivere e sperimentare , con la tua innata curiosità e solarità.
Ascoltati di più, stringi la distanza che ti separa dalla tua Voce,
la tua vera Voce, quella che sai di poter donare sulla scena,
dove avrai la possibilità di comunicare tutto te stesso, senza paure.

Paola: Sei un’anima sensibile, che si sta nutrendo delle parole del Teatro , con con ardore e passione…
E’ arrivato il momento di metterti in gioco davvero,
di affermarti attraverso le tue parole e i tuoi gesti;
sei bella e libera su quel palco, fai suonare e risuonare la tua Voce, dalle altezze indefinite,
alle profondità inesplorate del tuo Essere…

ELEONORA DUSE.

Liala: Il Teatro dà una direzione alla tua vita,
è cammino sicuro , che non tradisce , e ti sei affidata a lui, attraverso me…
Ora è il tempo della Certezza, perciò metti in fuga ogni timore, lascia che ogni parola, e ogni gesto,
si trasformino in un “sì ” alla vita, alla tua vita, che ha valore immenso…E sarà Certezza dell’Essere.

Leondina: Sei arrivata ad un bivio…
riconciliarti con la tua essenza, o rimanere nell’incertezza, nel dubbio e nelle paure…
Il Teatro è Esercizio di Libertà,ed ora hai la libertà di tornare ad essere ciò che forse non sei mai stata,
amandoti in ogni espressione della tua voce,
abbracciandoti in gesto che compi, e nessuno potrà giudicare, ma solo amare a sua volta.

Lucia: Il Teatro ti ha riconsegnato alla Vita, ti ha donato parola e Voce,
ha reso forte la tua anima attraverso lo studio e l’esercizio .
Finalmente sei la tua voce, ma continua a studiare,
perché la tua voce somigli sempre più alla donna che sei e che sarai.

Maria Teresa: Forza e Determinazione…
Saggezza e Costanza, qualità umane e artistiche che stanno segnando il tuo percorso…
Il consiglio è quello di tentare nuove strade, di riscoprire un archetipo femminile,
che dia forma
ad una rinnovata dolcezza di donna, che ha il coraggio di essere pienamente se stessa.

A Francesca e Federico, appena arrivati, il mio augurio,
è quello di giungere ad una nuova coscienza e consapevolezza di sé ,
attraverso il Teatro , la sua Ritualità e Sacralità…

Io ci sono , il mio impegno si rafforza e si rinnova ogni giorno ,
A tutti voi miei cari allievi, buon lavoro…

Barbara

(immagini prese dal web)

“Parola e Gesto: La Meta dell’Essere – Parte Seconda -“

647B5893

“Noi siamo le nostre Parole,
Noi siamo i nostri Gesti”

Sul palco si entra in una dimensione metafisica,
che ci chiede di essere costantemente in contatto con noi stessi,
con la parte più profonda ed eterna di noi.

Le parole e i gesti costituiscono tecnicamente il personaggio,
(che altro non è se non un carico di parole e gesti),
ma sono solo gusci vuoti,
forme , linee, suoni,
che pretendono di vivere, attraverso il nostro corpo e la nostra voce,
vivere la loro “Vita Drammatica”.

Ed ecco che l’attore è chiamato al compito più arduo,
mantenere viva sulla scena una certa “Tensione Drammatica”
Ma come definire la “Tensione Drammatica”?

7ec7809c3a660d265e8e8b4d80659c1d

E’ Energia,
pura Energia,che scorre dentro noi ,
incessantemente dal momento in cui entriamo in scena,
è forza, che sostiene i nostri movimenti,
è respiro, che carica aria nei nostri polmoni e poi giù fino al diaframma ,
e diviene voce , e diviene fonema ,e diviene suono ,
che non è mai semplicemente suono ma vibrante sentimento,
è tempo-ritmo, nell’alternanza del gesto e della parola,
è intenzione, che si rapprende in noi e diviene poi estensione del nostro Essere,
per arrivare a toccare l’Altro,
per arrivare a comunicare ciò che realmente siamo ,
tutta la nostra complessità,
le molteplici sfaccettature del nostro Essere,
perché non siamo mai una cosa sola,
è illusione pensarci in un unico modale,
siamo centomila,
e nell’accettazione di questa molteplicità, dobbiamo tendere all’Unità,
far convivere in Armonia tutte queste parti,
perché dall’Armonia nasca poi Bellezza,
e dalla Bellezza,
L’Arte nella sua forma Sublime ed Eterna.

11_cezanne-pierrot-arlecchino_672-458_resize

Tutto questo è “Tensione Drammatica”
tutto questo è “Tensione dell’Essere”,
“La Meta del nostro Essere”,
il fine verso cui tutti noi tendiamo,
che passa attraverso le nostre parole e i nostri gesti,

Il Teatro lo insegna ,
nella sua nobile pratica,
dobbiamo solo seguire la strada che ci indica ,
ricordarci del valore assoluto che ogni parola e ogni gesto possiede,
e donare noi stessi,
comunicare noi stessi in quei respiri,
in quei movimenti,
perché ogni parola e ogni gesto divengano un “sì ” perenne alla Vita.

Barbara

(immagini prese dal web)

“Metafisica del Teatro”

337a

Il Teatro è Dimensione Metafisica per eccellenza,
c’ è sempre “un oltre” in tutto quello che vediamo e sentiamo sul palcoscenico,
che ci costringe a guardarci dentro,
come attori , come spettatori , come esseri umani…

Ripetevo oggi , durante una lezione con il mio allievo Gabriele,
che il Teatro è un “modale”, ossia un modo di stare al mondo,
un modo di parlare, un modo di agire,
un modo di pensare e pensarsi,
riconoscendo sul palco della vita,
tante maschere, o tipi fissi o caratteri, che animano la scena umana.

Ho cercato di fargli comprendere che il Teatro è un’Idea,
che nasce nella mente e nel cuore,
prima ancora di farsi voce o gesto,
e che per migliorare sulla scena,
è necessario prima affermare la nostra unicità nella vita,
senza nasconderci, senza timore di alcun giudizio ,
che sempre è, e resterà, imperfetto.

1335517631803_5

Ho chiarito che la Tecnica Teatrale,
è strumento potente per imparare a gestire la nostra voce e il nostro corpo,
nella vita di tutti i giorni,
che il Teatro pretende di essere vissuto e dichiarato in ogni momento della Vita,
perché la Vita acquisti sempre più Senso e Valore,
e perché possa nutrirsi di Bellezza e Poesia…

Siamo alla fine di questo lungo Anno di Vita e Teatro,
e l’augurio che desidero fare a voi tutti amici del Blog e allievi,
è che le nostre Vite siano sempre illuminate dalla Bellezza,
che è Cultura, che è Natura, che è Poesia, che è Rispetto, che è Conoscenza,
che è TeatroWilliam_Hamilton_Prospero_and_Ariel

« Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni;
e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita. »

(Shakespeare , La Tempesta)

ettore-e-andromaca

E’ questa Metafisica del Teatro ,
che da secoli tenta di dare una risposta alle eterne domande dell’uomo ,
che mi spinge a continuare la ricerca,
perché mai sarò sazia delle sue Parole,
della sua Poesia…della sua Meraviglia.

Auguri di Buon Anno miei carissimi compagni di Viaggio,
vi abbraccio tutti con stima e gratitudine.

Barbara

(immagini prese dal web, la metafisica in pittura è ” Giorgio de Chirico”,e
“Prospero e Ariel di William Hamilton”)

La Vita sul Palco

Interno_Fenice_HR

Il Lavoro dell’ Attore è mestiere complesso,
ancor più complesso, far comprendere qual’ è il lavoro,
a cui ciascun attore è chiamato ,
nel momento in cui decide di intraprendere il cammino del Teatro.

Proprio ieri ai miei allievi,
ho chiesto di compiere un’azione fondamentale ,
per la loro crescita umana e artistica :

“abbandonare il Giudiziale”… Quindi ogni forma di giudizio, o pregiudizio, sulla propria persona.

Questa azione , che sembrerebbe scontata, è invece presupposto necessario,
per poter lavorare serenamente su se stessi.

Ho spiegato che i nostri giudizi ,
non sono imparziali,
l’idea che abbiamo di noi,
è per lo più un’idea falsata,

virtuale,
risultante dell’azione di diverse forze, contrastanti tra loro,
l’illusione di conoscersi è trappola fatale per l’ attante,
le aspettative sono sempre maggiori, rispetto all’esito di una prova attoriale ,
per quanto ben lavorata e costruita .

Crediamo di vedere, di “vederci ” ma è pura illusione dei sensi…

Non abbiamo strumenti per poter realmente giudicare noi stessi,
quei pochi strumenti che possediamo,
non sono in grado di “misurare” ,realmente, il lavoro che svolgiamo sul palco.

San_carlo_panoram

Sul palco siamo liberi
I nostri poveri occhi che guardano dalla platea,
sono occhi di schiavi,
di spiriti in catene,
e quando si è schiavi, la Libertà è solo sognata, mai sperimentata …

Come puoi ,mio caro allievo,
dalla prigione della tua vita,
giudicare il tuo spirito ,
che libero, vive una nuova vita su quel palco?

La prima regola , se davvero desideri crescere sul palco e nella vita ,
è quella di conoscere te stesso,
alla maniera socratica, conoscere la tua “ombra “ e accettarla e amarla

Allora sì, con nuovi occhi vedrai e amerai la tua vita sul palco,
che è vera vita,
che non ha limiti o catene,
che chiede solo di essere sperimentata, spettacolo dopo spettacolo,
alla ricerca della tua Essenza, di uomo e donna , prima ancora che di attore o attrice.

Nessuna sicurezza,
nessuna consolazione,
solo una strada davanti a te,
quella della Verità,
che ferisce e annienta ,
e poi guarisce e risorge.

Silvio_degli_atti,_incisione_del_palcoscenico_del_teatro_alla_pergola_di_Firenze,_1660-1700_ca

Questo significa vivere il Teatro ,
nella sua dimensione più sacra e spirituale,
sul palco certo,
e poi nella vita di tutti i giorni,
portando quel seme di Verità , conquistata con gran fatica,
dentro te,
come diamante,
luminoso ed eterno.

Barbara

(immagini prese dal web)