“In Verità, il Teatro…”

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In Verità, Il Teatro è un’ Attitudine Umana,
forse la più Nobile, la più Antica a Sacra,
la sua Dimensione e il suo Ultimo Significato,
appartengono all’Uomo da sempre ,
in un ciclo di Eterni Ritorni,
di Morti e Risurrezioni ,
perché tutto inizia, e ha il suo ultimo fine,
nell’Uomo.

In Verità , il Teatro si pratica per Assoluta Necessità,
per un mirabile desiderio di Infinito,
perché il suo Cadere e Accadere ,
è sempre un tornare al Cielo,
patria celeste, a cui tutti apparteniamo.

In Verità , Il Teatro è Gioia,
si sale su quelle tavole sempre e solo
con immensa Gioia nel Cuore,
pronti al Sacrificio, nella Ricerca di noi stessi,
ma sempre con un sorriso sulle labbra,
perché “fare Teatro” significa Lodare e Rispettare la Vita,
in tutte le sue forme ed espressioni.

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In Verità, il Teatro è lo Specchio della nostra Esistenza ,
riflette e capovolge tutte le nostre insicurezze,
pretende che guardiamo in faccia la Realtà,
ci impedisce di mentire ancora una volta a noi stessi e al Mondo,
impone un’analisi costante del nostro Agire,
del nostro Pensare e Pensarci,
e ci sprona ad abbandonare il Giudiziale,
quel Giudiziale che ci inchioda in un’unica Dimensione ,
mentre siamo Creature Infinite ,
e siamo “Altro e Oltre” quello che, il comune pensiero, ci impone di Essere.

In Verità , Il Teatro è Libertà dell’Essere,
perché su quel Palco nulla può allontanarci da noi stessi,
siamo pura Energia che scorre su quelle Tavole ,
in luminosa armonia co tutto ciò che ci circonda,
capaci di generare Emozione, e capaci di donarla,
nella Libertà di poter Essere noi stessi,
finalmente e per sempre.

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In Verità , Il teatro è Comunione con Noi Stessi e Dono,
perché solo Amandoci Realmente,
e comprendendo la nostra Natura ,
e accettando il Nostro Esistere ,
saremo in grado di comunicare da quelle Sacre Tavole,
bucando la Quarta Parete,
e donando senza remore ,
la nostra Luce…

E allora e solo allora
Saremo Teatro , il Nostro Teatro…

Barbara

P.S.
Questo è il primo post dell’Anno,
Auguri a voi Cari Amici del blog,
sempre nella mia Idea di teatro ,
vi abbraccio tutti…

(immagini,teatro di Volterra preso dal web, e due foto personali)

“Recitazione e Interpretazione”

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Un breve post,
per dare nuovo senso a due sostantivi ,
che appartengono di diritto alla Nomenclatura teatrale:

“Recitazione e Interpretazione”.

Dopo anni di Teatro , studiato, praticato, ascoltato e visto,
sono giunta alla conclusione che un Buon Attore ,
non possa e non debba,
semplicemente “Recitare un testo”,
ma che possa e debba ,
(per aderire completamente al Senso di Sacralità del Teatro),
“Interpretare un testo”, ogni volta che salirà su un Palcoscenico.

Colui che “Re-cita” un testo,
in realtà , nel senso etimologico del verbo,
sta citando, o chiamando, o cantando qualcosa,
dove il prefisso -Re- ,intensifica l’azione compiuta dal soggetto.
Un agire formale , un’azione che all’origine aveva addirittura
il significato di “fare appello di persone “,
un movimento direi quasi meccanico che ,a mio modesto parere,
non può esaurire quel Sacro Atto, che viene compiuto sulla Scena,
perché privo di quella Partecipazione Emotiva-Attiva,
che rende Unica e Irripetibile ,
ogni Parola pronunciata sulla Scena.

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Colui che “Inter-preta” un testo,
nel senso etimologico del verbo,
si pone come figura di mezzo tra persone che parlano una lingua diversa ,
come soggetto attivo, che dichiara e spiega il senso di uno scritto,
che prende su di sé, la responsabilità di far comprendere,
il senso ultimo e autentico di questo scritto ,
attraverso le sue azioni e le sue parole.
Ed ecco allora che sulla scena,
l’Interprete sarà capace di stringere la distanza,
che separa il pubblico dal testo rappresentato,
“Figura di mezzo , Medium, Tramite”,
mezzo attraverso cui il Mistero della Rappresentazione, si Svelerà e Rivelerà,
oltre quel Velo di Maya , che illude i sensi e oscura la Verità.

Un Sacro compito,
a cui ciascun Attore è chiamato,
ecco perché “Fare Teatro” è Questione Seria ,
ecco perché in realtà ,
non è Teatro quasi tutto quello che vediamo e sentiamo e crediamo lo sia,
definiamolo Spettacolo, Intrattenimento , Svago,
ma non Teatro,
che implica un Impegno Emotivo, Psicologico, Intellettuale Raro e Prezioso,
che pretende Onestà di Pensiero e Intenti,
una rinuncia a tutto ciò che è Mondo e quindi Mondano,
una Conoscenza Reale di Se stessi,
che solo pochissimi Grandi hanno raggiunto…

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Tutto il Resto è solo “una divagazione di un passante che passa”,
come direbbe Pirandello,
tutto il Resto è Silenzio”,
come direbbe Shakespeare, con le parole di Amleto…

E allora ,
se davvero desideriamo “Essere nell’Idea Vera del Teatro”
dovremo divenire Buoni Interpreti,
non semplicemente Buoni Attori,
perché il Teatro ha sempre più bisogno di “figure di mezzo”
che sappiano , con Umiltà e Sapienza,
comunicare autenticamente al pubblico,
il suo Sacro Messaggio .

Barbara

(immagini prese dal web, Amleto , Shakespeare)

“Il Lavoro dell’Attore sulla Scena”

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“Ogni nostra cognizione principia dai sentimenti ,
Il moto è causa d’ogni vita”

(Leonardo da Vinci)

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Il Lavoro dell’Attore
pretende un momento iniziale,
quell’attimo sublime in cui si decide di Conoscere Realmente se stessi,
ma la sua fine non può essere contemplata,
se davvero si desidera arrivare a toccare l’Essenza di questo incredibile mestiere.

Il Lavoro che si intraprende ,
pretende Onestà Intellettuale,
abbandono di ogni concetto precostituito ,
di ogni possibile Giudiziale ,
per tornare ad una Purezza di Intenti,
che sarà roccia solida,
su cui edificare la nostra Personalità Attoriale.

Uno studio incessante accompagnerà il nostro cammino,
perché siamo caduti su questa Terra per evolvere,
e prendere Coscienza di Noi Stessi,

perché esiste una causa, che si cela,
dietro ogni singolo gesto compiuto e parola pronunciata,
e questo un buon attore lo sa,
non può non saperlo, perché da Causa nasce Effetto,
e il nostro “Esistere sulla Scena” è risultante di molteplici Forze,
(spirituali, sociali, culturali)
che si incontrano e scontrano costantemente ,
dalla prima all’ultima battuta.

Tutto ciò che avviene e “ci avviene” sulla Scena,
non potrà essere Casuale,
ma necessariamente Causale,

sorretti dalla convinzione che siamo portatori di un messaggio,
impazienti di comunicare al Mondo e con il Mondo,
attraverso quel carico di Parole e Gesti, che amiamo definire Personaggio.

Ma affinché questa comunicazione avvenga nella massima Libertà,
è indispensabile Lavorare su noi stessi,
abbattendo i nostri Muri interiori,
facendo i conti con le nostre Paure,
con la Solitudine che ci attanaglia ,
con tutto il carico delle nostre Scelte,
compiute o solamente sognate,
Nudi,
nella Verità Assoluta,
perché solo comunicando la nostra Verità,
avremo assolto il nostro compito attoriale.

L’Attore salirà sulla Scena con l’ardente desiderio di “Dire la Verità”,
e poco importa se il costume che le farà indossare,
sarà l’artificio della Rappresentazione,
poco importa, perchè il Fine al quale tutta la rappresentazione tende da Secoli,
è sempre e solo il “Disvelamento del Vero”,
oltre quel “Velo di Maya”,
che ci separa dalla nostra Essenza, e dalla Realtà tutta.

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L’Attore non avrà altra possibilità di Salvezza se non la Verità,
i suoi Gesti dovranno “Trasudare il Vero”,
la sua Voce, dalla chiarezza degli Acuti alle profondità dei Bassi,
dovrà “Suonare il Vero”,
e per riuscire a portare a compimento il suo lavoro,
dovrà esercitarsi ogni giorno,
mettersi alla prova con Umiltà e Pazienza,
ascoltare con cuore aperto ogni indicazione della Regia,
che è davanti a lui per indicargli la strada,
e ricordargli che la distanza da coprire,
è sempre solo quella che lo separa da se stesso,
che ogni Parola e Gesto compiuti sulla Scena ,
saranno Straordinari Abbracci d’Amore,
che donerà idealmente a sé e al pubblico;

Perché si fa Teatro,
e si va a Teatro,
per un Infinito Bisogno d’Amore,
e di Bellezza e di Verità.

Il Teatro è molto più di una semplice Rappresentazione,
è oltre lo Spettacolo che si offre,
Il Teatro è Atto d’Amore,
è Potente Rito, che Esorcizza tutto il nostro Nero Interiore ,
riconciliandoci con la nostra Essenza di Creature Libere e Pensanti…

Liberi…
Pensanti…
E capaci di Amare…
Solo così saremo in grado non solo di fare Teatro,
ma di “Essere il nostro Teatro “,
sulla Scena,sì certo,
ma ancor meglio,
nella Vita di tutti i giorni.

Forza miei cari allievi,
il Cammino è in salita,
ma è Cammino di Luce e Verità e Amore.

Barbara

(immagini prese dal web)

“Il Teatro e la sua Voce”

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“Ora che sei venuta,
che con passo di danza sei entrata
nella mia vita-
quasi folata in una stanza chiusa-
le parole mi mancano e la voce,
e tacerti vicino già mi basta.”

(Camillo Sbarbaro)

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Siamo la nostra Voce,
Siamo il nostro Teatro,
perché Teatro è ciò che è detto, prima di qualsiasi dire,
perché Voce è Pensiero,
il nostro Pensiero,
ma Pensiero Palpitante,
che è Passione e Anima,
che è Parola,
che vibra tra vocali e consonanti ,
che vive su Scale tonali,
dalle profondità dei Bassi, alle altezze indefinite degli Acuti.

Il Teatro ha bisogno della nostra Voce,
Voce-Coscienza,
Voce-Intelligenza
,
perchè la Parola scenica è Logos,
è Pensiero-Verità
,
che non ammette compromessi o contaminazioni,
perché sulla Scena tutto è Verità e Nudità,
Eden ritrovato dopo la cacciata,
Luogo Originario ,
dove possiamo e dobbiamo perderci ,
per poi ritrovarci e rinascere.

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Voce del Teatro,
Voce di tutti gli Uomini,
che non smettono di cercare la Verità,
che “sanno di non sapere nulla”,
(Parole Socratiche che risuonano nell’Anima, ieri come oggi).

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Voce del Teatro,
Voce di Saggezza,
perché il Teatro è un Modale,
un modo per poter vivere degnamente la propria vita,
che non promette facile gloria e riconoscimento,
ma Cammino di Sacrificio e Studio costante,
perché la Cultura è un Portale,
una singolare dimensione,
dove ciascuno potrà conoscere e riconoscere se stesso.

Voce del Teatro,
che è anche la mia Voce,
quella ogni giorno ripete, come Mantra,
l’Insegnamento del Palcoscenico,
perché non è mai abbastanza,
perchè non si è mai vicino alla meta,
perché probabilmente una vera meta non esiste,
e l’Orizzonte dipinto sul fondale ,
è Orizzonte dell’Anima,
perché non si esce mai da se stessi,
e la nostra Voce lo sa,
e suona ,
e continua a suonare le nostre emozioni,
quelle più intime,
quelle che mai avremmo creduto di poter esprimere,
perché la Voce del Teatro,
è la nostra Voce,
e la nostra Voce suonerà sempre le nostre Emozioni,
in un ciclo di eterni ritorni,
attraverso il Tempo e lo Spazio…

Solo dando Voce all’ Emozione, su quel Palco,
torneremo a donare Voce al Teatro,
con Dignità e Consapevolezza,
con Umiltà e Studio costante.

Barbara

(immagini prese dal web)

“Quello che il Teatro non Dice” – Una Breve Lezione

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Il Teatro è Dimensione dell’Anima,
è dimora dell’Eterno,
di tutto ciò che eternamente dura,
non conosce costrizioni,
non conosce Morte, che non contempli Risurrezione e Nuova Vita,
accoglie nella sua “Scatola” tutti i Sentimenti umani,
purificando , durante lo svolgimento del Rito,
le nostre Intenzioni e Azioni,
le nostre Parole,
i nostri Pensieri.

Il Teatro parla al Cuore dell’Uomo,
indica il cammino,
che è sempre un cammino di Sacrificio e Consapevolezza,
perché ci insegna a rendere “Sacro” ogni gesto, ogni parola.

Ma il Teatro è anche e soprattutto
Dimensione Misterica,
l’Atto che si compie sulla Scena, è Atto d’Amore e Mistero,
che cela sempre dentro sé, un messaggio più alto e profondo,
di quello che le Parole semplicemente significano.

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Non tutto è detto e compiuto sulla Scena,
esiste “un Oltre”
,
un portale da attraversare con la nostra Immaginazione e Sensibilità,
esiste un sentiero nascosto,
che pretende di essere svelato e percorso,
è sentiero illuminato che ci porterà a sfiorare, anche se solo per pochi attimi,
il Cielo, quello scrigno misterico e meraviglioso dal quale proveniamo.

Ecco perché provo tenerezza per quello spettatore che,
alla fine di una rappresentazione,
si vanta di aver compreso tutto,
e simpatia per l’altro, che invece si lamenta per il motivo opposto,
quindi, per non aver compreso tutto.

Ad entrambi raccomando Umiltà e Coscienza,
e consiglio vivamente di “andare oltre”,
e lasciarsi stupire dalla Potenza del Teatro,
che sa parlarci chiaramente, e al tempo stesso sa nascondersi,
che ci richiama costantemente a confrontarci con noi stessi,
abbandonando il Giudiziale e lasciando che la nostra Anima,
libera dai giudizi terreni,
possa scorrere attraverso le cose,
attraverso tutto lo Spazio e il Tempo,
alla ricerca del Senso più autentico della nostra Esistenza.

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Il Teatro può donarci tutto questo,
a volte il suo messaggio sarà chiaro e diretto,
altre volte la Verità si nasconderà nelle pieghe di un panneggio,
nelle linee di un Gesto,
nel significante di una Parola,
nella nota di una Melodia,
in una Luce che improvvisamente irromperà sul Palcoscenico,
magari una Luce Rossa fortissima,
che parlerà dritta al Cuore.

E allora,
miei cari allievi e amici del Blog,
con Cuore Aperto e Sincero,
mettiamoci in ascolto…

Barbara

(immagini prese dal web)

“Il Teatro è più Semplice della Vita”

Rossetti, Dante Gabriel, 1828-1882; Joan of Arc

Il Teatro è Dimensione Metafisica per eccellenza ,
Luogo di Mistero , di Epifania,
Divino e Sacro,
perché è Dimora dell’Anima,
di tutte le Anime che sulle sue tavole ,
hanno vissuto Amori, Abbandoni,Tradimenti,
Riconciliazioni, Morti e Risurrezioni,
dalla Tragedia Antica a quella Moderna.

Ma la Vita su quelle tavole è Semplice…
Non assomiglia lontanamente alla Vita che pulsa,
oltre la Quarta Parete…
Perché ciò che accade sul Palco, è stato stabilito e provato mille volte,
perché l’Attore conosce esattamente il suo posto sulla Scena,
(quel posto che nella Vita stentiamo a volte a riconoscere)
sa esattamente cosa dirà, cosa farà,
e sa esattamente cosa diranno e faranno i suoi compagni di scena,
privilegio irraggiungibile nella Vita di tutti i giorni.

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Sulla Scena tutto è stato detto e fatto decine di volte,
l’Attore ha raggiunto una sicurezza interiore,
nata dalla Forza della Ripetizione,
che lo sosterrà durante lo svolgimento dell’Atto.

Nella Vita questa sicurezza non esiste,
ogni situazione presenta infinite possibilità di svolgimento,
niente è certo, e tanto meno semplice,
tutto è avvolto da una trama invisibile ,
il cui Senso Ultimo e Profondo ci sfugge,
per la maggior parte del Tempo, che trascorriamo su questa Terra.

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Il Teatro restituisce all’Uomo la “Certezza dell’Essere”,
ci riconsegna a piene mani quei Valori Assoluti che ci appartengono…
Dignità, Onestà , Coraggio , Forza , Amore ,
solo per citarne alcuni…

Seguendo la sua strada,
torneremo a credere nell’Uomo,
torneremo ad avere fiducia nel Prossimo,
e soprattutto, inizieremo a conoscerci e amarci per quello che siamo.

Perché il Teatro è “un modale”,
un modale semplice e comprensibile,
come lo sono tutte le grandi Verità,
quelle che da Millenni parlano al cuore dell’Umanità,
quelle che indicano sempre un Cammino Autentico,
e di Valore.

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Anche il nostro cammino riprende tra pochi giorni,
su nuove basi,
con nuovi volti,
e sarà un Anno di Teatro e di Grandi Trasformazioni,
stiamo già lavorando su un testo che vedrà protagonista La Donna,
un testo di Teatro Civile , contro la violenza sulle donne,
un testo che permetterà alla Compagnia del Cavaliere,
di impegnarsi attivamente nel sociale,
perché il Teatro , oggi come oggi,
ha il dovere di rispondere alle domande che la società si pone,
donando il suo prezioso contributo, ad una causa tanto nobile.

Ai miei allievi raccomando, ora e sempre,
Umiltà e Coscienza,
sul Palco e nella Vita,
solo seguendo questi Valori,
che sono Roccia che ci sostiene,
potremo continuare a camminare,
uniti come sempre.

Vi abbraccio tutti,

Barbara

(immagini prese dal web)

“Della Profezia del Teatro”

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Il Teatro nasce per rispondere ad un’esigenza primaria,
e fondamentale, dell’Essere Umano:
Comunicare
Il Teatro è Parola,
è Suono,
è Vita che vibra attraverso il nostro Strumento-Voce,
nessuna esperienza umana può paragonarsi “all’Andare in scena”,
perché è sulla Scena che ritroviamo pienamente noi stessi,
solo le nostre paure, e le nostre insicurezze, potranno ostacolare il cammino,
niente e nessuno , oltre noi, potrà impedirci di comunicare ciò che siamo.

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Perché sulla Scena la partita che giochiamo è con noi stessi,
siamo soli, privati di tutte le nostre difese;
tante volte ho visto allievi contestare un’impostazione di Regia,
per il terrore di ritrovarsi faccia a faccia con loro stessi,
con una parte di sè che ignoravano;
troppe volte ho visto allievi abbandonare il campo,
prima ancora di salire sul palco,
o tremare, e dimenticare le battute provate per mesi,
perché quello che il Teatro stava chiedendo loro in quel momento,
avrebbe cambiato la loro Vita definitivamente ,
avrebbe distrutto vecchi schemi di pensiero,
capovolto prospettive, e messo a tacere giudizi,
che da tempo condizionavano il loro modo di essere.

Perché il Teatro è Esercizio di Libertà,
ma la Libertà richiede Coraggio,
Indipendenza mentale e spirituale,
chiede di fare i conti con se stessi costantemente ,
senza nascondersi e fuggire alla prima difficoltà .

Perché il Teatro ci chiede di Comunicare e Comunicarci nella Verità,
perché il Teatro è Profezia per ogni parola pronunciata,
Profezia che nasce con il Rito, e si conferma poi nella vita di tutti i giorni,
ciò che è detto sul Palco,
avrà risonanza nella nostra Vita,
aprirà Portali nel Tempo e nello Spazio,
che saranno poi nuove strade da percorrere .

La Parola del Teatro è Profezia,
Parola-Via,
Parola-Passaggio,
Parola-Mutamento,
Parola-Vita,

Parola che è Madre di ogni parola che ci è appartenuta, e che ci apparterrà ,
Parola che rompe ogni Silenzio dell’Anima,
che mantiene tutto ciò che promette,
che distrugge le nostre certezze, per donarci nuova Vita…

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E così ,
su quel Palco,
saremo pronti per Comunicare ciò che realmente siamo,
e le Parole del Teatro,
saranno le nostre Parole,
e saranno tutto ciò che potremo essere,
e che mai siamo riusciti ad essere…

Questa è la Profezia del Teatro.

Barbara

(immagini prese dal web)

“Della Sacralità del Teatro”

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Il Teatro è una delle esperienze più alte e profonde,
che un essere umano possa vivere,
durante il suo soggiorno su questa Terra.
Come ogni esperienza umana, necessita di essere riempita di “Senso”,
e quindi necessita di un luogo dell’Anima ben preciso, dove poter mettere radici,
e crescere, e divenire “Necessario “ alla vita spirituale dell’individuo.

Per divenire “Necessario” ,
il Teatro dovrà tornare all’origine della sua esistenza ,
quando era Rito collettivo ,
indispensabile alla vita sociale della polis,
quando era “Sacro”

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La Sacralità appartiene per diritto di nascita al Teatro,
sulla Scena-Altare, la Tragedia Greca, prevedeva il Sacrificio,
come momento cardine dell’intero dramma,
che avrebbe mutato il destino dei protagonisti, e dei partecipanti tutti.

Durante le mie lezioni ,
ho spesso richiamato ai miei allievi,
questo senso di Sacralità del Rito,
ma ad oggi, non credo che abbiano realmente compreso,
come il Teatro possa tornare a rivestirsi di sacralità,
e rendere uniche e sacre le loro vite.

Per rendere “Sacro” il teatro ,
è necessario “sacrificarsi” per lui,
trovare un posto sicuro, dentro di noi,
per questa straordinaria esperienza umana,
renderlo immune di fronte agli attacchi del Mondo,
(nessuna vanità o narcisismo fine a se stesso è consentito)
avere chiaro sempre, che solo un cuore appassionato,
potrà donare e donarsi a lui,
senza riserve, senza giudizi , senza paure.

Il Teatro pretende “un sacrificio”,
che torni a renderlo Sacro,
non importa se si fa per diletto, o passione o lavoro,
perché non esistono mille modi di fare teatro,
esiste Il Teatro,
che è un’Idea, che è un Sogno,
che ha bisogno di essere sognato per continuare a esistere,
e ha bisogno di Coraggio,
di Serietà ,
di Coerenza ,di Responsabilità,
di Rispetto per se stessi e per il prossimo,
di Valori morali saldi,
di Verità, di Generosità,
insomma di tutte le espressioni più nobili dell’animo umano.

Chi pretende di vivere il Teatro come mero gioco,
come svago o passatempo,
tradisce se stesso e questa antica Arte,
che è anche gioco, ma non solo;
chi si illude di fare Teatro per qualcuno o qualcosa, è lontanissimo dal Vero,
il Teatro si fa per se stessi,
per un’esigenza interiore fortissima che non può rimanere inascoltata,
solo così potrà tornare ad essere Sacro,
solo così potrà tornare a donare Senso alle nostre Vite,
risposte alle nostre continue domande,
pace alla nostra Anima tanto inquieta.

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“Non si recita per guadagnarsi il pane,
si recita per mentire , per smentirsi,
per essere diversi da quello che si è,
si recitano parti di eroi perché
si è dei vigliacchi, si recitano parti di santi
perché si è delle carogne,
si recita perché si è dei bugiardi fin dalla nascita,
e soprattutto si recita perché
si diventerebbe pazzi non recitando ”

(Edmund Kean)

Barbara

(immagini prese dal web)

Due Anni di “Tuttoilmondoateatro”

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Auguri al mio Blog,
che proprio ieri ha compiuto due anni.
E’ giovane ma sta crescendo nutrendosi di Teatro, Arte, Bellezza…
E poi Voi, anime preziose, che lo alimentate con la vostra Linfa ed Energia,
attraverso i commenti e i numerosi passaggi.
Grazie a tutti Voi,
a coloro che passano e lasciano una traccia,
ma anche a coloro che passano silenziosi e discreti,
la vostra energia si sente.
Grazie ai miei allievi,
continuate a leggermi,
a lavorare su voi stessi,
mai paghi di ciò che avete ottenuto,
perché è nulla in confronto a ciò che ancora ignorate…

Grazie per il sostegno e l’affetto, che sempre mi dimostrate,
allievi, avventori, amici del blog…
Grazie.

Vi lascio con una lezione di Teatro,
ho già dedicato a Mario Scaccia un post,
tratto da “La Verità Inventata”,
un testo ormai introvabile ,
in cui il Maestro parla del Teatro,
della sua carriera, del suo lavoro,
e della sua dedizione assoluta a questa Sacra Arte.

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Vi presento ancora un passaggio di questo testo,
dedicato al Mestiere dell’Attore,
al cammino che ogni allievo-attore deve compiere,
prima di poter salire degnamente, sulle tavole del palcoscenico:

“E’ indispensabile prima di affrontare il mestiere dell’attore,
mettere a punto il proprio strumento espressivo,
è Necessario cioè:

-Impostare la voce, imparando il processo respiratorio e l’emissione fisiologica
dei suoni,non dimenticando che la respirazione,
è il punto di partenza dell’espressione.

– Affinare la dizione perché la parola sia scandita senza tremolii,
e senza coloriture esteriori.

– Fare orecchio ai tempi e ai ritmi del discorso,
consapevoli del fatto che una lingua è, per chi recita, un sistema musicale,
che si evolve socialmente,
e grazie al quale si riesce a comunicare le nostre intenzioni.

– Addestrare il proprio temperamento, arricchendolo con letture ,
ascolto di musica, frequentazione di mostre e musei, chiese,
monumenti ,città famose,viaggi , esperienze di vita,
con tutto ciò che può affinare la nostra sensibilità.

– Arrivare a prendere contatto con se stessi,
sottoponendosi a una serie di esercizi correttivi,
fino ad arrivare al completo possesso del proprio comportamento fisico.

– Imparare a conoscersi , ad ascoltarsi, a vedersi;
ottenere in se stessi uno stato di sensibilità,
in cui si può provare quello che provano gli altri.

Lo studio per un attore non si esaurisce mai, il perfezionamento del lavoro e della sua espressione si affina ogni giorno,di mese in mese, di anno in anno,anche con la pratica del dietro le quinte,nella vita di compagnia,alle prove,ascoltando e vedendo gli altri compagni al lavoro…
Si diceva una volta che occorrono dai quindici ai venti anni di professione perché un attore possa dirsi tale…
Ma artista, un attore, se non lo è subito, non lo sarà mai!

L’Attore-Artista racconta se stesso non il personaggio.

L’Attore-Artista fa parlare i silenzi,non riferisce parole.

L’Attore-Artista non impara la parte: si fa possedere da quella.

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Meditate miei cari allievi , perché c’è molto su cui riflettere.

Barbara

(immagini prese dal web)

“Il Teatro è una Cosa Seria”

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Il Teatro “è una Cosa Seria”,
è Disciplina dell’Anima e della Mente,
vive di verità,
pretende Verità,
Umiltà di Pensiero,
nessuna Vanità è concessa all’Attante,
nessuna Menzogna è consentita, sul Palco e nella Vita, di chi pratica questa antica Arte.

Non esistono eccezioni,
non esiste Conforto o Consolazione,
solo grande sacrificio, e un cammino che è sempre in salita.

Non esiste una Meta,
perché il Teatro è il Viaggio,
viaggio dello Spirito,
peregrinazione dell’Anima ,
e nessuna Fine può e vuol essere contemplata.

Il Teatro è Scuola di Moralità,
Ora e Sempre…
Imparate dai vostri errori allievi,
siate Umili,
perché l’Umiltà è Virtù che smuove le montagne,
lavorate su voi stessi,
cambiate le vostre Vite, sciogliete i nodi della vostra esistenza,
senza scuse o giustificazioni vane,
e fatelo ora…

Guardatevi dentro costantemente,
esaminate le vostre azioni nella Vita e sulla Scena,
e riconoscete i vostri errori, con Coerenza e Rispetto per Il Rito,
che da millenni si compie sulle tavole del Palcoscenico.

Siate degni di salire su quelle Sacre Tavole,
perché ogni Spettacolo è un Dono,
non date nulla per scontato,
perché ogni Spettacolo è una Grazia, che dal Cielo, scende su di voi…

Ma siatene Degni…
Perché il Teatro è una Cosa Seria, e mai smetterò di ripeterlo.

Questo il mio Augurio per domani…

Barbara

(immagine presa dal web)