“Abbi pietà di me! Perdonami, se puoi”-Eugenio Montale , Lettere a Clizia- Parte Seconda-

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7 Febbraio 1935

“Darling,
dopo 20 mesi d’inferno , io vivo lottando tra il desiderio di finir tutto con un palla in testa e l’orrore di evitare che sia X a far questo, e negli ultimi sei mesi le cose sono giunte a un tale diapason da togliermi quasi la ragione e il fiato…(senza di te potrò forse vivere, ma di una vita così spenta , soffocata, umiliata, stritolata, che è una pietà pensarci, e potrei accettarla solo come una condanna di Dio.)

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Dovrei con una lealtà da Conte di Montecristo, dirti good-bye e spingerti fuori dalla mia vita ,dalla tua vita?
No…
Io debbo lottare con tutte le mie forze per averti e per restare vivo; debbo per forza chiederti ancora un po’ di fiducia …
Devi pensare alla vita di un uomo, che spesso non sa se provi paura truccata da lealtà o lealtà truccata da paura;
se è onesto o truffatore ; se è un delinquente o un mezzo santo.
E questa è la cosa peggiore: perdere totalmente il senso della propria unità , non sapere più se e come giudicarsi; non avere più la necessaria stima di se stesso.
Quanto tempo dovrà passare perchè un poco di pace torni in me?
Forse basteranno, con te , pochi mesi…”

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7 Maggio 1937

“Darling ,
forse credi che io respinga o non apra le lettere da New York?
Le ho tenute chiuse per due mesi , poi le ho aperte.
Io pensavo che attirarmi il tuo odio potesse essere un principio di soluzione , almeno per te.
Non che io possa sopportare il tuo disprezzo, ma ormai me ne sento così degno, che veramente la vita non ha più senso per me.
Non posso dirti che ti adoro, perchè se le cose stessero così, io avrei dovuto fare qualcosa per te e per me;
posso dire solo che sono anche io vittima di cose infinitamente più orride del prevedibile…Ma a cosa servirebbe?
Un giorno dovrò pur trovare il mezzo per punirmi.

Abbi pietà di me! Perdonami, se puoi.”

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Una lettera di Irma Brandeis a Eugenio Montale…

21 Febbraio 1935

“Se continuerò a pensare alla tua lettera non vorrò più rispondere, perciò devo scriverti ora,e in fretta .
Quello che scrivi mi ha profondamente addolorato.
Tu in realtà eri certo convinto di avermi spiegato tutto con chiarezza, ma in realtà non fosti chiaro in nulla.
Dicesti: dammi sei mesi per sistemare le mie difficoltà…
Anche un anno.
Una cosa facile a farsi.
Non mi avresti mai detto che sapevi quanto fosse impossibile…
Ecco la situazione:una donna isterica minaccia di uccidersi e in questo modo tiene in scacco la vita di due persone.
Una di queste decide di accettare la situazione, l’ altra , non ha scelta.
A quest’ altra può succedere qualunque cosa :
sarà sopportabile, purchè lei non minacci di uccidersi.

Purtroppo io ti amo,
ogni cosa che fai per farti male la fai anche a me.
Non posso sopportare questa nostra vita dolente e poco eroica, ridicola quasi, ma vedo che ormai è troppo tardi per porvi rimedio.

Non so cosa fare dopo questa lettera…
Ti amo;
e forse disprezzo quello che hai fatto, ma questo non cambia le cose.
Le soluzioni più ovvie , immagino,sono di piangerci su,scriverne o fare l’amore con un altro.
Perdonami se quanto ho scritto sembra non da me e orribile.
Il mio cuore ha preso a battere con un ritmo sgradevole, rapido e a fior di pelle.

Irma.”

(immagini prese dal web)