Il Teatro è “il Momento Presente”

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La mia lezione di oggi verterà sull’idea di Teatro, come atto che cade e accade nel momento presente,nessuno più di di Peter Brook ,potrà essere degno preludio alle mie parole…

Spero possiate apprezzare la bellezza di questo passaggio.

Da Peter Brook “La porta aperta”:

“Teatro come parola è così vaga da essere o priva di significato o da creare confusione quando una persona parla di un suo aspetto, e un’altra di qualcosa di assolutamente diverso.
E’ come parlare della vita .
Il termine è troppo grande per recare con sè un significato.
Il Teatro non c’entra con edifici,nè con testi, attori,stili o forme.
L’essenza del Teatro è contenuta in un mistero chiamato “il momento presente”.
“Il momento presente è sbalorditivo.
Come i frammenti spezzati di un ologramma, la sua trasparenza è ingannevole.
Quando questo atomo di tempo si apre ,l’interezza dell’universo è contenuta nella sua infinita piccolezza(…)
Adesso dobbiamo studiare da vicino cosa intendiamo per momento.
Certo, se potessimo penetrare la vera anima di un momento, scopriremmo che non vi è moto,che ogni momento è l’insieme di tutti i momenti possibili,e quello che chiamiamo tempo sarebbe scomparso.
Ma mentre procediamo verso l’esterno nelle zone in cui normalmente esistiamo, vediamo che ciascun momento nel tempo è collegato al momento precedente e a quello successivo, in una catena che non si scioglie mai.
Così in una rappresentazione teatrale siamo alla presenza di una legge ineluttabile.
Una rappresentazione è un flusso, che ha una curva in salita e una in discesa.
Per raggiungere un momento di profondo significato , abbiamo bisogno di una catena di momenti che incominci su un livello semplice e naturale , ci conduca verso l’intensità e poi ci riporti via.
Il tempo , che è così spesso un nemico nella vita , può anche diventare un nostro alleato, se capiamo come un momento pallido possa portare a un altro luminoso, e poi ancora a un momento di perfetta trasparenza , prima di ricadere di nuovo fino a diventare un momento di quotidiana semplicità”

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(immagini prese dal web, dall’alto il Teatro di Siracusa e il Teatro di Segesta)

Amor ch’a nullo amato…il mio nuovo Spettacolo

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(immagine presa dal web)

Sto lavorando, insieme alla mia Compagnia ,alla preparazione del nuovo Spettacolo che andrà in scena alla fine di Ottobre,il titolo è “Amor ch’a nullo amato,“citazione del verso 103 del V Canto dell’Inferno di Dante.

Spettacolo dedicato all’Amore, che vedrà impegnati i miei allievi su dialoghi e monologhi tratti dalla Letteratura , dal Cinema e dalla vita di incredibili artisti come Frida Kahlo, donna e pittrice dalla vita unica e intensa, che ricorderò in un monologo originale, (scritto cioè appositamente per la piece), proprio all’inizio dello Spettacolo.

Il mio percorso di Regista teatrale si ispira al Teatro povero di Grotowski, alla libertà e l’impegno civile del Living Theatre , la cui fondatrice, Judith Malina(insieme a Julian Beck) , ebbi la fortuna e l’onore di conoscere a New York, quando nel 2009 recitai nel loro Teatro storico, (che oggi purtroppo non esiste più), inaugurato da personalità del calibro di James Dean e Liz Taylor.
Ancora il mio lavoro in Teatro si avvale dell’insegnamento di un grande Regista contemporaneo come Peter Brook,dei suoi scritti vi consiglio “La porta aperta ” e “Lo spazio vuoto”, testi che ho adottato quest’anno ,come corso monografico, nella mia Accademia.

I miei spettacoli seguono un ordine emotivo…
Amo lavorare sugli attori, ai quali chiedo di affidarsi alle mie intuizioni, abbandonando ogni giudizio su se stessi, perchè desidero che siano liberi di esprimersi ,dentro l’idea che suggerisco loro…

Amo sperimentare nuovi modi di comunicare Teatro, perchè desidero che il mio pubblico esca dalla sala portando con sè una suggestione verbale o musicale su cui possa poi lavorare anche nella vita di tutti i giorni, perchè il Teatro è un’idea, non un luogo specifico, non è semplicemente palco e sedute, è quell’emozione vivissima che una voce e un gesto devono suscitare in colui che guarda e ascolta.

Ecco perchè il mio nuovo spettacolo vivrà di gesti e voci palpitanti,di una colonna sonora che sarà preludio e epilogo di ogni parola detta , perchè l’atto creativo si compia lì su quel palco, e poi nella vita di ciascuno dei miei spettatori…

Questa la mia idea,
il fine verso cui tendo,
con grande passione e umiltà,
che sono condizioni indispensabili per essere attori e registi oggi.

Vi lascio la Locandina dell’evento che si terrà a Roma, e come sempre, se qualcuno vorrà partecipare,potrà scrivere una mail a tuttoilmondoateatro@gmail.com,e avrà tutte le informazioni utili per assistere allo Spettacolo.

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Dimenticavo….
Prima dello spettacolo ci sarà la presentazione del piccolo libro estratto dal blog che presenterò come testo di studio per i miei allievi e per tutti coloro che saranno presenti all’evento:)

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(foto personali)

Ancora su Peter Brook e sul ruolo del regista

Il secondo testo di Peter Brook, che diverrà fonte di studio per i miei allievi , è “La porta aperta” di cui citerò un passaggio fondamentale circa il ruolo della regia e del regista.
Avendo ribadito più volte nei miei post la sovranità assoluta della regia , sono felice di poter portare a sostegno della mia tesi, la parola scritta di uno dei più importanti registi teatrali del secondo Novecento:

“Il regista deve avere chiaro ciò che chiamo, una “sensazione senza forma”, vale a dire un’intuizione potente ma indistinta che indichi il disegno di base, la fonte verso cui il testo chiama.
Quello di cui ha più bisogno, è di sviluppare il suo lavoro secondo un senso di ascolto,deve ascoltare internamente, ascoltare i movimenti segreti del processo nascosto.
E’ in nome di questo ascolto, che sarà perennemente insoddisfatto, continuerà ad accettare e respingere finchè d’ un tratto , le sue orecchie non udranno il suono segreto che attendevano, e i suoi occhi scorgeranno la forma interiore, che aspettava solo di comparire.(…)
Il lavoro è quello di un artigiano, non c’ è posto per false mistificazioni o metodi magici fasulli.
Il teatro è un artigianato.
Il regista lavora e ascolta.
Aiuta l’attore a lavorare e ascoltare.
Ecco la guida.
Ecco perchè un processo in costante mutamento non è un processo di confusione, ma di crescita.
Ecco la chiave.
Ecco il segreto.

Non c’ è possibilità di replica, perchè queste sono regole, prima attuate e poi fissate per iscritto.

Perchè il Teatro è artigianato, è pratica , è esercizio, è sacrificio…..

Perchè il Teatro è Sacro.