Ancora su “Donne al Parlamento”

Sono lieta di postare una recensione allo spettacolo “Donne al Parlamento”, redatta da un giovane spettatore che, con garbo e gentilezza, ha raccolto le sue impressioni in un breve articolo, che spero possa essere per lui, il primo di una lunga serie , in vista di una futura carriera da giornalista.

Lui è Giovanni Marchegianni, laureato in Storia Moderna e Contemporanea, iscritto al 1° anno Magistrale di Storia Contemporanea.
Degna di nota la sua Tesi di Laurea, “Gli Anarchici nell’Agro Pontino“,che ha già ottenuto consensi accademici importanti.

Grazie Giovanni, per la tua presenza e per la recensione che ci hai dedicato, e auguri per i tuoi studi!

“É necessaria una premessa: io non sono un critico d’arte né studio arte, quindi non posso dare (o avere) uno sguardo critico verso lo spettacolo ma, altresì, posso (e voglio) parlare delle impressioni.
Non si deve studiare per poter esprimere ciò che si prova quando si vede una forma di Arte come il Teatro.
Bello e divertente, ma soprattutto mai noioso.

Coniugare la bellezza al divertimento, oggi, é cosa rara, ma le due compagnie teatrali, quella del Cavaliere e quella delle Sibille, ci sono riuscite alla perfezione.
Non solo per la capacità di riadattare opere scritte più di duemila anni fa, ad un dialetto come il romano del primo ‘900, ma per la straordinaria bravura nel rendere attuali i dialoghi degli attori.

Ripetiamo: base ellenistica,dialetto romano del primo ‘900, e temi attuali, un’ unione di tali argomentazione è, a mio parere, la fortuna e la straordinarietà dell’opera teatrale.
Mi dispiace ma la mia recensione non vuole essere uno sterile panegirico, infatti ci sono stati punti di “non eccellenza”, che in nessuna maniera hanno compromesso l’ottimo risultato finale. Errori, sicuramente, dovuti alla poca esperienze degli attori, che hanno però sottolineato la naturalezza e la genuinità degli stessi.

Lo spettacolo è diviso in due parti: la prima dedicata a Trilussa e alle sue poesie mentre la seconda ad Aristofane, forse la prima parte può risultare un po’ “corta”, se paragonata alla seconda, ma è pur vero che proprio la parte dedicata al commediografo greco, tra le due, é quella più divertente,in cui i dialoghi esprimono pienamente la loro comicità.

Nel complesso un’opera ben pensata e costruita, tutta da gustare in soli ’45 minuti.
É un peccato non vederlo, e sarebbe un peccato non promuoverlo.
Il Teatro amatoriale o non professionistico, inconsciamente (o volutamente, forse), rimanda indietro nella storia, in un periodo in cui si vedevano i mali di un’Italia non perfetta, ma di cui si sottolineavano i più spontanei sentimenti di solidarietà, passione ed amore, quasi a voler compensare tutto ciò che di negativo si viveva.
In un idilliaco tempo che fu, un tempo fatto di attori come Mastroianni e Sophia Loren, indimenticabili nella loro cruda spontaneità.

Per questo si ringraziano la regista, Barbara Bricca, per aver montato e diretto tutto lo spettacolo,
e Ugo de Vita, per aver riadattato il testo Donne al Parlamento di Aristofane, mantenendo comunque una linea comica e divertente.

Infine non posso che ringraziare la Compagnia del Cavaliere e la Compagnia delle Sibille per lo spettacolo offerto.
Il cast è composto da:
Amalia,Leondina, Angela, Emanuela, Gabriele, Gaia, Liala, Lucia, Maria Teresa, Mario,Paola, Michele, Katia, Paolo.”