I Miei Auguri Teatrali di Buon Natale

Anche per questo Natale,
i miei auguri passano attraverso il Teatro,
attraverso un classico del Teatro,
“Natale in casa Cupiello”,
una commedia incredibilmente moderna,
ironica,intensa, ricca di quei buoni valori,
che Luca Cupiello incarna magnificamente…

Quello che vi propongo, è il momento della “Lettera”,
scritta , come ogni anno, da Tommasino alla sua mamma,
che diverrà momento di comicità esilarante e feroce.

Auguri di cuore ,
Buon Natale carissimi amici del Blog,
grazie per la vostra presenza, sempre gentile, intelligente e luminosa ,
grazie perché siete sempre di più,
e non credevo che un Blog di Teatro potesse essere amato e seguito,
come voi mi state dimostrando.

Questo Blog è luogo di Bellezza e Cultura ,
ed è vostro quanto mio…

Buon Natale di Bellezza e Cultura anche ai miei allievi,
tornerò presto con un post di fine anno,
che vi aiuterà a comprendere sempre meglio,
il cammino che avete intrapreso ,
e vi sosterrà per le scelte future che farete.

Vi abbraccio tutti , sempre nella mia Idea di Teatro.

Buon Natale,

Barbara

I miei Auguri “Teatrali” di Buon Natale

Auguri di Buon Natale a tutti voi, allievi, amici, appassionati del Blog…

Per me il Natale , da anni , è scandito da un rituale,
la visione di un’opera di Eduardo De Filippo, che ritengo un capolavoro assoluto :

“Natale in Casa Cupiello”.

Vi consiglio di vederla interamente,
per apprezzare la grandezza della scrittura e dell’interpretazione di Eduardo ,
di Luca, e di tutta la sua Compagnia,
e vi abbraccio tutti,
augurandovi ancora un Sereno Natale 🙂

Barbara

Pirandello ovvero il” Teatro della Tortura”

Il Teatro di Pirandello è dimensione Metafisica e Sublime, come cristallo riflettente purissima luce, le luci delle tavole che ospitano i suoi Drammi, riflettono tutte le sfumature cromatiche dell’animo umano.

Personaggi-Persone, che si muovono sul palco e sotto di esso, colmi di una Verità vera, non presunta, più veri del vero, abbattono senza paure la Quarta Parete, chiedono a gran voce che quella Verità si dica, si gridi,che il processo ai fatti, venga celebrato senza sconto di pena:

“L’esistenza pesa su di essi come un carico di cui non possono disfarsi.
Essi cercano una ragione che non trovano e una maniera per uscire colpevoli e incolpevoli(o colpevoli solo del loro esistere) dalla prigione dei fatti.”

(Giovanni Macchia)

E i fatti divengono prigione dell’anima, momento immortale di una vita troppo mortale, mentre il Dramma si compie…
Vittime e carnefici tutti i presenti, Personaggi…Attori…Spettatori.

Una giostra emotiva, un gioco delle parti in costante mutamento,perchè nessuno è esente dall’essere torturato dalla parola pirandelliana, anche il povero avventore capitato ad assistere alla rappresentazione , seduto nel velluto rosso della sua poltrona , dovrà essere sottoposto a giudizio, dovrà esaminare la sua coscienza sotto le luci di quel palcoscenico.

“Pirandello non ci lascia mai andare a letto tranquilli.
Egli non richiede dallo spettatore nè il consenso , nè l’ammirazione, nè l’entusiasmo retorico e rassicurante.
Richiede invece che il dubbio installi in noi le sue profonde radici,fino al punto ch’esso scoppi nel dissenso o nel rifiuto.
Lo spettatore del più nero teatro tragico, in cui chi peccò è inesorabilmente colpito dal destino che ha meritato , ritorna a casa come pacificato.
Lo spettatore pirandelliano è visitato da malessere, irritato.
(…)
I personaggi pirandelliani non hanno alcuna posterità.
Calato il sipario sono veramente morti , il teatro è il luogo della loro reincarnazione e della loro morte.
Nati altrove , fuori dal Teatro, vi sprofondano per sempre , una volta che la rappresentazione è finita .
Hanno bruciato se stessi in una deserta ansia d’eternità…
E un senso di vuoto, di esistenziale tristezza prende lo spettatore che abbandona quel Teatro…”

(Giovanni Macchia)

Nessuna certezza o consolazione per chi va e chi resta,
solo un grande desiderio di guardare in faccia la Verità, e gridarla contro chi quel grido deve soffocare, con le sue regole, il suo perbenismo sterile e antico…

Proprio come Ciampa, protagonista del Berretto a Sonagli, nel video magnificamente interpretato da Eduardo De Filippo…

Come tutti noi, Personaggi in cerca di un autore, a cui poter gridare la nostra Verità.

Eduardo “Vincenzo de Pretore”

Una commedia straordinaria di Eduardo De Filippo,datata 1957,registrata in audio da Eduardo stesso.

Eduardo prende spunto, come sempre nei suoi lavori, da fatti realmenti accaduti,che segnano per sempre la sua coscienza di uomo e scrittore.

Vincenzo è un mariuolo, un ladro,che tenta di trovare riscatto nell’Aldilà, dopo aver trascorso una vita di stenti.

E’ Dio stesso che, ascoltato il ragazzo, pretende di farlo restare in Paradiso a dispetto di Santi e Beati, che non si fidano del ladruncolo penitente.

Splendida interpretazione, dolcissima e struggente,un impegno civile quello di Eduardo, che sempre ha restituito al Teatro il suo compito di educare i cuori, e portare con sè un messaggio di civiltà, e di speranza per il mondo.

“Voglio dire che tutto ha inizio da uno stimolo emotivo,reazione ad un’ingiustizia,sdegno per l’ipocrisia mia ed altrui,ribellione contro leggi superate o anacronistiche con il mondo di oggi…
Se un’idea non ha significato ed utilità sociale, non mi interessa lavorarci sopra.”

Massimo Troisi,”L’ultimo Pulcinella”

Un omaggio ad un artista vero, e talentuoso,
Massimo Troisi(1953/1994).

Maschera tragica e comica, una voce unica e particolarissima,volgarmente nasale potremmo dire, ma capace di modularsi magnificamente sulle intenzioni da comunicare.

Un esordio parrocchiale da ragazzo con “La smorfia” , (accanto a lui, Enzo de Caro e Lello Arena), poi il cinema,”Ricomicio da tre”, “Scusate il ritardo”,e l’affermazione definitiva come regista e attore.

Insieme a Roberto Benigni nel 1984 il grande successo con “Non ci resta che piangere” .

Degno di nota il suo “Pulcinella ” nel film di Ettore Scola “Il viaggio di Capitan Fracassa del 1991,un’interpretazione dolcissima e struggente, in dialetto napoletano, suo orgoglio e suo tallone d’Achille, perchè qualche illustre critico lo pungeva sul vivo, dicendo che il suo dialetto era incomprensibile per il pubblico.
Massimo è stato l’erede del napoletano borbonico di Eduardo,tanto che il suo Pulcinella è stato spesso paragonato a quello di Eduardo , anche se Massimo , dimostrando umiltà e intelligenza, non si è mai voluto paragonare al grande maestro.

Il video che vedrete è tratto da uno dei suoi ultimi film, “Pensavo fosse amore invece era un calesse” del 1991:
una radiografia esatta dei rapporti di coppia moderni e della loro fatale fragilità e caducità.
Un dialogo tragicamente divertente tra i due mancati sposi(Massimo Troisi e Francesca Neri), che si ritrovano il giorno del loro matrimonio, a dirsi la verità davanti a un caffè, in uno dei tanti bar di Napoli.
Splendida la colonna sonora,il brano è “Quando Quando” di Pino Daniele.

Che dire…
Massimo ci ha lasciato, con la sua breve vita, una grande eredità umana e artistica.