“Tutta la Vita in un Tono” – Seconda Parte-

Polyphony

Essere Voce,
Essere le nostre Parole,
Essere sempre e tutto nelle nostre Parole,
perché siamo nati per “suonare” vocali e consonanti,
per riempire questi fonemi di Senso,
del nostro Senso ,
perché le Parole hanno infiniti Significati,
tanti Significati per quante Anime abitano questo Mondo,
perché la Parola è Portale,
è Varco Metafisico verso l’Oltre,
e L’Oltre è dentro di noi, nelle profondità dell’Anima,
nel nostro “Secondo Cuore “, che è il Diaframma.

Il Diaframma, questo piccolo muscolo, a forma di Cuore,
è davvero il Centro della nostra Vita Emotiva,
è posto al Centro del nostro Corpo,
collegato alle nostre vertebre, al nostro stomaco,
non è solo e semplicemente elemento indispensabile alla respirazione,
ma strumento potente, per far vibrare le nostre corde emotive ,
e tradurle “Voce” , e quindi Volume, e quindi Gamma Tonale.

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Tutta la mappa delle nostre Emozioni,
è incisa in queste fibre muscolari,
i nostri nodi esistenziali,
le nostre ferite primordiali ,
le nostre lacrime -che ci tolgono il respiro a volte-
le nostre gioie -che si traducono in gridi di gioia-
i lutti,
gli abbandoni,
tutto è scritto e impresso, indelebilmente, nel Secondo Cuore,
che palpita , che incamera Aria e Vita, costantemente .

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Allora per iniziare a “dire realmente “,
a comunicare Verità,
è necessario essere consapevoli di questo straordinario strumento,
che è dentro ciascuno di noi,
che aspetta di essere utilizzato per emettere suoni nuovi,
intrisi di Aria e quindi di Vita.

Una nuova Voce nascerà, su nuovi volumi,
e su una scala tonale infinitamente ricca e preziosa,
e sarà un’eco di quella “Vera Voce”,
che nel tempo, e con grande lavoro ed esercizio,
diverrà sempre più piena e armonica,
espressione sicura di noi stessi,
sul Palco,
e poi nella Vita di tutti i giorni.

Barbara

(immagini prese dal web)

“Parola e Gesto: La Meta dell’Essere – Parte Seconda -“

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“Noi siamo le nostre Parole,
Noi siamo i nostri Gesti”

Sul palco si entra in una dimensione metafisica,
che ci chiede di essere costantemente in contatto con noi stessi,
con la parte più profonda ed eterna di noi.

Le parole e i gesti costituiscono tecnicamente il personaggio,
(che altro non è se non un carico di parole e gesti),
ma sono solo gusci vuoti,
forme , linee, suoni,
che pretendono di vivere, attraverso il nostro corpo e la nostra voce,
vivere la loro “Vita Drammatica”.

Ed ecco che l’attore è chiamato al compito più arduo,
mantenere viva sulla scena una certa “Tensione Drammatica”
Ma come definire la “Tensione Drammatica”?

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E’ Energia,
pura Energia,che scorre dentro noi ,
incessantemente dal momento in cui entriamo in scena,
è forza, che sostiene i nostri movimenti,
è respiro, che carica aria nei nostri polmoni e poi giù fino al diaframma ,
e diviene voce , e diviene fonema ,e diviene suono ,
che non è mai semplicemente suono ma vibrante sentimento,
è tempo-ritmo, nell’alternanza del gesto e della parola,
è intenzione, che si rapprende in noi e diviene poi estensione del nostro Essere,
per arrivare a toccare l’Altro,
per arrivare a comunicare ciò che realmente siamo ,
tutta la nostra complessità,
le molteplici sfaccettature del nostro Essere,
perché non siamo mai una cosa sola,
è illusione pensarci in un unico modale,
siamo centomila,
e nell’accettazione di questa molteplicità, dobbiamo tendere all’Unità,
far convivere in Armonia tutte queste parti,
perché dall’Armonia nasca poi Bellezza,
e dalla Bellezza,
L’Arte nella sua forma Sublime ed Eterna.

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Tutto questo è “Tensione Drammatica”
tutto questo è “Tensione dell’Essere”,
“La Meta del nostro Essere”,
il fine verso cui tutti noi tendiamo,
che passa attraverso le nostre parole e i nostri gesti,

Il Teatro lo insegna ,
nella sua nobile pratica,
dobbiamo solo seguire la strada che ci indica ,
ricordarci del valore assoluto che ogni parola e ogni gesto possiede,
e donare noi stessi,
comunicare noi stessi in quei respiri,
in quei movimenti,
perché ogni parola e ogni gesto divengano un “sì ” perenne alla Vita.

Barbara

(immagini prese dal web)