“Ecce Deus fortior me”-Il Primo incontro tra Dante e Beatrice

La “Vita Nova”,
una Vita Rinnovata e Rigenerata nell’Amore,
è questo il primo scritto attribuito all’Alighieri e datato intorno al 1292,
si compone di liriche(Sonetti, Ballate e Canzoni),
che si alternano a momenti in prosa,
intesi come esegesi , e quindi come analisi,
commento e interpretazione, della materia poetica.

Centro dell’intero componimento è la figura di Beatrice,
Donna-Angelo ,Donna-Amore,
Deità, Divinità ,
Alfa e Omega dell’intera Vita Spirituale di Dante,
specchio di Virtù e Beatitudine,
Signora dell’Anima e del Cuore di Dante,
nata non da uomo mortale,
ma figlia del Cielo stellato, e del Dio che lo abita.

Dante la incontra per la prima volta all’età di Nove anni,
e il numero 9 diverrà simbolo teologico potentissimo,
evocazione della presenza di Beatrice,
quadrato del numero 3 , distintivo della Santissima Trinità,
eco della Matrice Divina della fanciulla amata.

[4]Apparve vestita di nobilissimo colore umile e onesto sanguigno,
cinta e ornata a guisa che alla sua giovane etade si convienia.
In quel puncto dico veracemente che lo spirito della vita ,
lo quale dimora nella segretissima camera del cuore,
cominciò a tremare sì fortemente,
che apparia nelli menomi polsi orribilmente;
e tremando disse queste parole:
“Ecce deus fortior me ,
qui veniens dominabitur michi!”
(Ecco il Dio più forte di me, che al suo arrivo diverrà mio padrone)(…)
D’allora innanzi, dico che Amore
segnoreggiò la mia anima(…)
Elli mi comandava molte volte che io cercassi
per vedere questa angiola giovanissima;
onde io nella mia pueritia molte volte l’andai cercando,
e vedeala di sì nobili e laudabili portamenti,
che certo di lei si potea dire quella parola del poeta Homero:
Ella non parea figliuola d’uomo mortale, ma di Dio(…)

(Continua…)

(immagini prese dal web, Beatrice è dipinta da Dante Gabriele Rossetti)