Marilyn e PierPaolo…due Stelle per me

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So che l’accostamento Marilyn Monroe e PierPaolo Pasolini può sembrare bizzarro e inusuale, ma se avrete tempo per leggere il post, capirete perchè questo parallelismo.

Nel mese di Settembre ed Ottobre, porterò in scena due serate dedicate a questi straordinari artisti,entrambi gli spettacoli hanno debuttato nella scorsa stagione, ed entrambi hanno ottenuto consensi di critica e pubblico.

Il Mio Pasolini, sarà un tributo all’uomo e al genio, ripercorrerò le tappe più significative della sua vita spirituale ed artistica, dalla Poesia al Cinema alla Letteratura , con monologhi inediti scritti appositamente per la piece, tra tutti il monologo di Laura Betti, eternamente innamorata di PierPaolo , che racconterà la sua passione mai corrisposta, con forza e verità.
Accanto a me i miei allievi,che reciteranno momenti della sua vita e della sua poesia.

Il Mio Marilyn sarà un omaggio alla grazia , alla fragilità e alla Bellezza della indimenticabile Diva, un lungo monologo racconterà la sua storia di donna, prima che di attrice e sex-simbol , come lei stessa avrebbe voluto, per conoscere Norma Jeane ed imparare ad amarla, per comprendere Marilyn e le sue scelte artistiche e personali ,conseguenze inevitabili della vita “del Personaggio”.

Chiunque avesse desiderio di assistere alle serate può scrivermi, ed avrà tutte le informazioni necessarie.

Vi lascio con due poesie, una lirica di Marilyn, ed un accenno della poesia scritta da PierPaolo e dedicata a Marilyn, che consiglio a voi tutti di cercare e leggere nella versione integrale, per apprezzare la tenerezza con cui il grande poeta, ci consegna il ritratto della donna più bella e desiderata, del cinema americano.

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“Trentacinque anni vissuti con un corpo estraneo
trentacinque anni
con i capelli tinti
trentacinque anni come un fantoccio.
Ma io non sono Marilyn
io sono Norma Jeane Baker
perchè la mia anima vi fa orrore
come gli occhi delle rane dei fossi?”

(Marilyn Monroe)

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“Del mondo antico e del mondo futuro
era rimasta solo la bellezza, e tu,
povera sorellina minore,
quella che corre dietro i fratelli più grandi,
e ride e piange con loro,per imitarli,
tu sorellina più piccola,
quella bellezza l’avevi addosso umilmente ,
e la tua anima di figlia di piccola gente,
non ha mai saputo di averla,
perchè altrimenti non sarebbe stata bellezza.

Il mondo te l’ha insegnata,
così la tua bellezza divenne sua.
Del pauroso mondo antico e del pauroso mondo futuro
era rimasta sola la bellezza, e tu
te la sei portata dietro come un sorriso obbediente.
L’obbedienza richiede troppe lacrime inghiottite,
il darsi agli altri,troppi allegri sguardi
che chiedono la loro pietà. Così
ti sei portata via la tua bellezza

(…)

Ora sei tu ,
quella che non conta nulla, poverina , col suo sorriso,
sei la prima oltre le porte del mondo
abbandonato al suo destino di morte.”

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( Poesia per Marilyn di PierPaolo Pasolini)

Pasolini

“Non andare avanti” un pensiero di Ennio Flaiano

Avendo citato il saggio sull’Umorismo di Pirandello, non posso non ricordare un grande umorista,drammaturgo, sceneggiatore,critico cinematografico,scrittore e giornalista ,quale è stato Ennio Flaiano.

Di seguito, un suo pensiero sul Teatro, che riporto con grande piacere, e presto un post completamente dedicato al suo genio.

Fatemi sapere se vi piace, e siete interessati ad approfondire l’argomento.

“Non andare avanti…

Bisogna tornare ai fondali di carta , alle porte che non chiudono, al suggeritore sotto la cupola, alle luci di ribalta, alla sonaglieria della carrozza in arrivo.
Bisogna vedere un pezzetto di pompiere tra le quinte.
E all’alzarsi del sipario, due camerieri spolverano i mobili e parlano dell’antefatto.

Lasciate andare avanti il cinema, avido di cose reali…
Il Teatro deve essere falso e affascinante.
Nel Teatro si ritrovano i simboli delle cose perdute di vista.”

(dal Diario degli Errori)

Amore, Assurdo Amore…

romeo e giulietta

La prossima settimana riprenderò le lezioni di Teatro con i miei allievi , e subito inizieremo le prove per il prossimo spettacolo, che andrà in scena ad Ottobre, uno spettacolo completamente dedicato all’Amore, questo nobile sentimento, cantato da poeti e scrittori , che è croce e delizia degli uomini e le donne di ogni tempo.

Lo spettacolo sarà un susseguirsi di dialoghi e monologhi, tratti dalla Letteratura Teatrale , dalla poesia, e dal cinema.
Uno spettacolo-collage per meglio definirlo , che vivrà di suggestioni nate dalle parole e dalla musica, che vedrà in scena personaggi come Frida Kahlo, Sibilla Aleramo, Virginia Woolf, Il Maestro e Margherita..
E poi la Poesia…i versi scintillanti di Alda Merini, Shakespeare, Cesare Pavese, Fernando Pessoa, Dante…

Tanta materia incandescente pronta ad essere trasformata in oro prezioso…

Sarà un lavoro impegnativo, ma come attrice e regista dello spettacolo vedo già il risultato finale , che sarà, come sempre, straordinario e in grado di emozionare non solo il pubblico , ma anche tutti coloro che saranno sul palco, cioè i miei allievi insieme alla sottoscritta.

Perchè, come già ho spiegato nei precedenti post, il mio Teatro, è diverso da qualsiasi altra forma di Teatro.
I miei allievi non sono soggetti passivi, vengono educati da me alla Regola del Teatro, e dopo aver assimilato la tecnica recitativa , sono chiamati ad andare in scena per incontrare il pubblico, in spettacoli veri e propri, non in saggi di fine anno che ,spesso e volentieri, umiliano chi li fa e chi li guarda.

Il teatro è un gioco serissimo, non smetterò mai di scriverlo e di ripeterlo a tutti coloro che frequentano le mie lezioni, bisogna divertirsi e sperimentare, ma al momento opportuno bisogna anche diventare serissimi, perchè andare in scena è come tuffarsi da un trampolino altissimo, hai bisogno di una tecnica precisa per impattare con l’acqua senza farti male.

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I miei allievi imparano la tecnica , e poi quando ritengo siano pronti, mi prendo la seria responsabilità di portarli in scena, facendogli attraversare i confini del Reale per immergersi nell’Arte, nella dimensione di oblio, abbandono e assoluta meraviglia, che al Teatro appartiene….
E’ come rinascere a nuova vita, l’anima si libera da ogni costrizione e condizionamento, su quel palco si è in grado di sentire cose che nella vita reale mai giungerebbero a toccarci…

Chi inizia a fare Teatro non può più farne a meno, questo mi ripetono spesso i miei allievi , entusiasti del percorso che ogni anno propongo loro.

Proprio per darvi un’idea , vi regalerò qualche riga del monologo iniziale del prossimo spettacolo, già assegnato alla mia allieva Paola, che sono certa non ne avrà a male, se lo condividerò anche con i miei lettori.

“C’è qualcosa di più assurdo dell’Amore?
Se lo godiamo fino all’ultimo, subito ce ne stanchiamo;
se lo teniamo alto per ricordarlo senza rimorsi, un giorno rimpiangeremo la nostra sciocchezza e viltà,
di non aver osato…
L’amore non chiede che di diventare abitudine, vita in comune, una carne sola di due, e appena è tale è morto…
a pensarci c’è da diventare matti…”

Il resto lo ascolterete a Teatro, se vorrete;)

“Otello”ovvero “D’ Amor si Muore”

Tragedia per antonomasia, della gelosia, dell’inganno, dell’illusione e della mistificazione, dell’amor desiderato, vissuto e poi distrutto…tragedia di un uomo, di tutti gli uomini, che cadono vittime delle loro fragilità e delle macchinazioni del Male, come “Spirito che sempre nega” citando il Faust di Goethe.

Shakespeare la compose tra il 1602 e il 1604, prendendo a modello una fabula antica, la settima novella della terza decade del nuovo Decamerone , in greco Hecatommithi,che Giovan Battista Giraldi Cinthio , vissuto a Ferrara presso la corte estense, pubblicò nel 1565.

“(…)Lo scelerato alfiero, non curando la fede data alla sua moglie, nè amicizia, nè fede,nè obbligo avesse al Moro, s’innamorò di Disdemona ardentissimamente, e voltò tutto il suo pensiero a veder se gli poteva venir fatto di godersi di lei(…)”

(Hecatommithi di Cinthio)

Quindi l’amore dell’Alfiero per Disdemona , cioè l’amore di Iago per Desdemona nella versione di Shakespeare , il motivo scatenante del dramma..

Amore che Iago non rivelerà mai…ma che diverrà, nel momento in cui non corrisposto , motivo di odio , di acerbissimo odio nei confronti della bellissima fanciulla, che sarà destinata alla morte , per mano del fragile seppur fortissimo , Otello.

E’ il Male che insinua il dubbio, il sospetto divorante nella mente e nel cuore di Otello…Iago è spirito di negazione e distruzione, invidia e odio i suoi compagni fraterni, nessuna possibilità per lui di riscatto o redenzione , unica la strada scelta, perchè il Male faccia sempre più Male…

Il video propone la visione della scena dell’assassinio di Desdemona , che morendo porterà con sè, nella tomba, la Verità. Lei che il tempo del dramma altro non ha fatto, se non credere che la Verità è una, e non può essere negata, nè nascosta, nè plasmata.

Protagonista della scena Orson Wells, che interpreta magnificamente Otello; Suzanne Clotier è Desdemona , poetica e eterea la sua prova d’attrice.
Ho scelto di proporlo in inglese per farvi ascoltare la musicalità del testo, pura poesia, che diviene teatro nel momento della messa in scena.
Consiglio la visione dell’intero film, che fu diretto dallo stesso Orson Wells nel 1952.

A morire insieme alla dolce Desdemona è la Verità stessa, che verrà portata alla luce solo a delitto avvenuto, colpendo, come lama affilata, il cuore dell’assassino Otello…

Ma come da copione, sarà ormai tardi….troppo tardi…

“Oh Capitano , mio Capitano…è forse un sogno che sei morto padre caro?”

Proprio ieri nel mio post, citavo la tragica fine di un grande poeta, Cesare Pavese, che si tolse la vita nell’agosto del 1950.

Stamattina ho appreso, con sgomento, la notizia del suicidio di Robin Williams…

Era un attore immenso…risiede nell’Olimpo dei dieci attori più talentuosi dell’ultimo secolo, insieme a De Niro, Al Pacino e pochi altri talenti indiscutibili.

Maschera tragica e comica, capace di emozionare e far piangere in pellicole come “L’Attimo Fuggente , Patch Adams, Aldilà dei sogni”
e poi, come acrobata esperto , capace di donare sorrisi e avventure a grandi e piccini, con “Mrs Doubtfire e Hook Capitan Uncino”.

Negli ultimi anni, era stato pressochè dimenticato dalle produzioni più importanti di Hollywood.
Lo vidi qualche settimana fa in un piccolo cameo di un film intitolato “The face of love”, poche inquadrature e poche battute, per un attore che avrebbe meritato, sempre e comunque, un protagonismo assoluto…

Ma il cinema è così…

Può averti acclamato anche imperatore, ma basta un giro di ruota perchè tutto cambi…e tutto sia divorato dall’oblio…

Quell’oblio che diviene abbandono…e solitudine …fisica e mentale…ed è nella solitudine, che l’anima si ammala e muore…

Ma attori come lui, noi poveri mortali, non li dimenticheremo, soprattutto guardando al panorama artistico attuale, così deludente.

“Oh Capitano mio Capitano”….

Voglio ricordarlo come l’insegnante stravagante ma portatore di bellezza e verità , dell’Attimo Fuggente,un uomo capace di sfidare le convenzioni sociali e il perbenismo ipocrita, della classe borghese di quel tempo e di ogni tempo…un insegnante che aiuta i propri allievi a guardarsi dentro , con meraviglia e stupore, lasciandosi travolgere da quella luce fortissima che ogni anima , quando ben guidata, è in grado di rivelare.

“Oh Capitano, mio Capitano
il nostro viaggio tremendo è finito
la nave ha superato ogni tempesta
l’ambito premio è vinto
il porto è vicino
odo le campane…

Ma o cuore!cuore!cuore!

Rosse gocce sanguinanti sul ponte
dove è disteso il mio capitano
caduto morto, freddato.

Oh Capitano , mio Capitano
alzati e ascolta le campane
chiamano te le masse ondeggianti,i volti fissi impazienti..

Oh Capitano , mio Capitano
è forse un sogno che sei morto padre caro?”

(Walt Whitman)

Arrivederci Capitano….

Massimo Troisi,”L’ultimo Pulcinella”

Un omaggio ad un artista vero, e talentuoso,
Massimo Troisi(1953/1994).

Maschera tragica e comica, una voce unica e particolarissima,volgarmente nasale potremmo dire, ma capace di modularsi magnificamente sulle intenzioni da comunicare.

Un esordio parrocchiale da ragazzo con “La smorfia” , (accanto a lui, Enzo de Caro e Lello Arena), poi il cinema,”Ricomicio da tre”, “Scusate il ritardo”,e l’affermazione definitiva come regista e attore.

Insieme a Roberto Benigni nel 1984 il grande successo con “Non ci resta che piangere” .

Degno di nota il suo “Pulcinella ” nel film di Ettore Scola “Il viaggio di Capitan Fracassa del 1991,un’interpretazione dolcissima e struggente, in dialetto napoletano, suo orgoglio e suo tallone d’Achille, perchè qualche illustre critico lo pungeva sul vivo, dicendo che il suo dialetto era incomprensibile per il pubblico.
Massimo è stato l’erede del napoletano borbonico di Eduardo,tanto che il suo Pulcinella è stato spesso paragonato a quello di Eduardo , anche se Massimo , dimostrando umiltà e intelligenza, non si è mai voluto paragonare al grande maestro.

Il video che vedrete è tratto da uno dei suoi ultimi film, “Pensavo fosse amore invece era un calesse” del 1991:
una radiografia esatta dei rapporti di coppia moderni e della loro fatale fragilità e caducità.
Un dialogo tragicamente divertente tra i due mancati sposi(Massimo Troisi e Francesca Neri), che si ritrovano il giorno del loro matrimonio, a dirsi la verità davanti a un caffè, in uno dei tanti bar di Napoli.
Splendida la colonna sonora,il brano è “Quando Quando” di Pino Daniele.

Che dire…
Massimo ci ha lasciato, con la sua breve vita, una grande eredità umana e artistica.