In Scena : “La Locandiera”

Un invito a Teatro,
per rivivere le Emozioni di un classico della Letteratura Teatrale Italiana,
“La Locandiera ” ,
in una riduzione puntuale e attenta che,
Lunedì Prossimo 25 Settembre ,
andrà in Scena in anteprima a Roma.

Un Atto Unico , della durata di cinquanta minuti:
in Scena , con ironia e grande energia ,
torneremo a dar voce a Personaggi immortali,
come Mirandolina, astuta Locandiera ,
che seduce tutti gli avventori della sua Locanda,
tutti , tranne l’Illustrissimo Cavaliere di Ripafratta,
che ha in odio le donne e che davvero ” non le può vedere”.

E allora ha inizio la schermaglia amorosa tra i due ,
sotto gli occhi del Povero servitore Fabrizio ,
innamorato della sua padrona e geloso del bel Ripafratta,
che la sua padroncina non smetterà di tentare,
sin quando non cadrà nella sua rete.

Il Ritmo della rappresentazione è serrato,
il tempo kronos è scandito dai monologhi di Mirandolina,
che ,ammiccando e ridendo ,
coinvolge il pubblico, confidandogli i suoi pensieri più segreti,
per renderlo partecipe e testimone del suo piano, e della vittoria finale…

In scena insieme a me,

Guido Del Vento(Cavaliere di Ripafratta),

Gabriele Planamente (Fabrizio)

Francesca Rasi (Maddalena Marliani)

Vi aspetto con gioia,
per condividere un momento di Grande Bellezza…
Per informazioni vi lascio come sempre la mia mail:

tuttoilmondoateatro@gmail.com

Barbara

(immagini personali, foto tratte dalle prove, Barbara Bricca e Guido Del Vento)

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La Mia “Locandiera”

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Questo post segna un punto di arrivo e di partenza per me…
Finalmente porto in scena, dopo studi e ricerche , il Capolavoro di Goldoni “La Locandiera“.

Lo spettacolo sarà un omaggio al genio del Commediografo veneziano, che ha riformato il Teatro italiano, che ha restituito a tutti gli attori, dignità umana e sociale.

La cornice romana, che accoglierà la Piece, sarà incantevole, e la musica del Quartetto di archi che mi accompagnerà, sulle note di Vivaldi, renderà il tutto ancora più prezioso.

L’evento sarà una serata unica, venerdì 28 Novembre.
Chiunque abbia desiderio di avere maggiori informazioni, può scrivermi all’indirizzo tuttilmondoateatro@gmail.com.

Vi lascio con un aforisma di Eduardo De Filippo, che ben spiega il senso più profondo del Mestiere dell’Attore e del Teatro:

“Il Teatro è il racconto della lotta, che l’uomo sostiene ogni giorno, per dare senso alla propria vita”

“La Locandiera”,ovvero l’Amor e le sue Arti

Ancora una prospettiva sul sentimento amoroso, a parlare è uno dei Personaggi femminili più brillanti e intriganti della Storia della Letteratura teatrale.

Lei è Mirandolina, protagonista de “La Locandiera” composta da Carlo Goldoni, riformatore del Teatro italiano(a cui dedicherò un post particolare) nel 1747.

Lascerò che Goldoni stesso descriva la sua commedia:

“Fra tutte le commedie da me sinora composte, starei per dire essere questa la più morale, la più utile, la più istruttiva.
Sembrerà ciò essere un paradosso a chi soltanto vorrà fermarsi a considerare il carattere della locandiera, e dirà anzi non aver io dipinto altrove una donna più lusinghiera, più pericolosa di questa.
Ma chi rifletterà al carattere e agli avvenimenti del Cavaliere, troverà un esempio vivissimo della presunzione avvilita,ed una scuola che insegna a fuggire i pericoli, per non soccombere alle cadute.”

Commedia che parla d’Amore, amor temuto, sofferto,ingannato, rinnegato e ricercato…

Nel video proposto un monologo di Mirandolina (Atto Primo, Scena Nona)interpretato dalla bravissima Carla Gravina,monologo che è un Inno alla Donna , alle sue arti di seduzione, alla sua intelligenza e furbizia.
Inno ad una donna forte e indipendente, che vive del suo lavoro onestamente, ed è incapace di comprendere gli uomini dal cuore di pietra come Il Cavaliere di Ripafratta,che ha in odio le donne, forse per timore,autentico timore di innamorarsi.
Ed è per questo che la bella Mirandolina decide che è giunto il momento di insegnare a quel burbero Cavaliere, quanto travolgente e potente, possa essere il sentimento amoroso,usando tutta la sua femminilità per sedurlo e conquistarlo.

Il Monologo è recitato con tecnica perfetta da una delle attrici più importanti del nostro Teatro.

A tutti consiglio la lettura del testo goldoniano, e la visione dell’intera commedia , ricordando insieme alla Gravina, un’altra Locandiera, Valeria Moriconi, straordinaria signora della nostra Scena.

“L’Umorismo” di Luigi Pirandello

L'umorismo

Luigi Pirandello non ha bisogno di speciali presentazioni; credo sia con Carlo Goldoni , il drammaturgo più noto, entrambi innovatori del Teatro rispetto al secolo in cui sono vissuti.

Pirandello fu un intellettuale prolifico : romanzi, saggi, novelle, poesie, lavori teatrali, tutto ciò che poteva esser scritto dal suo genio, è stato scritto.

Tra questi capolavori , vorrei oggi segnalare agli allievi, e agli appassionati del mio blog, un libello , scritto nei primi anni del Novecento e pubblicato per la prima volta nel 1908, dal titolo “L’Umorismo”.

Il testo è suddiviso in due sezioni; nella prima Pirandello descrive una vera e propria storia della Letteratura Umoristica Italiana ed Europea, nella seconda invece si sofferma sui caratteri, sull’essenza e sulla materia vera e propria dell’Umorismo.

Umorismo e Comicità non sono la medesima cosa, anche se vengono spesso ed erroneamente assimilati.

Citerò un passaggio fondamentale e famoso del testo, che delinea esattamente la differenza che tra i due sostantivi intercorre:

“(…)L’opera d’arte è creata dal libero movimento della vita interiore che organa le idee le immagini in una forma armoniosa
,di cui tutti gli elementi han corrispondenza tra di loro e con l’idea madre che le coordina.
La riflessione , durante la concezione, come durante l’esecuzione dell’opera d’arte, non resta certamente inattiva:assiste al nascere e al crescere dell’opera , raccosta i vari elementi , li coordina, li compara.(…)

Ebbene, noi vedremo che nella concezione di un’opera umoristica, la riflessione si pone innanzi al sentimento da giudice, lo analizza,ne scompone l’immagine.
Da questa analisi , da questa scomposizione, un altro sentimento sorge o spira:quello che io chiamo sentimento del contrario.

Vedo una vecchia signora, coi capelli tinti, tutti unti,e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili.

Mi metto a ridere.

Avverto che quella signora è il contrario di ciò che una vecchia rispettabile signora dovrebbe essere.
Posso così ,a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa impressione comica.

Il comico è appunto avvertimento del contrario.

Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova nessun piacere a pararsi come un pappagallo , ma che forse ne soffre , e lo fa soltanto perchè pietosamente s’inganna che, parata così,riesca a trattenere a sè l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perchè appunto la riflessione , lavorando in me,mi ha fatto andar oltre quel primo avvertimento, o piuttosto più addentro:da quel primo avvertimento del contrario , mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario.

Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico.”

Inutile dire che consiglio a tutti voi la lettura di questo testo, tra letteratura e filosofia, che Pirandello ci consegna come lezione chiarissima di argomenti, su cui troppo spesso si fa confusione.

E vi lascio con una lirica breve ma luminosa , anche se quasi sconosciuta, del grande drammaturgo siciliano “figlio del Caos”:

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“Io mi sento guardato dalle stelle
e questa notte non posso dormire.
Mi par che qualche cosa
esse sorelle maggiori
a questa terra voglian dire

O sorgive di luci,
la parola
la parola tremenda del mistero
ditela a una vegliante anima sola
perduta in mezzo al vostro cielo nero.”

Carla Gravina è Mirandolina

Attrice di teatro, cinema , e televisione, Carla Gravina, è una delle interpreti più complete della nostra scena tra gli anni sessanta e settanta.
Diversi i ruoli degni di nota,tra tutti quello di Lucia nello sceneggiato televisivo del 1971 “Il segno del Comando” accanto ad Ugo Pagliai.
In teatro lavora con grandi registi del calibro di Strehler,Cobelli, che la dirige in uno dei personaggi femminili più brillanti e affascinanti della storia del teatro, cioè la Locandiera Mirandolina,(opera di Carlo Goldoni) che saprà raggirare e far cadere nella sua trappola, il burbero Cavaliere di Ripafratta, che odia le donne, ma non riesce a non innamorarsi perdutamente di lei.
Splendida interpretazione in voce e movimento.
Accanto a lei Pino Micol nel ruolo del Cavaliere.