Waiting for Marilyn

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Tra pochi giorni, esattamente venerdì, andrò in scena con lo spettacolo dedicato a Marilyn Monroe, a cui sono particolarmente legata.

Questa sarà la terza edizione di un Recital, che debuttò nel 2011 a Roma.
Stavolta l’evento sarà in una location speciale, e allo Spettacolo si accompagnerà una cena degna della splendida Diva, di cui racconterò, in un lungo monologo, la vita, e i pensieri più privati.

Sono entusiasta di tornare ad interpretarla.

Caricherò in un post ,la prossima settimana, alcuni passaggi dello spettacolo , in modo che possiate iniziare a conoscere più da vicino il mio mondo e il mio lavoro.
Un lavoro che parte dalla disciplina e dal rispetto del prossimo, un lavoro che richiede sacrifici costanti, che non conosce vacanze e feste comandate, che ti insegna a conoscerti , a gestire costantemente le tue emozioni sul palco e fuori, che ti dona capacità di ascolto, perchè le indicazioni della Regia devono essere ben comprese per poter essere tramutate poi in gesti e voce..
Perchè la Regia, come ho già sostenuto in diversi post, ha potere assoluto sulla scena , le sue regole vanno assimilate e rispettate, per il proprio e l’altrui bene.

A tal proposito, ho apprezzato il like che oggi è stato dato al primo post che scrissi su questo Blog..
“La regia non si contraddice”..
Confermo tutto ciò che scrissi..
E lo confermo ancor di più dopo gli ultimi mesi, e gli eventi accaduti, e riporto quanto ho detto ad una aspirante allieva, la scorsa settimana ,in una presentazione dei miei corsi:

Può e deve insegnare Teatro , può e deve far Regia solo chi ha le credenziali per farlo, chi vive di questo lavoro, chi si addormenta pensando Teatro e si sveglia pensando Teatro,(concordo con quanto affermato da Carmelo Bene in un’intervista “Io considero uomo di Teatro , chi si dedica al Teatro dalla mattina alla sera”) . Al bando tutte le cialtronerie che girano, tutti coloro che credono di essere diventati attori o registi dopo un annetto o due trascorso in una scuola di Recitazione..

Non basta una vita , come spesso ripetevano i miei Maestri…

Amo il Teatro che è la mia vita, non semplicemente il mio lavoro…

E sono felice di comunicarlo a voi ,miei nuovi amici, e anche un po’ allievi, se mi permettete di considerarvi così.

E venerdì sera sarete con me, con me e Marilyn, per rendere omaggio alla sua Vita, al suo Talento , alla sua Bellezza, ma in termini generali all’Arte del Cinema e del Teatro, che lei tanto amava.

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(immagine tratta da “Sognando Marilyn”, edizione del 2011, sì sono io quella al leggio…)

Tutto è Possibile e Visibile…sulla Scena

“Teatro significa vivere sul serio,
quello che gli altri , nella vita
recitano male”

Eduardo De Filippo

Il Teatro è un modo di essere , nella sua essenza e nel suo profondo non ha nulla a che vedere con edifici, testi, stili o forme…è legato all’Anima e alla sua capacità di evolversi nel tempo e nello spazio.

Amo ripetere spesso ai miei allievi“Il Teatro deve cambiarvi la vita”, deve rendervi uomini e donne migliori, madri e padri migliori, figli migliori, insomma il Teatro deve svolgere un ruolo attivo all’interno della società civile, aiutando l’evoluzione dello Spirito attraverso la sua Arte.

Il compito è arduo.

Il Teatro ha bisogno di persone disposte a sacrificarsi per lui. Dopo quindici anni di lavoro sul campo , spero di aver dato il mio umile contributo, per rendere migliore questo mondo, che spesso definisco, parafrasando Shakespeare, ” un grande palcoscenico”.

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Il mondo è un palcoscenico, non il Teatro…

Il Teatro si nutre di Verità, e vive del momento presente..usa il palcoscenico , nel suo significato materiale, per far sì che l’atto si compia, che l’evento cada e accada, perchè su quelle tavole tutto è visibile e possibile…

Siamo nell’oltre dell’Arte, e niente può toccarci..

Il tempo della rappresentazione dilata e annulla il Tempo/Kronos,pochi secondi possono divenire eternità, sono eternità.

Mentre l’atto si compie, ci rendiamo conto di essere esattamente al centro della nostra esistenza, soggetti attivi, capaci di plasmare e modificare la nostra realtà interiore, grazie alla Sacralità che l’atto porta con sè..

E una volta scesi da quelle tavole, il mondo non è più lo stesso. L’azione compiuta in scena ha cambiato inesorabilmente la nostra vita, l’Anima, finalmente libera, è pronta ad accogliere tutta la Bellezza che la vita , la vita vera , dovrà donargli.

(nell’immagine, presa dal web, Il Teatro Olimpico di Vicenza)

“La Forma è mistero per noi”…Riflessioni sull’Arte e sul pensiero di August Macke

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” La forma è mistero per noi, essendo espressione di forze misteriose.
Solo attraverso la forma intuiamo le forze segrete, il “Dio invisibile”

Ho sempre creduto che tutte le Arti siano in stretta comunicazione tra loro, la danza, la musica , il teatro, la pittura, il canto, sono forme misteriose, figlie di un’unica Divinità,nata dal Caos e dalla Luce…

Rileggendo gli scritti degli esponenti del Movimento artistico “Der Blaue Reiter”(Il Cavaliere azzurro), Marc e Kandinsky, ho riscoperto e apprezzato un contributo letterario, molto interessante a mio giudizio, composto da August Macke, artista tedesco straordinario .

Riporterò, a conclusione del post,alcuni passaggi chiave di questo scritto, quasi sconosciuto al mondo , perchè il mio lavoro di Regia in teatro ha basi di pensiero, che coincidono con l’idea di Macke..

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Non finirò mai di sostenere che il Teatro è il luogo in cui l’Invisibile diventa Visibile, rivelazione e mistero, assenza e presenza , tutto può manifestarsi e “accadere”, nel senso più ancestrale e profondo del verbo, che richiama la caduta originaria sulla Terra.

Il Teatro è Forma, e forma le menti e i cuori di coloro che si avvicinano al suo Mistero.

Mistero dell’uomo, della sua essenza, della sua ferita primordiale mai rimarginata, di ogni grido taciuto e parola non detta.

Mistero che accompagna la nostra vita, sul palco e fuori da esso, ma è solo quando lo Spettacolo comincia che lì, in quel luogo eterno e sacro ,la nostra solitudine diviene Forza e Bellezza, e la notte ci appare sempre meno buia, dinnanzi all’Epifania che la Parola chiama e richiama a sè dall’Oltre, luogo -non luogo, da cui ogni anima proviene…

L’Arte è solo un ponte,
un ponte…
un Arcobaleno che unisce inevitabilmente Cielo e Terra.

“(…) I sensi sono per noi il ponte dall’ Inafferrabile all’ Afferrabile.
Vedere piante e animali significa avvertire il loro mistero.
Udire il tuono significa avvertire il suo mistero.
Capire il linguaggio delle forme significa essere più vicini al mistero,vivere.
Creare forme significa vivere.
Non sono forse creatori i bambini, che creano direttamente dal mistero della loro percezione?
Il tuono , il fiore , ogni forza si manifesta come forma
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Anche l’uomo.
Qualcosa lo spinge a scoprire parole per concetti,a spremere chiarezza dalla non-chiarezza, coscienza dalla non-coscienza.
Questo è la sua vita, il suo creare.
Come l’uomo anche le forme mutano.(…)
L’uomo esteriorizza la sua esistenza in forme.
Ogni forma d’arte è estrinsecazione della sua vita interiore.
L’esteriorità della forma d’arte è la sua interiorità.
Nella nostra epoca così complessa e confusa,esistono forme in grado di afferrarci e trascinarci con la stessa intensità con cui la danza del fuoco afferra e trascina colui che la danza.
Le forme sono robuste manifestazioni di una vita robusta.
La differenza tra le manifestazioni sta nel materiale:
parola, colore,suono, pietra,legno metallo.
Non è necessario capire ogni forma, come non è necessario comprendere ogni lingua.
Dietro le iscrizioni, dietro i quadri, i templi, i duomi e le maschere, dietro le opere musicali, dietro gli spettacoli di teatro, dietro le danze, stanno le gioie e i dolori degli uomini e dei popoli.
Dove manca questo sottofondo, dove le forme nascono vuote e sradicate, lì manca anche l’Arte.”

( da “Le maschere” di August Macke)

Le Prove

“ogni uomo è un attore e tutto il
mondo è un palcoscenico”

(William Shakespeare)

Le prove di uno spettacolo sono il momento creativo per eccellenza.

Assolto il compito di portare a memoria il proprio ruolo, attori e Regista si ritroveranno nel luogo deputato per iniziare quel processo creativo che, ora dopo ora, parola dopo parola, gesto dopo gesto, andrà a costruire lo spettacolo vero e proprio.

Esistono tuttavia regole che sono alla base anche delle prove.

Il Regista stabilirà la scaletta dello spettacolo, che ogni attore dovrà scrivere e tenere insieme al copione;la scaletta segnerà l’ordine delle scene e degli interventi audio e video, che si alterneranno alle scene dialogate.

Trascritto tutto, Il Regista inizierà a montare le singole scene secondo un ordine che rispecchierà le sue esigenze emotive ed artistiche, potrebbe paradossalmente iniziare a montare l’ultima scena segnata in scaletta, e procedere a ritroso o a salti, assecondando la sua ispirazione, pur non trascurando le esigenze e richieste attoriali, che sempre terrà in considerazione.

Durante l’impostazione della singola scena , il regista curerà intonazioni e movimenti di ogni singolo attore, aiutandolo a trovare dentro sè quei colori vocali e quei tempi gestuali, che renderanno vera e vibrante la sua interpretazione,senza forzare per imporre un’idea, ma suggerendo…questo è il verbo principale di cui un bravo Regista conosce esattamente il significato.

L’attore , dal canto suo, saprà ascoltare e interiorizzare il suggerimento, per poi trasformarlo in voce e movimento.

Il legame che si instaurerà tra attore e Regista sarà profondo e sincero, bandita ogni menzogna e mistificazione, entrambi si muoveranno nella Verità che solo all’Arte appartiene.

Le prove si svolgeranno sempre nello stesso luogo e preferibilmente negli stessi giorni e orari, affinchè venga rispettata la Ritualità del Teatro, anche nella fase di preparazione dello spettacolo.

Non verranno ammesse , tantomeno giustificate, assenze che non avranno un serio motivazionale, perchè il Teatro non è gioco, ma lavoro che richiede presenza , passione, e coerenza.

Gli attori proveranno sempre e solo alla presenza del Regista o dell’Assistente alla Regia , per evitare che possano nascere malintesi o diverbi tra loro, e soprattutto per evitare che possano appropriarsi della facoltà di commentare in alcun modo il lavoro del compagno, facoltà che spetta esclusivamente alla Regia.

Nel rispetto dei singoli ruoli e compiti, l’Atto si compirà…

L’Atto creativo, che è Alchimia pura, che trascende i confini del Reale,per proiettare attori e spettatori nell’Oltre dell’Arte, che è oltre ogni spazio e ogni tempo, che eternamente dura…

Frida Kahlo”Sogno, sogno,sogno,sto morendo di sogno”

Nel prossimo spettacolo sull’Amore, che sto preparando insieme ai mie allievi di recitazione, uno dei monologhi scelti, sarà estratto dal diario della pittrice Frida Kahlo, anima luminosa di una donna guerriera , che sempre ha combattuto nella sua vita meravigliosa e dolorosa.

Arte surrealista la sua, che bene può essere associata al lavoro di Andrè Breton,che defini la sua arte “una bomba con i nastrini”.
Il suo dolore , il suo corpo, queste le fonti della sua arte;il dolore fisico diviene fedele compagno,e acquista nelle sue tele e nei suoi busti dipinti, forza e concretezza.
Donna e artista, innamorata perdutamente dell’amore, che per lei ha un nome e cognome, Diego Rivera, anch’egli fonte costante di dolore e estasi.

Queste parole dal suo Diario:

” I cambiamenti e la lotta ci sconcertano e ci terrorizzano perchè costanti e puntuali, cerchiamo la calma e la pace perchè noi anticipiamo la morte che moriamo ogni momento…Ci piace essere malati per proteggerci..
Qualcuno o qualcosa ci protegge sempre dalla verità.
La nostra ignoranza è la nostra paura…
Paura di tutto…
Di sapere che non siamo altro che costruzione e distruzione….”

Degna di nota, la mostra alle Scuderie del Quirinale tuttora in corso sino a fine Agosto, per conoscere da vicino una grande artista.