Bona De Mandiargues” La Pittrice dell’Impossibile” – Autoritratto-

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Donna d’Arte,nipote di Filippo De Pisis,
elegante ed eterea,
la sua è Arte Metafisica,
incontro tra il Reale e l’Immaginario ,
in equilibrio sul Possibile,
mistica ricerca del Sublime e del Bello;
Anima appassionata e inafferrabile,
creatura della Notte,
che sogna il Sole e la sua Luce Divina…

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“Quando parlo di me, non è di me che si tratta; vorrei continuamente lanciarmi fuori da me negli altri…
Lo sforzo che faccio per vivere , è di scavare più in profondità.
Siccome è un grande sforzo, siccome non si sa mai se si ritornerà a mani vuote o piene,si finisce per averne abbastanza , e ci si vorrebbe annientare.
Questo spiega,in me, le crisi nefaste la sterilità del lavoro , il silenzio angosciato.
Andare verso il Sublime è difficile ;la ricerca del subconscio è appassionante e frustrante nello stesso tempo , perchè non si sa mai dove un giorno si arriverà…
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Per me la pittura è Magia…
Come se fossi posseduta, la mia veggenza la trasmetto in questo modo.
La mia veggenza si esercita di notte perchè la natura è invasa dal progresso, e io vivo in una città.
Sogno il Sole ma vivo di notte nella solitudine .
A volte , in piena oscurità, scaturisce la luce.
Per alcuni , la luce è il Cielo, per me è situata in basso, sempre all’interno.
Il fuoco cova sotto la roccia , nei vulcani che amo, ribolle e brucia internamente.

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I miti mi hanno sempre interessata: in particolare mi affascina quello di Orfeo, disceso agli Inferi per cercare la luce,
e come lui,dalle profondità risalgo alla luce…
Il mio è uno sguardo da pittore, ed è proprio questo : la luce dell’interiorità portata fino al mio occhio
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Sono creatura votata all’ignoranza da impedimenti esterni.
Quando ero ragazzina , mi imponevano degli sbarramenti , e così ho perso tempo.
Ho sentito un vuoto e ho concluso che bisognava partire dall’ignoranza e trarne profitto.

Attraverso i miei pennelli sono arrivata al Saperetumblr_nccx40DoXa1r4w2qqo1_400

I Surrealisti , d’altronde, spesso hanno intrapreso lo stesso percorso : disprezzavano la cultura e cercavano il subconscio attraverso l’automatismo.
Grazie a loro , ho saputo che anzichè un vuoto avevo una ricchezza.
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Io sono un’autodidatta, un’ignorante ,
ma il mio è il sapere di una Maga…
E attraverso le mie immagini vorrei solo far sentire quel che amo o che temo..
Ora so che la mia è una buona strada,
e so che seguirò la mia strada..
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(immagini prese dal Web)

“Cala il Sipario”

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Miei cari amici e allievi,
cala il Sipario sul mio Blog,
per la pausa estiva,

Riprenderò a seguire i vostri Blog,
e a scrivere i miei post, il 24 Agosto.
Non smetterò però di rispondere ai vostri commenti ,
che sono sempre molto graditi.

Vi saluto con le parole di Bona De Mandiargues,
(massimo esponente femminile del Movimento Surrealista)
sulla pittura e sull’Arte tutta:

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“La pittura è un atto generoso,
tutte le grandi opere son fatte per gli altri.
La Cultura non consiste nel costituirsi una biblioteca,
è qualcosa che si mangia per farne oro,
un mezzo per ritrovarsi ,
una possibilità di Essere..
Ora so che la mia strada è una buona strada,
l’individuo istintivo che sono e che dubita,
che si perde nell’intelligenza,
che non fa mai nulla per ragionamento
(perchè ragionamento significa anche condizionamento)
questo individuo sogna di fare qualcosa di più in sè e di sè,
per sè e per l’altro,
qualcosa la cui Essenza è , e si chiama Amore.
Qualcosa che le hanno insegnato Dante, Petrarca , Michelangelo…”

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Sulla sua Arte,prossimamente, un post completo,

Un abbraccio a tutti voi 🙂

Barbara

(immagini prese dal web)

“Concedi oblio all’anima mia che sbaglia”La Poesia di Paul Klee – Parte Seconda-

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“Cosa crea l’artista?
Forme spazi!
Ma come li crea?
Scegliendo proporzioni…

O satira,
pena degli intellettuali.”

“Oh non lasciar morire l’infinita scintilla
nella misura stretta della legge.
Attento! Non
allontanarti troppo da questo mondo.
Pensa di essere morto
lontano e dopo molti anni
ti viene concesso un solo
sguardo verso la terra.

Vedrai un lampione e un cane
vecchio con la zampa alzata.
Singhiozzerai dalla commozione.”
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“La felicità non è
solo nelle stelle
è anche quaggiù.
Ci sono donne
in un lontano paese
in qualche futuro.

Donne degne di preci: ci sono
templi laggiù
eretti alla sua femminilità.

Una donna verrà e sarà
tutta la femminilità.

Io ti saluto, dirà,
per mezzo d’Irene.

E la sua voce è musica.”
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“Io sono Dio?
Ho accumulato in me tante cose
grandi che la mai testa
arde e si spacca.Deve
contenere un eccesso di forza.
Volete- ma ne siete degni- che lei
sia partorita per voi?
(Tra l’altro) : non erano degni
di colui che crocifiggevano.

Più realisticamente : il genio
sta in una casa di vetro, ma
infrangibile e gonfia d’idee.
E delirando crolla dopo ogni nascita
e con le mani afferra
chi passa alla finestra.
L’artiglio del diavolo attacca,
il pugno di ferro spacca.
Altrimenti saresti un modello,
ride tra i denti radi, per me
sei materia per i miei lavori.
Io ti spalmo alle pareti di vetro
e ci resti appiccicato…

Poi vengono gli amici dell’arte
e con distacco osservano l’opera sanguinante.”

“Tu devi pregare:
concedi
oblio all’anima mia che sbaglia.

Se il dolore almeno
ti tramutasse in bestia-rosso-
sudario- che prende
alla gola, tu stupido buffone-
roseo sorriso-“
Paul-Klee-In-the-desert

“La luna
stanotte era una perla,
e veramente significava lacrime.

Nessuna meraviglia in quest’aria di scirocco.

Una volta era
come se si fermasse il cuore.

Annebbiato il cervello.
Nessun pensiero
se non al cuore che stava
fermo.

Non cadere!
Con te crollerebbe il mondo,
e Beethoven vive attraverso te.”

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“Ci sono giorni
come battaglie sanguinose.
Ora è notte fonda ,
ma non per me,
per gli altri,
per gli ottusi
che non sentono la battaglia.
Loro fanno musica,
volgari e leggere canzoni,
poi si buttano a letto.

Io non prendo sonno.
E’ fuoco in me,
in me arde ancora
qua e là.
Cercando frescura alla finestra
io vedo fuori tutto spento.
Sono molto lontano
arde ancora una piccola finestra.
Forse là c’è qualcuno?
Allora non sono
completamente solo!
Di là viene ancora
il suono di un vecchio pianoforte,
il lamento
dell’altro ferito
.”Paul-Klee-Queen-of-Hearts

” Ci sono io e fioriscono fiori,
pienezza è intorno a me perchè io esisto.
Il canto dell’usignolo
m’incanta l’udito e il cuore.
Sono il padre di tutto,
di tutti sulle stelle
e nello spazio infinito.

Me ne sono andato
ed è calata la sera
e stracci di nubi
avvolgono la luce.
Me ne sono andato
e il Nulla è calato come un’ombra
su tutto.
Oh spina
dell’argenteo turgido frutto
.”PAUL-KLEE-ROSE-GARDEN

“Io sto all’erta
io non sono qui
io sono nella profondità
sono lontano…
io sono tanto lontano …
Io ardo con i morti.
Paul-Klee-Glass-Facade

(immagini prese dal web)

“Ma è ancora giorno, e arde ancora l’Amore” La Poesia di Paul Klee -Parte Prima-

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Parola, segno, linea , colore…
Sono mezzi di espressione, appartenenti all’Arte, alla sua “creazione come genesi” a quel momento assoluto ed eterno in cui l’Impossibile diviene Possibile.
Paul Klee (1879/1940)è poeta, pittore,
artista nel significato più alto e profondo del termine;
se la parola è segno così come il segno grafico, questi due “segni“, pur appartenendo a sistemi semiotici diversi , assolvono alla medesima funzione nella sua Arte.

Linee come verbi, colori come sostantivi e aggettivi perchè
“L’Arte è una similitudine della creazione,essa è sempre esempio come il terrestre è esempio cosmico”.

Parole che divengono didascalie ai suoi quadri,
che portano a compimento ciò che la linea e il colore suggeriscono con grazia..
Ed allora il Verde diviene colore d’Amore,
un Amore di nome Eveline,
un colore usato come gesto e segno,
annullato nel suo significato ,
rinnovato nella sua essenza ,
ridotto a pura luce o ombra.

“Eveline è un sogno verde fra gli alberi, il
sogno di un bambino nudo nella campagna.
Me ne andai fra gli uomini per non lasciarli più
e fu impossibile essere così felice.
Liberato dal potere di troppi noti dolori
mi rifugiai nei campi assolati abbandonato
al rovente declivio.E ritrovai Eveline, donna
ma non invecchiata. Solo spossata dall’estate.
Siate teneri con i miei doni.Non spaventate
la nudità che cerca sonno.
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“Ti ho promesso di essere
un uomo onesto. Io voglio
sopportare il tuo sguardo. Devo
inginocchiarmi davanti a Dio.
Poi Eveline salvami tu!
Perchè non ho nessuno!
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“Ditemi cosa devo fare
se il cuore brucia e non ho più
il mio amore da baciare e da baciare.
Se fossi un uccellino
saprei come volare
sul mare e calmare
il mio cuore nella lontananza.”

“Mi hai incendiato l’anima
e divampa il rumore delle fiamme
-ma le placa il flusso della musica –

Paura dell’inizio.
Vi avvicinate a me , un giorno
forse mi capirete e io vi dico
che alla mia dipartita
con me perderete molte cose.

Tu fiore del fuoco
di notte al posto del sole
illumini il fondo del cuore
dell’uomo che tace.

Io voglio tenere la tua testa
e stringerla forte
e non devi abbandonare le mie mani.
Perchè nel dolore la mia forza
cresce fino alla disfatta.

Nella tempesta io vedo chiaro
che la vita mi cattura”
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“E’ come
se tu fossi del mio stesso sangue ,
tanto ti amo.
Questa volta sento Dio
forte e con me.

Ti amo perchè sei la donna
che viene con la sua gentile luce
da me perduto
nel buio dei pensieri.”

“E’ tutto diverso abbandonarti ora:

Io sono cresciuto solo su una landa.
Mi ha forse aiutato qualcuno?
Tempeste andavano e venivano,
avevamo spazzato via ogni debole cosa.
Io sono rimasto su una landa.

Poi sei arrivata tu a cercare
riparo in me.
Ma ci fermò il destino.
Irrobustire devi in solitudine, parlò il destino.
Il mio riparo sia intanto
solamente il pensiero”
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“Ti ho dato tutto me stesso
eppure ancora nulla
consapevole che la vita
ho avuto dalle tue mani.

Che tu mi hai fatto nascere
di nuovo alla Bellezza.

-L’amata è madre
del rinato uomo moralmente rinnovato-”

(immagini prese dal web)

Continua…

Il Tempo del Teatro: “L’Immagine”

kairos krono aion

“Ed è in quell’attimo che tutto potrà accadere,
quell’attimo che è pura Creazione,
tempo finito che diviene infinito,
perchè infinite sono le possibilità
di espressione del nostro Essere…”

Ancora un Dono unico…
Un altro momento di Arte che la mia allieva Paola ha voluto condividere con me (e che io desidero condividere con tutte le anime che leggono il Blog), ispirandosi alle mie parole sul “Tempo del Teatro”…

Grazie mia cara e sensibile allieva,
quella farfalla bianca e luminosa rappresenta il Tempo Kairos,
che tanto è caro al Teatro ,
e alla mia vita…

Perchè ogni attimo sia sempre prezioso e pienamente vissuto,
sul Palco e nella vita di tutti i giorni,
questo il mio augurio per tutti…

“Come tu vuoi”,l’Immagine poetica

immagine luzi

Ancora un dono in questa giornata di festa…
Ancora la mia bravissima allieva Paola, che ha disegnato lasciandosi condurre dalle parole della lirica di Luzi, (“Come tu vuoi”, postata il 21 Dicembre)
nell’ Altrove dell’Arte, dove tutte le forme di espressione artistica si uniscono e si fondono in un momento unico e prezioso.

Grazie Paola,
quell’uomo seduto di spalle davanti alla finestra, ricorda davvero il grande poeta,e le sue parole rivivono nelle forme e nei colori, che la tua bellissima sensibilità ha saputo descrivere così bene.

Il Teatro è la Vita e la Morte:L’Immagine

disegno teatro vita e morte

Dedico questo post, con grande gioia, ad un disegno creato dalla mia allieva Paola, della Compagnia delle Sibille.

Me lo ha inviato questa sera, dicendomi che aveva preso ispirazione dal mio ultimo post, “Il Teatro è la Vita e la Morte”.

L’ho visto, e ne ho colto immediatamente la Bellezza e la Poesia, che si sposa magnificamente con le mie parole sul Teatro, che vivono di chiari e scuri, di contrasti luminosi,che Paola ha ben reso nelle forme e nei colori del suo disegno.

Grazie mia cara allieva.
Grazie per avermi scelto come tua insegnante,
grazie per aver portato le mie parole nella tua vita privata e artistica.

“La Forma è mistero per noi”…Riflessioni sull’Arte e sul pensiero di August Macke

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” La forma è mistero per noi, essendo espressione di forze misteriose.
Solo attraverso la forma intuiamo le forze segrete, il “Dio invisibile”

Ho sempre creduto che tutte le Arti siano in stretta comunicazione tra loro, la danza, la musica , il teatro, la pittura, il canto, sono forme misteriose, figlie di un’unica Divinità,nata dal Caos e dalla Luce…

Rileggendo gli scritti degli esponenti del Movimento artistico “Der Blaue Reiter”(Il Cavaliere azzurro), Marc e Kandinsky, ho riscoperto e apprezzato un contributo letterario, molto interessante a mio giudizio, composto da August Macke, artista tedesco straordinario .

Riporterò, a conclusione del post,alcuni passaggi chiave di questo scritto, quasi sconosciuto al mondo , perchè il mio lavoro di Regia in teatro ha basi di pensiero, che coincidono con l’idea di Macke..

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Non finirò mai di sostenere che il Teatro è il luogo in cui l’Invisibile diventa Visibile, rivelazione e mistero, assenza e presenza , tutto può manifestarsi e “accadere”, nel senso più ancestrale e profondo del verbo, che richiama la caduta originaria sulla Terra.

Il Teatro è Forma, e forma le menti e i cuori di coloro che si avvicinano al suo Mistero.

Mistero dell’uomo, della sua essenza, della sua ferita primordiale mai rimarginata, di ogni grido taciuto e parola non detta.

Mistero che accompagna la nostra vita, sul palco e fuori da esso, ma è solo quando lo Spettacolo comincia che lì, in quel luogo eterno e sacro ,la nostra solitudine diviene Forza e Bellezza, e la notte ci appare sempre meno buia, dinnanzi all’Epifania che la Parola chiama e richiama a sè dall’Oltre, luogo -non luogo, da cui ogni anima proviene…

L’Arte è solo un ponte,
un ponte…
un Arcobaleno che unisce inevitabilmente Cielo e Terra.

“(…) I sensi sono per noi il ponte dall’ Inafferrabile all’ Afferrabile.
Vedere piante e animali significa avvertire il loro mistero.
Udire il tuono significa avvertire il suo mistero.
Capire il linguaggio delle forme significa essere più vicini al mistero,vivere.
Creare forme significa vivere.
Non sono forse creatori i bambini, che creano direttamente dal mistero della loro percezione?
Il tuono , il fiore , ogni forza si manifesta come forma
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Anche l’uomo.
Qualcosa lo spinge a scoprire parole per concetti,a spremere chiarezza dalla non-chiarezza, coscienza dalla non-coscienza.
Questo è la sua vita, il suo creare.
Come l’uomo anche le forme mutano.(…)
L’uomo esteriorizza la sua esistenza in forme.
Ogni forma d’arte è estrinsecazione della sua vita interiore.
L’esteriorità della forma d’arte è la sua interiorità.
Nella nostra epoca così complessa e confusa,esistono forme in grado di afferrarci e trascinarci con la stessa intensità con cui la danza del fuoco afferra e trascina colui che la danza.
Le forme sono robuste manifestazioni di una vita robusta.
La differenza tra le manifestazioni sta nel materiale:
parola, colore,suono, pietra,legno metallo.
Non è necessario capire ogni forma, come non è necessario comprendere ogni lingua.
Dietro le iscrizioni, dietro i quadri, i templi, i duomi e le maschere, dietro le opere musicali, dietro gli spettacoli di teatro, dietro le danze, stanno le gioie e i dolori degli uomini e dei popoli.
Dove manca questo sottofondo, dove le forme nascono vuote e sradicate, lì manca anche l’Arte.”

( da “Le maschere” di August Macke)

La Teatralità dell’Arte: Caravaggio e la Violenza delle Ombre

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A partire dal mese di Settembre, proporrò ai miei allievi, un ciclo di lezioni sulla teatralità dell’Arte, studiando da vicino gli autori che, nel corso dei secoli, hanno, nella pittura e nella scultura, reso i loro soggetti fortemente espressivi, e quindi teatrali, grazie all’esaltazione del colore e alla modulazione della luce.

L’ artista che ha rappresentato nelle sue tele, più che dipinto, è Caravaggio.

Ognuna delle sue opere, è atto di un dramma , che si compie nel momento in cui lo spettatore posa l’occhio sulle ombre violente e sulla luce metafisica, che dominano la sua scena.

Scena drammatica quindi, intrisa di sangue e carne, tragica, perchè pretende una vittima sacrificale da immolare, perchè si compia la catarsi finale, tanto cara al Teatro Greco delle origini.

Proprio come nella “Deposizione” , oggi nella Pinacoteca Vaticana, iniziata nel 1602 e portata a termine nel 1604.

Vorrei che i miei allievi, e tutti gli appassionati, guardassero la tela lasciando che i personaggi ritratti parlassero, ora con la smorfia di dolore del volto del Cristo, ora attraverso le mani alzate al cielo di Maria di Cheofa, ora con lo sguardo nero e scavato di Giuseppe d’Arimatea, che fissa intensamente il pubblico, ora con la mano della Maddalena che si posa dolcemente sulla fronte, ora con il viso dolorante e rugoso della Vergine, che guarda attonita il corpo livido, ormai posseduto dalla morte, del Figlio di Dio.

Tutto ciò che Caravaggio ha dipinto è teatro.
C’ è il dolore,
c’ è il tragos,
e c ‘è la purificazione e la rinascita ad una nuova vita.

E l ‘attore , o l’allievo attore, non può prescindere dallo studio della storia dell’arte, che ben ha espresso, in autori come Caravaggio o come anche Michelangelo , lo studio del gesto e del movimento, che sono la base del lavoro attoriale insieme a quello sulla voce.

Pretendo che i miei attori siano anche degli intellettuali, come già prima di me, e meglio di me, aveva richiesto PierPaolo Pasolini nel “Manifesto per un nuovo Teatro”

E ritengo che si possa cominciare proprio dall’arte , che come il teatro è simbolo, che come il teatro, è portatrice di un messaggio profondamente spirituale.