“La Parola e il Gesto sulla Scena” – Prima Parte –

L’Attore sulla Scena lavora, instancabilmente,
con due mezzi Potenti e Perfetti:
la sua Voce, il suo Corpo…

La Voce è aria,
che attraversa la nostra gabbia toracica,
e si proietta come luce fortissima
fuori di noi,è estensione di noi,
è carica del nostro Vissuto,
è Viva e Vita,
non smette di propagarsi tutto intorno a noi,
nel momento in cui inizia a farsi Mondo.

Il Gesto è Corpo,
è manifestazione tangibile e contingente del nostro Esserci,
“del nostro soggiorno involontario su questa terra”
(parafrasando Pirandello),
è Energia Visibile , ,materializzazione del nostro Sentire e Sentirci,
è Forza, è Tempo Kronos e Kairos ,
è tutto il nostro Possibile sulla scena.

Il Lavoro sul Personaggio,
che altro non è se non un carico di gesti da compiere e parole da pronunciare ,
necessita una comprensione assoluta del nostro Modale,
cioè del Modo o della Maniera in cui “Siamo nel Mondo”.
Quella Maniera , quel Modale, diviene sulla Scena,
linea, tratto, diagonale,
elevazione verticale delle leve superiori e inferiori,
e poi ancora Tempo di Fonazione, Volume, Variazione tonale,
Pausa, Tempo-Ritmo interno ed esterno alla parola,
in breve , la griglia tecnica,
che ci garantisce la resa perfetta del Personaggio.

La Letteratura Teatrale e la Storia del Teatro ci insegnano ,
che ogni Secolo pretende che sia assimilato e rispettato
un Canone Stilistico o Codice ,
che un Gesto compiuto da Arlecchino in Scena ,
non potrà mai, e dico mai, richiamare in alcun modo,
un movimento di Nora, uno dei personaggi più celebri di Ibsen;
Colombina non potrà muoversi e parlare sulla scena,
come la Figliastra dei “Sei Personaggi” di Pirandello,
sempre per fare alcuni illustri esempi.

Ecco perché prima di arrivare a parlare di Personaggio,
e di “Psicologia del Personaggio”,
(definizione che oggi va per la maggiore,
che non esaurisce però il discorso,
creando non poche confusioni)
è necessario capire in quale Secolo ci troviamo,
comprendendo che il Settecento non è L’Ottocento
e tantomeno il Novecento,
che sulla Scena bisogna sapersi muovere,
secondo la Regola e Il Codice del Teatro,
secondo la sua Meravigliosa Storia,
e che tutto il carico di aggettivi che, i Registi mediocri,
“incollano” la Personaggio, sono perfettamente inutili,
se l’Attore non avrà prima compreso:
“Come Muoversi, Come Agire, Come Dar Voce”.

Continua…

P.S.
Colgo l’occasione di questo post, amici del Blog ,
per porgervi i miei più cari Auguri di Buona Pasqua ,
Vi abbraccio tutti,
e sempre grazie della vostra luminosa presenza tra queste pagine.

Barbara

(immagini prese dal web)

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22 thoughts on ““La Parola e il Gesto sulla Scena” – Prima Parte –

  1. “Energia visibile”
    “Soggiorno volontario su questa terra”
    Sempre …uno scoprire qualcosa di bello da te cara Barbara…fermarsi in questo tempio dedicato alla bellezza.
    Ti auguro una Pasqua serena,che sia come tu la desideri, penso…piena di pace♥
    Abbracci affettuosi

    • Prezioso per me è ritrovarti ad ogni post ❤️
      Grazie di cuore per la definizione di tempio dedicato alla bellezza , hai colto magnificamente l’essenza del mio blog , e della mia vita intera …
      Auguri con grande affetto ,
      Buona Pasqua di pace e bellezza infinita !
      Un abbraccio carissima Caterina 😊
      Barbara

    • Grazie sempre a te carissima mela❤️,
      Sei ormai un’amica carissima ed è piacere e gioia pura leggere i tuoi commenti , ricchi di sensibilità …
      Auguri per una Pasqua di serenità e bellezza , tanta bellezza tutta intorno a te 🌸🦋😘
      Ti abbraccio con affetto ,
      Barbara

  2. Parole piene di verità, una delle cose più complicate di mettere in scena uno spettacolo ed interpretare un personaggio è proprio comprendere il secolo in cui si deve entrare ed abitare per tutto il tempo della rappresentazione. Questo approccio rende necessario uno studio particolare ed attento che non si fermi solamente alle battute o alle didascalie del testo. Grazie per questo post Barbara e buona Pasqua anche a te.
    Gabriele

    • Tanto studio mio caro allievo ,
      e tu lo sai bene …
      Solo non smettendo mai di studiare e sperimentare si avrà la certezza di essere nella verità del teatro …
      Grazie del commento ,
      e buona Pasqua per te 😊,
      Ti abbraccio ,
      Barbara

  3. complimentissimi per la competenza, sono un appassionato del genere e devo dire che il tuo post non fa una grinza, anche se vi sono autori ever green

    • Grazie per i complimenti e benvenuto nel mio blog.
      Certo ci sono autori che potremmo definire “classici” , tra cui i tre grandi riformatori del teatro , cioè Shakespeare , Goldoni e Pirandello …
      Un saluto gentile e una buona giornata .
      Barbara

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