“Tutta la Vita in un Tono” – Prima Parte-

Vassily_Kandinsky,_1936_-_Composition_IX

Ancora una lezione di Teatro,
direi di Filosofia del Teatro,
che, come sempre, diviene analisi e conoscenza della Vita,
delle sue infinite espressioni e potenzialità.

Infinite ,
perché siamo infiniti,
perché siamo molto più di quello che arriviamo a percepire,
con i nostri poveri sensi, con la nostra mirabile mente,
che spesso ci mente, ci inganna, circa la nostra reale natura,
perché troppo costretta, e condizionata dal Mondo in cui viviamo.

Ed ecco che il Teatro interviene ,
ecco che diviene una possibilità reale di Conoscenza del Sè,
liberato da falsi giudizi, da pregiudizi che divengono gabbie,
che ci impediscono di giungere alla Verità…

E la nostra Vita scorre così,
e la nostra Voce vibra così,
adagiandosi sempre sulla medesima tonalità.

137L15002_7YD7M

La nostra Voce ,
l’espressione più autentica del nostro Stato Emotivo,
che non può celarsi anche quando tenta di nascondere e nascondersi,
che suona vocali e consonanti, inconsapevolmente,
sempre sullo stesso piano tonale,
seguendo sempre lo stesso tempo di fonazione,
finchè quel piano tonale non diviene altezza indefinita, verso cui fuggire,
o grotta profonda in cui rifugiarsi, e sparire al Mondo.

Fuggiamo,
ci nascondiamo,
e spesso ci perdiamo…

E la nostra Voce diviene testimone
dei nostri smarrimenti,
delle perdite,
degli abbandoni,
dei soprusi subiti,
di ogni sussulto del cuore.

Vassily_Kandinsky,_1913_-_Color_Study,_Squares_with_Concentric_Circles

Un Testimone che solo l’Altro da noi potrà sentire,
un testimone muto di fronte a noi,
così lontani dai reali richiami della nostra anima sofferente.

Ed ecco che il Teatro, Salvifico per definizione,
diverrà l’Altro da noi,
e saprà sentire,
e riconoscere quel grido ormai muto della nostra Anima,
ricordandoci le infinite possibilità dell’esistenza,
insegnandoci a stringere la distanza che ci separa da noi stessi,
dalle nostre emozioni,
donandoci una Tecnica Vocale, che ci permetterà
di tornare ad essere Consapevoli della nostra Voce,
delle sue meravigliose Tonalità,
dai Bassi che risuoneranno nel nostro petto,
ai Medi che sosterranno i rapporti con il Mondo,
agli Alti, una lunga scala verso il Cielo,
quel Cielo dal quale proveniamo…

Barbara

Continua

(immagini prese dal web, opere di Kandinskij)

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21 thoughts on ““Tutta la Vita in un Tono” – Prima Parte-

  1. Cara Barbara fino a ieri pomeriggio non immaginavo che ci si potesse nascondere dietro alla propria voce ..
    Dici : La nostra Voce ,
    ” l’espressione più autentica del nostro Stato Emotivo” .. la voce trema se siamo emozionati ,in questo caso è suono autentico ? e quando gridiamo perché siamo arrabbiati ? La distanza dalle nostre emozioni viene annullata in questi casi .. quindi…è autentica?
    Un lungo lavoro di ricerca mi attende ..cercare i miei bassi ,i medi e gli alti e una volta trovati usarli , con consapevolezza che ci sono e sono veri , per trasmettere emozioni.
    un abbraccio

    • Cara Paola la lezione di ieri fatta insieme segna l’inizio di un percorso alla ricerca della tua “vera voce”…
      Non quella che usiamo e distruggiamo nella vita, quella con cui ci arrabbiamo e piangiamo o esultiamo di gioia…
      La “vera voce”, quella che risiede nel secondo cuore che è il diaframma,
      quella che ogni buon attore deve trovare, e custodire e saper usare, nel senso più alto del termine…
      Quella voce che,sciolta da ogni legame corruttore con il mondo, libera di dire, sa vibrare prima dentro noi e poi , potentemente fuori da noi, perché le parole sono nate per essere dette, con consapevolezza, con forza, con coraggio , con amore , con rabbia se vuoi, ma rimanendo sempre presenti a noi stessi, capaci di dire , come se fosse la prima volta, come se fosse l’ultima, perché l’atto si compie, qui ed ora, perché in ogni parola detta “noi esistiamo” , c’è tutto il nostro essere, ci siamo sempre noi, perché le parole sono nostre, e come attori abbiamo il dovere di dirle restituendo loro dignità e restituendola a noi stessi…
      Il percorso è lungo,
      ma ieri è stato compiuto un piccolo prodigio… e tu lo sai…
      Continua a cercare, a sperimentare, perché chi fa teatro sa che la ricerca è incessante, che non si finisce mai di studiare e imparare, che il teatro è il viaggio non la meta, che il teatro ti scava dentro , come nessun’ altra esperienza d’Arte potrà mai fare…
      Spero di aver risposto alle tue domande 😉
      Un grande abbraccio,
      Barbara

    • è bellissimo che tu abbia avuto il desiderio di studiare recitazione,
      significa che le parole del teatro hanno incontrato la tua sensibilità , in un abbraccio sincero…
      Se potrai , e avrai un po’ di tempo da dedicare al teatro ,provaci !
      Sarà un’esperienza unica, di grande valore.
      Grazie di cuore,
      un caro abbraccio,
      Barbara

  2. La voce interiore…questa è la voce che il Teatro tira fuori, quella voce che il rumore del mondo ha compresso nei stereotipi, nelle mode, nell’apparire…quella voce che solo nel silenzio puoi riascoltare. E il Teatro ha bisogno anche del silenzio.
    E poi la voce esce e tu cerchi di modellarla su quello che stai creando?
    Allora se così fosse anche la recitazione diventa intima ed altamente espressiva?

    • La voce che il teatro educa a tirare fuori, è proprio la “vera voce” mia cara amica,
      una voce diversa da quella interiore e ancor più diversa da quella che usiamo tutti i giorni,una voce che va scoperta attraverso l’esercizio e la sperimentazione , e quando si manifesta ti rendi conto che in quella voce ci sei tu realmente, libero da ogni schema, da ogni costrizione, e allora usando quella voce sarai pronta per dar voce e intensa espressione ad ogni personaggio che andrai ad interpretare…
      Ci vuole tempo per trovarla, ma quella voce è dentro di te, aspetta solo il tuo abbraccio…
      Quando vuoi possiamo iniziare la ricerca amica mia 🙂
      Ti abbraccio forte e spero di aver risposto alle tue domande .
      Barbara

  3. Ciao Prof. bellissimo post. Verissimo nascondiamo la nostra voce, dietro una maschera, non riuscendo a trovare quella soavità giusta, questo perché intrappolati nelle nostre debolezze, paure, emozioni non sempre positive. Il TEATRO è l’unica salvezza che ci rimane, riuscendo a farci liberare da questa maschera che opprime la nostra voce, e finalmente renderla pura, con variazioni tonali bellissime. Il lavoro sulla voce è un percorso lungo e faticoso, ma con il tuo insegnamento riusciremo tutti noi allievi a trovare la nostra VOCE. Ancora grazie

    • Grazie Katia è bellissimo il tuo commento , il teatro è davvero la nostra salvezza , perché ci dà un’occasione unica per scendere dentro noi stessi , per ritrovare la nostra identità umana , che sarà poi voce , che sarà poi gesto , sul palco e nella vita.
      Un grande abbraccio ,
      Ci vediamo lunedì per la prova 😘
      Barbara

  4. Un post davvero splendido cara Barbara. Un esercizio , trovare la giusta voce,che porta davvero a fare del teatro una cosa unica. Senza quella”vera” voce le parole si perderebbero senza avere acquistato quel senso profondo che lì sul palco, debbono avere per arrivare a chi seduto, ascolta. Grazie per amare così profondamente” il teatro, forma espressiva dei sentimenti” come diceva Luca Ronconi. Baci. Isabella

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