Parola e Gesto: La Meta dell’Essere

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” Tutto ciò che fa l’uomo nella vita quotidiana può essere ridotto a due azioni fondamentali,
– tirare e spingere- …
Noi non facciamo nient’altro!
Queste azioni si declinano in essere tirato e essere spinto, tirarsi e spingersi,
e hanno luogo in direzioni diverse:
verticale, orizzontale, obliquo.
Questi tre movimenti si relazionano a tre mondi drammatici diversi.
Tutti i territori del teatro possono essere situati nello spazio in modo molto preciso,
e i movimenti fisici ,
dai più semplici ai più complessi ,
si iscrivono in queste dimensioni drammatiche : Amo- Tiro!- Odio -Spingo!”

(Jacques Lecoq – Il Corpo poetico)

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In Teatro, così come nella vita, le nostre azioni e le nostre parole dovrebbero,
(e uso il condizionale perché non sempre accade) tendere ad un fine,
mettendo in atto il significato più profondo del sostantivo greco “τέλος”.

Per tendere verso questo fine , sulla scena,
abbiamo bisogno di “direzionare” i nostri gesti e le nostre parole,
essere cioè consapevoli del piano “fisico e metafisico” ,
sul quale compiamo un gesto o pronunciamo una parola…

Piani, linee, angoli, geometrie dell’anima,
che sul palco delimitano uno spazio dell’Essere,
un cerchio, un quadrato, un rettangolo ,
all’interno del quale possiamo vivere, e vibrare , e raggiungere la nostra “Meta” ,
o l‘altra Metà Possibile della nostra Essenza, tanto per giocare un po’ con le parole…

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Ma per rendere possibile tutto ciò, dobbiamo tornare ad essere “Uno” ,
e trasmettere la nostra Unità e Unicità ai nostri gesti,
dobbiamo sapere come compiere quel determinato gesto, su quale piano,
cosa quel gesto significherà per noi,
e cosa significherà per coloro che lo guarderanno dalla platea,
essere sul palco e sotto allo stesso tempo,
sempre noi, osservati e osservanti,
sicuri delle nostre azioni e delle nostre parole.

E se è vero , come afferma Lecoq , che le azioni primarie della vita, sono sempre e solo due,
-tirare e spingere-,
allora su quel palco , dove tutto si amplifica e si sublima,
dovremo tirare, come mai abbiamo tirato qualcosa o qualcuno a noi,
e spingere lontano da noi, come mai abbiamo spinto e respinto qualcosa o qualcuno da noi…

Ci vuole Tecnica, Esercizio, Costanza, Studio,
ci vuole Consapevolezza e Cuore, e Coraggio…

Coraggio di esistere, e affermare la nostra esistenza attraverso quei gesti, quelle parole…

Perché ogni azione e ogni parola porti con sé un’ unica e divina affermazione:

” Io esisto!”

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…Continua…

(le immagini sono prese dal web, le linee, i colori, le geometrie, sono quelle di Picasso)

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27 thoughts on “Parola e Gesto: La Meta dell’Essere

  1. Bel post, profondo come sempre. Aspetterò volentieri il seguito, per “partorire” qualcosa che da troppo tempo voglio scrivere e non riesco a finalizzare. L’idea del cerchio, dell’essere racchiuso e dei due versi della propria vita mi piacciono.

    • Grazie davvero per l’apprezzamento Gianni,
      sono felice che sia arrivato il senso più profondo delle mie parole, in effetti è un concetto di non semplice comprensione, questo tirare e spingere della vita e questa idea di circolarità che si fa geometria sul palco…
      Spero con la seconda parte ,di esserti di aiuto per mettere nero su bianco quello che sono certa hai già dentro…

      Un abbraccio e una buona serata,
      Barbara

  2. Parto da Picasso: parlando di geometrie, righe verticali, orizzontali, oblique…chi meglio di lui? Ma tutte quelle linee compongono un’immagine che crea la figura umana, L’Uno.
    Siamo noi poi a dividere le nostre linee, chi con consapevolezza e quindi “crea”, anche se non sempre nel modo ottimale, chi con lassismo er spesso “distrugge”, anche se stesso.
    Il concetto non è facile: tirare-spingere, il Teatro è un luogo, un concetto dove veramente possiamo e dobbiamo essere Uno, (uso le tue parole, scusa) Unicità per dimostrare e Unità per lavorare, ma dieltro ci vuolepreparazione. Nella vita la preparazione si acquista da soli e poi con le strutture che la società offre, nel Teatro ci vuole la Guida, la Conoscenza, Il Coraggio nulla può essere approssimativo, altrimenti l’altra metà (o Meta) non si raggiungerà mai.
    Scusa la lungaggine Barbara, ma il concetto non è facile da esprimere per me e tu come sempre solletichi le mie cellule cerebrali e la mia anima.

  3. Post complesso , come complessa la lezione che ci hai fatto su questo argomento.

    Ci hai fatto leggere alcune pagine del libro di Jacques Lecoq, IL CORPO POETICO,

    ci hai fatto capire come e’ importante per un attore mettere in atto le parole lette : ” La recitazione non può esistere se non come reazione all’altro”…..

    poi siamo passati all’esercizio fisico , e’ stato in questo momento che ciascuno di noi ha portato ,o meglio ,ha cercato di portare all’interno di noi stessi ,l’emozione che il movimento ha stimolato ..nel nostro caso ci hai fatto :spingere /essere spinto e tirare/essere tirato .

    L’analisi che hai fatto a ciascuno di noi dopo l’esercizio e’ stata disarmante….

    Grazie Barbara .

    • Accade quando l’atto si fa vita , e la vita si fa teatro , allora quel gesto diviene simbolo , di noi , delle nostre forze e debolezze , allora e solo allora quel gesto si fa “oltre” ed io in quell’oltre riesco a leggere tanto di voi… Grazie a te per il commento Cara Paola , assolutamente in linea con le mie parole e la mia lezione , che hai assimilato pienamente 😊
      Ti abbraccio forte ,
      Barbara

  4. Nella vita di tutti giorni le azioni sono fondamentali, accompagnano le parole marcando il senso di una conversazione sempre all’interno di un tirare, nel caso con le parole si voglia avvicinare una persona a se o spingere per allontanarla. Di conseguenza anche nel teatro le azioni rendono una scena più vicina alla vita vera e portano lo spettatore a immedesimarsi ed emozionarsi con maggiore facilità.
    Trovo che le lezioni con gli esercizi sulle azioni siano molto belle Barbara, perchè ci rendono più completi nell’interpretazione di determinate scene e ci uniscono di più come gruppo spingendo la conoscenza tra noi ad un livello più alto e questo non può che giovare anche al nostro modo di recitare insieme.
    Altro aspetto da non sottovalutare è che l’atmosfera che a lezione è ancora più giocosa e quindi se prima mi divertivo ora mi diverto ancora di più!

    • Grazie Damiano 😊,
      Hai ben compreso la finalità di questi esercizi , che è la conoscenza dei propri gesti , per arrivare a conoscere l’altro , sulla scena e poi di riflesso nella vita …
      E quando ci si mette in gioco sul serio , allora e solo allora tutte le barriere cadono , e siamo pronti a ridere di noi di cuore , ed il divertimento è assicurato mio caro allievo !
      Un abbraccio forte ,
      Barbara

  5. Cosa c’è da dire in più rispetto alle parole di Paola che fanno sempre centro?. Il ” brave” a tutte e due è il minimo. Posso solo aggiungere che è un piacere avvertire tanto amore per il teatro, che oggi sembra, per importanza, relegato in un angolo. Grazie davvero cara Barbara , è bello leggerti. Tanti carissimi auguri di un sereno Natale. Ti abbraccio forte e avanti a tutta birra. Isabella

    • Grazie dei complimenti cara Isabella,
      mi auguro con tutto il cuore che il Teatro torni ad essere protagonista della nostra Cultura, e che l’angolino in cui si trova oggi, scompaia definitivamente …
      Questo il mio augurio e il mio impegno per il prossimo anno e per tutti quelli che verranno 🙂

      Ti abbraccio e ti auguro un sereno Natale per te e i tuoi cari , e avanti a tutta birra !!!

      Baci
      Barbara

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