Il Teatro è la Vita e la Morte

Il Teatro è Vita,
il Teatro è Commedia,
il Teatro è Tragedia,
vive di Vita rappresentata ,secondo regole e tecniche che la rendono Arte sacra ed eterna.

Il Teatro è Nascita e Morte…

Morte immortale,
morte che muta lo stato delle cose ,
Omega di un intero ciclo esistenziale,
trasformazione di forma e sostanza.

Ieri, durante la lezione con la Compagnia delle Sibille, commentando la mia ultima interpretazione della “Locandiera” di Goldoni, ho toccato le corde più intime di un discorso senza tempo , fuori dalla logica , portale verso l’Oltre che appartiene a tutte le “cose umane”, anche e soprattutto al Teatro, che è l’esperienza umana più autentica che si possa possa sperimentare.

L’Attore che sale sul palco, sa di doversi dare e comunicare, con tutta l’energia vitale che il suo corpo e la sua anima possiede.
Sa che l’atto si compie, che l’atto cade a accade dentro e fuori da sè, sa che nel momento esatto in cui il Rito si compirà, la sua vita cambierà.

Il movimento dell’energia sarà in linea orizzontale e verticale:
il suo orizzonte , il pubblico , riceverà la sua energia , e sarà pronto a ricambiare in una corrispondenza d’amorosi sensi;
la sua verticalità sarà l’immensità del cielo e la profondità della sua anima.
Dal profondo di quell’anima l’energia salirà,
salirà fino al cielo,
attraverso la sua voce e i suoi gesti,
come dono sacro e prezioso,
come dono incondizionato di sè al Mondo.

“Spingendo ” la sua interpretazione oltre i confini dello spazio scenico e del tempo senza tempo che avvolge l’Atto , l’attore sa che abbandonerà una parte di sè,sa che la sua energia vitale si trasformerà…
Ad un passo dalla vita,
ad un passo dalla morte…

la morte

Recitare , dare se stessi senza riserve e senza timori, è un po’ come morire…
Abbandonarsi, entrare nell’oblio , nella dimenticanza di sè e del mondo, per poi rinascere ogni volta , per poter nella ripetizione del Rito sublimare la propria essenza di essere umani.

E’ un processo lento, rivoluzione interiore che segna ogni ingresso in scena ed ogni uscita…
Perchè tutto ciò che nasce su quelle tavole è destinato a Morire,
a cambiar forma e mutare, per tornare alla Vita..

Perchè il Teatro è Vita
perchè il Teatro è Morte
perchè il Teatro è ancora Morte
perchè il Teatro è ancora e per sempre Vita.

(immagine presa dal web, Tarocchi, arcano numero 13, La Morte)

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14 thoughts on “Il Teatro è la Vita e la Morte

  1. Quello che rende uno spettacolo memorabile è sicuramente il coinvolgimento. Quando cioè chi sta sul palco riesce a far contribuire anche chi è spettatore a produrre energia all’interno di quella scatola magica. Tu sai farlo. E non è un complimento. È la verità. Buona giornata Barbara.

    • Tu sei speciale Marù …
      grazie di cuore per le tue parole,
      e per l’affetto con cui sei entrata nella mia vita e nel mio Teatro,
      ti abbraccio fortissimo amica cara,
      a te una buona giornata, oggi e sempre

  2. Interessante come ogni volta quello che scrivi sia in parallelo con ciò che vivo o su cui nei miei giorni indago. Il movimento orizzontale e verticale dell’energia. Il morire vivendo. Personalmente non sento di possedere un’energia, quanto piuttosto di esserne parte e tramite nel movimento dei rapporti. Fatti d’acqua, di luce, di suono, plasmare e incontrarci in increspature e onde.

    • Credo che questa corrispondenza tra i miei post e le tue ricerche personali e artistiche sia una dimostrazione tangibile del fluire dell’Energia Universale dell’Arte.
      Grazie per il tuo commento e la tua visita che è sempre gradita
      ti auguro una bella giornata.
      Barbara

      • Bello! Non l’avevo pensata in questo modo, ma ora che me lo fai notare, direi che è proprio così. Sorrido mentre ti faccio l’appunto che l’energia universale, è universale 🙂

  3. Per me la chiave di lettura del post è in questa frase : “Omega di un intero ciclo esistenziale,/trasformazione di forma e sostanza….”
    assolutamente il teatro è Vita perchè crea, da forma, da sostanza a ciò che si vuole rappresentare, al messaggio che si vuole proporre, è Vita perchè trasforma chi è sul palco, chiè stato scelto da questa arte sacra a rappresentarlo, la trasformazione avviene con l’annientamento di se stesso per donarsi a questa arte, e, come dici tu, quando ti annienti, muori, ma il teatro è Morte perchè dda quell’annientamento rinasce qualcosa di prezioso che inevitabilmente avvolge chi vive sotto quel palco, chi lo respira, anche solo una volta.
    Direi l’Alfa e L’Omega…e tutto si riallaccia: l’arte, l’uomo, la vita; l’arte del teatro, l’uomo che la fa respirare, la vita eterna dell’arte stessa che sfida i secoli.
    Il cerchio riparte e ritorna.
    Come parli tu di teatro…ben pochi.

    • Grazie per la chiusa perfetta come sempre mia cara amica, sì direi che il teatro è l’alfa e l’omega, la vita e la morte, l’oltre, il bene e il male, il teatro vive di quei luminosi contrasti di cui vive la vita, e da quei contrasti sa sempre generare una stella danzante…
      Il Teatro è vita che nasce e muore in una catena infinita , in un corso del tempo che va oltre ogni tempo…
      Grazie perchè sempre aggiungi ai miei post un’idea di valore.
      Ti abbraccio forte,
      Barbara

  4. A lezione lunedì e’ stato bello ascoltarti raccontare le tue sensazioni durante e dopo quei meravigliosi 50 minuti di interpretazione de “la locandiera” , meravigliosi perché chi ha avuto la fortuna di ascoltarti recitare e’ stato ripagato da una nuvola di energia che ci ha avvolto e portato dove tu volevi che fossimo con te.
    Quando a lezione hai detto la frase: ” quanta roba ho lasciato alle spalle ..ma proprio tanta ..e sono rinata ..” Beh …penso che questa rinascita deve essere una cosa che va oltre l’immaginazione e che spero un giorno mi aiuterai a provare.

    “Lo spettacolo, grazie alla soppressione della scena, si estenderà alla sala intera del teatro e, partito dal suolo, si arrampicherà sui muri mediante leggere passerelle, avvolgerà fisicamente lo spettatore, lo terrà in una atmosfera ininterrotta di luce, di immagini e di rumori” – Antonin Artaud

    E’ quello che hai fatto tu …

    Bacissimi

    PaolaSibilla

    • Ecco una delle mie allieve Sibille che ha intrapreso con me il cammino del teatro…
      Grazie per ogni parola scritta e detta sulla mia Mirandolina, grazie per l’impegno che stai mettendo in ogni lezione per assimilare le tecniche del teatro e conoscere la profonda bellezza che questa arte racchiude in sè.
      Di una cosa puoi essere sicura, il mio impegno ora e sempre sarà quello di aiutarti a tirar fuori, spettacolo dopo spettacolo ,tutto ciò che la tua anima contiene, le gioie , il dolore, l’amore, l’intera gamma delle emozioni umane che hai provato o proverai,ti insegnerò a gestire il tuo emozionale, perchè il teatro è un immenso abbraccio che ognuno deve a se stesso, perchè il teatro ci insegna ad amarci , a saperci riconoscere affinchè il mondo possa riconoscerci.

      Cara Paola, sono molto felice di averti come allieva, continua a lavorare sempre con la gioia nel cuore.
      Ti abbraccio forte
      Barbara

  5. ciao Barbara…tu che con le parole mi fai sempre scoprire cose che avevo PERSO…DA quando ho iniziato a seguire le tue lezioni ( E NON SOLO LE TUE) sto vivendo una nuova storia della mia VITA..Ed vero,che ogni volta che saliamo sul quel palco magico,rinasciamo e moriamo nello stesso tempo…anche per pochi minuti,il tempo si ferma,e intorno a noi c è veramente quella energia astrale che come magia ci protegge da tutto ciò che è esterno…e nostre parole o movimenti che andiamo..a dire o fare,in quell’istante è solo nostro e del pubblico che ci ascolta… E questo che rende magico il TEATRO,per chi recita e chi lo segue con amore…il teatro è SACRO…(COME DICI TU)…un abbraccio e buon giornata……

    • Caro Paolo grazie di cuore per le tue parole e il tuo commento, bellissimo il passaggio in cui scrivi che le parole che ti dono , (che appartengono al Teatro , io sono solo un tramite)ti hanno aiutato a ritrovare” cose “che avevi perso…
      Vorrei dirti che, in realtà ,quelle “cose” che sembravano perdute , erano solo ben nascoste dentro di te, non ti hanno mai abbandonato, aspettavano solo di tornare alla luce, e il Teatro sta illuminando quella parte in ombra della tua anima , da cui sono certa continuerai a far emergere le emozioni più vere e profonde che possiedi.
      Ti abbraccio forte,
      Barbara

  6. Il Teatro è davvero Vita e Morte, in un ciclo perenne come quello della Natura in cui nulla può nascere se qualche cosa non muore, come nell’esempio celebre del chicco di grano che muore per far nascere la pianticella di frumento che diventerà spiga. Nulla dal nulla. Quindi un personaggio di una tragedia, per esempio Amleto, quando esce dalle pagine di un libro, non può nascere e vivere se l’attore che lo impersona sul palco non è a poco a poco morto, non ha annullata la sua identità per nascere come altro da sé, come Amleto con la sua tormentata identità. Questo Amleto nato sul palco, però, non vive davvero se l’attore non ha l’arte di trasmettere l’essenza del principe danese Amleto al pubblico, in quel moto orizzontale e verticale di cui perfettamente Barbara ha scritto. Quando la tragedia è finita, Amleto muore sul palco lasciando rivivere a poco a poco l’attore che lo ha interpretato, chiudendo così quel cerchio che si ripeterà ad ogni rappresentazione. Il Teatro è eterno come il ciclo perenne di nascita e di morte nel Tempo e come l’Arte immortale, “finché il sole risplenderà sulle sciagure umane”.
    Giorgina Busca Gernetti

    • Sempre graditissimo il tuo commento cara Giorgina, come hai ben descritto il teatro è arte eterna, che eternamente dura.
      Splendida la chiusa del tuo commento e piena di verità, finchè il sole illuminerà le nostre sciagure il teatro potrà e dovrà rappresentarle, perchè la catarsi e la rinascita si compiano ad ogni chiusura del Rito, passando attraverso il Portale della Morte , che tutto trasforma su quel palco…
      Grazie per la tua presenza costante nel mio blog,
      con stima sempre viva,
      Barbara

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