Il Teatro Poetico

danza

Nella lezione di ieri , ho spiegato ai miei allievi quanto la mia idea di Teatro sia vicina alla Poesia.

Poesia della voce,
Poesia del gesto…

Perchè la poesia è un atteggiamento mentale, è luce interiore, è vita e passione:

“Solo la poesia ci potrà salvare…
e allora il poeta deve parlare, deve prendere la materia incandescente della vita e farne oro colato…”

(Alda Merini)

La poesia può e deve salvarci , “aprendo un varco verso la Sostanza” , come scriveva David Maria Turoldo, ed ecco perchè desidero che i miei allievi apprendano “la Recitazione poetica”.

Citerò a tal proposito un grande artista , mimo, attore e pedagogo francese , Jacques Lecoq(Parigi1921/1999) che nel suo testo “Corpo poetico” spiega con arte, come compiere un “gesto poetico”.

Un gesto è tanto più poetico quanta più tensione drammatica riesce a trattenere dentro sè e fuori da sè.
Un gesto per divenire da naturale a poetico pretende di essere pensato,provato, sentito, e poi attuato.

A sostegno del lavoro dell’attore interverrà la respirazione…
Il respiro è vita,dà un tempo alla nostra vita, può accelerare o rallentare a seconda dell’emozione provata..
Il Teatro è rappresentazione di quella vita,e come tale risponde alle leggi che la regolano: “contrazione e rilassamento”.

Ogni gesto dovrà accordarsi alla respirazione, che ne determinerà la qualità teatrale, l’intenzione , la natura , l’essenza.

Per comprendere meglio tale concetto riporterò un passo di Lecoq:

“Sono in piedi, alzo un braccio in verticale per dire addio a qualcuno…
Se facciamo questo movimento inspirando quando alziamo il braccio ed espirando poi sul ritorno, proviamo un sentimento positivo d’addio.
Se facciamo l’opposto, alzando il braccio sull’espirazione per abbassarlo sull’inspirazione , la tensione drammatica diventa negativa:non vorrei dire addio , ma sono costretto a farlo!”

Ecco perchè sempre raccomando ai miei allievi di non trascurare la respirazione, sia quando devono pronunciare parola,sia quando devono compiere un gesto , anche se minimo.

Respirare e Rallentare…

Prendersi tutto il tempo del mondo per parlare e muoversi; solo così si riuscirà ad essere poetici e teatrali…
Continuate a respirare cari allievi, sempre più consapevoli dell’importanza di quel respiro, perchè è attraverso quel respiro, (che sosterrà la tecnica attoriale ) che darete vita e corpo al personaggio da interpretare.

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(immagini prese dal web)

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15 thoughts on “Il Teatro Poetico

    • Cara sarahmaria76,grazie per il commento , molto interessante la frase del tuo maestro , direi che rallentare e respirare in modo più consapevole può aiutarti anche e soprattutto nella vita…
      in questo caso teatro e vita coincidono perfettamente:)
      una buonanotte per te, e buon respiro!!!
      Barbara

  1. In effetti la respirazione e’ importante..quando siamo stressati emotivamente ci consigliano sempre di fare un bel respiro profondo!
    Peraltro e’ vero che gli spettatori sono influenzati dal respiro dell’attore…Adeguano la loro respirazione a quella dell’attore?
    Ciaooo

    • Cara Paola, quando l’attore è bravo e preparato dovrebbe tener legati gli spettatori non solo con le sue parole e i suoi gesti ma anche con il suo respiro…la tua osservazione è molto pertinente, così come è vero che il respiro profondo aiuta a rilassare mente e corpo, ti mette in contatto con il Se profondo e nascosto, è chiave per arrivare a toccare la nostra essenza…ed in teatro abbiamo bisogno di essere in contatto costantemente con la nostra essenza …
      perciò vi insegnerò a respirare con consapevolezza e profondamente , sarà argomento di studio e approfondimento del corso:)
      un bacio grande e buonanotte
      Barbara

  2. Respirare… Da quando mi sono operata al naso sono ancora più consapevole di quanto quello che scrivi sia importante. Anche se non sono un’attrice:-). Prendere fiato, sul serio o come metafora, non c’è dubbio faccia bene. Buonanotte amica mia! 😘

    • carissima amica, sono certa che l’intervento ti abbia reso più consapevole del tuo respiro, e credo sia una cosa molto buona, perchè saper prendere fiato per bene può davvero aiutarti anche nella vita, respirare profondamente e lentamente ….è come aprire metaforicamente delle porte che fino a quel momento erano rimaste chiuse…ed è questo il fine del mio lavoro, aprire cuore e mente dei miei allievi e di tutte le persone che vorranno avvicinarsi a me e al mio teatro..
      ti abbraccio fortissimo, una buonanotte per te amica cara
      Barbara

  3. E`vero la poesia e`il sospiro dell`anima, un battere di ali, il respiro di un angelo. Grazie io mercoledi non sono venuta a lezione, e me ne dispiace, ma le poche parole di spiegazione sul tuo blog mi hanno fatto capire e sentire tutta la “poesia” del tuo animo e quidi ho potuto capire la mia necessita` di poesia. Grazie grazie infinitamente grazie

    • Grazie a te cara Paola , non preoccuparti per la lezione saltata , tanto lo sai come sono fatta, amo ripetere con passione tutti i concetti che desidero entrino nella vostra mente e nel vostro cuore, perciò continuerò a parlarvene anche la prossima settimana, e ti dico già che farete l’esercizio che ho descritto nel post del maestro Lecoq…
      Un abbraccio forte
      Barbara

  4. Se partiamo dal concetto del respiro, possiamo dire che il respiro è vita. E’ il primo atto che ci fa spandere i polmoni alla nascita, è il primo atto d’amore che compiamo incosciamente verso chi ci ha tenuto al caldo del suo corpo per mesi, gli mostriamo la poesia di quel pianto perchè lì c’è vita. E se sappiamo respirare la vita tutto diventa poesia: la voce, il gesto, l’armonia del corpo stesso, anche ne dramma. Oggi si è persa la poesia della vita, si va di corsa e il respiro non è più armonia, è affanno.
    Tecnicamente è fondamentale “respirare” bene, come dici tu determinerà la riuscita….Io, profana di questo, non posso parlarne, ma mi allaccio ad una parola che usi divinamente: “Sacralità”. Respiro+poesia+teatro=Sacralità, cioè sentire che quel momento sul palco non può essere svenduto, va “respirato”, va fatto “poesia”, va donato all’eterna arte del rappresentare.

    • Che devo dire di più?
      Come sempre sei la chiusa perfetta dei miei post, non sei per niente profana cara amica mia,e puoi con diritto parlare di sacralità perchè ne hai compreso l’essenza profonda che appartiene al mio teatro e al teatro tutto,fin dal suo sorgere, raggiungendo l’apice del sacro nel teatro greco con Eschilo,Sofocle e Euripide…
      E’ un commento meraviglioso, grazie per averlo condiviso con me e tutte le persone che amano il teatro.
      Ti abbraccio forte
      Barbara

  5. Ecco, il post sarebbe chiuso, e io in ritardo busso alla serranda. Non importa, lascio un biglietto. Bella la suggestione di una spirale virtuosa tra poesia e vita, tra gesto naturale e gesto poetico (trovo – per inciso – che fuori dal teatro un gesto naturale sia perfettamente anche poetico) , dove il viaggio è mediato dal respiro, dalla consapevolezza del respiro, che è ciò che ci permette di rendere oro colato la materia incandescente della vita e che ci apre un varco verso l’essere. Penso che non esista un “proprio sé”, per quanto ci si sforzi di andare in profondità, se non come schema e costruzione mentale. L’essenza è vuoto ed è tutto e di tutti. Avrai certo osservato come il corpo respira, senza necessità di alcun pensiero. E’ bellissimo lasciar entrare l’aria, lasciarla uscire, attendere, lasciarla entrare di nuovo… la vita, la poesia, il teatro…

    • Apprezzo molto il biglietto lasciato sulla serranda del mio post…
      faccio mia la suggestione del movimento naturale della vita che nel suo compiersi nell’immediato porta con sè il profumo della poesia, che è vita, che è respiro, che è consapevolezza di sè e del mondo,quel mondo che è vita e ancora poesia e ancora teatro…una spirale emotiva e poetica…
      grazie per le tue parole e l’attenzione che hai portato alle mie…
      una buona giornata
      Barbara

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