Le cose dell’Amore…”tà aphrodìsia”

“Amore appartiene all’enigma, e l’enigma alla
Follia”

Amo il Teatro perchè ogni fine coincide sempre ed inevitabilmente con un nuovo inizio…
Concluso uno spettacolo(alludo al” Marilyn” , al quale in settimana , appena avrò il video, dedicherò un post), so che un nuovo progetto è pronto ad attendermi, e so che prenderà la mia mente, con quella forza e quell’energia che sempre porta con sè.

Lo Spettacolo che sto preparando, che andrà in scena a fine Ottobre, avrà come oggetto l’Amore, e proprio all’Amore e alle sue dinamiche ho deciso di dedicare alcuni post , partendo dalle considerazioni filosofiche, poetiche,teatrali di grandi intellettuali e scrittori,come Umberto Galimberti, che nel suo saggio “Le cose dell’Amore” ci consegna una pagina capace di penetrare con acume e genialità, nei meandri di un sentimento tanto nobile e complesso.

il bacio

(Il Bacio, Francesco Hayez)

“Nell’Amore, l’amante e l’amato si sentono reciprocamente destinati, mossi cioè da una forza che , da una parte li separa e governa ,e dall’altra , rappresenta quanto di più specifico compete all’uno e all’altro.
Si dirà: un sentimento non garantisce nulla, un sentimento può anche ingannare.
Così è infatti.
Un sentimento non ha alcuna realtà al di fuori della psiche che lo sperimenta, dunque nessuna garanzia ontologica.
E’ un evento, non una res, una cosa.
Si radica in se stesso.
Per questo può apparire effimero come una falena, o immortale come un Dio.
Non sappiamo cosa sia l’amore.
Sappiamo solo che abitandolo , l’amante si sente destinato all’amato e questo a quello.
E allora , per questo sentimento che non ha radici fuori di se stesso, si attua quel miracolo del tutto inesplorabile dell’entusiasmo amoroso, in cui dice Jaspers: la singola persona finita diventa l’uno e l’Assoluto.

E’ del vuoto che ci si innamora , non del pieno, perchè amore è trascendenza non simbiotico rapporto duale..
Amore si dà solo là dove ci sono costruzione , proiezione,invenzione , ideazione.
Nessuno infatti ama l’altro, ma ognuno ama ciò che ha creato con la materia dell’altro.
Siamo irriducibilmente racchiusi nella nostra solitudine,e se trascendenza si dà, questa percorre lo spazio che c’è tra la natura e la sua trasfigurazione.
Ciò che si ama è dunque la nostra creazione, non la natura, ma ciò che a partire dalla natura, siamo in grado di creare…”

Consiglio, come sempre, la lettura completa di questo saggio incredibile, edito da Feltrinelli.

“Quanto alla divina follia ne abbiamo distinto quattro forme,a ciascuna delle quali è preposta una divinità: Apollo per la follia profetica, Dioniso per la follia iniziatica, le Muse per la follia poetica, mentre la quarta, la più eccelsa, è sotto l’influsso di Afrodite e di Amore”

(Platone , Fedro)

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11 thoughts on “Le cose dell’Amore…”tà aphrodìsia”

  1. Sicuramente amiamo ciò che abbiamo cotruito in noi, nella nostra mente, nella nostra anima; amare è dare piacere per riceverlo, forse una forma di egoismo; amare è vedere nell’altro quello che noi vogliamo vedere, quello che noi vorremmo fosse, altrimenti non si spegherebbero i femminicidi che potevano essere evitati….Amare è una costruzione…ci può stare. Ma amare è anche follia, istinto, odore, emozione…la natura ci ha dotato dei sensi anche per questop, non posso credere che tutto si riduca in un “costruire”, la magia si spegnerebbe come una candela, non ci sarebbe più la luce della passione negli occhi, dell’eros nel corpo, della delicatezza nelle mani….

    • Rimanendo in un ambito filosofico-psicologico, che è quello di Galimberti, l’esperienza amorosa è sempre esperire dell’io, l’altro rimane sempre ad una certa distanza da noi, anche quando sentiamo di essere una cosa sola di due, anzi direi soprattutto in quel momento per paradosso.
      Tutto è rapportabile all’io, pur rimanendo viva e legittima la tua richiesta , che è quella magia che si traduce in sorrisi , sguardi, passione, carezza, occhi e mani…ma è esperienza individuale, pur essendo un movimento a due, che ciascuno vive per sè e dentro sè…
      questo è il messaggio che arriva forte attraverso le parole del saggio citato..non è la verità assoluta ma è una prospettiva assolutamente vera a mio modesto giudizio:)
      grazie per il commento fulvialuna1 , è sempre un piacere leggerti e risponderti

      • Il nostro io è sicuramente importante , sicuramente ognuno vive l’esperienza del proprio intimo, ma amare non è forse cedere una parte di quell’io? Se si, non è forse venire allo scoperto anche per il piacere di fonderesi con un’altro io?

      • carissima, amare è anche cedere parte di quell’io, molto difficile da fare e confermare in ogni atto d’amore, ma è assolutamente vero ciò che scrivi…

  2. Sai Barbara, non mi piace il concetto che ‘ognuno di noi non ama l’altro ma ognuno ama ciò che ha creato con la materia dell’altro’. Se guardo alla realtà finora almeno nella mia vita è sempre stato così ma continuo a cercare qualcuno da amare, altro da me. Un polo da cui essere attratta. Difficile spiegarmi. Ma l’idea che ci innamoriamo di una proiezione e non di qualcosa di reale mi inquieta. Buona giornata!

    • la sensazione di inquietudine che lascia questo testo è giustificabile, ma io credo che il saggio voglia solamente essere di supporto per aiutarci ad entrare nel meglio nel mistero del sentimento amoroso, per farci capire che tutto è dentro di noi e a noi riporta, anche l’amore.
      una buonissima giornata per te!

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