“Elogio della Lentezza”…Una lezione di Teatro

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Un breve post , nato dalla lezione che ho tenuto ai miei allievi ieri in Accademia.
Ho chiesto loro di immaginarsi sul palco, fuori dalla catena spazio-tempo , e di prendersi tutto il tempo necessario per compiere un gesto e pronunciare una parola…lentamente…senza nessuna fretta, o ansia, nella libertà assoluta di essere se stessi.

Sì perchè il Teatro è una scuola di libertà interiore, sul palco siamo finalmente liberi, lontano da ogni condizionamento, siamo talmente liberi , che ci sentiamo in imbarazzo, soli, quasi abbandonati, ma il senso di abbandono che ci travolge, è quell’oblio e quella dimenticanza, tanto cara a Carmelo Bene.

Sul palco siamo finalmente in contatto con la nostra essenza..
Tutto ciò spaventa inizialmente, ma gesto dopo gesto, parola dopo parola , ecco che improvvisamente ci troviamo di fronte a noi stessi, nudi, soli, ma nella Verità assoluta.

Ho chiesto ai miei allievi di dimenticare tutto e tutti, di tornare lentamente a “sentirsi”, di riprendersi il tempo perduto, di tornare ad assaporare il gusto delle parole, di pronunciarle lentamente, consonanti e vocali nella loro melodia originaria, suono, luce, verità, Bellezza , tutto in una parola, nel suo significante,prima ancora che nel suo significato.

Tutto lentamente…

Perchè sul palco il tempo non esiste, siamo oltre il tempo, dentro tutto il tempo, passato , presente , futuro, racchiusi hic et nunc, qui e ora, dove non siamo mai, perchè sempre inghiottiti dal momento prima o da quello dopo.

Che sia benedetta la lentezza, che ci aiuta a ritrovare il senso delle cose..
Che sia benedetto il Teatro, e le infinite possibilità di Essere che dona a coloro che umilmente si avvicinano a lui.

siracusa01

(immagini prese dal web)

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19 thoughts on ““Elogio della Lentezza”…Una lezione di Teatro

  1. Non amavo la lentezza finché non ho capito che arrivare prima non serve. E che ‘tirare il freno a mano’ come dice un mio caro amico ti consente di vedere cose che altrimenti non vedresti. Non è facile quando tutti e tutto intorno a te corrono. Grazie per avermelo ricordato.

  2. Momenti di lentezza del genere spesso me li prendo, ma da sola o almeno senza farmi notare… Non ci riuscirei davanti ad altri.. non saprei spiegare bene perché ma è come se avesse a che fare profondamente con se stessi.

    • ti assicuro che quando sei sul palco e provi ad eseguire l’esercizio assegnato, il mondo scompare, sei solo ed è una solitudine profonda e originaria…non vedi e non senti altro che te stesso…da quella solitudine e da quel silenzio nascerà la tua stella danzante:)
      so che non è semplice da comprendere ma è un’esperienza incredibile che almeno una volta nella vita andrebbe fatta, sempre seguiti e guidati da un valido insegnante..grazie del tuo commento, che ho molto gradito

      • grazie a te carissima, sono felice di averti dato un nuovo spunto per lavorare su te stessa, la vita è lunga e ricca di esperienze,e chissà che in futuro tu non decida di provare anche il teatro, te lo auguro, perchè tanto può donare alla tua vita

  3. Dentro a questo movimento contemporaneo, dove la corsa quotidiana scandisce il tempo sovrapponendo “prima/durante/dopo”, ho bisogno di tempi lenti per riappropriarmi dei miei spazi profondi…luoghi dove ritrovarmi. E non posso fare a meno di confrontare un periodo nemmeno tanto addietro, con l’oggi che mi assale …
    Non ho mai fatto teatro (nemmeno nelle recite scolastiche, intendo), perché non ho una buona memoria, ma credo mi sarebbe piaciuto 😉

    • grazie del tuo commento,bello e vero, direi che il teatro è proprio quel luogo di cui parli, in cui ciascuno può trovare o ritrovare se stesso, e sono certa che ti sarebbe piaciuto fare teatro, leggendo dentro le tue parole:)
      Il problema della memoria in realtà è un non-problema, perchè la memoria è solo un muscolo , che con il dovuto allenamento può migliorare nelle sue prestazioni..a questo proposito , se avrai tempo e piacere, leggi il mio post dedicato esclusivamente alla memoria.
      una buona giornata per te

  4. Il teatro è una grande scuola e una meraviglisa apertura per l’anima, recitare senza la manipolazione di una macchina da presa, dalla deformità della pellicola ti rende padrone di te stesso.
    Il tempo è diventato padrone delle nostre vite, ci intrappola, ci costringe, ci comprime, come in una pellicola, il film è la nostra vita.
    Il teatro è libertà. Davanti non hai nulla, hai il vuoto e se te ne apppropri rallenti, perchè capisci che la vita va assaporata senza correre, il tuo io lo devi ascoltare bene e per farlo devi rallentare.
    Da quando vivo qui, lo stop alla mia vita frenetica è stato fondamentale per ritrovare completamente me stessa.
    Fortunati i tuoi allievi ad avere una persona intuitiva, intelligente come te.

    • Carissima , è sempre un piacere leggere i tuoi commenti ai miei post, ed è proprio come dici tu, il teatro è libertà, di essere e di fare, nei tempi e nei modi che la tua anima ti suggerisce, esistono delle regole chiaramente, ma sono regole che non costringono, bensì sciolgono tutti i nodi che abbiamo dentro da tempo immemore…

      è un esercizio di amore verso se stessi…
      credo che non ci sia niente di più bello..

      grazie sempre per i complimenti che mi riservi e che mi lusingano davvero

  5. La lentezza è qualcosa che si conquista in contesti dove tutto fa credere che per essere felici bisogna diventare sempre piu’ veloci e multitasking. Mi piace molto ciò che hai scritto sul teatro, quello che comporta a livello psicologico. Ciao 🙂

    • grazie mille Mara, hai detto bene, teatro e psicologia sono strettamente connessi, da insegnante lavoro sulla postura del corpo e sulla voce dell’allievo, ma corpo e mente sono legati , voce e anima sono una cosa sola,(la nostra voce e l’espressione delle nostre variazioni interiori) ed ecco che inevitabilmente finisco per lavorare sulla psicologia della persona, che attraverso il teatro arriva a sondare profondità dell’anima , sino a quel momento rimaste ignote.

      Grazie per il tuo commento che mi ha permesso di chiarire ancora meglio alcuni aspetti del mio lavoro:)

  6. Cara Barbara, mi sovviene un bellissimo aforisma di Baltasar Gracian: ” Nel godere,si vada lenti, nell’ agire, in fretta”
    Ecco…il Teatro è anche e Godimento che sazia l’ anima
    Un sorriso per una bella giornata
    Mistral

    • bellissimo questo aforisma, che non conoscevo:)
      e vero….
      il teatro è un balsamo miracoloso che cura le nostre ferite e ci aiuta ad entrare in contatto con la nostra bellezza e con il mondo…
      grazie sempre per i tuoi commenti che leggo con gioia, un sorriso anche per te e una splendida giornata

  7. Sono convinta anch’io che la lentezza nel teatro, mentre si recita una parte, sia fondamentale. Prima di tutto per acquisire totalmente la libertà dello spirito da tutto ciò che sta attorno, soprattutto dai condizionamenti che stringono come catene. In secondo luogo per entrare profondamente nel personaggio, cui dar vita con un eloquio chiaro, comprensibile per l’uditorio, ben modulato nei toni e nel timbro, ma soprattutto quasi sillabato, affinché ogni suono, vocale o consonante che sia, risulti percepibile. La parola non è solo significato ma anche suono, quindi la dizione corretta e accurata fa delle parole una musica in cui ogni nota deve avere il giusto rilievo.
    Solo la lentezza permette di recitare in modo così perfetto.
    Grazie per la bella lezione di teatro.
    Giorgina BG

    • Grazie a te Giorgina , perchè hai colto esattamente il senso più profondo della mia lezione sulla “lentezza”; come ben dici, la parola non è solo significato ma anche significante, suono puro, che deve essere restituito all’ascoltatore nel momento in cui pronunciamo ad alta voce un testo, qualunque esso sia.
      Bellissimo commento, grazie ancora

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