Una poesia di Mario Luzi

Proprio oggi pomeriggio, durante una lezione avuta con la mia allieva Lucia, ho preso tra le mani il tomo dei Meridiani Mondadori dedicato a Mario Luzi, l’ho aperto, e ho ritrovato una splendida lirica del poeta , direi la voce più alta dell’Ermetismo Cattolico del secondo Novecento.

L’abbiamo letta e commentata insieme.

La lirica si intitola “Madre , madre mia” la raccolta da cui è tratta si intitola “Per il battesimo dei nostri frammenti”e la trascrivo per voi perchè ritengo sia insieme a ” La Barca” Aprile-Amore”e “Vola alta parola“, un momento di bellezza assoluta.

Ho avuto l’onore di conoscere e lavorare con Mario nel novembre del 2004, facemmo insieme uno spettacolo di poesia che ricordo con grande emozione, e un pizzico di nostalgia.

Era un Maestro, un uomo gentile e garbato, era poesia ogni suo gesto e ogni sua parola:

Madre ,madre mia
l’essere molto amati
non medica la solitudine,
la affina
anzi,la escrucia in un limìo
d’inanità e di rimorso-
Posso,
sì, averlo udito
perdutamente
parlare così il discorso…
E intanto
taceva il suo contrario
in ogni lingua
ma io lo ricordavo,
per me era presente:
“Amare,
questo sì ti parifica al mondo,
ti guarisce con dolore,
ti convoglia nello stellato fiume

e sono
dove tu sei, si battono
creato e ed increato,
allora,in un trepidare unico.
Allora,in quel punto.” Lo ricordavo
.

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