“Oh Capitano , mio Capitano…è forse un sogno che sei morto padre caro?”

Proprio ieri nel mio post, citavo la tragica fine di un grande poeta, Cesare Pavese, che si tolse la vita nell’agosto del 1950.

Stamattina ho appreso, con sgomento, la notizia del suicidio di Robin Williams…

Era un attore immenso…risiede nell’Olimpo dei dieci attori più talentuosi dell’ultimo secolo, insieme a De Niro, Al Pacino e pochi altri talenti indiscutibili.

Maschera tragica e comica, capace di emozionare e far piangere in pellicole come “L’Attimo Fuggente , Patch Adams, Aldilà dei sogni”
e poi, come acrobata esperto , capace di donare sorrisi e avventure a grandi e piccini, con “Mrs Doubtfire e Hook Capitan Uncino”.

Negli ultimi anni, era stato pressochè dimenticato dalle produzioni più importanti di Hollywood.
Lo vidi qualche settimana fa in un piccolo cameo di un film intitolato “The face of love”, poche inquadrature e poche battute, per un attore che avrebbe meritato, sempre e comunque, un protagonismo assoluto…

Ma il cinema è così…

Può averti acclamato anche imperatore, ma basta un giro di ruota perchè tutto cambi…e tutto sia divorato dall’oblio…

Quell’oblio che diviene abbandono…e solitudine …fisica e mentale…ed è nella solitudine, che l’anima si ammala e muore…

Ma attori come lui, noi poveri mortali, non li dimenticheremo, soprattutto guardando al panorama artistico attuale, così deludente.

“Oh Capitano mio Capitano”….

Voglio ricordarlo come l’insegnante stravagante ma portatore di bellezza e verità , dell’Attimo Fuggente,un uomo capace di sfidare le convenzioni sociali e il perbenismo ipocrita, della classe borghese di quel tempo e di ogni tempo…un insegnante che aiuta i propri allievi a guardarsi dentro , con meraviglia e stupore, lasciandosi travolgere da quella luce fortissima che ogni anima , quando ben guidata, è in grado di rivelare.

“Oh Capitano, mio Capitano
il nostro viaggio tremendo è finito
la nave ha superato ogni tempesta
l’ambito premio è vinto
il porto è vicino
odo le campane…

Ma o cuore!cuore!cuore!

Rosse gocce sanguinanti sul ponte
dove è disteso il mio capitano
caduto morto, freddato.

Oh Capitano , mio Capitano
alzati e ascolta le campane
chiamano te le masse ondeggianti,i volti fissi impazienti..

Oh Capitano , mio Capitano
è forse un sogno che sei morto padre caro?”

(Walt Whitman)

Arrivederci Capitano….

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