“Dove sei tu, luce è il mattino”…la Poesia di Cesare Pavese

Nel mio prossimo spettacolo sull’Amore,che andrà in scena il prossimo Ottobre a Roma, avrò finalmente l’occasione di leggere alcune delle più belle liriche di Cesare Pavese(S. Stefano Belbo 1908/Torino1950), una delle voci poetiche italiane più importanti della prima metà del Novecento.

Nel video proposto , Gassman ci regala la sua interpretazione di “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”,versi di straordinaria intensità emotiva , sintesi luminosa di un percorso umano, destinato alla distruzione e al silenzio…

Perchè Pavese è il poeta dei silenzi…
Perchè il suo animo schivo e introverso, generava parole di amore , amore disperato, in attesa di una risposta tanto cara e tanto desiderata.

“Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna dal mattino alla sera,
insonne, sorda,come un vecchio rimorso o un vizio assurdo.
I tuoi occhi saranno una vana parola ,
un grido taciuto, un silenzio.”

Eros e thanatos si fondono e confondono nel ritmo serrato dei suoi versi , il tempo della poesia coincide con il battito del cuore, tempo che chiede tempo e annulla tutto il tempo…
Forse un gioco di parole, ma il gioco diviene realtà fonetica, nel momento in cui si tenta di avvicinarsi alla lettura di questi versi….

Lettura che pretende riflessione…
E assoluto rispetto per una vita di arte e dolore, che si chiude con il gesto estremo del suicidio nell’agosto del 1950, in un albergo di Torino.

“A tutti chiedo perdono, non fate troppi pettegolezzi”

Queste le sue ultime parole, parole di perdono, che si chiede come dono, e che sempre tarda ad arrivare quando più se ne ha bisogno…

Questo era Cesare Pavese…

Il mio ritratto è breve, non esaustivo rispetto alla grandezza dell’uomo e del poeta , ma mi auguro di stimolo , per gli allievi e per tutti gli appassionati, per approfondire.
Vi consiglio “I dialoghi con Leucò”, “Il mestiere di vivere” e tutta la raccolta poetica,editi da Einaudi…

“Dove sei tu, luce è il mattino.
Tu eri la vita e le cose.
In te desti respiravamo
sotto il cielo che ancora è in noi.
O luce, chiarezza lontana, respiro affannoso,
rivolgi gli occhi immobili e chiari su di noi.
E’ buio il mattino che passa senza luce dei tuoi occhi…”

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4 thoughts on ““Dove sei tu, luce è il mattino”…la Poesia di Cesare Pavese

    • scusami per il ritardo nella risposta, direi che Freud avrebbe avuto molto da dire circa la vita e l’anima di questo grande poeta, davvero grande e ancora troppo poco conosciuto per quello che sento attorno a me…
      grazie per il commento e per il like

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