Alberto Sordi “Il sorriso di Roma”

Alberto Sordi è il sorriso della città di Roma.

Attore straordinario, un comico dell’arte, un guitto,una maschera tragica e comica.
Sì perchè a dispetto di ciò che comunemente si crede,Sordi riesce a esprimere le sue note drammatiche, con altrettanta forza e intensità(ricordo il film”Detenuto in attesa di giudizio e “Un borghese piccolo piccolo”).

Un percorso artistico che passa attraverso mille esperienze , tra cui anche il doppiaggio e la radio , che gli consentirà di sperimentare alcune caratterizzazioni, poi passate alla storia come “il compagnuccio della parrocchietta ” e “il Conte Claro”.

Anche nel video che ho proposto si parla di un conte..
Il conte Alfonso…

Conte decaduto si intende, senza una lira , come si dice a Roma , ma che caparbiamente si ostina a vivere nel suo palazzetto , servito dal suo stonato e “incatenato” maggiordomo(il grande Turi Pandolfini), e che per sopravivvere chiede soldi in prestito all’avaro fratello Giuseppe (Nino Taranto) con la promessa di non restituirglieli mai;))

Il Film è “Arrivano i dollari”del 1957, diretto da Mario Costa,
non è uno dei film più visti e conosciuti, ma ritengo che i primi due minuti del filmato siano una perla comica che deve essere vista , come del resto l’intero film, che consiglio a tutti voi, nel cui cast ci sono altrettanti bravissimi attori , del calibro di Mario Riva, Isa Miranda e Riccardo Billi.

I personaggi descritti dal grande Alberto sono tutti così…è l’italiano medio che vive attraverso la sua maschera, quello che lavora o fa finta di lavorare,il marito amoroso sia con la moglie che con l’amante ,il cinico, l’ avaro, il bugiardo ,il traffichino,insomma tutti quei “TIPI FISSI” che hanno reso grande la Commedia greca e romana e che, nel loro essere sempre uguali a se stessi , nel ripetere costantemente i loro vizi, senza nessuna possibilità di riscatto, hanno reso altrettanto grande le interpretazioni di Sordi.

Che aveva un talento strepitoso…
Talento assoluto…
Uno come lui non nascerà più.

che la forza sua lo sai che d’era?
esse n’ vurcano , na forza , n’terremoto,
che ar dunque , te pareva davero, un romano qualunque!”

(“estratto dall’ Omaggio ad Alberto Sordi”)

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