La Teatralità dell’Arte: Caravaggio e la Violenza delle Ombre

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A partire dal mese di Settembre, proporrò ai miei allievi, un ciclo di lezioni sulla teatralità dell’Arte, studiando da vicino gli autori che, nel corso dei secoli, hanno, nella pittura e nella scultura, reso i loro soggetti fortemente espressivi, e quindi teatrali, grazie all’esaltazione del colore e alla modulazione della luce.

L’ artista che ha rappresentato nelle sue tele, più che dipinto, è Caravaggio.

Ognuna delle sue opere, è atto di un dramma , che si compie nel momento in cui lo spettatore posa l’occhio sulle ombre violente e sulla luce metafisica, che dominano la sua scena.

Scena drammatica quindi, intrisa di sangue e carne, tragica, perchè pretende una vittima sacrificale da immolare, perchè si compia la catarsi finale, tanto cara al Teatro Greco delle origini.

Proprio come nella “Deposizione” , oggi nella Pinacoteca Vaticana, iniziata nel 1602 e portata a termine nel 1604.

Vorrei che i miei allievi, e tutti gli appassionati, guardassero la tela lasciando che i personaggi ritratti parlassero, ora con la smorfia di dolore del volto del Cristo, ora attraverso le mani alzate al cielo di Maria di Cheofa, ora con lo sguardo nero e scavato di Giuseppe d’Arimatea, che fissa intensamente il pubblico, ora con la mano della Maddalena che si posa dolcemente sulla fronte, ora con il viso dolorante e rugoso della Vergine, che guarda attonita il corpo livido, ormai posseduto dalla morte, del Figlio di Dio.

Tutto ciò che Caravaggio ha dipinto è teatro.
C’ è il dolore,
c’ è il tragos,
e c ‘è la purificazione e la rinascita ad una nuova vita.

E l ‘attore , o l’allievo attore, non può prescindere dallo studio della storia dell’arte, che ben ha espresso, in autori come Caravaggio o come anche Michelangelo , lo studio del gesto e del movimento, che sono la base del lavoro attoriale insieme a quello sulla voce.

Pretendo che i miei attori siano anche degli intellettuali, come già prima di me, e meglio di me, aveva richiesto PierPaolo Pasolini nel “Manifesto per un nuovo Teatro”

E ritengo che si possa cominciare proprio dall’arte , che come il teatro è simbolo, che come il teatro, è portatrice di un messaggio profondamente spirituale.

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