“Il discorso del re” ovvero una straordinaria lezione di Fonetica

Insegnando dizione e fonetica ormai da più di dieci anni, ho incontrato sulla mia strada, nel tempo, numerosi re Giorgio, che per motivi diversi sono giunti a me nella speranza che il miracolo avvenisse.
Erano uomini e donne comuni, che per ragioni meccaniche e psicologiche, non riuscivano a pronunciare correttamente le parole della lingua italiana, e non mi riferisco solo alla pronuncia corretta degli accenti(che direi per esperienza essere il problema minore) ma alla pronuncia della struttura fonetica , cioè articolazione vocalica e consonantica.

Ricorderò su tutti due casi, un uomo e una donna , alfa e beta, (non scriverò i nomi per rispetto )davanti ai quali davvero tutta la mia professionalità ha vacillato, per il lavoro di decostruzione e nuova costruzione, che vedevo dinnanzi a me.

Quando un soggetto non articola,( cioè mangia costantemente vocali e consonanti all’interno o in chiusura di parola)non riesce a comunicare con il mondo che lo circonda…è tagliato fuori, additato e deriso, dalle persone che gli sono più vicine.

Il mio lavoro non consiste nel risolvere semplicemente un problema meccanico, perchè alle parole che il soggetto divora , corrispondono, nella maggioranza dei casi, pezzi di anima e di vita che al tempo stesso vengono divorati.

La parola è voce, e la voce è in costante rapporto con la nostra anima , si flette e si adagia sulle nostre emozioni.(vedi il saggio di Roberto Rebora, “Della voce umana”)

Se l’emozione non riesce a tradursi parola e voce, rimane dentro di noi, causando ansie, paure, gioie, dolori, chiari e scuri che non possono essere gettati fuori e condivisi..

E l’anima, nella solitudine, si ammala..e si spegne.

Ecco perchè, lavorare sull’articolazione di un soggetto e sulla sua voce, significa stabilire un rapporto molto intimo con l’anima di quest’ultimo, che a me si affida, per tornare a vibrare e a splendere di luce propria.

In questo film del 2010, “Il discorso del re” vincitore di svariati premi, l’allievo Colin Firth, si affida ai metodi empirici ma validissimi del logopedista Geoffrey Rush,il quale entrerà con grazia e forza nella psicologia dell’allievo, per restituirgli pienamente l’uso della parola .
Magnifica interpretazione di entrambi, e soprattutto veri e straordinari gli esercizi di fonetica, dai quali possiamo solo imparare.

Consiglio la visione dell’intero film, per apprezzarne la poesia e la bellezza.

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