L’attore e il pubblico

Il rapporto tra l’attore e il pubblico è complesso e controverso.
Chiunque desideri avvicinarsi al teatro per diletto, gioco, o passione reale, deve assolutamente considerare che la prerogativa fondamentale perchè lo spettacolo abbia luogo, è che ci sia un pubblico a cui rivolgersi.

Non importa quanti siano, purchè ci siano.

Ricorderò un’antica regola del teatro che prevede che se il numero degli spettatori è inferiore al numero dei componenti della compagnia , bè alllora e solo allora lo spettacolo potrà non aver luogo.
In tutti gli altri casi, “The show must go on”.

Ogni attore o allievo attore, nel momento in cui è chiamato sulla scena, deve, e sottolineo deve, preoccuparsi di portare a teatro, per assistere allo spettacolo, il maggior numero di persone possibili.

Questa descritta è una regola, che non va discussa, ma accettata e fatta diventare atto.

Più persone riuscirà a coinvolgere e maggiore sono le possibilità , che anche a dispetto delle sue qualità artistiche, il capocomico decida di farlo lavorare ancora.

L’ attore mediocre che sa comportarsi in compagnia, e sa comunicare la sua passione a coloro che gli sono attorno(il suo potenziale pubblico) sarà sempre preferito all’ attore, pur dotato, che non riesce però a portare il suo pubblico a teatro.

Questo vale come regola , nelle compagnie amatoriali, semi-professioniste,e professioniste.

Io dirigo una compagnia semi-professionista, i miei allievi sanno che, quando li chiamo in scena, devono preoccuparsi di portare almeno dalle tre alle dieci persone a testa.

Questo significa fare i conti con la realtà del teatro attuale.

Il pubblico non è più quello di una volta.
Nel secolo scorso, il teatro era un tempio del sapere,era un luogo sacro di conoscenza, non c’era la televisione, questo strumento infernale, che addormenta e globalizza coloro che, ipnotizzati, siedono dinnanzi a lei.

E’ necessario ridestare le coscienze e comunicare al pubblico la Bellezza e la Saggezza del teatro…
E un capocomico conta sui suoi attori, ai quali chiede di non aver paura e di comunicarsi, di muoversi nel mondo con consapevolezza,di agire e parlare nella vita con la stessa cura e attenzione, con cui parlano e compiono un gesto sulla scena, affinchè il mondo torni a sapere che, l’attore, ha un compito sociale e pedagogico prima ancora che artistico.

E la prossima volta che il vostro capocomico vi assegnerà un ruolo, prima ancora di misurare col righello la lunghezza della parte(così come fanno gli attori “cani” del teatro)pensate dentro di voi:”a chi potrò comunicare il messaggio che questo ruolo mi consegna?”

Questo significa essere attori oggi.

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